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mercoledì 18 marzo 2020

La musica del 3° occhio


Per la serie "Non esco perchè anche se esco dove vado che è praticamente tutto chiuso a parte la farmacia, l'edicola e l'Esselunga che però ha una coda chilometrica per entrare e poi a me le penne lisce m'hanno sempre fatto schifo".... oggi ho deciso che durante lo smart work - che fa tanto "milanese imbruttito" e che di "agile" ha davvero poco - mi vado a riascoltare la discografia dei 13th Floor Elevators, gruppo di rock psichedelico proveniente da Austin, Texas. Nella seconda metà degli anni sessanta (in particolare tra il 1966 ed il 1968) furono una delle prime e più significative formazioni votate alla psichedelia. Giusto qualche giorno fa pensavo ad una serie di artisti rock che ho poco frequentato fino ad oggi... e quindi ho pensato di porre rimedio a questa lacuna!

Il nome della band deriva da un'idea del batterista John Ike Walton che pensò di utilizzare il nome "ascensori"; Clementine Hall (moglie di Tommy Hall, che nella band suonava l'electric jug, una brocca di ceramica elettrificata dal suono davvero unico!) aggiunse poi "13th Floor". 

Clementine Hall
Oltre alla consapevolezza che un certo numero di grattacieli non possiedono un 13º piano, è stato notato che la lettera "M" (come... Marijuana) è la tredicesima lettera dell'alfabeto. Ma c'è un altro "livello" di significato per il loro nome, estremamente più mistico: il riferimento al 13º ed ultimo piano della piramide di illuminazione, dove sorge l'"occhio che tutto vede" o "terzo occhio", un posto di rilievo nell'immaginario della band, e che, secondo il cantante Roky Erickson - a mio giudizio uno dei grandi loser del rock - definisce la stessa musica psichedelica ("è dove la piramide incontra l'occhio"). 

Roky Erickson ci ha lasciati il 31 maggio 2019
Tradizionalmente il numero 13 si riferisce all'ignoto, simboleggiando l'ingresso per la misteriosa fonte di creazione, a volte indicato come "l'occhio del vortice" o "l'occhio di Dio". Nel cervello umano, il terzo occhio si riferisce alla ghiandola pineale, attivabile sia da certe pratiche yaga ma anche dal corretto uso di sostanze psichedeliche come l'LSD, la mescalina e i funghi magici. In parole povere...  il nome della band significa che i membri in realtà servono come ascensori per la coscienza del pubblico, guidato progressivamente dalla musica e dal testo verso uno stato di illuminazione. Provare per credere. Io, da stamattina con la loro musica in cuffia, mi sento decisamente più... ispirato!

martedì 30 aprile 2019

"Drift Code" - Rustin Man



All’inizio dei '90, Paul Webb abbandona i Talk Talk, facendo comunque in tempo a dare il suo contributo al meraviglioso album "Spirit Of Eden". Se la discografia dei Talk Talk non è particolarmente corposa, quella solista di Webb (a.k.a. Rustin Man) è ancora più minimale. Il primo disco esce nel 2002, "Out of Season", realizzato a 4 mani con la splendida voce di Beth Gibbons dei Portishead. A diciassette anni esce "Drift Code": Webb è uno che se la prende comoda, non v'è dubbio! Ma come spesso succede... l'attesa viene abbondantemente ripagata, attraverso un malinconico caleidoscopio sonoro nel quale trovano posto i tempi dispari - molto distanti dalle quadrature del pop-rock attuale - di "Light The Light" e di "Out Tomorrows", uno strumentale a metà scaletta e, soprattutto, una voce di grande fascino e potere evocativo che, a tratti, ricorda Robert Wyatt e le sue ammalianti nenie. Aleggia anche un riferimento incombente che tira in ballo il Bowie di "Space Oddity"... ma anche quello più recente. Appuntamento per il prossimo disco al 2036, per il prossimo album! Io spero di esserci... e voi?!?