martedì 3 marzo 2026

Al festival siamo rimasti a Papaveri e... Paperi!


TIM è main sponsor del Festival di Sanremo. Sì, proprio di quel palco in grado di paralizzare l’Italia intera (o quasi) per una settimana, milioni di persone davanti alla TV, minuti di attenzione che qualunque brand pagherebbe a peso d’oro. Un’occasione gigantesca per dire: “Ecco chi siamo. Ecco dove stiamo andando. Ecco il futuro.”

E invece?

Paperi. Gente trasformata in paperi in tempo reale con una demo di “intelligenza artificiale” che sembra uscita da una beta version del 2021. Altro che innovazione visiva, come era stata preannunciata a noi giornalisti in conferenza stampa il giorno dell'inaugurazione di Sanremo. Qui, invece, siamo dalle parti dei primi esperimenti virali generati male, quelli che condividevi su WhatsApp per ridere. Livello “Will Smith che mangia spaghetti” — ma con budget da prima serata nazionale.

 

Quando hai il palco più grande del Paese non stai solo riempiendo uno spazio tra una canzone e l’altra. Stai facendo branding strategico. Stai posizionando la tua idea di innovazione. Stai dicendo al mercato: “Questa è la nostra visione tecnologica.” E la visione è… trasformare il pubblico in anatre digitali con tracking traballante?

Carlo Conti... paperizzato!

Nel 2026, con l’AI che sta riscrivendo interi settori, la narrazione dell’innovazione si riduce a un filtro di Snapchat sotto steroidi? Se questa è la dimostrazione di futuro su cui vogliamo puntare, forse il problema non è la demo. È l’idea di innovazione che abbiamo deciso di raccontare.

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