Vi ricordate quando anni fa in tv nella sua (noiosa) trasmissione Rockpolitik il "Santone" Adriano Celentano spiegava a noi spettatori la differenza fra i concetti di "rock" e "lento?
Il doppiopetto è lento i bluejeans sono rock
Il cannone è lento i fiori sono rock
Chi si sospende è lento però se è una finta è rock. E il sospetto è questo
Il 26 è lento il 27 è rock
Cassano è rock, Zeman è rock Moggi è lento...
Nel video che segue, esempio perfetto di quanto tempo libero la gente dispone, spesso utilizzandolo in cose davvero inutili... ogni volta che i Beatles pronunciano la parola "help" (nell'esecuzione live del brano omonimo), i giri rallentano! Vi chiedete il senso di questa cosa?!? Come canta Vasco Rossi... "Sai che cosa penso / Che se non ha un senso / Domani arriverà..."
Find My Way è il brano di apertura di McCartney III Imagined, l'ultimo album curato personalmente da Sir Paul che presenta una varietà eclettica di artisti come Damon Albarn, Anderson.Paak, Blood Orange, Phoebe Bridgers, EOB, Dominic Fike, Josh Homme, Khruangbin, St. Vincent e 3D RDN dei Massive Attack, ognuno dei quali interpreta/o reimmagina, secondo il proprio stile, le tracce preferite dell'ultimo album dell'ex Beatles.
Il nuovo singolo è naturalmente supportato da un videoclip ufficiale. Un piccolo gioiello che i fan hanno subito apprezzato e che riesce a portarci indietro nel tempo, con lo sguardo però - come direbbe il compianto Pierangelo Bertoli - "con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro". Il bravo Beck Hansen(per tutti semplicemente Beck) ha remixato il brano, che suona maggiormente funky rispetto all'originale del 2020 (ascoltalo qui) e, grazie alla tecnologia, la clip abbinata consente di compiere uno straniante, sorprendente viaggio visivo che confonde i confini di tempo, spazio e persino dell'identità. Protagonista del video è infatti l'avatar digitale di un McCartney ventenne, quello del primo periodo Beatles per intenderci, intento a ballare tra corridoi, stanze ed effetti lisergici. 78 anni e nessuna voglia di fermarsi. Paul McCartney è tornato... giovane!
Fino alla fine di questa settimana il video di "The End of My Beginning" dell'energica band milanese Infrared (che ho citato in uno degli ultimi numero del settimanale Adesso, nella mia rubrica di musica) sarà in rotazione nelle stazioni della metropolitana di Milano, Roma e Brescia!
Dopo un'anteprima in esclusiva per il Corriere.it, è disponibile il video de “Il fiume Mara”, primo singolo estratto dal concept album in 3D audio “Elettro Acqua 3D”,
il primo app-album italiano realizzato dal cantautore Marco Di Noia e dal
compositore di musica elettronica Stefano Cucchi con la collaborazione del
fonico Andrea Messieri e disponibile in download gratuito su App Store (iOS –
Apple) e Google Play (Android).
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Per la regia di Ale
Baldi, il video alterna immagini girate a Milano nelle aree verdi dei quartieri
di Porta Nuova e Tre Torri City Life a quelle registrate con droni nella savana
africana dal videomaker Alessandro Beltrame. L’idea è di evocare un’analogia
tra la migrazione e la territorialità del mondo animale e quelle degli uomini. Ospite della canzone è Alfred Karisa Kahindi, keniota di Watamu, che canta in lingua swahili.
"Con Ale Baldi – dichiara
Marco Di Noia – abbiamo cercato di ritrovare la savana a Milano,
contestualizzando le riprese con immagini più strettamente legate al testo del
brano, che parla di migrazione e territorialità nel mondo animale, così come in
quello degli uomini. Nel finale del video introduciamo i Kambilolo Ndogo, un
gruppo formato da tre giovanissimi ragazzi italiani che portano in scena le
loro radici keniane".
In radio e disponibile in
digitale, “Il fiume Mara” (Elettroformati/Belive), è una canzone che affronta
l’attuale tema delle migrazioni umane attraverso il parallelismo con la Grande
Migrazione degli gnu, che per sopravvivere devono ciclicamente spostarsi dal
Parco Nazionale del Serengeti in Tanzania ai pascoli più verdi della Riserva Nazionale
Masai Mara in Kenya, attraversando due nazioni in tre mesi. Il fiume Mara è il
confine che separa la morte per fame dalla vita offerta dai pascoli erbosi. A
far da teatro è la vasta e calda savana, dove vige anche la legge della
territorialità tra i branchi di leoni, che si scontrano per il diritto di
predare le mandrie.
"Nella savana africana,
così come nel regno degli uomini – afferma Marco Di Noia – la migrazione è un
viaggio alla ricerca di un benessere maggiore, che talvolta coincide con la sopravvivenza.
L’istinto di territorialità è invece volto a difendere il proprio benessere
acquisito. Traendo ispirazione dalla Grande Migrazione annuale degli gnu attraverso il fiume Mara e dalle lotte fra i branchi di leoni e gli altri
predatori, questo brano tratta di questi due stati, che non sono né giusti né
sbagliati, ma semplicemente naturali".
Pete Townshend (che Dio lo benedica...) e Roger Daltrey (idem...) dei The Who insieme al poliedrico conduttore tv americano Jimmy Fallon - non nuovo a duetti con nomi rock che fanno tremare le gambe - e alla band hip hop dei The Roots, tutti impegnati in una versione di un classico della bandsimbolo della rivoluzione mod "Won't Get Fooled
Again"!
Il Boss ha pubblicato il primo videoclip
ufficiale con un brano tratto da "Western Stars", il nuovo album di studio in
uscita il 14 giugno. Si tratta di "Tucson Train", terzo inedito estratto dall'album, una vera e propria sorpresa per i fan.
Un brano nel quale Springsteen racconta un uomo squattrinato che dopo la fine della storia con una
donna ("Abbiamo combattuto a lungo per nulla") lascia Frisco, ovvero
San Francisco, "stanco delle medicine e della pioggia". "Abbiamo
combattuto finché non è rimasto nulla, ho trasportato quel nulla per molto
tempo, adesso ho con me questa patente e passo il tempo guidando questo treno e
la mia bambina sta arrivando su un treno da Tucson". L'arrangiamento segue
quell'idea di canzoniere americano fatto di deserto e solitudine che aveva
caratterizzato anche "Happy Sunshine" e "There Goes My
Miracle" con archi e fiati a caratterizzarlo, come si vede anche nel
video, dove è accompagnato da una band che comprende anche sua moglie Patti
Scialfa.
L'album è stato registrato
principalmente nello studio privato dell'artista nel New Jersey, con
l’aggiunta di alcune registrazioni realizzate in California e a New York.
"Questo lavoro è un ritorno alle mie registrazioni da solista con canzoni
ispirate a personaggi e con arrangiamenti orchestrali cinematici",
racconta Springsteen, "è come uno scrigno ricco di gioielli". Nei
tredici brani di "Western Stars" si ritrovano molti temi tipicamente americani:
dalle autostrade immense agli spazi desertici, dal sentimento di isolamento a
quello opposto di comunità, dalla stabilità di casa alla speranza che non
svanisce mai.
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