venerdì 13 dicembre 2019

Free Download: Joni Mitchell & Jackson Browne, Washington 6 May 1979



JONI MITCHELL, JACKSON BROWNE, DAN FOGELBERT, GRAHAM NASH e JOHN HALL in questo concerto registrato al Capitol Steps di Washington, il 6 maggio 1979, trasmesso via radio, per la Coalition Rally-Anti-Nuclear Rally. Durante il suo spazio, la Mitchell presenta "God Must Be A Boogie Man" come un pezzo nuovo, quindi - deduzione logica - il suo album "Mingus" non era ancora uscito...

44 minuti di qualità non eccelsa (fruscio di sottofondo e qualche distorsione)... ma comunque ascoltabile, se non altro per il valore documentaristico dell'avvenimento.



Sempre in nome del padre


Dopo il grande successo in tutta Italia, il 18 dicembre - per la prima volta a Milano e ultima data del 2019 - arriva agli Arcimboldi il tour di Cristiano De Andrè “Storia di un impiegato”.

Cristiano De André prosegue nel recupero del repertorio musicale di suo padre, rileggendo il disco del 1973 sempre più attuale, un concept album sugli anni di piombo e sulla speranza di costruire un mondo migliore, che prosegue in questo modo a smuovere le coscienze. “Storia di un impiegato” racconta il gesto di un impiegato degli anni ’70, animato dal ricordo della rivolta collettiva del Maggio francese del 1968. 

Il tour di Cristiano. partito a novembre 2018, sta ricevendo ottimo riscontro da parte di pubblico e critica, registrando sold out nei teatri d’Italia, a marzo 2019 è arrivato anche all’Alcatraz di Milano e a luglio 2019 all’Arena di Verona. Il tour è prodotto e organizzato da Intersuoni Srl, divisione Booking & Management Unit. Le prevendite sono disponibili su Ticketone e sui circuiti abituali. 


“Cristiano De André - Storia di un Impiegato” è diviso in due parti: nella prima affronta lo storico disco, arrangiato come una vera e propria opera rock, nella seconda comprende altri celebri brani di repertorio come “Fiume Sand Creek” e “Don Raffaè”, che hanno affrontato il tema della lotta per i diritti, e alcune perle, come “Il pescatore”, contenute nei progetti discografici di grande successo “De André canta De André – Vol. 1” (2009), “De André canta De André – Vol. 2” (2010) e “De André canta De André – Vol. 3” (2017). 

Cristiano e Stefano Melone (il produttore artistico) hanno dato una nuova vita musicale alle canzoni del disco, un suono rock-elettronico, calibrato sui momenti psicologici del protagonista della storia, dall’iniziale clima di sfida dettato dall’introduzione sui giorni del Maggio francese sino al fallito attentato e al carcere. La regia dello spettacolo, curata da Roberta Lena, è piena di soprese, dai visual, alle luci. 

La band che lo accompagna è formata da Osvaldo Di Dio, Davide Pezzin, Davide Devito e Riccardo Di Paola.

giovedì 12 dicembre 2019

Dall'album dei ricordi dei primissimi Queen


L'ha postata Brian May sul suo Instagram: una rara foto del line-up originale della band, da sx: Roger Taylor (all'epoca non ancora canterino...), Mike Grose (primo bassista), Brian May e Freddie Bulsara!

David Gilmour spettatore dei Pink Floyd!


Se vi chiedete come sia accaduto... leggete questa sua recente dichiarazione:

"L'unica volta che ho visto i Pink Floyd dal vivo è stato il bis allo stadio di Montreal il 6 luglio 1977, l'ultimo concerto del tour di “Animals”, quello in cui Roger ha sputato su qualcuno, credo. Ero così incazzato per qualcosa - non riesco nemmeno a ricordare per cosa - che mi sono rifiutato di suonare il bis e sono andato al banco di missaggio per guardare il bis, con Snowy (White) che suonava (le mie) parti. È stato l'unico momento in cui li ho un po' visti”.

Chissà se alla fine David avrà applaudito o meno...

Ascolta qui tutto il concerto, compreso il bis "incriminato":

mercoledì 11 dicembre 2019

I CRASS chiedono ai fan un remix!


La leggendaria band punk dei Crass ha annunciato una cosa molto divertente per Natale, mettendo in rete tutte le tracce separate delle canzoni del disco “Feeding Of The 5000”, pubblicato inizialmente nel 1978 e rimasterizzato la scorsa primavera per Crass Records / One Little Indian. Il download è gratuito. Le tracce sono perfettamente separate l’una dall’altra e l’idea è quella di coinvolgere i fan nella produzione di remix inediti e di rimandarli alla band tramite upload sul sito (termine ultimo per il caricamento dei brani: 31 gennaio 2020). I remix più belli saranno inclusi in un vinile, il cui titolo provvisorio è “More Tea, Vicar?”, che sarà messo in vendita per Crass Records / One Little Indian e i cui ricavati saranno interamente devoluti in beneficenza. 
Durante gli anni ’70 e i primi '80 i Crass erano in prima linea nella scena punk londinese, promuovendo l’anarchia quale ideologia politica e rendendo popolare l'anarco-punk. La band credeva nell’azione diretta, organizzando occupazioni abusive, diffondendo messaggi antifascisti e incoraggiando la resistenza alle pubbliche autorità attraverso la realizzazione del tutto artigianale di libretti informativi e la creazione di forme d’arte come collage musicali, poesie e filmati. Fra la primavera e l’estate 2019, Crass hanno ripubblicato, completamente rimasterizzata, l’intera loro discografia. I primi tre album, "Stations Of The Crass", "The Feeding Of The 5000 (The Second Sitting)" e "Best Before 1984" sono stati ripubblicati a maggio. "Yes Sir I Will", "Penis Envy", "Ten Notes On A Summer’s Day" e "Christ The Album" a giugno. Tutti i titoloi sono disponibili in cd, vinile e in digitale.


LINK PER IL DOWNLOAD DELLE TRACCE SEPARATE
LINK PER L’UPLOAD DEI REMIX INEDITI (valido fino al 31 gennaio 2020)

martedì 10 dicembre 2019

Rotolando... respirando...

Ma quando esce il nuovo degli Stones?!? In attesa del nuovo album in studio (basta live, per favore...) delle "pietre rotolanti"... eccovi un gustoso antipasto da parte di Mick!

Il volo di Loletta



Una libellula, simbolo di equilibrio, pace e libertà, che si muove elegantemente sopra la palude, suo habitat naturale nonché culla delle sue umili origini. Il suo rimanere al di sopra del pelo dell’acqua, quasi distaccata dal mondo, racchiude un significato importante: considerato che il tema ispiratore di questo terzo capitolo discografico è la violenza sui più deboli (in particolare le donne e i bambini), la libellula diventa simbolo di riscatto. Una dichiarazione di speranza che si può leggere in due modi: da un lato, che le vittime della violenza possono rendersi libere, anche se non senza sforzo; dall’altro, che chi infligge  violenza sui deboli può innalzarsi dal proprio fango morale e liberarsi a sua volta. 

È online “Storia di Loletta”, il video che anticipa "Alone Vol III", terzo capitolo del “disco perpetuo” di Gianni Maroccolo in uscita il 17 dicembre per Contempo Records. Realizzato come sempre da Michele Bernardi con la tecnica del cut out digitale 2D partendo dalle illustrazioni di Marco Cazzato, il videoclip interpreta le molteplici suggestioni sonore del brano – prima traccia dell’album in uscita che ne condensa l’intero pensiero - e aiuta a posare uno sguardo obliquo sulla musica e sulle tematiche che l’hanno ispirata.


Una vera e propria “colonna visuale”, dove sono le immagini a venire guidate dal suono, all’opposto di quanto accade nella tradizione cinematografica della “colonna sonora”. Il titolo del brano - bellissimo anche dal punto di vista musicale (Gianni è davvero un "grande"!) si ispira a un testo di Nina Maroccolo, sorella di Gianni, “Non possiedo nome eppure m’invadono tutti”, scritto in occasione del disco e recitato in alcuni momenti al suo interno da Luca Swanz Andriolo.

Ciao Marie...


Dal 2002 combatteva una battaglia purtroppo persa in partenza: quella di un tumore al cervello. Marie Fredriksson, voce femminile degli svedesi Roxette, è morta ieri all'età di 61 anni. Il suo album solo "The Change" l'aveva dedicato proprio all'esperienza delle cure in ospedale. Il compagno di band Per Gessle ha commentato: "Tutto il mio amore a te e alla tua famiglia. Le cose non saranno mai più come prima".

Pump up the volume e... sentirai i Beatles imprecare!


1 agosto 1968, Trident Studios di Soho, Londra. I Beatles stanno registrando "Hey Jude". Dopo aver incise le tracce base, arriva il momento delle sovraincisioni. L'orchestra di 36 elementi non sembra particolarmente entusiasta e il risultato ottenuto è talmente scialbo da fare sbottare Paul McCartney che, all'ennesima prova non all'altezza affronta i musicisti a muso duro: "Ca**o, ragazzi: volete essere pagati o no?".

La tensione aumenta quando agli orchestrali viene proposto di battere le mani e cantare in coro il ritornello nella celebre coda del brano. Per convincerli a prestarsi a una cosa da loro ritenuta volgare e inopportuna, la produzione raddoppia la diaria. Tutti accettano, ad eccezione di un irriducibile che si rifiuta con sdegno affermando: "Non batterò il tempo cantando su una maledetta canzone di Paul McCartney".

Se ne volete avere una prova audio indossate le cuffie, alzate il volume e andate a 2 minuti e 58 secondi del brano: sotto traccia è possibile sentire qualcuno esclamare un bel "fucking hell"! A farsi scappare la volgarità sarebbe stato - secondo alcuni - John Lennon, indispettito dal volume della base in cuffia troppo alto. Stando ad un'altra versione, sarebbe stata pronunciata da McCartney, innervosito da un suo errore al pianoforte. Una parolaccia finita in una delle tante tracce che vennero inviate agli studi di Abbey Road per il mixaggio. Il tecnico del suono della EMI all'inizio neanche se ne accorse, nonostante la band l'avesse avvertito. E comunque essendo stata inserita in un bounce (una specie di "fusione" tra diverse tracce in una singola, per ovviare alla limitata disponibilità nei registratori di allora), era tecnicamente impossibile da eliminare.

lunedì 9 dicembre 2019

Il "triplete" dei Kraftwerk


Se alla prima data milanese se ne era aggiunta una seconda (Padova), adesso i teutonici Kraftwerk rendono noto di aver raggiunto quota 3, sempre a Milano, la prossima primavera. Il nuovo appuntamento live della seminale band krautrock – oltre al live del 25 maggio al Teatro degli Arcimboldi di Milano e a quello del 21 maggio al Gran Teatro Geox di Padova – è previsto il 26 maggio e va nuovamente in scena agli Arcimboldi. 


I biglietti per il concerto del 26 maggio saranno disponibili in prevendita a partire dalle ore 11.00 di domani, martedì 10 dicembre, su TicketOne. La band, nata in quel di Düsseldorf, attualmente composto da Ralf Hütter, Henning Schmitz, Fritz Hilpert e Falk Grieffenhagen, ha dato alle stampe il suo ultimo album d’inediti, “Tour de France Soundtracks" nel 2003, in occasione del centenario del Tour de France. L’ultimo passaggio in Italia dei Kraftwerk risale alla scorsa estate, quando la band si esibì al Rock in Roma e al Teatro Romano di Ostia Antica.

Credito fotografico Peter Boettcher

Albero di Natale? Fatto!


Secondo tradizione, anche per questo 2019 l'alberello è stato allestito in salotto, con gli hits natalizi di Bing Crosby, Dean Martin e Frank Sinatra in sottofondo. Nonostante la tradizione musicale classica... non è mancato - come si nota dal video - un tocco di prog! E mentre in Piazza Duomo ne è stato allestito uno che ricorda "The Lamia" (targato Esselunga)... io vi auguro ogni bene!


Simple Minds: chi non muore si rivede!


Farà tappa anche in Italia il tour col quale, nel 2020, i Simple Minds celebreranno quarant'anni di carriera. La band scozzese arriverà nel nostro paese la prossima estate per quattro concerti che, tra le altre cose, vedranno Jim Kerr e compagni festeggiare all'Arena di Verona - con un anno di ritardo - i trent'anni dal concerto del 1989 da cui fu tratto il dvd "Seen the lights". I Simple Minds si esibiranno l'11 luglio a Pistoia (durante il Pistoia Blues, in piazza Duomo), il 15 luglio a Roma (Cavea dell'Auditorium Parco della Musica), il 18 luglio a Taormina (Teatro Antico) e il 4 agosto - appunto - a Verona. I biglietti per i concerti saranno disponibili su TicketOne e in tutti i punti vendita autorizzati dalle ore 11 di giovedì 12 dicembre. Piccola nota di gossip: Jim Kerr è stato sposato con Chrissie Hynde (leader dei Pretenders) e, successivamente, con Pasty Kensit (cantante degli Eight Wonder, compariva anche nel film "Absolute Beginners" con David Bowie). In tutte e due i casi... il divorzio ha sancito la conclusione di entrambe le relazioni.

venerdì 6 dicembre 2019

Per non dimenticare



Ricordo distintamente che quella sera del 1969 ero in cucina con mio padre e mia madre. La radio accesa (ai tempi avevamo la tv solo in salotto), ad un certo punto diedero la notizia della bomba scoppiata alla Banca Nazionale dell'Agricoltura. Nel 50° anniversario della strage di Piazza Fontana, il 12 Dicembre 2019 alle ore 21, presso il Salone del Circolo Arci “Bellezza” di via Bellezza 16/a, verrà proposto un incontro/concerto tratto da “I PESCI CI OSSERVANO” (2009), disco del cantautore e performer milanese ANDREA LABANCA. Canzoni e monologhi che, come per un’esigenza interiore, aiutino ad elaborare il lutto di cittadini democratici, rimasti orfani di verità sulle stragi, stordita dai boati delle bombe, a partire proprio da quella di Piazza Fontana. Soprattutto le giovani generazioni che, a causa del vuoto di verità istituzionale, hanno dirottato l’ansia di giustizia verso i grandi pensatori, “trasformando Marx, Freud, Lacan, in incubi e spettri con cui convivere e del cui silenzio, in pericolosa solitudine, cibarsi”. “I pesci ci osservano” è soprattutto il racconto esistenziale di chi ha paura di essere imbrigliato da qualcosa di più grande di lui, che sicuramente lo soffocherà. 

Lo spettacolo scritto nel 2009, acquista oggi un’altra valenza: alcune cose sono cambiate e non tutte in meglio, altre paure sembrano essersi rinnovate ma non scomparse. I brani non denunciano e non fanno giustizia: guardano da angolature inconsuete il degrado che ciò ha generato; attraversano sentimenti e sensazioni di dissoluzione, la delusione per la mancanza di credibilità e l’indifferenza, il disorientamento per l’amore perso, la rassegnazione verso il potere e il complotto, il vittimismo degli stragisti, il disordine culturale (il sonno della ragione anticipa mostri), la solitudine dell’uomo nel degrado della civiltà, la gestione colta e intellettuale del fallimento, l’alibi della finta innocenza e delle false verità per finire con il vuoto dell’attualità in cui anche l’economia del reale, totem del progresso e dello sviluppo, cede il passo all’illusione finanziaria. Attorno a questo repertorio, eseguito con gli inserimenti di GUIDO BALDONI alla fisarmonica (già protagonista anche della versione discografica), si incontreranno interventi poetici di VINCENZO COSTANTINO “CINASKY” e, in qualità di ospite, brani di ALESSIO LEGA, credibile erede del canzoniere politico, con un omaggio a Ivan Della Mea. “I PESCI CI OSSERVANO”, è composto da nove brani, scritti e cantati da ANDREA LABANCA, che danno vita ad un concerto “volutamente indefinibile, in precario equilibrio tra la canzone d'autore e il teatro dell’assurdo e che rende tutto imprevedibile, suggerendoci il presagio di un sereno disastro..” Tra provocazione culturale e rammarico disfattista, lo spettacolo (come il disco cui si ispira) sviluppa un percorso fatto di citazioni, riferimenti e personaggi che delineano la costellazione artistica di Andrea Labanca, fatta di buona letteratura ma anche di cinema e di teatro e … di sdegno civile. 

INGRESSO GRATUITO (CON TESSERA ARCI), FINO AD ESAURIMENTO POSTI 
Info: 02 5831 9492 e-mail segreteria@arcibellezza.it 

Ferragosto, canzonette non vi conosco...


Il Ferragosto punk rock del Bay Fest è pronto a tornare più in forma che mai: tra fiumi di birra, del sano pogo e innumerevoli sing-along, i primi nomi annunciati sono due formazioni assolutamente gloriose per l'edizione 2020: BAD RELIGION e CIRCLE JERKS. Annunciate anche le date in cui si svolgerà la sesta edizione del festival: 15, 16, 17 agosto 2020 al Parco Pavese di Bellaria Igea Marina, Rimini. 

Free Download - DAVID BOWIE, Los Angeles, The Forum, 4 Apr 1978



Una bella registrazione fatta dal mitico taper Mike Millard (a.k.a. Mick the MICrophone) durante l'Isolar II Tour di David Bowie, concerto già uscito nel bootleg "Slaughter in the air". Su YouTube è ascoltabile una seconda versione di questo show, inferiore a livello qualitativo ma che include l'apertura con "Warszawa", che non compare nel bootleg in vinile.


mercoledì 4 dicembre 2019

It's been a long time since I rock and rolled...


Non so chi attualmente la canta peggio: l'ormai irrimediabilmente sfiatato Robert Plant o Roger Taylor, batterista dei Queen. Voi che dite?

Questo l'ho fatto io...

La mia nuova rubrica, puntuale come il fisco, sul nuovo numero del settimanale Adesso. Non potevo non citare la recente targa dedicata a Londra ai miei adorati The Who, lo scempio perpetrato su Lucio Dalla da Rai 1 e i 40 anni di "The Wall"! Segnalazione speciale per il nuovo album di Beck, che trovo delizioso...

5 show per il "Padrino del Mod" nel 2020


A tre anni dalle ultime date italiane, Paul Weller annuncia cinque concerti estivi che toccheranno il nostro paese da Nord a Sud. Questi gli spettacoli confermati, i biglietti saranno disponibili dalle ore 11 di venerdì 6 dicembre sui circuiti Vivaticket, Ticketmaster, Dice.fm e Ticketone:
  • Mercoledì 22 Luglio - PORDENONE, Pordenone Blues Festival 
  • Venerdì 24 Luglio - ROMA, Rock In Roma - Auditorium Parco della Musica / Cavea 
  • Sabato 25 Luglio - LOCOROTONDO (BA), Locus Festival 
  • Lunedì 27 Luglio - FIRENZE, MusArt Festival 
  • Martedì 28 Luglio - GRUGLIASCO (TO), GruVillage 105 Music Festival 
I fan di tutta Italia avranno quindi l’occasione di assistere dal vivo al talento eclettico di uno dei principali rappresentanti della cultura Mod. Partito dal punk, Weller è transitato nei pressi dell'acid jazz fino a spingersi da solista verso nuove sonorità, sconfinanti nel pop, folk, soul e perfino nell’elettronica. Quest’incredibile capacità di sperimentazione emerge dalla florida discografia di Weller che, dopo Jam e Style Council, dal 1992 ha pubblicato ben quattordici album in studio, l’ultimo dei quali, "True Meanings" (Parlophone Records), è uscito nel 2018.

Visto che pensare a una reunion delle sue ex band è una chimera... godiamoci questi show e facciamoceli bastare!

lunedì 2 dicembre 2019

Parola mia


"Scrivo canzoni tristi perchè quando sono felice esco" (Bruno Lauzi). Una frase che mi fa tornare alla mente quella volta che intervistai il leader dei Type O Negative Peter Steele, scomparso nel 2010. Quando gli chiesi "Cos'è per te la felicità?" lui, dopo una pausa alla Celentano di qualche secondo, mi rispose... "Io non sono mai felice".

Sir Elton, alla faccia dello stile...

Durante un recentissimo live compreso nel tour ‘Farewell Yellow Brick Road World Tour’ di Elton John - precisamente all’HBF Park di Perth, in Australia - la rockstar inglese ha fermato la sua esibizione e, rivolto alla security che stava allontanando una ragazza, ha urlato: “Ehi, voi due, guardie della sicurezza con la ragazza... vaffanculo! Riportatela indietro immediatamente. Dai, idioti, siete tutti e due degli idioti. Non trattate le ragazze in quel modo. Lasciatela in pace”. A parte lo stile non proprio nobile... benfatto Elton!

Il ritorno di Sinead (sperando in bene...)


Non ho idea di come oggi possa reggere uno show completo... ma a giudicare da una recente versione live dell'hit che l'ha resa celebre (scritta dal genio Prince), "Nothing Compares 2 U", con la quale si è esibita lo scorso settembre al "The Late Late Show" del canale irlandese RTÉ One... c'à da ben sperare.


Sinead Marie Bernadette all'anagrafe, straordinaria vocalist, una delle grandi protagoniste della musica tra gli '80 e i '90. Spesso osteggiata da critica e pubblico per comportamenti di ogni genere "sopra le righe", trovò ad un certo punto della carriera aiuto e conforto in Peter Gabriel, che la coinvolse con sé nel cast del Womad Tour, carovana itinerante della world music, ideata proprio dall'ex-leader dei Genesis. Irruente ed ingenua, segnata da fallimentari storie affettive e dalla depressione, scostante ed intrattabile secondo molti discografici, "vivere contro" sembra sempre essere stata la sua filosofia di vita che, raccogliendo ogni volta pezzi lungo la strada... l'ha portata fino ad oggi.

"Quello musicale è il peggior business con cui si possa avere a che fare"

venerdì 29 novembre 2019

La favola del pifferaio magico


Si chiama "The Prog Years" ed è il titolo del tour che il "pifferaio magico" Ian Anderson con i suoi Jethro Tull porterà in giro nella primavera 2020, facendo tappa per due volte anche in Italia: 25 marzo al Teatro Colosseo di Torino e 27 marzo al Teatro Galleria di Legnano (MI). I biglietti saranno disponibili in prevendita a partire dalle ore 10.00 di lunedì 2 dicembre sul circuito Ticketone. Sul palco con Anderson ci sono David Goodier (basso), John O’Hara (tastiere), Joe Parrish (chitarra) e Scott Hammond (batteria). Se non volete attendere l'anno prossimo, sappiate che tra qualche giorno la band sarà impegnata in tre concerti di beneficenza dedicati al Natale: il 19 dicembre al Capitol di Pordenone, il 20 alla Chiesa di San Vitale a Parma e, in conclusione, il 21 dicembre al Teatro Comunale di Ferrara.

Foto ©Marco Borrelli

giovedì 28 novembre 2019

Free Download - BAD RELIGION, Inglewood, 8 Dec 2018


Grandissima band losangelina, paladini dell'hardcore americano, formatisi nel 1980 da un allora 15enne Greg Graffin (che nella foto di copertina di questo bootleg sembra "separato alla nascita" da Bruce Willis), lo stesso che l'anno dopo fonda una piccola etichetta indipendente - la Epithaf - che anni dopo venderà milioni di dischi con band come Offspring, NOFX e Rancid. Coi loro dischi i Bad Religion hanno portato a maturazione un'intera generazione di band, con la loro inconfondibile commistione di ritmiche indiavolate, invettive politiche e progressioni "epiche. Questo è un loro show del 2018, trasmesso dall'emittente KROQ nell'ambito dei loro classici live natalizi.

Reunion Lunapop?!? No assoluto!


Ma davvero ieri sul Corsera Cesare Cremonini ha dichiarato che i Lunapop non torneranno mai più?!? Vabbè... soffriremo come cani per un certo periodo e poi, com'è solita fare, la vità lenirà anche questo grande dolore. Ci sveglieremo una mattina e sentiremo che va un po' meglio, il giorno dopo di più... e via così.

mercoledì 27 novembre 2019

Domenica che si fa?!? Si va per dischi!


50 anni di "canzone d'autore"


Sono passati 50 anni dal giorno in cui la battezzarono. Ci vollero anni per trovarle il giusto nome: il Professor Umberto Eco, nel '64, nella prefazione al libro “Le canzoni della cattiva coscienza”, propose un “canzoni diverse” ma fu Enrico de Angelis, allora giovane giornalista de L'Arena di Verona, il 13 dicembre del 1969, ad attribuirle il nome che ancora oggi si porta dietro: canzone d'autore. È proprio questo anniversario che si vuole ricordare e festeggiare il 13 dicembre 2019 a Roma, al Teatro Eduardo De Filippo dell'Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, con un incontro spettacolo dal titolo “Ti chiamerò canzone d'autore” che vede come ospiti Lucilla Galeazzi, Pino Marino, Raffaella Misiti e Alessandra Casale, Pino Pavone, Piji, Têtes de Bois, Carlo Valente e con la partecipazione di Tosca, che è anche coordinatrice della Paolini e responsabile della sezione canzone. 

La serata, a cura di Daniela Esposito ed Elisabetta Malantrucco, sarà presentata dal giornalista Enrico Deregibus. L'anniversario corrisponde anche ai cinquant'anni di carriera giornalistica di Enrico de Angelis, operatore culturale, storico della canzone, per oltre vent'anni direttore artistico del Club Tenco, all'interno del quale fu braccio destro del fondatore Amilcare Rambaldi fin dal primo giorno. “Era il 1969 – racconta de Angelis - e avevo bisogno di trovare lavoro. Per un mero colpo di fortuna fui assunto subito, senza nemmeno fare gavetta, a “L’Arena”, il quotidiano della mia città, Verona. Con “neutre” mansioni redazionali, naturalmente, ma io ero già appassionato di cantautori, li conoscevo e li amavo da quando per la prima volta avevo sentito alla radio “Quando”, “La brava gente”, “La gatta”… insomma dal 1960. Entrato in redazione, la prima cosa che cercai di fare fu così quella di piazzare in pagina Spettacoli qualche articolo su questi cantanti sui generis che certo allora non conoscevano la fama di oggi, e scrissi su Tenco, su De André, su Gaber… Per dare continuità alla cosa e impedire così che qualche caposervizio bloccasse subito il mio entusiasmo, riuscii a fare di questi articoli una rubrica, e si trattava perciò di trovare la formula da mettere nella testatina. Mi vennero in mente due espressioni: “canzone d’arte” e “canzone d’autore”. Scelsi quest’ultima, evidentemente mutuata dal cinema: si usava molto parlare di “film d’autore” ma non mai di “canzoni d’autore”. Il 13 dicembre 1969 una rubrica di “canzone d’autore” appare dunque per la prima volta su un giornale. Il primo artista di cui parlavo era, guarda caso, Luigi Tenco”. 

Come afferma lo stesso de Angelis, “Come tante parole del linguaggio corrente, anche questa espressione non ha un significato preciso, univoco, scientifico... Al Tenco se n’è discusso per anni, e vedo che se ne discute tuttora, a distanza di 50 anni! La prima peregrina obiezione che certi fanno è che tutte le canzoni hanno un autore... (persino i canti popolari di tradizione orale, dice qualcuno). Ma non è lì il punto”. Se oggi molte cose vengono definite “d'autore”, soprattutto se si vuole far passare un messaggio di qualità e di autenticità, “vuol dire – conclude de Angelis - che l’espressione ha una sua forza, e sono convinto che queste filiazioni siano arrivate non tanto dall’uso fatto per il cinema ma proprio da quello fatto per una materia di così largo consumo come la canzone”. 

La storia del “battesimo” della canzone d'autore si incrocia fatalmente con quella della nascita del Club Tenco: “tre anni dopo – è il racconto di de Angelis - vado a incontrare il geniale inventore di questa cosa miracolosa, Amilcare Rambaldi, e tra noi inizia immediatamente una stretta collaborazione. Rambaldi meditava un festival riservato ai cantautori, la cui prima edizione vide poi la luce nel 1974. Anche in questo caso si trattava di dargli un nome, e anche in questo caso ci domandammo se chiamarla Rassegna della “canzone d’arte” o della “canzone d’autore”. Come siano andate le cose si sa”.

Oggi Jimi avrebbe 77 anni


Figura di punta assoluta della storia del rock, chissà cosa farebbe oggi se fosse ancora vivo? Suonerebbe ancora la sua Fender o si sarebbe già da tempo ritirato in una villetta in campagna? Magari nei pressi della piana di Woodstock, dove parecchi anni prima il giovane afroamericano Johnny Allen Hendrix, all'alba saliva sul palco di un festival che aveva raccolto in una località sperduta dell'America centinaia di migliaia di ragazzi, trasformandosi in simbolo di un movimento mondiale che sognava di cambiare il mondo.

martedì 26 novembre 2019

Beck nell'iperspazio


Il musicista losangelino pubblica un disco registrato in segreto nello studio di Prince, lo Studio A di Paisley Park, residenza della voce di "Purple rain" a Chanhassen in Minnesota. Il disco si intitola proprio "Paisley Park Sessions" e si tratta di un Ep che contiene tre canzoni: nuove versioni di "Where it'at" e "Up all night", due brani di Beck già noti al pubblico, insieme ad un medley composto da "Raspberry beret", "When doves cry", "Kiss" e "1999", quattro cavalli di battaglia del genio di Minneapolis. In attesa di averlo fra le mani mi sto godendo l'ascolto del suo nuovo album "Hyperspace", un lavoro di grande spessore che lo conferma creativamente imprevedibile. In una logica retrofuturibile, Mister Hansen incrocia mirabilmente - nel suo 14° album - elettronica e melodia, ottenendo una dimensione anni '80 molto glamour con un album decisamente assorto, etereo e sospeso fra suoni sintetici e naturali. In una singolare sovrapposizione di blues, hip hop, auto-tune, psichedelia e drum machine. Che il suono quasi del tutto asciutto e minimale rifletta anche la necessità di metabolizzare la fine del suo matrimonio con l’attrice Marissa Ribisi? 

D'altronde tutti sanno dell’immenso potere salvifico della musica, quando si è costretti a fare i conti con i propri demoni: droga, soldi, religioni o affetti che siano. Un iperspazio nel suono del quale mi sto cullando in queste ore...

lunedì 25 novembre 2019

Strettamente personale

Pezzo portante dedicato a Guccini e alla sua partecipazione al... suo tributo: quando si dice "esserci sempre"! Segnalazione per i Caravaggio, una band che spero presto di poter ospitare nel mio nuovo show radiofonico perchè davvero meritevoli di attenzione.

Una targa per CHI?!?


Londra come Los Angeles: all'ombra del Big Ben, nel pittoresco quartiere  tutta dedicata ai musicisti,  è stata inaugurata la “Music Walk Of Fame”. I nomi con cui lastricare la via delle ‘stelle’ musicali, situata tra Chalk Farm Road e Camden High Street, vengono stabiliti da una sorta di giuria internazionale formato da artisti e giornalisti. I primi a ricevere questo riconoscimento sono stati gli Who, prossimamente sarà il turno dei Madness. 

Roger Daltrey e Pete Townshend hanno entrambi preso parte alla cerimonia di inaugurazione della loro targa in granito: “Questa iniziativa è una cosa grandiosa per Camden e per Londra, non solo, servirà per questo quartiere e diventerà una attrazione turistica”, ha commentato Townshend, che ha scherzato sul fatto di preferire una walk of fame nella zona di Goldhawk Road (Londra ovest) dove è nata la rock band, “ma da quelle parti non avevano i soldi per farla”.



Al giorno d'oggi ci vorrebbe più "stile"


Gli anni ottanta Paul Weller li ha dedicati ai The Style Council (anche i miei li dedicai a loro...), duo fondato insieme a Mick Talbot, ex tastierista dei Dexys Midnight Runners e degli ultra-mod The Merton Parkas. Cinque album registrati dal 1983 al 1989 più un sesto (“Modernism: A New Decade”) che abbandonava il soul per ritmi più elettronici e dance, uscito solo nel 1998 dopo il gran rifiuto di un’inorridita etichetta, la Polydor, che non aveva nessuna intenzione di pubblicarlo. Riascoltare quella meraviglia di “Café Bleu”, il loro esordio sul album dopo un iniziale mini lp, rappresenta un'ottima occasione per noi ultra 50enni di nostalgico amarcord, su un progetto che Paul Weller non ha mai rinnegato e che ha spesso difeso da chi lo considerava un semplice passaggio tra il periodo The Jam e la carriera solista. E anche se il Modfather Weller ha più volte chiarito che una reunion non si concretizzerà mai e poi mai... perchà non sognare?!?


venerdì 22 novembre 2019

Si sbagliano di grosso...


Dopo vinile, cassetta, cd, mini cd e dat... adesso ci vogliono propinare l'i-Disc, una nuova modalità di utilizzo e di interazione con il prodotto musicale che - a detta di chi l'ha inventato - coniugherebbe la bellezza del supporto fisico con la praticità dell’ascolto in digitale. Nella presentazione che ho ricevuto pochi minuti fa leggo che... 

i-Disc rappresenta una novità nel mondo della musica, che da anni sta fronteggiando la progressiva scomparsa del compact disc a fronte di un modalità di ascolto sempre più digitalizzata. L'insofferenza crescente nei confronti dei prodotti che non permettono alcuna interazione e la recente tendenza delle nuove generazioni native digitali a scoprire l'esperienza del prodotto fisico (che sul web è già stata battezzata con il termine “phigital”) hanno indotto il mercato a dare una risposta a queste precise esigenze. Semplice da usare, comodo, trasportabile: i-Disc non è un prodotto che richiede abilità informatiche ed è quindi alla portata di tutti. La confezione del prodotto è quella di un 45 giri, contiene un booklet informativo e due diverse alternative per l’ascolto: una scheda contenente un dispositivo di memoria solida e un QR code, da inquadrare con qualsiasi cellulare per l'ascolto in digitale. L'altro grande punto di forza dell'i-Disc è la sua interattività con il mondo dell'artista: attraverso il QR code è infatti possibile accedere ad una piattaforma social dedicata, con contenuti esclusivi, che permette all’utente un'interazione speciale con l'artista e l'accesso ad una serie di opportunità ed emozioni sempre nuove. Ogni copia è unica e il codice dell’i-Disc è utilizzabile da una sola persona. Alcune edizioni speciali di i-Disc saranno pensate per i collezionisti, altre firmate e con la possibilità di accedere a contenuti selezionati particolari, ed ulteriori edizioni saranno dedicate agli audiofili. Ogni acquisto di i-Disc verrà conteggiato nelle classifiche FIMI/Gfk come supporto fisico.

Se pensano, con tutto quanto sopra, di convincermi ad acquistare per l'ennesima volta la discografia di Genesis, Pink Floyd, Dead Can Dance, John Martyn, King Crimson, Beatles, Marillion, Tim Buckley, Saga, John Cale, Elvis Costello, Rush, David Sylvian, Bob Dylan, IQ, Frank Zappa, Fabrizio De Andrè, Chet Baker, Le Orme e moltissimi altri... possono "andarselo a prendere in quel posto"!

Antonello e Francesco, di nuovo insieme


Una storia comune e diversa, quella di due artisti che hanno segnato la musica italiana: ANTONELLO VENDITTI & FRANCESCO DE GREGORI tornano insieme, il 5 settembre 2020 allo Stadio Olimpico di Roma, per un concerto che si preannuncia imperdibile! I due cominciano a collaborare poco più che ventenni durante un viaggio in Ungheria, scrivono le loro prime canzoni insieme, per arrivare al comune esordio discografico con "Theorius Campus" dove Antonello incide “Roma Capoccia”, fin da subito un grandissimo successo e Francesco “Signora Aquilone”. Un disco che sancì per entrambi l’inizio del proprio percorso artistico, il resto è storia. Due personalità differenti ma affini. Due stature cantautorali diverse, ognuna con la sua poetica. Dopo 50 anni tornano insieme protagonisti sul palco dello Stadio Olimpico di Roma, nella loro città, là dove tutto iniziò. I biglietti saranno disponibili in prevendita dalle ore 16.00 di oggi, venerdì 22 novembre, sul sito www.ticketone.it e dalle ore 11.00 di venerdì 29 novembre nei punti vendita abituali. Per info www.friendsandpartners.it

Free Download - DAVID BYRNE, New York, 16 Oct 2019



Un bel concerto (peraltro recentissimo) di David Byrne e la sua "utopia americana", registrato sul palco dell'Hudson Theatre di New York lo scorso 16 ottobre. Registrazione audience di buona qualità in formato mp3.

giovedì 21 novembre 2019

Una poltrona per due, anzi... per tre!


Con maglietta del concerto di Natale degli IQ, eccomi ospite della trasmissione tv "Una poltrona per due", a parlare dalla collaborazione fra il programma condotto dai preparatissimi Roberto Davi e Mirko Giacchetti e il settimanale Tutto. "Una poltrona per due" è in onda su svariate piattaforme tra le quali Vuemme, l'emittente nata dalle ceneri della gloriosa VideoMusic, emittente che ha caratterizzato un’ intera generazione di appassionati e che nel tempo è passata dalla proprietà originaria del Gruppo Marcucci a Cecchi Gori, che ne decretò la scomparsa trasformandola in TMC2. Spazio anche alle chiacchiere extra-edicola, con citazioni marilliche (pure il video di "Kayleigh") e una menzione speciale - udite, udite - per il mio "bugigattolo", diventato una specie di cult!


Collins bambino


Avendo sempre sostenuto che, ai bei tempi, Phil Collins suonava la batteria "da Dio" (ascoltatevi i suoi dischi coi Brand X...), non mi stupisce che una folta schiera di fan dei Genesis si siano scatenanti davanti ad una statua (creata dallo scultore messicano Roman Salvador) eretta in una chiesa messicana, sottolineando la somiglianza tra il bambin Gesù e il già batterista e cantante. L'opera sacra è è alta più di sei metri e mezzo e pesa circa 900 chili, il Gesù Bambino più grande del mondo! Lo stesso scultore ha confermato di essere stato già contattato dalla Guinness World Records per valutare se la statua di Salvador potrebbe entrare nel prestigioso albo.

A proposito... lo sapete che "In the Air Tonight", il suo primo grande hit single da solista, fu ispirato dalla sua separazione dalla prima moglie, la quale si era legata la quale si era legata affettivamente a un decoratore. Durante una puntata di Top of the Pops del 1981, Phil Collins - dimostrando grande auto-ironia - eseguì la canzone con un secchio e un pennello sul pianoforte! Ecco il video in questione:


Oltre a ribadire - se non lo sapete - che allestisce la propria batteria al contrario, cioè con charleston e rullante posizionati a destra e timpano a sinistra (essendo mancino), un'altra cosa che sanno in pochi è la sua presenza come personaggio nel videogioco "Grand Theft Auto Vice City Stories", dove tiene un concerto nella città di Vice City (Miami) nel 1984. Appare in tre missioni (Kill Phil, Kill Phil Part 2 e In the air tonight) e il compito del protagonista del gioco, Vic Vance, è sventare i piani di un pazzo per ucciderlo.

mercoledì 20 novembre 2019

Genitore 1, genitore 2


Così Miss Keta ha concluso il suo concerto a Bologna dello scorso 8 novembre: il contagio è allo stadio finale, come in "Incubo sulla città incontaminata" del Maestro Umberto Lenzi! 


In tutta onestà, confidavo che regalasse anche una versione remix del pezzone "Il paese dei balocchi" di Matteo Salvini... ma non si può avere tutto nella vita. Magari Amadeus lo invita come super-ospite a Sanremo, chissà...

Strettamente personale



Tutto e Adesso, due settimanali ai quali sono legato e che mi vedono coinvolto in redazione. Radio e Musica, due filoni che sviluppo da sempre con passione e che potete trovare sulle due pubblicazioni in edicola...

martedì 19 novembre 2019

Dottoressa Smith


L'Università di Padova conferirà a Patti Smith la Laurea Honoris Causa in Lingue e Letterature Europee e Americane. La cerimonia di consegna della Laurea si terrà lunedì 28 novembre 2019 alle ore 17:00 nell’Aula Magna di Palazzo Bo a Padova (via VIII Febbraio, 2). Si legge nelle motivazioni del Dipartimento di Studi linguistici e letterari dell’Università di Padova. Per Patti la parola è dialogo fra arte e società, sospesa fra il sussurro religioso e l’urlo disperato. Dagli esordi come autrice di poesie recitate e di happening punk fino alle successive sperimentazioni nel rock alternativo, Patti Smith ha esplorato le virtù espressive della parola in ogni sua forma: recitata, cantata, urlata, sputata, sognata, sussurrata. Nei suoi testi riscontriamo inoltre l’ispirazione che le proviene anche dalle grandi letterature europee e americane fra modernità e contemporaneità. Patti disse che per lei Rimbaud era come un fidanzato"

Tributo a Dalla: tutto qui?!?


Eccovi il cast del prossimamente annunciato tributo su Lucio Dalla, sabato prossimo in 1^ serata su Rai1: Ron e gli Stadio (ci mancherebbe pure che non li avessero invitati...), Renzo Arbore (fratelli di clarinetto), Anna Oxa, Gigi Proietti, Iva Zanicchi (why?), Anthony il neo melodico (l'ombra della mano nera su Viale Mazzini?), Gigi D'Alessio e Anna Tatangelo (why?), Enrico Beruschi (...), Al Bano senza Romina (se era anche senza Al Bano era meglio!), Enzo Salvi (c'è da spostare una... salma), Amanda Lear (why?), Drupi, Tiziana Rivale. Ma un Francesco De Gregori o l'axe-man Ricky Portera (magari potrebbe essere la "special guest" degli Stadio), piuttosto che il caro amico Renzo Zenobi (andatevi a riascoltare la sua deliziosa "Telefono elettronico" con la partecipazione di Lucio) no? E Luca Carboni, Samuele Bersani e Fiorella Mannoia che fine hanno fatto?!? No... proprio non ci siamo, dopo la puntata su Faber sento puzza di scempio bis...


HOLLYWOOD VAMPIRES: rock'n'roll e divismo al Forum di Assago


Il supergruppo (?) americano Hollywood Vampires annuncia un tour europeo per l'estate 2020: Sua Maestà rock'n'roll Joe Perry, la superstar di celluloide Johnny Depp e l'inesauribile Alice Cooper sono in tour con il loro acclamato album studio “Rise”, pubblicato su earMUSIC lo scorso giugno. Germania, Austria, Polonia, Paesi Bassi, Lussemburgo, Italia, Svizzera e in altri Paesi ancora. Pacchetti VIP per incontrare Alice, Johnny e Joe, prevendite a partire da martedì 19 novembre, biglietti in vendita al pubblico a partire da venerdì 22 novembre. 
Il dietro le quinte on the road del video di "I Want My Now" è visibile qui 

HOLLYWOOD VAMPIRES, giovedì 10/09/2020 - Assago (MI) - Mediolanum Forum, ore 21:00

Chissà se ci sara pure il pitone di Alice?!?

lunedì 18 novembre 2019

CARAVAGGIO: che bella sorpresa!

Può accadere che in un anonimo e noioso pomeriggio di un lunedì di novembre qualunque... un messaggio privato su Facebook rappresenti un raggio di luce che squarcia le nubi. Proprio così mi è arrivata notizia di "Before My Eyes", singolo d'esordio di una band milanese - i Caravaggio - che vede in azione Vittorio Ballerio e Fabio Troiani, ex Adramelch. Il pezzo, molto originale, mi ha conquistato sin dal primo ascolto: una struttura metal-prog (senza troppo chiasso, come nelle migliori ballate dei Dream Theather) caratterizzato però da suoni mediterranei e da un inaspettato e geniale break di fisarmonica, che ammante ulteriormente d'atmosfera il brano! Se il buongiorno si vede dal mattino... questi Caravaggio promettono grandi cose. Il brano è stato prodotto dal chitarrista Fabio Troiani (colui che mi ha mandato il messaggio di cui sopra) insieme Guido Block, che già aveva prodotto "Opus" degli Adramelch.



Questa la formazione: Vittorio Ballerio – voce / Fabio Troiani – chitarra, mandolino, bouzouki / Marco Melloni – basso / Alessio Del Ben – batteria e nacchere / Nadio Marenco – fisarmonica / Alex La Bua – percussioni.

caravaggiotheband@gmail.com  
https://www.facebook.com/caravaggiotheband/ 
https://www.instagram.com/caravaggiotheband/

Dal tributo a De Andrè ne usciamo con... le ossa rotte!


Ero sicuro che sarebbe stata una totale debacle questa "Una Storia da Cantare" dedicata a Fabrizio De André su Rai 1 ma, con un impeto di inaspettato coraggio, sabato sera ho comunque trovato la forza di raccogliere le forze e di mettermi di fronte al televisore, pigiamone di flanella, minestrone di verdura appena scodellato, una bella tisana calda e ruttino (burp!) libero... ma con discrezione. Eppure tutte le mie più funeste previsioni sono state ampiamente superate dallo scempio offertoci. Un programma totalmente privo di idee e di scrittura, incapace di imbastire un discorso sensato su De André, libero dai soliti luoghi comuni (il rapimento, l'estrazione borghese del giovane Fabrizio, gli "ultimi" e le puttane di via del Campo, i diamanti e la merda). Un tributo - ma è giusto considerarlo tale? - alieno da ogni profondità, pieno di prseudo-artisti preoccupati solo di mettere il proprio io davanti alla canzone che stavano per interpretare (quasi sempre con risultati pessimi). Non mi stupisce che Ernesto Assante e Gino Castaldo - che una volta stimavo in maniera grandissima ma che ormai si occupano solo di musicaccia - abbiano messo la loro firma su cotanto strazio. Mi spiace invece che Enrico Ruggeri, ormai incapace di trovare un barlume di intonazione degna di questo nome e completamente asservito al bieco show-business canzonettistico, sia risultato così fuori luogo: questo non è proprio il suo mestiere.

Unico momento davvero degno di nota ce lo regala Ornella Vanoni, vera e propria "situazionista" della serata. Un incrocio fra il Joker di Batman e Vivienne Westwood, un intervento dadaista  che consegna la Vanoni al mito eterno. Grandissimo Ruggeri che, con un inaspettato colpo d'ala, dopo la surreale versione di "Bocca di Rosa" da parte dell'85enne cantante milanese dice: "Ed io che pensavo di essere un punk". Premio Oscar a Ruggeri per questa straordinaria battuta!


Tutti i cantanti si sono spesi in lodi (peraltro opportune e giustificate) nei confronti della poetica di Fabrizio; ce ne fosse uno - però - che si sia ricordato a memoria il testo a memoria della canzone che eseguivano, tutti con gli occhi fissi sul "gobbo"! Massimo Ranieri sbaglia un paio di versi di "Don Raffaè" (qualche minuto prima al Tg1 il brano viene attribuito alla coppia De Andrè-Pagani, cancellando con un colpo di spugna Massimo Bubola...), Morgan - come suo solito - fa il suo show da divulgatore simil-Sgarbi del rock... ma anche lui legge gli appunti sui fogli ben posizionati sul pianoforte, peraltro per dire - su "Un giudice" - quattro minchiate che conosce anche la buonanima di mia nonna. Sul testo del brano e, in generale, sullo stile di Faber afferma che "in tutte le sue canzoni canta la morte" mentre la Guaccero con quell'aria da oca giuliva spiega: "De Andrè nelle sue canzoni celebra la vita". Parlarsi un attimo prima della diretta no?!? Loredana - Nina Hagen de noantri - Bertè fa a pezzi "Una storia sbagliata", emulando Achille Lauro che, qualche settimana fa, aveva riservato il medesimo trattamento ad un caro amico di De Andre durante l'apertura del Premio Tenco.


E mentre Fabrizio se la ride di gusto in quel di Staglieno, Dalla e Battisti cominciano a chiedersi: chi ci distruggerà nei prossimi due sabati?