Dopo una lunga battaglia con la malattia, si è spento a 74 anni Luciano Manzalini, metà del celebre duo comico dei Gemelli Ruggeri. A dare la notizia è stato Eraldo Turra, compagno di scena e di vita artistica, che ha voluto ricordarlo con un saluto semplice e commosso: un addio all’amico di sempre, colpito quasi un anno fa da un ictus che lo aveva costretto al ricovero.
Manzalini, conosciuto dal pubblico come “lo smilzo” del duo, è stato uno dei protagonisti dell’umorismo più surreale e raffinato emerso negli anni Ottanta. I Gemelli Ruggeri muovono i primi passi al Gran Pavese Varietà, inserendosi in una vivace scena bolognese che vedeva convivere personalità destinate a lasciare il segno, come Patrizio Roversi, Siusi Blady (con la quale anni fa feci un libro dedicato a Moana Pozzi), il caro Freak Antoni degli Skiantos e Vito.
La consacrazione nazionale arriva con la televisione: Antonio Ricci li chiama a far parte del cast di Drive In nel 1983 e, successivamente, di Lupo Solitario nel 1987. Proprio in questi programmi i Gemelli Ruggeri diventano memorabili interpretando due improbabili inviati della televisione di Stato di Croda, fantomatico Paese dell’Europa orientale, personaggi che restano impressi per l’assurdità dei dialoghi e il tono straniante delle loro apparizioni. Nel corso degli anni partecipano anche ad altre trasmissioni di successo, tra cui Quelli che il calcio e Colorado Cafè.
Nel ricordare Manzalini, Eraldo Turra ne traccia un ritratto intimo e affettuoso: una persona riservata, ma tutt’altro che distante dalla scena, capace di osservare il mondo con uno sguardo obliquo e profondamente ironico. Un’ironia fatta di contrasti e complicità, che richiamava quella delle grandi coppie comiche del passato, e che oggi lascia un vuoto difficile da colmare.


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