martedì 6 ottobre 2026

Bollicine e chitarre: Hoxxoh entra in Gabriel & Spirits, e lo champagne continua a suonare rock


Gabriel & Spirits acquisisce Hoxxoh Champagne e rafforza la propria presenza nel segmento alto di gamma. Un’operazione che coinvolge un marchio da circa 4 milioni di fatturato e porta nuova massa critica a un gruppo già oltre i 44 milioni. E che conferma una verità antica: quando si parla di champagne, in fondo, si parla anche di stile, immaginario e musica.

C’è un momento in cui il business incontra il simbolo. Ed è esattamente lì che si colloca l’acquisizione di Hoxxoh Champagne da parte di Gabriel & Spirits, gruppo attivo nel beverage e negli spirits premium che, con questa operazione, consolida il proprio posizionamento nel mondo delle etichette di fascia alta.

L’ingresso di Hoxxoh nel perimetro del gruppo non è solo un passaggio societario. È un tassello strategico dentro una traiettoria di espansione già molto chiara: allargare il portafoglio prodotti, presidiare con maggiore forza i canali Ho.Re.Ca. e Super Premium, e crescere ancora sui mercati italiani e internazionali.

Un’acquisizione che alza l’asticella

Hoxxoh porta in dote un marchio riconoscibile e un fatturato intorno ai 4 milioni di euro, andando a rafforzare una struttura che supera già i 44 milioni. Gabriel Rapisarda, presidente e amministratore del gruppo, ha definito l’operazione una tappa fondamentale del percorso di crescita: un’integrazione pensata per creare sinergie commerciali, rafforzare il profilo aziendale e accelerare lo sviluppo nel comparto del lusso enologico e del beverage di alta gamma.

Il piano, del resto, è lineare: più distribuzione, più comunicazione, più valorizzazione del brand e migliore efficienza operativa. In altre parole, non soltanto comprare un’etichetta, ma farla crescere.

Le bollicine, da sempre, hanno un suono preciso: quello del rock

E qui entra in scena Sonar. Perché lo champagne non è mai stato soltanto un vino: è un linguaggio. Nella cultura pop e rock è stato spesso il bicchiere dell’eccesso, della vittoria, dell’ostentazione e, qualche volta, persino della malinconia luccicante.

Basta evocare Champagne Supernova degli Oasis, forse il titolo più celebre di sempre in materia di bollicine e chitarre, per capire come una bottiglia possa trasformarsi in atmosfera, sogno, vertigine. Oppure pensare a Champagne and Reefer, blues storico passato anche attraverso l’universo dei Rolling Stones, dove il lusso si sporca di fumo, palco di club periferico e notte fonda.

E in Italia il collegamento con il rock diventa ancora più curioso. Champagne Molotov era il nome del gruppo fondato da Enrico Ruggeri nel 1974, una delle esperienze che precedettero la nascita dei Decibel e la successiva carriera solista del cantautore milanese. Già nel nome c’era un cortocircuito perfettamente rock: da una parte lo champagne, simbolo di eleganza e benessere, dall’altra la molotov, immagine di rottura e provocazione. Lusso e ribellione nello stesso bicchiere, quasi un manifesto anticipato di quella tensione tra raffinatezza e attitudine punk che avrebbe accompagnato una parte del percorso musicale di Ruggeri.

Del resto, tra glam rock, britpop e rock’n’roll classico, lo champagne ha accompagnato intere generazioni come accessorio rituale: non una semplice bevanda, ma un segno di appartenenza, di ascesa, di trionfo.

Ed è forse proprio questo il punto: Hoxxoh entra in Gabriel & Spirits in un segmento che vende prodotto, sì, ma soprattutto racconto. Un racconto fatto di qualità, posizionamento e immaginario. E l’immaginario, si sa, spesso ha una colonna sonora. Una narrazione che rrappresentaa anche qualcosa di più ampio: lo champagne continua a essere un simbolo culturale forte, sospeso tra mercato, stile e quel vecchio vizio del rock di trasformare ogni brindisi in leggenda.

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