venerdì 24 gennaio 2020

Londra chiama... e il Varano risponde!


La mostra nel quarantennale della pubblicazione del famoso album dei Clash "London Calling", allestita presso il London Museum, rimane apertà fino al 19 aprile. Io sarò a vederla a marzo, giusto in tempo per tributare il mio personale omaggio ad un album che mi ha davvero segnato l'esistenza. Una vera e propria glorificazione della band rivoluzionaria e di un album importante che ha scosso la scena musicale internazionale, fungendo da inno per Londra, per i londinesi e per tutti gli amanti della musica in tutto il mondo, me compreso. Un disco epocale, di notevole complessità compositiva ed abbondanza di generi: certamente il punk ma anche ska, pop, reggae, rockabilly, r'n'b e pure il jazz! 

In mostra ci sono oltre 200 oggetti (alcuni mai esibiti inprecedenza) fra cui testi manoscritti inediti, oggetti personali dei cantanti, strumenti musicali, lettere, disegni originali, parti di scenografia e tanto altro materiale relativo a ogni aspetto della vita del gruppo. C'è naturalmente anche il Fender Precision Bass di Paul Simonon, distrutta sul palco del Palladium di New York City il 21 settembre 1979, gesto immortalato nella copertina del disco.

Tutti devono ringraziare i Clash, pure i RHCP che così li omaggiano, in questa personale Porno, pardon... London Calling!

Free Download: JOHNNY MARR - KCRW FM, 18 Nov 2013

Johnny Marr, ex degli Smiths, suona alcuni classici con la sua band, durante il programma Morning Becomes Eclectic sull'emittente radio californiana KCRW FM, 18 novembre 2013. 
Qualità broadcast in formato FLAC 

01. (=Intro=)
02. Upstarts
03. Sun And Moon
 04. New Town Velocity
 05. Lockdown
 06. (=Interview=)
 07. The Messenger
 08. Please, Please, Please Let Me Get What I Want
 09. Bigmouth Strikes Again (The Smiths)
 10. How Soon Is Now? (The Smiths)

The Band: Johnny Marr - Vocals / Guitar James Doviak - Guitar / Keys Iwan Gronow - Bass Jack Mitchell - Drums

Qui potete assistere allo streaming video dell'esibizione

Tributo acustico a Neil Peart

Ho già parlato in passato di Jacob Moon perchè lo considero il miglior interprete di cover dei Rush con la sua chitarra acustica. Dopo la scomparsa di Neil Peart, anche lui come molti altri artisti, ha avuto modi di tributare il suo omaggio al grande batterista e parolieri del leggendario trio canadese.

I Pinkf Floyd ad Hammamet


La solita musica...


Agli albori di questo blog creai una rubrica che si chiamava "Se telefonando" che, prendendo il titolo dallo storico brano del repertorio di Mina (che annovera tra i suoi autori Maurizio Costanzo e grande arrangiamento di Ennio Morricone), mostrava foto e riferimenti legati a questo ormai irrinunciabile mezzo di comunicazione personale. Di recente tutti abbiamo assistito ad un'evoluzione ed oggi il device cambia: dallo smartphone al... citofono! Ma la "musica" - purtroppo - rimane sempre la stessa: ignoranza, manie di protagonismo, populismo.

Pubblico dissenso


Un militante del Movimento 5 Stelle brucia pubblicamente la bandiera sul palco di un comizio pentastellato, dissentendo sulle dimissioni di Gigino Di Maio!

Strettamente personale

La mia rubrica fissa di musica su ADESSO è in edicola! Segnalo in particolare, con orgoglio, la citazione del nuovo live dei Deep Purple, la bella lettura (per Emons Audiolibri) di "Kitchen confidential" scritto dal compianto gastronomo rock'n'roll Anthony Bourdain, troppo spesso ricordato solo per la sua liaison amorosa con Asia Argento. E ancora... un bel bluray sulla straordinaria carriera di David Crosby, l'anniversario di nascita della fascinosa Sade e l'annunciato biopic al cinema per Bob Dylan.

giovedì 23 gennaio 2020

La bufera s'avvicina...


Ciao Mic...


Il 17 gennaio scorso è scomparso all’età di 64 anni Mic Gillette, prima tromba e membro fondatore della band funk soul Toweo of Power, originaria di Oakland, California. Formatisi alla fine degli anni sessanta i ToP furono uno dei gruppi funk più importanti nei successivi settanta, caratterizzati da un'incredibile sezione fiati. Mic Gillette era figlio d’arte, suo padre Ray suonò il trombone nelle Big Band del leggendario Tommy Dorsey. In carriera Mic ha collaborato con un grande numero di musicisti, tra gli altri, Rolling Stones, Elton John, Santana, Sheryl Crow e Rod Stewart. A metà degli anni ottanta Mic Gillette lasciò la band - nella quale suonava anche anche il flicorno, il trombone e la tuba - per dedicarsi alla famiglia ma continuando a lavorare come turnista e insegnante di musica nelle scuole.


In un’intervista rilasciata nel 2014 dichiarò: "E’ una vita divertente. Ho avuto una grande carriera. Sono stato seduto accanto a presidenti e ho suonato l'inno nazionale davanti a 200.000 persone. Ma mi piacerebbe essere ricordato per essere stato un buon insegnante e se qualcuno dovesse chiedere a un mio allievo come hai imparato a suonare così, si facesse il mio nome."

martedì 21 gennaio 2020

Andate a lavorare, teppisti!!!


Per la serie "teppisti della lingua italiana": oggi ho sentito una lettrice del tg che, durante un servizio su Sanremo, ha detto "Ginior Chilli". Quasi più insopportabile del rapper stesso!

Fluido rosa e investimenti strampalati


Tra i '70 e gli '80 per sfuggire alle tasse che - in caso di ricchezze milionarie - potevano arrivare anche ad aliquote del 95%, i migliori nomi del pop e del rock d'oltremanica iniziarono a espatriare, spostando le proprie residenze in paesi più tranquilli dal punto di vista della pressione fiscale: gli Stones si stabilirono in Francia (dove nel '71 registrarono uno dei loro capolavori, "Exile on Main St"), mentre Bowie e Marc Bolan ripararono in Svizzera. Cat Stevens andò in Brasile, a differenza di Rod Stewart e dei Bad Company, che preferirono la California. Cinque anni dopo lo scioglimento dei Fab Four, Ringo Starr si spostò nel Principato di Monaco. A metà degli anni Settanta i Pink Floyd erano una delle band più popolari del mondo: la doppietta "The Dark Side of the Moon" del '73 e "Wish You Were Here" del '75, li rese molto ricchi ma anche un preciso obiettivo del fisco. 

Racconta Nick Mason, batterista della band: "Il successo di 'Dark Side of the Moon' finì per lasciarci coinvolgere con una società di consulenti finanziari chiamata Norton Warburg. Tra il '77 e il '78 continuavamo a incassare senza sosta i guadagni di 'The Dark Side of the Moon' e 'Wish You Were Here', e in Gran Bretagna l’aliquota fiscale per i redditi più alti era dell’83% e del 98% sugli utili investiti. La Norton Warburg ci convinse a mettere in atto uno schema che ci avrebbe fatto risparmiare sulle tasse: la parola d'ordine era capitale di rischio e la proposta era di trasformarci in una società operativa investendo il denaro dei Pink Floyd in varie imprese. La faccia negativa e irritante della medaglia era che se anche queste società avessero avuto successo, avremmo dovuto liberarcene per evitare di destare l’interesse dei funzionari del fisco per sospette speculazioni illecite, dato che così era strutturata l’operazione. Per come era, difficilmente lo schema ci avrebbe dato preoccupazioni, perché molti dei nostri progetti commerciali erano talmente sbagliati che nessun banchiere sano di mente li avrebbe presi in considerazione. In questo periodo ci facemmo coinvolgere in attività di barche a remi in fibra di carbonio, pizzerie e un ristorante su una chiatta galleggiante. Non ci facemmo mancare nemmeno un albergo fallito riconvertito in fabbrica di dolci, una fabbrica di scarpe per bambini, il Memoquiz (un antesignano del Game Boy), una società di autonoleggio e una azienda che produceva skateboard chiamata Benji Boards. Un caso ci lasciò perplessi: una società della quale ci avevano parlato era stata ufficiosamente autorizzata dalla Rolls-Royce a commerciare auto di seconda mano. Ebbe, però, parecchi problemi di consegna: le auto non arrivavano, oppure - se arrivavano - erano peggiori della Bentley con cui, con il gruppo, avevamo sfiorato la morte durante il tour di Jimi Hendrix nel 1967. Alla fine, due dei dirigenti di questa società passarono un po' di tempo nelle patrie galere". 

A conti fatti, l'operazione non finì bene: per salvare il salvabile nel 1978 il gruppo fu costretto a un anno di esilio dalla madrepatria, tenendo le session di registrazione di "The Wall" tra Nizza, New York e Los Angeles. Un nomadismo forzato caratterizzato da tensioni, in particolare tra Waters, Gilmour e Richard Wright, con il tastierista estromesso dai crediti finali del disco e reintegrato solo come musicista aggiunto. 

"Ma non furono le tasse troppo alte in Gran Bretagna a portarci in esilio", specificò lo stesso Mason nel 2005 al tedesco Galore Magazine: "Fu l'avidità a portare i Pink Floyd all'estero. Avevamo pensato di fare un mucchio di soldi portando le nostre residente fuori dal nostro paese, risparmiando sulle tasse e investendo i soldi risparmiati. Sfortunatamente, le persone alle quali ci affidammo per investire i nostri soldi si rivelarono inutili".

Dal Wisconsin ad Assago


DNA Concerti presenta l'unica data italiana di BON IVER il 9 novembre al Mediolanum Forum di Assago (MI), uno dei pochi musicisti in grado di tenere il pubblico, generalmente rumoroso e dalla chiacchiera facile, in un magico silenzio. Non sarà quindi necessario aspettare 7 anni come l’ultima volta, tanto era stata la distanza tra un live e l’altro. Sei mesi dopo l’incredibile concerto al Castello Scaligero di Villafranca di Verona che ha fatto sold out lo scorso luglio, Bon Iver annuncia una nuova, unica data milanese. Sarà il Forum di Assago ad ospitare le note indie folk della creatura artistica di Justin Vernon, che dal freddo Wisconsin ha conquistato il mondo con le sue melodie mitologiche e primordiali.  I fan italiani tirano quindi un bel sospiro di sollievo, dopo aver visto esclusa l’Italia dalle date europee di primavera annunciate a settembre. Una ventata di gioia per tutti coloro che aspettavano di ascoltare dal vivo l’ultimo disco uscito ad agosto (sempre con l’indipendente Jagjaguwar) e candidato a tre Grammy (due l'artista li aveva già portati a casa nel 2012). 

Prevendite disponibili dalle 10:00 di venerdì 24 gennaio sul circuito Ticket One - www.ticketone.it

A proposito di cosa?!?

A Sanremo monta la polemica, evviva!!! Matteo Salvini, verde dalla rabbia, si schiera apertamento come Junior Cally - il chiacchieratissimo rapper mascherato - postando un tweet che non lascia spazio a fraintendimenti. D'altronde è risaputo che lui possiede un palato musicalmente fine, amando tutt'altro genere di musica...

Free Download: GENTLE GIANT - West Berlin, 18 Jan 1972



Band per progsters dal palato fine i GENTLE GIANT, qui catturati da una buona registrazione audience (vista anche la data) sul palco della Deutschlandhalle di Berlino Ovest. 

La formazione di quel tour prevedeva:
Gary Green - guitar, mandolin, vocals, recorder, bass guitar, drums, xylophone
Kerry Minnear - keyboards, lead vocals, cello, vibraphone, xylophone
Derek Shulman - lead vocals, saxophone, recorder, keyboards, bass guitar, drums
Phil Shulman - lead vocals, saxophone, trumpet, mellophone, clarinet, recorder, percussion
Ray Shulman - bass guitar, trumpet, violin, vocals, viola, drums, percussion, recorder, guitar
Malcolm Mortimore - drums, percussion

De gustibus


Il rapper sardo Salmo dà forfait al festival: "A Sanremo preferisco San Siro". Io, invece, preferisco San...tana!

Svendita totale

 

Guardando il prezzo di questa bella t-shirt - una bella maglietta effetto vintage di David Bowie con il sax in mano - in un negozio della catena Kiabi (che naturalmente ho poi acquistato...) mi è venuta in mente un album di Fabio Concato, precisamente il secondo della sua carriera: "Svendita totale", uscito nel 1978 su etichetta Harmony. Il grande rock ormai è appannaggio di vecchi rincoglioniti dai 60 anni in su, che meritano solo pochi euro, roba da cestoni nei centri commerciali. Ai giovani questa roba non interessa, preferiscono spendere 30 euro per una limited edition del cd di Sfera Ebbasta...
Così è se vi pare.

lunedì 20 gennaio 2020

Sanremo Golden Age

Visto che gli ospiti stranieri nella 70^ edizione del festival sono davvero poca cosa... rifacciamoci occhi ed orecchie con Peter Gabriel, guest nel 1983,vero e proprio alieno nella Riviera dei Fiori. Per la cronaca, la gara venne vinta da Tiziana Rivale col l'(in)dimenticabile brano "Sarà quel che sarà".



In quest'altra serata del medesimo festival, il finale con la fune che lo fa volare sopra le prime file, si conclude con una bella schienata!

Le foto di Storm Thorgerson in mostra


Un’icona assoluta come il prisma di “The Dark Side of the Moon” ma anche la mucca di “Atom Heart Mother” e la stretta di mano sulla cover di “Wish You Were Here”. E ancora, le figure misteriose che campeggiano su “Houses of the Holy” dei Led Zeppelin. Sono tante le copertine della storia del rock che portano la firma di Storm Thorgerson, scomparso nel 2013 e passato alla storia soprattutto per i lavori realizzati per la band di David Gilmour e Roger Waters. Alla sua arte visionaria Milano dedica una mostra, gratuita, battezzata “Age of Aquarius”, visitabile dal 23 gennaio al 7 marzo presso Après-coup Arte Milano, in via Privata della Braida 5.

La libreria dei Radiohead


Da sempre esibiscono un'atteggiamento social molto partecipativo e un desiderio di condividere coi fan la loro arte davvero superiore alla media. L'ultima loro iniziativa si chiama Radiohead Public Library e rappresenta un archivio online con il catalogo completo della band e molti altri contenuti speciali: materiale grafico, video ufficiali, esibizioni live in alta definizione senza pubblicità, rarità, playlist dei membri della band del periodo di "In rainbows" e "The king of limbs", sessioni di registrazione di "A moon shaped pool" e molto altro). Un vero e proprio forziere dei tesori del gruppo guidato da Thom Yorke. Da oggi su Radiohead.com tutti i fan possono creare la propria tessera ed avere accesso all'archivio. Io l'ho già fatto!

Da oggi e fino a venerdì, inoltre, Yorke e compagni diventeranno a turno bibliotecari per un giorno e presenteranno una selezione personale dei contenuti dell'archivio sui social della band. Per celebrare l'apertura del catalogo online, il gruppo ha deciso di rendere disponibili sulle piattaforme digitali contenuti precedentemente introvabili in digitale come l'EP di debutto del 1992 "Drill", "I want none of this" dalla compilation a scopo benefico "Help! A day in the life" del 2005 e l'Ep di "Remix "TKOL REMIX 8" del 2011.

Data unica per Sting 2020


Il nuovo tour mondiale di Sting farà tappa nel nostro paese a luglio per un'unica data (almeno per il momento). Sarà Parma ad ospitare lo show dell'ex bassista dei Police, sul palco del Parco della Cittadella il prossimo 23 luglio. Sting sarà il secondo ospite internazionale del cartellone del festival Parma Città della Musica, dopo i Kraftwerk (che invece si esibiranno al Parco della Cittadella a maggio). I biglietti per il concerto di Sting a Parma saranno in vendita su TicketOne e in tutti i punti vendita autorizzati a partire da venerdì, 24 gennaio.

Gordon Matthew Thomas Sumner torna nel nostro Paese a distanza di pochi mesi dal concerto dello scorso ottobre al Mediolanum Forum di Assago e a un anno dagli spettacoli al Gran Teatro Geox di Padova e in Piazza Napoleone a Lucca.

Disintossicazione


Al rientro dal festival mi è venuta un'idea che reputo molto efficace per liberarmi dalle tossine velenosissime della canzone sanremese: un inedito di De Andrè padre con la PFM al cinema, docufilm diretto da Walter Veltroni! Chi viene come me?!?

venerdì 17 gennaio 2020

Free Download: RUSH, Anaheim, 12 Jun 1981



Proseguiamo gli omaggi al grande maestro del ritmo Neil Peart con l'offerta di una splendida registrazione audience dei RUSH - proveniente dalla collezione del leggendadio taper Mike Millard - realizzata durant lo show dell'Anaheim Convention Center, Anaheim, 12 giugno 1981. Per la serie: "Quando ha senso collezionare una registrazione microfonica di 1st generation". Per i pignoli e gli impallinati di registrazioni live, segnalo che questa è stata effettuata con un registratore a cassette Nakamichi e microfoni AKG 451E...

giovedì 16 gennaio 2020

O-Z-Z-Y forever!



S’intitola “Biography: The Nine Lives of Ozzy” ed è una puntata della serie "Biography" in onda sul network statunitense A&E che sarà presentata in anteprima alla prossima edizione del South by Southwest, in programma ad Austin, Texas, nel mese di marzo. Un documentario di 86 minuti che racconta ripercorre la vita dell’ex Black Sabbath a partire dalla sua infanzia, citando anche la singolare esperienza nel mondo dei reality. Tra i colleghi musicisti coinvolti in “The Nine Lives of Ozzy” troviamo quel mattacchione di Marilyn Manson, Rob Zombie, Ice-T e il frontman dei Korn Jonathan Davis. Nel frattempo il 21 febbraio esce “Ordinary Man”, album del quale Ozzy ha già messo a disposizione una prima anticipazione, ovvero il brano in collaborazione con l’amico Elton John “Ordinary Man”. La moglie Sharon ha commentato: “Sono solo molto felice per Ozzy che sia stata accolta positivamente. Non posso ascoltarla fino alla fine perché mi fa piangere. Non ci riesco”. Una ballatona ruffiana - con tanto di sezione d'archi molto beatlesiani - nella migliore tradizione dei lenti registrati da Osbourne, con una chitarra struggente nel finale: ascoltala qui!

Free Download: ROGER WATERS - Desert Trip, 9 Oct 2016



ROGERONE WATERS e band in un bellissimo soundboard (qualità audio perfetta in mp3) del suo concerto durante il "Desert Trip" 2016 a Indio (CA), 9 ottobre. Quasi 3 ore di pura goduria floydiana.

Zero Zero Settete!


La sapete la novità?!? Il brano per il nuovo film di James Bond verrà inciso nientepopodimenoche da Billie Eilish... fatevene una ragione! Sì, proprio lei... la cantante di "Bad Guy", che il 26 gennaio si esibirà sul palco dei Grammy (dove è in lizza in ben 6 categorie), interpreterà la canzone principale del nuovo film di 007. Si intitolerà "No Time To Die" (come il film) e uscirà in contemporanea alla pellicola ad aprile. Da "bondiano" di ferro non posso che rimpiangere Shirley Bassey, Paul McCartney, Louis Armstrong, Sheena Easton, Carly Simon e Tom Jones (ma anche A-Ha e Duran Duran)... ma io sono un vecchio nostalgico, anche un po' "rinco". Largo ai giovani!

mercoledì 15 gennaio 2020

Me cojoni...


Si avvicina il tour-de-force del pestibal, pardon... festival e l'angoscia monta come una confezione di panna nel frullatore Girmi alla massima velocità! Michele Zarrillo sarà uno dei 24 big che si contenderanno la vittoria, uno dei pochi che seguirò con affetto e che - a differenza di molti altri - conosce il buon rock, avendo suonato in giovane età in band progressive come i Semiramis (coi quali pubblicò un album, il concept "Dedicato a Frazz") e, per un breve periodo, anche nei Rovescio della Medaglia: LO SAPEVATE?!?

Michele Zarrillo è quello a destra


Eppure c'è gente che non lo può proprio sopportare, soprattutto nelle sue canzoni più romantiche e mollicose...

Avanzi di un decennio




Un mio recente articolo pubblicato dal settimanale TUTTO (sul curo la parte di musica & spettacolo) cerca di riassumere un decennio di malefatte made in Italy! Meno male che nella seconda parte della rubrica in mio soccorso arrivano il grande Nick Cave, (quel che resta degli) Yes e Le Orme del III batterista al mondo (secondo una nota fanzine di prog giapponese). Su Gigi stendo un velo...


martedì 14 gennaio 2020

Strettamente personale


Il nuovo numero di TUTTO settimanale con la consueta rubrica dedicata all'universo radiofonico.

Rush fans ingombranti

Il ritmo non ha età


Free Download: RUSH - Offenbach, Stadhalle, 28 May 1979

 


Bella registrazione soundboard dei Rush, catturati sul palco della Stadhalle di Offenbach (Germania) il 28 maggio 1979. Per ricordare Neil nei tempi eroici! Mi ricordo che in quegli anni avrei dato un braccio per poterli vedere dal vivo... ma avrei dovuto aspettare ancora parecchio. 

Suonare come i Rush?!? Un gioco da ragazzi...


La formazione che ogni progster ama, impegnata in una versione della loro "Tom Sayer" in versione Guitar Band!  Visto che in questi giorni sui social abbondano i doverosi tributi al nostro Neil Peart... qui di seguito mi sono divertito ad includere qualche versione altrettanto strana di alcuni brani del meraviglioso terzetto canadese, a cominciare da una versione - a mio giudizio splendida - di "Subdivisions", eseguita sul tetto (vi ricorda qualcuno?!?) da Jacob Moon con la sua loop machine:


Brooke C non è Neil... ma sono sicuro che lui apprezzerebbe lo sforzo e la dedizione:


Con Mike Portnoy, Paul Gilbert e Sean Malone torniamo invece su standard molto alti, per questa 
cover di "YYZ":


Anche i Peanuts dei Charles Schultz amano i Rush:



Pure quel mattacchione di Les Claypool paga il tributo, con una formazione decisamente atipica: basso, violoncello, vibrafono e batteria!



Chiudo con un divertente drum contest fra Neil e un air drummer:

lunedì 13 gennaio 2020

Ciao Neil...


Una parte concreta della mia vita l'ho trascorsa al ritmo (e mai questa parola fu più appropriata...) delle varie uscite discografiche. Ricordo vividamente quando uscirono - rispettivamente nel 1982 e nel 1984 - gli album dei Rush "Signals" e "Distant Early Warning": in entrambe le occasioni mi ero segnato su ulla mia agendina il giorno di uscita nei negozi sull'agenda e puntualmente mi presentai dal mio pusher musicale di fiducia... coi soldi fra i denti! Perchè parlo dei Rush? Ormai sapete tutti della scomparsa del grandissimo Neil Peart, notizia che personalmente ho appreso fra venerdì e sabato scorso, che sta monopolizzando migliaia di account personali e di gruppi su Facebook.

Ah l'insonnia... spesso nel cuore della notte butto un'occhiata al telefonino per distrarmi (anche dalle urgenze della prostata). Notte alta e sono sveglio. Sabato alle 4:00 apprendo con un tuffo al cuore - da maldestro batterista - la tristissima notizia di uno dei miei riferimenti batteristici assoluti. Con ritardo ma con enorme sincerità, oggi voglio dire la mia su un musicista (e soprattutto un uomo) che ho sempre sentito estremamente vicino. Dopo i contributi di colleghi illustri (Mike Portnoy, Carl Palmer e molti altri) e di fan, anch'io desidero testimoniare l'ammirazione per le sue doti tecniche, per gli splendidi testi che scriveva e - soprattutto - per le sue qualità di uomo, messe a dura prova dalla vita, spesso spietata. Per chi non l'avesse ancora fatto, consiglio caldamente la lettura del suo libro "Il viaggiatore fantasma. Un anno in moto per ritrovare la vita", edito in Italia da Tsunami. 


Nel giro di dieci mesi Peart, giustamente considerato uno dei migliori batteristi di tutti i tempi, perde la figlia diciannovenne, morta in un incidente stradale e pure la moglie, incapace di superare l'immenso dramma legato al suo lutto. Due eventi tremendi che fanno di lui un vero e proprio fantasma, senza alcuna voglia di continuare a vivere. Peart decide di prendere la sua BMW R1100GS e partire senza una meta, per un viaggio durato oltre 80.000 chilometri e 14 mesi. Un viaggio che rappresenta una fuga ma anche un esilio e soprattutto esplorazione, anche dentro se stesso. Durante il tragitto Neil annota in un diario i suoi progressi e i suoi insuccessi, come tappe di un percorso catartico di dolore e guarigione... ma anche le sue avventure da viaggiatore, i meravigliosi paesaggi scoperti in sella alla sua moto, le persone che ha incontrato lungo la strada e che lo hanno portato, finalmente, a ritrovare la gioia, l'amore e la voglia di vivere. Dolcemente viaggiare... con un fluente ritmo di vita nel cuore, come diceva quel tale.


venerdì 10 gennaio 2020

Ben Watt: dalla chitarra al pianoforte... ma è sempre un "bel sentire"!


Scoprì la sua vena autorale attraverso "Eden" (1984), il debut album degli Everything But The Girl (il suo duo con la bruttarella ma talentuosa Thacey Thorn)... ma fu col suo lavoro precedente insieme a Robert Wyatt -  da me acquistato solo nel 1986 - "Summer Into Winter" che mi resi davvero conto del suo valore artistico. Dalle chitarre dei suoi precedenti lavori solisti, qui compone e suona i nuovi brani al pianoforte verticale. Il nuovo "Storm Damage" è un cd emozionante ed emotivamente partecipato, che offre all'ascolto un equilibrato mix di momenti diversi, passando dal buio di alcune atmosfere alla solarità di altre. Da segnalare assolutamente l'emozionante "Irene", con la partecipazione di Alan Sparhawk dei Low alle chitarre ma anche "Festival Songs", che ricorda il lavoro con Wyatt precedentemente citato. Un'ottima cura preventiva all'infezione sanremese che sta per colpirci...

Pino Daniele: quel pomeriggio di un giorno da stadio

 
L'embargo del rock internazionale dal vivo nei confronti dell'Italia, iniziato al Vigorelli il 5 luglio del 1971 (la "battaglia" che coinvolse i Led Zeppelin ospiti al Catagiro) venne informalmente revocato il 27 giugno di nove anni dopo, quando Bob Marley incantò, insieme ai suoi fedelissimi Wailers, lo Stadio di San Siro (lo so... si chiama Meazza ma io sono un convinto nostalgico!) ricevendo il suo battesimo per i grandi eventi live. Quel giorno sia il sottoscritto che Fabio, storico appassionato milanese e collezionista di nastri, eravamo presenti. Fabio si è portato un registratore Sony Wm-d6c, un microfono e una cassetta. Prima del profeta di Kingston, sale sul palco come supporter la "giovane promessa" Pino Daniele e, quando il bluesman napoletano inizia il suo set, senza indugio Fabio preme il tasto "rec". Passano più di trent'anni e Massimo e Mattia, titolari del canale YouTube TheVinylBuzz, entrano in contatto con Fabio, che gli offre di rilevare l'intero archivio accumulato negli anni: 5000 cassette con registrazioni originali e inedite. In mezzo a quel ben di Dio spunta anche la registrazione del set di Pino e i due, in maniera professionale (visto anche che Daniele era da poco scomparso) cercano di mettersi in contatto con i membri della sua band. Ad un certo punto ricevono una telefonata dal manager di James Senese che li dirotta sull'avvocato di famiglia del grande cantautore. Il legale, com'era logico aspettarsi, consiglia ai due di rivolgersi alla casa discografica che inizialmente, pare entusiasta del ritrovamento, chiedendo di avere dei campioni audio per fare alcune prove di masterizzazione, in vista di una possibile pubblicazione del materiale. Poi, il nulla: improvvisamente la comunicazione tra i collezionisti e l'etichetta si interrompe. Le ipotesi possono essere a questo punto diverse: i discografici sono entrati in possesso di una registrazione più bella (magari effettuata dal banco mixer), oppure davvero il materiale viene considerato non pubblicabile.


Questo il set (poco meno di un'ora e mezza): "Sotto 'o sole", "Uè man!", "Chillo è nu buono guaglione", "Voglio di più", "Je so' pazzo", "Musica musica", "A testa in giù", "Quanno chiove", "A me me piace o' blues"

Se vi interessa... collegatevi al gruppo Facebook Live Rarities...

giovedì 9 gennaio 2020

In ricordo del "Quite One"


Per tutti (soprattutto per la stampa, amante tout cour delle etichette) George Harrison era il "quiet Beatles": un carattere schivo e riflessivo che lo portava a non sentirsi a suo agio tra le orde di fan urlanti che i Fab Four inevitabilmente attiravano. Il suo carattere e il modo di intendere la vita, progressivamente, lo indussero ad intraprendere un’intensa ricerca spirituale scoprendo in questo modo la religione, la cultura e la musica indiane. Con l'apprendimento della base tecnica per suonare il sitar, inserì suggestioni orientali nelle canzoni che compose con i Beatles oltre che, naturalmente, in quelle da solista. Tramite la sua musica cercò di avvicinare i suoi ascoltatori alla spiritualità. Nonostante la scomoda convivenza artistica con la coppia Lennon & McCartney, che tendevano ad escludere gli altri due membri del gruppo dalla composizione dei brani, il suo contributo fu assolutamente fondamentale, concretizzato in pochi ma splendidi brani, "While My Guitar Gently Weeps" su tutti. Anche grazie a lui la band si evolse dallo skiffle degli inizi al sound più articolato degli ultimi album. 


Sabato sera presso il Teatro Guanella di Milano (in Via Duprè 19) andrà in scena "Here Comes George" coi Ticket To Beat, band formata da musicisti di estrazioni eteronegee ma accomunati dall'amore verso i Beatles. Lo spettacolo rappresenta un appassionato tributo dedicato alla ricerca della religiosità nelle canzoni di George, presentato all'Harrison Day, tenutosi a Brescia lo scorso febbraio.

Sul palco:
Dario Volpi - chitarra ritmica e voe
Mauro Volonteiro - chitarra acustica e voce
Alberto Campesan - basso
Luigi Corvino - batteria e percussioni
Carlo Tansi - tastiere e voce
Roberto Cacciamali - chitarra slide


Prevendita su Vivaticket, info 370 1217473

mercoledì 8 gennaio 2020

Amico di ieri


Una foto che risale al 2013, quando Aldo Tagliapietra festeggiò a Milano i 40 anni di "Felona e Sorona", uscito nel 1973. Uno dei dischi della mia formazione progressiva, un concept - come si usava allora - imperniato sulla fantasiosa storia di due pianeti immaginari, contrapposti e complementari. 

MACALPINE, funambolo della 6 corde


Unica data italiana per il virtuoso chitarrista Tony MacAlpine, che suonerà lunedì 30 marzo 2020 al Dedolor Music Headquarter di Rovellasca (CO). Prevendite disponibili sul circuito ufficiale DIYTicket
MacAlpine è ampiamente noto come un virtuoso della chitarra che è altrettanto abile alle tastiere. "Edge of Insanity", uno dei suoi dodici album da solista, è attualmente considerato uno dei dieci migliori album di chitarra di tutti i tempi. Oltre al suo lavoro solista, Tony ha anche fatto parte di numerosi super gruppi rock tra cui Planet X con Derek Sherinian e Virgil Donati, PSMS (Portnoy / Sheehan / MacAlpine / Sherinian), trascorrendo sette anni a suonare chitarra e tastiere nella band itinerante di Steve Vai. Dopo una battaglia contro il cancro nel 2015 e del 2016, Tony ha ripreso a suonare, incidendo anche un album, "Death of Roses".

Free Download: AA.VV. - Tribute to Robert Wyatt, Paris, 4 Dec 2019



Robert Wyatt è, senza ombra di dubbio, un artista immenso, uno fra i più innovativi del nostro tempo, meritevole di questo ed altri tributi! In quello che vi propongo oggi da segnalare la presenza di John Greaves, ex Henry Cow e National Health. 

Quella che ascolterete è un'ottima registrazione broadcast, basata in gran parte sul suo capolavoro "Rock Bottom", eseguito dalla North Sea Radio Orchestra: 
Craig Fortnam - guitar, Farfisa, vocals; director 
John Greaves - bass, piano, vocals 
Annie Barbazza - vocals, Farfisa 
Nicky Baigent - clarinet 
Tommaso Franguelli - vibraphone, congas 
William D Drake - piano, Farfisa, vocals 
Stephen Gilchrist - drums 
Luke Crookes - basson 
Harry Escott - cello 
Laurent Valero - violin, flute

Maison de la Radio, Paris. 4 dicembre 2019

martedì 7 gennaio 2020

Sanremo... o morte

 

Alea Iacta Est, non si torna indietro. Certo... se avessi a disposizione una DeLorean DMC-12 con il pieno di carburante, volerei dritto all'edizione 1966 di Sanremo, alla quale parteciparono gli Yardbirds, orfani di Eric Clapton che se ne era già andato, inseguendo i suoi sogni in blues e forti di un implume Jimmy Page. Salirono sul palco del Casinò il 27 e il 28 gennaio, accoppiati con un giovanissimo Lucio Dalla per proporre la versione in inglese di "Paff Bum" e con Bobby Solo, che presentava "Questa volta". Ma siccome l'auto di "Back to the future" non è disponibile... mi toccherà sorbirmi gli sciagurati Achille Lauro, Elettra Lamborghini e Riki. Unica speranza, i Pinguini Tattici Nucleari: non che ne vada matto... ma mi fa simpatia il titolo del loro brano, "Ringo Starr". Ne ipotizzo il testo: la sfavillante storia di un simpatico batterista che, a cauda di varie circostanze, diventa uno dei drummer più famosi della storia del rock. Tutta questione di culo... e di naso!

Firenze Rocks


Durante l'ennesimo soggiorno in quel di Firenze e dintorni, oltre a panini al lampredotto e mestoloni di ribollita... mi sono divertito a documentare il lato musicale e rock di una città universalmente nota per tutt'altro. Ecco qualche scatto che condivido volentieri con voi che mi seguite.

Una memorabilia di Tony Iommi dei Black Sabbath presso l'Hard Rock Cafè locale

Una miniatura di Fender Stratocaster in un negozio di souvenir, espressamente dedicata al Duca Bianco

In questa divertente tribute band dedicata fratelli Gibb suonò il basso anche il caro Marco Mangelli
L'uomo vitruviano di Leonardo alle prese con una batteria a doppia cassa!
Anche nella street art si colgono accenti musicali meritevoli di una fotografia

Al mio occhio attento non è sfuggito neanche questo Renato Carosone, sul muro di un vicoletto vicino all'iconico Duomo