lunedì 23 febbraio 2026

Segnali dal quartier generale Radiohead: nuova società, nuove prospettive



Nel grande romanzo della musica alternativa degli ultimi trent’anni, i Radiohead occupano un capitolo a parte. Quando esplosero sulla scena internazionale negli anni Novanta, non furono semplicemente l’ennesima band britannica di talento: rappresentarono una delle ultime, autentiche scosse telluriche del rock globale. In un panorama che iniziava già a mostrare i segni della saturazione, portarono un’idea radicale di suono, forma e linguaggio, traghettando il rock oltre i suoi confini tradizionali e aprendo la strada a un modo completamente nuovo di intendere l’album, la produzione e perfino la distribuzione. Oggi, a distanza di anni dall’ultimo lavoro in studio, un nuovo segnale sembra emergere dal loro universo.

Una nuova società, un nuovo indizio

Secondo quanto riportato da NME, lo scorso 19 febbraio i cinque membri della band – Thom YorkeJonny GreenwoodColin GreenwoodEd O’Brien e Philip Selway – sono stati nominati direttori di una nuova società privata a responsabilità limitata: Futile Endeavours Limited, ufficialmente registrata nel Regno Unito. Per i fan più attenti, questo dettaglio burocratico è tutt’altro che secondario. Nel tempo, infatti, la creazione di nuove entità legali da parte del gruppo ha spesso anticipato annunci importanti: tour, ristampe, nuovi progetti discografici. Al momento non esiste alcuna conferma ufficiale su ciò che Futile Endeavours Limited comporterà. Ma la storia insegna che quando i Radiohead muovono pedine sul piano societario, qualcosa di concreto è quasi sempre dietro l’angolo.

Una strategia già vista

L’ultimo album della band, A Moon Shaped Pool, è uscito nel maggio 2016, pochi mesi dopo la registrazione della Dawn Chorus LLP.

Nel 2021, la costituzione della Spin With A Grin LLP precedette l’annuncio della monumentale ristampa Kid A Mnesia.

Nel 2022, la nascita della Self Help Tapes LLP anticipò invece il debutto dei The Smile, il progetto parallelo guidato da Yorke e Greenwood.

Ancora più di recente, la società RHEUK25 aveva lasciato presagire la tournée che lo scorso novembre ha riportato il gruppo sui palchi europei, con quattro date anche in Italia.

Non si tratta di semplici formalità amministrative: per una band che ha fatto dell’autonomia e del controllo creativo una bandiera, la dimensione societaria è parte integrante della propria identità artistica.

Indipendenti per scelta (e per visione)

Dopo la pubblicazione di Hail to the Thief nel 2003, i Radiohead si sono separati da EMI / Parlophone, avviando una fase completamente indipendente della loro carriera. Nel 2007 fondarono Xurbia Xendless prima di pubblicare In Rainbows con la rivoluzionaria formula “paga quanto vuoi” direttamente dal proprio sito web: un gesto che non fu solo provocazione, ma un atto politico e culturale che cambiò per sempre il dibattito sull’economia della musica digitale. Le successive uscite fisiche furono poi distribuite in collaborazione con XL Recordings. Ancora una volta, innovazione artistica e innovazione strutturale si muovevano insieme.

Nuova musica all’orizzonte?

La registrazione di Futile Endeavours Limited arriva pochi giorni dopo alcune dichiarazioni di Jonny Greenwood rilasciate al Times. Il chitarrista ha raccontato quanto sia stato emozionante riscoprire dal vivo brani che la band ha sempre ritenuto validi, ma ha ammesso di aver trovato “strano non fare nulla di nuovo durante il tour”. Greenwood ha spiegato che tutti i membri sono attualmente impegnati a creare musica in altri contesti e ha dichiarato di non avere idea di quando i Radiohead potrebbero pubblicare di nuovo insieme. Ha inoltre sottolineato quanto sia complesso organizzare una tournée: le venue vengono prenotate con un anticipo tale che, anche decidendo ora, un eventuale nuovo tour non partirebbe prima di almeno 18 mesi. Parole che non suonano come un addio, ma come la consapevolezza di una band che non ha mai avuto fretta di seguire le regole dell’industria.

L’attesa come linguaggio

Se c’è una cosa che i Radiohead hanno insegnato al loro pubblico è che il tempo può essere parte dell’opera. Ogni pausa, ogni deviazione, ogni progetto parallelo contribuisce ad alimentare un universo creativo che non si è mai piegato alla logica della produttività forzata. Quando emersero negli anni Novanta, furono una delle ultime grandi, vere novità del panorama musicale internazionale: una band capace di reinventare il rock dall’interno, traghettandolo verso territori elettronici, orchestrali e sperimentali senza perdere profondità emotiva. Oggi, anche una semplice registrazione societaria è sufficiente a riaccendere l’attenzione globale. Futile Endeavours Limited potrebbe essere solo un nome su un documento. Oppure l’anticamera di un nuovo capitolo.

Con i Radiohead, la differenza è spesso solo questione di tempo.

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