domenica 31 maggio 2020

Ciao Bob...


Un altro lutto nel mondo del rock. Se ne va Bob Kulick, chitarrista conosciuto soprattutto per le sue collaborazioni con i Kiss, fratello maggiore Bruce Kulick, chitarra solista del "bacio" dal 1984 al 1996. Nel lontano 1973 fece un'audizione per entrare nella band mascherata come chitarrista solista... ma quando tutto sembrava andare per il verso giusto... gli venne preferito Ace Frehley. Nonostante questo episodio, i Kiss decisero di tenere da conto Bob impiegandolo nel caso in cui Frehley non fosse nelle condizioni di lavorare. Coi Kiss Bob ha suonato in alcuni brani di "Alive II" del 1977. Nel 1982, in occasione dell'abbandono della band da parte di Frehley, venne impiegato come chitarrista provvisorio in attesa dell'assunzione di un nuovo chitarrista, suonando nel frattempo in tutte le tracce inedite dell'album "Killers" e in una dell'album "Creatures of the Night". Ha suonato anche in alcuni album di Meat Loaf e con i famigerati W.A.S.P., senza però mai esibirsi in pubblico con loro.

giovedì 28 maggio 2020

Povero Fogagnolo...




Sesto San Giovanni: stamattina sono uscito a spostare la macchina causa lavaggio delle strade e sono passato per via Fogagnolo e il mio cervello ha cominciato a pensare a questo post. Nel ricco minestrone anni '70 del prog rock di casa nostra erano contenuti gli ingredienti più diversi. Per esempio... la triade romantica costituita da PFM, Banco del Mutuo Soccorso e Le Orme, il jazz-rock del Perigeo, Arti & Mestieri e Napoli Centrale, gli sperimentatori Area, Franco Battiato e Opus Avantra, i cantautori a cavallo fra lo spirituale e lo psichedelico come l'indimenticabile Claudio Rocchi e Alan Sorrenti degli esordi, senza dimenticare chi guardava all'hard rock come il Rovescio Della Medaglia o i classicheggianti New Trolls, Tito Schipa Jr. e via di questo passo. Uno scenario meravigliosamente variopinto, dove sarebbe scorretto non citare altre meraviglie come i Pierrot Lunaire di Arturo Stalteri, la Formula 3 con la pregevole chitarra di Alberto Radius, i meravigliosi Osanna, i Trip, il Balletto di Bronzo e i Delirium con Ivano Fossati. Mi rendo conto che quellli da me citati rappresentano solo una minima parte della miriade di realtà multiformi, le tappe di un percorso tortuoso e zigzagante che comprendeva tutto e il contrario di tutto, situazioni musicali diversissime tra loro ma accomunate dall’etichetta "prog". 

A Milano c'erano, oltre ai magnifici e già citati Area di Demetrio Stratos, anche gli Stormy Six con la punta di dimanate del loro quarto album “Un biglietto del tram” (1975), pubblicato dalla cooperativa “L’Orchestra” fondata dagli stessi Stormy Six, un lavoro prevalentemente acustico con strumenti a plettro (chitarre, mandole, mandolini e balalajke varie) oltre a basso e batteria per completare il sestetto definitivo, mentre le canzoni... (e qui sta la curiosità vera) suonavano quanto di più lontano dal progressive italiano di quegli anni. Brani militanti di lotta e battaglia, inni dal retrogusto popolare e dal cantato molto più vicino a quello folk della canzone partigiana un po’ rétro, che alle suite immaginifiche e lunghissime di moda in quel periodo. La bellissima title track (oltre al brano portante "Stalingrado", in cui si celebra la famosa vittoria dell’Armata Rossa contro i nazisti) conclude l'album con un valzerino un po' storto che ricorda e denuncia la tortura e la morte di un partigiano, Umberto Fogagnolo, trucidato a Milano nel 1944 insieme ad altri quattordici antifascisti in quella tristemente conosciuta come la strage di Piazzale Loreto.


Canzoni di lotta, dure, asciutte e senza fronzoli, in completa antitesi col prog dell’epoca. Dopo “Un Biglietto Del Tram” e un’altra manciata di album la stagione politico-musicale della band continuerà inserendosi a pieno titolo nell’associazione “Rock In Opposition”, insieme a formazioni di gran pregio come gli Henry Cow (dall'Inghilterra), i belgi Univers Zero e i francesi Etron Fou Leloublan, un manipolo di scintillanti menti provenienti da varie parti d'Europa per perseguire il progetto di una musica alternativa, di lotta e denuncia. Loro un'Europa unita sotto una bandiera di qualità erano riusciti in qualche modo a crearla, noi no.

Free Download: MICK KARN - Milano, Teatro Ciak, 13 Nov 1995



Da grande fan dei Japan , il 13 novembre 1995 andai, con comprensibile emozione, a vedere per la prima ed unica volta nella mia vita Mick Karn dal vivo a Milano, in un Teatro Ciak non certo affollato. "Meglio così" pensai fra me e me, avrei potuto godermi lo show per una volta in santa pace. Alla batteria c'era Gavin Harrison che, anni più tardi, avrei molto apprezzato coi Porcupine Tree

Ad un certo punto in sala saltò la corrente. Mentre i tecnici cercavano di sistemare il problema, Mick si avvicinò al microfono e disse: "Questo è quello che noi chiamiamo question time, quindi... se avete delle domande, fatele pure". Dalla galleria una voce urlò: "Mick, quanti anni hai?" E lui, con fare piuttosto civettuolo rispose: "Queste domande non si fanno...". Risata generale. Dalla platea un'altro spettatore gridò: "Mick, dove hai comprato quei pantaloni?". Mick, con un ancheggiamento femmineo, gli rispose: "Guarda, ultimamente compro i miei vestiti in un negozietto di abbigliamento femminile usato. Sai, i negozi per signori sono così noiosi...". Il problema tecnico fu poi risolto e la band riprese a suonare esattamente dal punto in cui si era interrotta. 

Un paio di settimane prima ero andato a sentire David Sylvian al Teatro Smeraldo (a breve posterà anche quella registrazione, peraltro splendida), in un'esibizione nella quale, assolutamente solo sul palco, David proponeva le sue canzoni in modalità molto scarna, accompagnandosi solo con pianoforte o chitarra. Vestito con una tunica bianca da asceta, biondissimo, la consueta espressione algida e distaccata, non si rivolse mai al pubblico se non per presentare i titoli delle canzoni e per ringraziare sottovoce. Se fosse mancata la luce durante il suo show, Sylvian - probabilmente - se ne sarebbe andato senza dire una parola e senza farsi più vedere. 

Al link qui sotto potete scaricare gratuitamente la registrazione completa del concerto milanese di Karn da banco, formato flac di qualità eccellente. Se fra chi legge questo post ci fosse qualche grafico volenteroso che avesse voglia di creare una copertina fronte e retro da cd... sarebbe fantastico!

Ultima cosa: se siete interessati a questo genere di chicche, venite a trovarmi sul mio gruppo Facebook Live Rarities. Ognuno dei membri mette in condivisone alcune registrazioni della sua collezione in un dropbox comune che, via via, sta diventando straripante di cose strepitose, alcune di difficilissima reperibilità anche in rete!

lunedì 25 maggio 2020

Inconveniente dell'età




Sul momento il 72enne Brian May ha pensato che fosse un banale, piccolo incidente domestico occorsogli mentre stava tagliando l'erba del prato di casa sua. Poi, il chitarrista dei Queen ha rivelato che sussisteva un non meglio precisato dolore che riguardava l'apparato nervoso. Ora, il musicista inglese, con un breve messaggio sul suo Instagram, svela di avere avuto un piccolo infarto e tiene a far sapere che se la è cavata bene. Trovando anche il modo (nel messaggio) di citare il terzo album della band inglese, “Sheer Heart Attack”, uscito nel 1974. 

Racconta l'ormai canuto Brian: “Hmm... Sheer Heart Attack, eh? Beh, penso di essermi sempre preoccupato un po' del titolo di quell'album. Mi chiedevo se potesse turbare le persone che avevano effettivamente avuto attacchi di cuore. In realtà sono abbastanza sollevato ora che sono in quel club... e non lo trovo affatto sconvolgente! E... perché quei dischi nella mia spina dorsale sono così schiacciati? Beh, penso che 50 anni di corsa con una cinghia sopra la spalla sinistra con una chitarra pesante potrebbero avere qualcosa a che fare! Ma probabilmente ne è valsa la pena! Bri”.

Al Bano riscrive la storia



Ornella Vanoni, 85 suonati, annuncia di aver firmato un nuovo contratto con BMG e di essere pronta ad entrare in studio per un nuovo disco, dopo 7 anni dal precedente. Ma allora... Al Bano ha mentito spudoratamente perchè qualche giorno fa in tv aveva dichiarato: "L'uomo ha distrutto i dinosauri, figuriamoci se non distrugge questo piccolo verme, microbo, che si chiama coronavirus. L'uomo ha sempre vinto contro le pestilenze, contro i virus, contro la Spagnola, contro le guerre, contro i dittatori. Ce la faremo, sicuramente ce la faremo. Bisogna solo stare attenti a quello che sta creando questo virus. Sta creando l'economic virus e i politici devono prevenire questo enorme malessere". Tutte balle caro signor Carrisi: la tua collega Ornella canta ancora! 


P.S. - A proposito... qualcuno dica al tenoretto di Cellino San Marco che i dinosauri sono vissuti durante il Mesozoico da 250 a 65 milioni di anni fa. I primi ominidi invece, più o meno, a partire da 6 milioni di anni fa. Pertanto noi siamo comparsi sul pianeta terra in tempi recenti, dopo che i dinosauri si erano già belli che estinti per colpa di un meteorite... chiamato "Felicità"!

Ciao Phil...




Nella totale indifferenza è scomparso anche Phil May, cantante inglese frontman dei Pretty Things, una band di grande successo negli anni '60 e una delle più influenti della storia del british rock. Ci ha lasciti in aseguito a complicazioni insorte a seguito di un intervento chirurgico all'anca. Aveva 75 anni e, di recente, aveva avuto un incidente con la bicicletta, cadendo rovinosamente. May aveva fondato i Pretty Things nel 1963 insieme al chitarrista Dick Taylor, che aveva da poco lasciato i nascenti Rolling Stones: i due nuovi amici arruolano John Stax al basso, Brian Pendleton alla chitarra ritmica e Pete Kitley alla batteria (quest'ultimo, dopo meno di un anno, venne sostituito da Viv Andrews).

Il nome della band fu scelto in onore del titolo di una canzone composta nel 1955 da Willie Dixon. Si trattava di una formazione piuttosto controcorrente per i modelli estetici di allora: Phil May si esibiva con i capelli più lunghi mai visti fino ad allora. La band raggiunse il culmine del successo tra la fine del 1965 e il 1966 con una serie di singoli come "Midnight To Six Man" e "Come See Me", oltre a richiami sonori e tematici alla psichedelia nei brani "Can't Stand The Pain" e "Lsd". Come spesso succede, lo straordinario successo causò anche l'implosione della stessa. Con un cambio di fomazione nel 1968 venne pubblicato l'album più importante della loro discografia, "S.F. Sorrow", riconosciuto come la prima opera rock della storia, particolarmente amato da Pete Townsend e fonte di ispirazione per il più celebre "Tommy" degli Who.

Ciao Mory...

A 70 anni è morto il cantante e musicista guineano Mory Kanté, diventato celebre con il brano “Yéké Yéké” del 1987. La notizia della sua dipartita, avvenut in un ospedale della capitale della Guinea, Conakry, è stata data dal figlio Balla Kanté all’agenzia di stampa AFP. Balla Kanté ha riferito che il padre «soffriva di malattie croniche e spesso andava in Francia per le cure ma non è stato più possibile a causa del coronavirus». Mory Kanté era nato a Kissidougou, in Guinea e si era trasferito in Francia nel 1984. Discendeva da una delle più note famiglie di poeti cantori del paese (i griot) e aveva imparando a suonare fin da bambino il balafon e la kora, due strumenti musicali tipici dell’Africa occidentale. 

C'è posta per te

Il mondo è bello perchè è vario (o avariato, come sosteneva mio nonno Pietro). Di sicuro un postino che recapita la corrispondenza truccato da Gene Simmons dovevo ancora vederlo! Si chiama Gary Underwood, ha 32 anni ed è in servizio sull’Isola di Sheppey, in Regno Unito: ha consegnato la posta per vari giorni truccato come il bassista dei Kiss. Lo stesso Simmons (quello vero) ha condiviso la foto del ragazzo. Gary ha poi spegato a il perchè del suo gesto: “Se la cosa ha fatto sorridere qualcuno, bene, è il motivo per cui l’ho fatto. Con quello che sta accadendo, tutti sono giù di morale e io ho voluto portare un po’ di allegria. La prima volta l’ho fatto un mese fa ed è piaciuto, quindi ho deciso di rifarlo alte quattro volte. Ho potuto usare solo il trucco e la parrucca. Ho anche un paio di stivali dei Kiss ma non riuscivo a camminare per 10 miglia indossandoli”.

Quel genere di cose che mi rendono felice



Dopo l'eccellente accoglienza riservata ai due primi volumi di una serie di pubblicazioni d'archivio dedicate all'indimenticabile Allan Holdsworth, "Live In Japan 1984" e "Warsaw Summer Jazz Days '98", la Manifesto Records pubblica ora su CD + DVD la testimonianza del concerto che il grandissimo chitarrista tenne nel 1986 al Deutsches Jazz Festival di Francoforte. Rimasterizzato a partire dai nastri originali e di ottima qualità sia per quanto riguarda il sonoro che a livello di immagini, lo show vede il formidabile Allan affiancato da Gary Husband alla batteria, da Jimmy Johnson al basso e da Kei Akagi alle tastiere, alle prese con una setlist di nove brani in cui figurano alcuni dei gioielli più scintillanti del suo repertorio come "Tokyo Dream", "Letters Of Marque", "Lookin Glass", "White Line" e "Devil Take The Hindmost" (tratta da uno dei dischi della mia vita, "Metal Fatigue"), tutte composizioni raffinate che illustrano lo straordinario vocabolario chitarristico di Allan, coraggioso esploratore dello strumento da cui ricavava complesse progressioni armoniche e intricati assoli al servizio di una musica astratta e concettuale eppure estremamente coinvolgente. Husband firma le belle e sentite note di copertina che corredano la confezione. Inutile dire che l'ho già ordinato...

sabato 23 maggio 2020

Suonare le parti di Neil Peart NON è un "gioco da ragazzi"...

Quell'inguaribile mattacchione di Mike Portnoy alle prese con versioni diciamo... "infantili" di alcuni classici dei Rush dove l'estro, la fantasia e la tecnica del compianto Neil Peart (che riposi in pace) esplodeva in tutta la sua potenza.


E comunque va detto che l'ex Dream Theater, nonostante la dotazione non certo professionale... non se la cava malaccio.

venerdì 22 maggio 2020

Un piano per la ripartenza


Al via oggi alle ore 19:00 fino a domenica 24 maggio l'anteprima della 9a edizione della manifestazione pianistica più attesa dell’anno. Tre giorni di concerti da casa e da alcuni luoghi simbolo della città in streaming, piano tandem e piano risciò per le vie di Milano in sicurezza, per la prima volta dopo il lockdown. Se Piano City Milano è l’appuntamento annuale che coinvolge tutta la città con concerti nei parchi, nei musei e nelle case private, questo PIANO CITY MILANO PRELUDIO 2020 è un evento simbolico che invita i cittadini a continuare a credere nella forza sociale e poetica della loro città. I concerti saranno visibili in streaming sul sito web www.pianocitymilano.it e sulla pagina Facebook di Piano City Milano, con un programma curato da Ricciarda Belgiojoso e Titti Santini, coinvolgendo artisti milanesi e internazionali che, uniti dalla passione per la cultura e dal desiderio di tornare presto ad esibirsi dal vivo, si susseguiranno in diretta con musiche di ogni genere, dalla classica al jazz, al pop, al rock.


Programma completo disponibile qui

Tra i protagonisti coinvolti: Arturo Stàlteri, Michele Fedrigotti, Geoff Westley, Gaetano Liguori, Vittorio Cosma, Remo Anzovino, Ludovico Einaudi (nella foto ad inizio post) e moltissimi altri.

No, grazie

La grande musica live per l'estate 2020 resterà silente, dando appuntamento ad operatori del settore ed appassionati al 2021 per una stagione, immaginiamo, strabordante di voglia di ripartenza. Lo dichiara ufficialmente Assomusica, associazione che riunisce alcuni dei promoter di eventi nazionali, in seguito al Dpcm contenente le nuove misure per il contenimento dell’emergenza. Niente grandi eventi ma non per questo priva di manifestazioni o concerti. Secondo quanto riportato dalle nuove regole concerti, cinema e teatri ripartiranno dal 15 giugno, con nuove disposizioni molto stringenti. Il testo divulgato dal governo recita che "gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto restano sospesi fino al 14 giugno 2020. Dal 15 giugno 2020, detti spettacoli sono svolti con posti a sedere pre-assegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala”. 

Nel frattempo, in Arkansas si è svolto il primo concerto americano alla luce delle regole del distanziamento sociale. Il country-rocker Travis McCready si è esibito al TempleLive di Fort Smith, dove la capienza del teatro è stata ridotta da 1100 posti a sedere a 229, con biglietti acquistati solo online e con restrizioni di passaggio anche all'entrata/uscita, nei servizi igienici e con obbligatorio controllo della temperatura. Tutto assolutamente opportuno, capisco benissimo le istanze del comparto in ogni tipologia di mansione, dall'artista che suona alla bassa manovalanza che scarica e carica i tir... ma a queste condizioni, personalmente, i concerti me li guardo in blu-ray sul salotto di casa.





Aggiungi didascalia

Nuovo film per Waters




Rogerone Waters ha da poco annunciato l'uscita di "Us + Them", il film-concerto dell'omonimo tour del 2017-2018, co-diretto con Sam Evans, per realizzare il quale sono stati usati filmati tratti dai live di Amsterdam e del Regno Unito. Le scalette proponevano i successi floydiani tratti da “The Wall”, “Wish You Were Here” e “The Dark Side of the Moon” ma anche da “Animals” (con tanto di maiale gonfiabile). Inizialmente sarà disponibile su YouTube a partire dal prossimo 16 giugno, in seguito uscirò anche su Blu-ray e DVD. Per ora accontentatevi (se non l'avete già visto) del trailer...

giovedì 21 maggio 2020

Free Download: AA.VV. Prog At Home, 9 May 2020



Ne ho parlato qualche giorno fa sempre qui su Sonar. Sperando di fare cosa gradita a molti fra voi, vi regalo il link per scaricare la registrazione audio-video integrale di "Prog From Home", il concerto a distanza di varie personalità del mondo progressive rock, tenutosi in rete il 9 maggio scorso. Quasi tre ore nelle quali sfilano vere e proprie personalità come Steve Hackett in una versione da salotto di "Blood On The Rooftops", Nick Barrett (Pendragon), Mike Portnoy con la figlia e due membri dei Jellyfish, Michael Sadler (Saga), Ray Wilson, Jordan Rudess (Dream Theater), Neal Morse, John Wesley e moltissimi altri.

martedì 19 maggio 2020

Più che aquila direi... "passerotto"

75 anni in nome del rock




Oggi è il compleanno di uno dei miei eroi in assoluto: Peter Blandford "Pete" Townshend, nato a Londra nel 1945. Una carriera lunga 50 anni nel corso della quale ha contribuito a rendere i suoi The Who una delle più influenti e importanti rock band del XX secolo. Malgrado sia conosciuto per lo più come chitarrista, ha dimestichezza anche con tastiere e synth, la fisarmonica, l'ukulele, il mandolino, il violino, basso e batteria. Suonare accordi col windmill ("mulinello") è il suo più classico marchio di fabbrica.



Il suo stile chitarristico, molto particolare, alterna parti ritmiche e soliste e spazia da violente pennate d'accordi ed energici power chord a delicati arpeggi e scale cromatiche. Al culmine degli spettacoli arriva il colpo di grazia: la distruzione della chitarra, eredità del buon Jimi. Townshend ne ha più volte spiegato il motivo: «Distruggo la mia chitarra sull'altoparlante perché è di grande effetto visivo. È molto artistico. Si ottiene un suono tremendo e l'effetto è grandioso».



Festeggiamo il suo compleanno con un regalino per tutti quelli che lo amano: cliccate qui!

Quel "buongustaio" di DIODATO



"The Dark Side of the Moon" dei Pink Floyd mi ha cambiato la vita. Sapete chi l'ha detto? Si tratta di Antonio Diodato, meritatissimo vincitore dell'ultimo festival di Sanremo, in una recente intervista. Grande appassionato di musica internazionale e di classic rock, sul capolavoro floydiano ha specificato: "Un album che mi ha fatto capire quanto fosse importante la cura del suono, lavorare sui dettagli, una cosa che mi sono portato dietro e che mi ha fatto anche capire perché amassi così tanto il brit pop e il brit rock. È stato quello che mi ha fatto capire che volevo provare a fare musica anche io. È un capolavoro ma non mi ha allontanato. È un disco che mi ha avvicinato alla musica e per questo lo ringrazio. Qualche giorno fa il cantautore tarantino ha cantato la sua "Fai rumore" per Eurovision Song Contest nell'Arena di Verona completamente vuota: un luogo storico di concerti di tutti i generi italiani e internazionali che, in questo contesto, si carica di un fascino ancora più suggestivo e denso di significato.


Diodato ricorda di averci suonato ospite dei Negramaro ma in quel contesto cita pure i Coldplay, che vi suonarono nel 2005, concerto del quale fu spettatore fra molti: "Mi ricordo di Chris Martin che durante si mise a saltare per le gradinate dell'anfiteatro, dietro il palco, fu un momento epico".

Free Download: ELVIS COSTELLO & THE IMPOSTERS - The Hague, 26 Jun 2006



Dal vivo al Parkpop Festival 2006, Elvis e i suoi Imposters in forma a dir poco scoppiettante! Registrazione radiofonica di ottima qualità in formato flac, concerto non completo.

Elvis Costello
Steve Nieve - keyboards
Pete Thomas - drums
Davey Faragher - bass, vocals


lunedì 18 maggio 2020

Waters a distanza

Con alcuni amici anni fa avevamo creato il "weekendino di stampo floydiano". Praticamente ci rintanavamo per due giorni nella mia casetta sopra Clusone (BG) e da mattina fino a notte inoltrata visionavamo materiale illegale dei Floyd su vhs (ma anche di altri artisti) come video privati, registrazioni televisive ed altre chicche. Contemporaneamente c'erano un paio di masterizzatori di cd che lavoravano a pieno ritmo per duplicarci reciprocamente concerti e dischi fuori catalogo. Roba per impallinati convinti, anche se trovavamo il tempo per andare a farci un giretto nei paesini e prepararci qualche golosità per cena. 


Mi è tornato tutto in mente stamattina quando ho visto questa bella versione a distanza di "Mother", una delle canzoni più emozionanti (anche se è molto difficile scegliere...) contenuti nel maestoso doppio "The Wall". In periodo di distanziamento alla fine è arrivato anche Rogerone, che ha condiviso sui suoi profili social una versione “casalinga” del brano. Waters sarebbe stato impegnato nel tour "This Is Not a Drill" dal prossimo luglio, posticipato al 2021 a causa della pandemia. Nella didascalia che accompagna il video, l’ex-bassista floydiano ha scritto: «Il social distancing è una male necessario in un mondo in cui c’è il Covid. Guardare “Mother” mi ricorda quanto insostituibile sia la gioia di stare in una band».

  

Ciao Jorge...



Jorge Santana, fratello minore del più noto Carlos, non è più fra noi. La celebrità del fratellone aveva un po' offuscato la sua, anche se Jorge è stato uno dei grandi interpreti della musica latino-americana a partire dai '70. Membro dei Malo, gruppo che nel 1972 era riuscito a raggiungere la posizione numero 20 della Billboard Hot 100 con un sound tipicamente latino - il brano si chiamava "Suavecito" - e molto insolito per il periodo. Poi due album solisti ed anche quel "Santana Brothers", disco che nel 1994 veniva realizzato dai due fratelli con il nipote Carlos Hernandez.

venerdì 15 maggio 2020

Estate 2020


Tanti anni fa, precisamente nel 1974, Neil Young sulla copertina del suo quinto album solista "On The Beach" aveva già predetto come sarebbero state le nostre vacanze estive 2020 "distanziate". Ristampato su CD solamente nel 2003 (dopo insistenti richieste da parte dei fan), si ispira all'apocalittico filma "L'ultima spiaggia", diretto da Stanley Kramer nel 1959, basato sull'omonimo romanzo di Nevil Shute.

Ti conosco mascherina...




Meno male che c'è qualcuno che riesce ancora a scherzare, come nel caso di Tony Levin, che in questo scatto Instagram indossa una maschera magari non chirurgica ma estremamente prog. Avendolo avuto ospite tanti anni fa in radio, ricordo ancora la sua verve simpatica e disponibile, celata dietro un aspetto piuttosto inquietante (forse sarà la "pelata")...


Ricordo bene quel piacevolissimo pomeriggio del 1995, durante il quale Tony era in Italia per promuovere il suo primo album solista "World Diary". Ad un certo punto dell'intervista gli chiesi di indicarmi una differenza sostanziale fra il suonare con Robert Fripp e con Peter Gabriel. Lui, serafico mi disse: "Con Fripp noi musicisti riceviamo una convocazione la mattina del concerto per trovarci e discutere la scaletta, magari provando e riprovando qualche passaggio particolare; con Peter, invece, a Milano la mattina di uno show mi è capitato di prendere un elicottero e di andare a sciare in Svizzera un paio d'ore prima di rientrare per il soundcheck...". Capito?

A proposito di mascherine rock'n'roll, l'e-commerce in questi giorni è recentemente invaso da proposte che strizzano l'occhio agli amanti di questa o quella band. A parte le iniziative private e non autorizzate (praticamente bootleg!), molte rock band hanno deciso di produrre merchandising per aiutare tutti coloro che sono rimasti colpiti economicamente dalla crisi. "Durante queste assurde giornate, restate al sicuro e donate qualcosa in beneficenza preordinando 3 mascherine dei Doors", dichiarava a inizio settimana la band (o quel che ne resta), devolvendo il 100% dei profitti all'Organizzazione Mondiale della Sanità.



Analogamente, la società We've Got You Covered ha deciso di mettere sul mercato delle mascherine (non chirurgiche) con licenza ufficiale da parte di varie rock band. Dai Rolling Stones ai Queen fino ai Black Sabbath, Slipknot e Pantera, devolvendo il 100% dei profitti al fondo di soccorso MusiCares COVID-19, a vantaggio di artisti e professionisti del settore musicale che si sono trovati improvvisamente senza lavoro e senza sostentamento economico. Magari non sarete perfettamente in sicurezza... ma risulterete mooolto trendy!




"Se la musica non emoziona... è solo vapore acqueo"



La musica è un bisogno primario dell'uomo e va trattato come tale. Questo è l'insegnamento, grandissimo, che ci lascia Ezio Bosso, che ci ha lasciati a 48 anni. La sua militanza nei torinesi Statuto gli aveva dato un'impronta mod che lui, orgogliosamente, dichiarava di aver sempre mantenuto intimamente viva. "Suono perché mi fa star bene. Perché se fa star bene me, spero che faccia star bene anche chi mi ascolta. Quando mi trovo a salire su un palco è sempre una grande emozione e per calmarmi devo salutare il pubblico, dirgli ciao. Dopodiché attacco e suonare mi fa stare così bene che potrei fare qualsiasi cosa... anche Rachmaninov!".

giovedì 14 maggio 2020

Mannaggia, anche stavolta siete riusciti a farmi commuovere...

The whole world has been made again... avete proprio ragione miei cari Marillion!

Funeral for a friend




Prendo in prestito il titolo di questo brano strumentale di Elton John - che apre il doppio album "Goodbye Yellow Brick Road" (e che sembra fuoriuscito dal celebre disco di Rick Wakeman dedicato alle 6 mogli di Enrico VIII) - nel quale il baronetto inglese spiega in note cosa vorrebbe che gli invitato al suo funerale avessero modo di ascoltare. Lo faccio perchè di funerale si tratta anche la notizia della chiusura del mio amato negozietto Mariposa Dischi a Milano, anche lui annientato da Coronavirus. Vi ho speso tanti soldi, ricevendo in cambio tanta felicità. La moria dei negozi di dischi è inarrestabile, qui a Milano ne sopravvivono pochissimi... una tristezza infinita per chi, come me, passava interi pomeriggi al loro interno.

mercoledì 13 maggio 2020

Free Download: JETHRO TULL - San Francisco, Civic Auditorium, 13 Dec 1987




Dopo aver letto le preoccupanti dichiarazioni di Ian Anderson, mi sembrava opportuno condividere con voi lettori l'ennesima registrazione rara dei suoi Jethro Tull. Si tratta di un concerto radiofonico (in formato flac, così anche gli audiofili sono contenti...) risalente al 13 dicembre 1987, tenutosi presso il Civic Auditorium di San Francisco. Il suono risulta un po' "impastato" ma comunque godibilissimo.

01 Keyboard Intro >
02 Songs From The Wood
03 Thick As A Brick
04 Steel Monkey
05 Farm On The Freeway (Cuts)
06 Heavy Horses (Dropout In Talk After It)
07 Living In The Past
08 Serenade To A Cuckoo
09 Budapest
10 Hunting Girl
11 The Waking Edge (Inst.)
12 Keyboard Solo And Jam
13 Drum Solo
14 Wond'ring Aloud
15 Skating Away (End Cuts)
16 Jumpstart
17 Band Introductions
18 Too Old To Rock And Roll
19 Aqualung
20 Locomotive Breath >
21 Thick As A Brick (Reprise)
22 Wind Up Medley (Cuts In)

Ian Anderson: vocals, flute, guitar
Martin Barre: guitars
Don Airey: keyboards
David Pegg: bass
Doane Perry: drums

martedì 12 maggio 2020

Forza, pifferaio magico!



Ian Anderson, leader maximo dei Jethro Tull, ha dichiarato di soffrire di broncopneumopatia cronica ostruttiva, una malattia per la quale, ad oggi, non esistono cure risolutive, raccontando la vicenda che l'ha visto protagonista nel corso di un'intervista rilasciata a Dan Rather per una puntata dello show televisivo "The Big Interview" che verrà trasmessa domani sera, mercoledì 13 maggio, da AXS TV. "Non l'avevo mai detto a nessuno in pubblico, prima: soffro di una malattia polmonare incurabile che mi è stata diagnosticata un paio di anni fa", ha spiegato l'artista: "Ci sto lottando. Ho quelle che vengono chiamate esacerbazioni, cioè periodi nei quali una normale infezione si trasforma in grave bronchite, e durante i quali, per circa due o tre settimane, è davvero dura salire sul palco e suonare". "Ora incrocio le dita", ha proseguito Anderson: "Sto assumento farmaci e per 18 mesi non ho avuto esacerbazioni. Se mi trovo in un ambiente ragionevolmente privo di inquinamento in termini di qualità dell'aria, sto bene. Ma ho i giorni contati. La malattia non è ancora al punto da influire sulla mia vita quotidiana - posso ancora correre per prendere l'autobus, per esempio. Bisogna combattere fino in fondo, utilizzando tutta la potenza polmonare finché si è abbastanza fortunato da averla e spingerla al limite, sempre. Nel momento in cui ci si inizia ad accontentare dicendo 'non posso più farlo' inizia il pericolo. L'unica risposta è continuare a spingere". Secondo Anderson la causa sarebbe dovuta a cinque decenni di esposizione ai prodotti delle "macchine del fumo" spesso previste dalle scenografie dei concerti: "Ci ho passato 50 anni in mezzo a quegli affari. Oggi, con educazione, le definiscono 'pericolose', quasi come se fosse colpa loro essere dannose per i polmoni. Ma credo che siano una parte significativa del problema che ho".

Il Prog?!? Me lo faccio da solo in casa

La rete pullula di video di musicisti sconosciuti ai più (ma di grandissima tecnica) che si divertono in solitudine a suonare i classici del progressive rock. Basta farsi un giretto su YouTube per trovare vere e proprie "perle" nelle quali, a tratti, si fa fatica a distinguere l'originale dalla copia. Sfoggio auto-celebrativo di bravura o cosa? A voi il giudizio...



lunedì 11 maggio 2020

Free Download: BUZZCOCKS - Leicester, De Montfort Hall, 13 Aug 2005



Conobbi i Buzzcocks tra le prime cose che arrivavano a Milano dall'Inghilterra, in pieno furore punk: fu amore a prima vista! Riconosciuti a ragione come una delle formazioni più importanti della scena punk fine anni settanta, ritenuti dei veri e propri innovatori del genere. Piccola curiosità riguardabte il loro nome che deriva dallo slang di Manchester, in particolare dalla parola cock (che significa "giovanotto") e dall'uso in un serial televisivo dei '70 "Rock Follies", il cui tormentone era la frase "That's the buzz, cocks" (lett. questo è la voce che gira, ragazzi). Eccoli per il download gratuito dal vivo a Leicester, De Montfort Hall, 13 agosto 2006 (broadcast BBC di ottima qualità in mp3). Li adoravo e ho sempre considerato il loro Pete Shelley, scomparso nel 2018, un musicista estremamente influente.

Sting, il peyote e la mucca pregna


Strani scherzi fa la psichedelia... non tanto quella suonata ma quella provata sul proprio organismo! Immaginate di essere Gordon Sumner (in arte Sting) e di avere appena assunto un acido. Proprio in quel momento, mentre ve la state spassando, un operaio della vostra fattoria vi chieda di aiutarlo a... far partorire una mucca! È quanto a successo davvero all'ex leader dei Police la prima volta che ha ingollato un peyote essiccato, raccontando l'accaduto nel documentario "Un buon trip: avventure psichedeliche", realizzato dallo scrittore americano Donick Cary, già autore di alcuni episodi dei "Simpson" e di diversi show tv per Netflix. "Ogni volta che ho avuto un brutto trip - e ne ho avuti tanti - ho sempre capito che era quello che mi serviva. A volte ti fa a pezzi e ti serve per dare una regolata al tuo ego. D'altro canto, però, puoi vivere esperienze incredibilmente gratificanti, piene di amore e sostegno. Ti senti leggero e connesso religiosamente col pianeta intero" dichiara Sting, ricordando ulteriori, singolari dettagli. "Tornando verso casa, iniziai a provare una strana sensazione e tutto iniziò a prendere vita. L'erba iniziò a parlarmi e presto entrai in un regno psichedelico. Gli alberi mi salutavano a ritmo di musica". Nei pressi della fattoria, la rockstar vide uno degli operai che lo chiamava con insistenza: "Vieni qui, mi serve il tuo aiuto". I due misero una corda intorno alle zampe e al muso del vitello. Sting avrebbe provato a tirarlo fuori, mentre l'altro si sarebbe occupato di tranquillizzare la mucca. Ricorda Sting: "Ci ritrovammo ricoperti di liquido amniotico. Durò circa 20 minuti. Era come issare una balena su un peschereccio. E io ero sempre più fatto". Che trip da sballo! Altro che quegli ammorbanti duetti con Shaggy!

Ciao Brian...




Innanzitutto ci tengo a precisare che questo blog non vuole essere una sorta di "camposanto" delle rockstar (come qualcuno ha malignamente sottolineato)... ma solo rendere loro omaggio con affetto. Oggi celebriamo Brian Howe, scomparso venerdì scorso per un arresto cardiaco, conosciuto soprattutto per aver sostituito l'istrionico Paul Rodgers come cantante nei Bad Company. La sua carriera era iniziata nel 1983, quando l'artista venne contattato da Ted Nugent per cantare sull'album "Penetrator" e per prendere parte al successivo tour mondiale. L'ultimo suo album (da solista) risale al 2010, "Circus Bar".

domenica 10 maggio 2020

Ciao Richard...



Da ragazzino ascoltavo i 45 giri di mio padre: Elvis, Chuck Berry, Gene Vincent, Jerry Lee Lewis, Bill Haley & The Comets, Eddie Cochran, Tommy Steele e... Little Richard! Vero nome Richard Wayen Penniman chiamato da tutti The Original King of Rock and Roll, una figura realmente fondamentale nulla storia della musica e nulla cultura popolare del XX secolo. Sound ritmato e veloce unito a una interpretazione vocale innovativa e un look decadente, sicuramente uno dei primi rockers oltreaggiosi e trasgressivi, lontano mille anni luce dallo stile pulitino di quel simpatico "cicciobombo col tirabaci" di Bill Haley. Ha influenzato un sacco di musicisti e di generi, dal soul al funk. Sono certo che mio padrè, appena Little è arrivato in Paradiso, si sarà precipitato a chiedergli un autografo! Auababelumabelabembum!

Per celebrarlo vi regalo il download di un suo concerto all'Olympia di Parigi in mp3, novembre 1966, tratto da un vinile illegale soundboard.


sabato 9 maggio 2020

Cielo sempre più blu, vergogna sempre più nera



Italian Allstars 4 Life: dietro a questo roboante nome, sul concetto di "stelle" sarebbe opportuna fare una riflessione (non saranno mica stelle Baby K, Cristina D'Avena, Pupo, Michele Bravi, Giusy Ferreri e simili... non scherziamo con le parole!). Nei flipper di Lucio Dalla - quelli nei bar frequentati da "Anna e Marco" - sono "più di un miliardo"... ma in questo brano si fa una fatica boia ad avvistarle. Inoltre qualcuno doveva dire a questo branco di reietti della canzonetta che "Ma il cielo è sempre più blu" è un brano drammatico, da non cantarsi con il sorriso sulle labbra e atteggiandosi a divi de noantri!!! Paradossalmente il momento salvabile della canzone è l'inserto rappato (è lo dice uno che il rap l'ha sempre trovato indigesto), l'unico in grado di trasferire nell'ascoltatore il senso dell'urgenza e della problematicità che il momento attuale impone. Intanto il povero Rino frulla a velocità massima nel feretro. CHE PROFONDA AMAREZZA... e che persistente nausea!

venerdì 8 maggio 2020

Provaci ancora Bob

Il "menestrello di Duluth", un musicista che ha venduto oltre 125 milioni di dischi in tutto il mondo e che nel 2016 - unico cantautore della storia - ha ricevuto il Nobel per la Letteratura... ha ancora voglia di far uscire dischi (questo è il suo 39° in studio)! Bob Dylan torna infatti con un nuovo album di inediti, otto anni dopo l'ultimo lavoro: il prossimo 19 giugno esce "Rough and Rowdy Ways" (su Columbia Records), un lavoro composto da 10 tracce che verrà pubblicato in formato doppio CD, doppio vinile e digitale. Nel frattempo ascoltiamoci il nuovo singolo "False Prophet": l'atmosfera è  fumosa e notturna, la voce è fascinosamente "catarrosa" ma, conoscendo un po' il personaggio, non credo che gli importi più di tanto...

giovedì 7 maggio 2020

Fratelli distanti

Band californiana leggendaria, nella quale ha anche militato, in più riprese, il mio amatissimo Michael McDonald. Anche se divisi... sempre fantastici!

Ciao Florian...


In questo momento Florian Schneider starà certamente guidando sull'autobahn che porta fra le stelle, verso quel pianeta dal quale è arrivato 73 anni fa. E' stato uno dei due fondatori dei seminali, fondamentali Kraftwerk insieme a Ralf Hütter, band nata nella fredda Düsseldorf nei primi anni '70. Musicista dotato di grande poliedricità, suonana flauto, sinth, sax ed era anche voce solista. L'addio al gruppo era avvenuto nel 2008, con dieci album alle spalle. Da solista pubblicò un singolo nel 2015, "Stop Plastic Pollution", ispirato da una sua vacanza sulle coste del Ghana, quando nuotando rimase impressionato dalla quantità di plastica e rifiuti che i pescatori recuperavano nelle reti. I primi album dei Kraftwerk sono capolavori assoluti, che hanno influenzato artisti di tutto il mondo tra cui anche David Bowie, che aveva dedicato la sua "V-2 Schneider" (brano strumentale contenuto nell'album "Heroes", facente parte del suo periodo berlinese) proprio al musicista scomparso. Per il suo gruppo Florian rappresentava un punto fisso, una stella a cui rivolgere costantemente lo sguardo. Ora la "centrale energetica" ha perso molta della sua potenza, per sempre.

martedì 5 maggio 2020

Ciao Dave...



Il geniale Dave Greenfield dei miei meravigliosi Stranglers non c'è più. Aveva 71 anni e il MALEDETTO Covid-19 se l'è portato via. Era entrato negli "strangolatori" nel 1975, poco dopo rispetto alla nascita del gruppo. Un vero innovatore, una specie di "Rick Wakeman del punk", assolutamente fondamentale per la creazione di quel suono unico che caratterizzava i brani della band, al pari del basso di Jean-Jacques Burnel. Fu proprio Dave, tra l'altro, a scrivere "Golden Brown" che rimane il loro successo commerciale più grande. Avrei un sacco di cose da raccontare su li loro... ma ora sono troppo triste, perdonatemi...

Free Download: ELVIS COSTELLO with STEVE NIEVE and THE BRODSKY QUARTET - London, 15 Sep 2003



Elvis Costello con il fido (e bravissimo) Steve Nieve e il pregevole Brodsky Quartet, dal vivo al Cafè de Paris, London, 15 settembre 2003. L'intervistatrice si chiama Mariella Frostrup. Un flac splendido, trasmesso su BBC Radio 2 il 18 ottobre del medesimo anno, nell'ambito di "Sold on Song". 

01 Introduction 
02 Accidents Will Happen 
03 45 
04 Interview 1 
05 Shot With His Own Gun 
06 Interview 2 
07 Someone Took The Words Away 
08 Interview 3 
09 Shipbuilding 
10 Pills & Soap 
11 My Mood Swings 
12 Interview 4 
13 Still 
14 Interview 5 
15 Man Out Of Time

Giacomo e i suoi limiti



Giacomo Lariccia è un cantautore di pregio (personalmente l'ho scoperto qualche anno fa, durante un'edizione del contest "L'artista che non c'era", organizzato presso il CPM di Franco Mussida a Milano dai volenterosi dell'Isola) ed è anche un amico, anche se a distanza (in questo specifico caso, non necessariamente un "limite"). Volentieri pubblico qui una sua mail giuntami stamattina che, oltretutto, contiene l'annuncio di un suo nuovo brano, sempre gradito. 

Scrive Giacomo: Come molti anche io sono stato travolto dal susseguirsi dalle notizie provenienti dal mondo e la mia prima reazione è stata quella di rinchiudermi in un universo limitato agli affetti più cari e ai luoghi più familiari: mia moglie, i figli, la casa. Nonostante tutto, questo periodo di chiusura è stato caratterizzato da una serenità relativa e dalla produzione di una nuova canzone che ti presenterò a breve! Si chiama "Limiti" e uscirà l'8 maggio. Ho cercato di riportare in musica tante idee che mi frullavano in testa e che riguardavano, appunto, il periodo particolare che stiamo vivendo. Ho una favore da chiederti! Una piccola cosa per noi molto importante: SE VUOI PRE-SALVARE LA CANZONE ED ESSERE AVVERTITO DELLA SUA USCITA CLICCA QUI E POI SULLA PIATTAFORMA CHE PREFERISCI (SPOTIFY E YOUTUBE AL MOMENTO). Questo aiuterà l'algoritmo di Spotify/Youtube per la diffusione del brano.


Riva e Trombetti: congiunti... di blog!



Due autorevolissimi colleghi, molto esperti in hard’N’heavy, Beppe Riva e Giancarlo Trombetti (che è anche un irriducibile Zappofilo), hanno da poco inaugurato il loro blog (clicca qui) a 4 mani www.rockaroundtheblog.it, dopo avere contribuito, nel corso della loro carriera, ai fasti di testate come Rockerilla e Metal Shock, tanto per fare due nomi. 

Sono loro stessi a descrivere la loro "creatura": Rock Around The Blog nasce dall’amicizia di Beppe Riva e Giancarlo Trombetti, iniziata nel 1980; nel decennio successivo, hanno collaborato insieme per Rockerilla, Hard’n’Heavy e Metal Shock; dopo tanti anni, hanno deciso di ricostituire questo binomio per parlare di musica rock in totale libertà, senza particolari pressioni e condizionamenti, né riferendosi ad orientamenti o generi stabiliti a priori. Unico comune denominatore, la passione e la competenza maturata in “ere geologiche” di ascolti. Se chi ci leggeva in passato sarà interessato a quanto attualmente realizziamo, ne saremo onorati. In caso contrario, siamo abbastanza navigati per comprendere chi è in disaccordo. Parte integrante della nostra proposta è il regista Ruggero Montingelli, che ha curato l’impostazione e la veste grafica del blog. Ringraziamo tutti per l’attenzione! 

Essenziali, precisi e concisi... per lasciare che a parlare sia la musica (bello il recente articolo sui cosiddetti "supergruppi"), racchiusa in una veste grafica pulita e d'impatto. Beppe e Giancarlo, benvenuti nella blogosfera!

Free Download: NEW TROLLS - Rimini, L'Altro Mondo Studios, 1971





Oggi offro un bel documento sonoro dei New Trolls, vero e proprio vanto del prog italico (personalmente uno dei cinque elementi del "sacro pentacolo" insieme a Banco, PFM, Le Orme e Osanna), qui registrati nel lontano 1971 a Rimini, nella formazione che, a quel tempo, che annoverava Vittorio De Scalzi (voce, tastiere, chitarra e flauto), Nico Di Palo (voce, chitarra), Giorgio D'Adamo (basso) e Gianni Belleno (voce, batteria). La qualità (mp3) è ascoltabile, considerando l'anno... 

Tracklist: 
1 - Intro (3:16) 
2 - Jam Session (13:40) 
3 - Adagio (6:04) 
4 - "Help me" (3:19) 
5 - Signore io sono Irish (3:46) 
6 - La miniera (5:34) 
7 - Nella sala vuota... extra long (30:46)