venerdì 16 ottobre 2026

Beatles, la rivolta di Paul McCartney: «Non sono un tappo». E Hollywood finisce sotto misura



Il bersaglio è Sam Mendes, regista dei quattro attesissimi film sui Beatles. Il reato cinematografico? Aver scelto Paul Mescal per interpretare McCartney e Harris Dickinson per John Lennon. Peccato che, nelle prime immagini, il secondo sovrasti il primo. E Sir Paul non ha nessuna intenzione di passare alla storia come il nano di Liverpool.

Abbey Road diventa una questione di statura

Tutto nasce da una fotografia che ricostruisce la celeberrima copertina di Abbey Road. McCartney osserva, confronta e protesta. Nel podcast Good Hang di Amy Poehler racconta di aver scritto personalmente a Mendes. Il regista prova a cavarsela con una spiegazione tecnica: sarebbe colpa della falcata dei protagonisti. Poi invia un'altra fotografia, decisamente più rassicurante.

Ma Paul è irremovibile: lui, Lennon e Harrison erano praticamente alti uguali. Soltanto Ringo Starr concedeva qualche centimetro agli altri. Insomma, nei Beatles potevano esserci divergenze musicali, sentimentali e finanziarie. Ma sulla statura regnava una sostanziale parità.

Help!: quattro film e un regista nei guai

L'operazione arriverà nei cinema nell'aprile 2028: quattro pellicole, quattro punti di vista. Accanto a Mescal e Dickinson ci saranno Joseph Quinn come George Harrison e Barry Keoghan nei panni di Ringo.

Per McCartney, del resto, è una vecchia ferita. Già nel film Nowhere Boy del 2009 aveva contestato un Paul troppo piccolo e remissivo rispetto a Lennon. E non mancano altre insofferenze: Pattie Boyd, ex moglie di Harrison, ha lamentato di non essere stata consultata. Mendes dovrà quindi ricostruire il mito, soddisfare milioni di fan e sopravvivere alle verifiche dei diretti interessati.

Morale della favola: i Beatles hanno insegnato al mondo che All You Need Is Love. Ma per Paul, evidentemente, serve anche un buon paio di scarpe con il rialzo.


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