Se pensi ai Deep Purple la prima canzone che ti viene in mente, nel 99% dei casi, è "Smoke on the Water'', basata su un giro di chitarra di Ritchie Blackmore che intere generazioni di aspiranti guitar heroes hanno provato almeno una volta a suonare: un riff semplice ma geniale, composto da
quattro accordi, che è diventato un classico del rock. La genesi del brano, invece, vede l'involontaria partecipazione di Frank Zappa, citato anche nel testo. Estratto dall’album ''Machine Head'' del 1972, il brano diventa un singolo,
pubblicato il 26 maggio 1972, trasformandosi in un successo inaspettato per la band. Racconta di una vicenda di cronaca avvenuta il 4 dicembre 1971 a Montreux (in Svizzera, un tempo una delle capitali europee del rock) quando, verso la
fine di un concerto - appunto - di Zappa, uno imbecille (poi identificato come il
giovane fan Zdenek Spicka) spara un razzo segnaletico che dà fuoco al Casinò,
dove si sta svolgendo l'esibizione. Fortuna vuole che tutto il pubblico e la band riescono a mettersi in salvo senza danni. Il titolo di quello che è oggi considerato un capolavoro,
letteralmente “fumo sull’acqua” è attribuito al bassista Roger Glover,
che si riferisce alla foschia che s'alza dall’edificio in fiamme sopra il lago
di Ginevra. I membri dei Deep Purple assistono dal loro hotel all’incendio
della struttura in cui avrebbero voluto registrare il nuovo album. Una storia
ricordata da una scultura che riporta titolo e note della canzone su uno
spartito, proprio sotto lo stabile in riva al lago, riaperto nel 1975. Non
potendo più registrare il disco all'interno del Casinò, la band sceglie i corridoi del Grand Hotel, con lo studio di registrazione mobile dei Rolling Stones. Una volta terminati tutti i brani, però, si rendono conto che l’album è
troppo breve ed è a quel punto che Glover suggerisce di improvvisare un pezzo, scritto in venti minuti.
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martedì 28 maggio 2019
giovedì 31 maggio 2012
ALBERTO RADIUS "Che cosa sei"
Un musicista e un chitarrista strepitoso, che andrebbe rivalutato e trasmesso più spesso nelle radio (che utopia...): Alberto Radius! Con un passato remoto da progger (Formula 3, Il Volo) e poi da solista, con alcuni album memorabili, come il primo "Radius" (nel quale partecipano come ospiti Demetrio Stratos, Giulio Capiozzo e Patrick Djivas che formeranno a breve gli Area, Franz Di Cioccio e Giorgio Piazza della Premiata Forneria Marconi, Gianni Dall'Aglio e Vince Tempera), "Carta straccia", "Che cosa sei" e "America goodbye".
Dal suo secondo album, registrato nel 1976 dopo lo scioglimento de Il Volo, vogliate gradire questa delizia di brano in doppia modalità: live bootleg e versione originale.
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venerdì 18 maggio 2012
Le canzoni che amo
Una canzone che adoro: Pale White Girl, tratta dall'album Sex Age & Death di Bob Geldof, una sorta di disco-terapia dedicato alla sua ex moglie Paula Yates, trovata morta dopo aver ingerito un cocktail di alcol ed eroina. Una collezione di canzoni piene di dolore, ricordi e interrogativi. "Insieme eravamo molto felici - ha raccontato Geldof -, poi ha incontrato Michael, si è innamorata e mi ha lasciato». Sir Bob non è mai riuscito a capire perchè la moglie buttò al vento "un' armoniosa vita di coppia per tornare a un' esistenza esagerata e piena di imprevedibili alti e bassi» al fianco di Michael Hutchence, cantante degli Inxs, anche lui morto in circostanze misteriose.
giovedì 5 aprile 2012
"THOUGHTS OF MARY JANE" di Nick Drake
Un vero e proprio angelo caduto dal paradiso... per la gioia di tutti i cuori puri che popolano questo pianeta: Nick Drake. Posso dire, con grande orgoglio, di conservare una lettera speditami personalmente dal suo scopritore Joe Boyd, risalente al periodo nel quale trasmettevo in radio!
Qui una another take più lenta ed onirica
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"ALASKA" dei Pendragon
Nuova rubrica sonariana dedicata alle canzoni che amo... senza - inutili in questo contesto - classificazione di genere o epoca: solamente le cose che mi emozionano, che mi fanno ballare e che mi fanno sentire vivo! L'onore di inaugurarla ad un gioiellino di new progressive, "cavallo di battaglia" della band, originariamente contenuto nell'album "The jewel" e, in questo caso, eseguita live nel 2006 in Polonia.
Qui in una rara versione live datata 1989
Qui la 1^ parte della versione originale
Qui la 2^ parte della versione originale
Qui in una rara versione live datata 1989
Qui la 1^ parte della versione originale
Qui la 2^ parte della versione originale
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