lunedì 20 marzo 2023

Ciao Bush..



Sabato scorso è stato l'ultimo giorno di vita del negozio di dischi Buscemi, uno dei più belli d'Italia. In quei locali, che hanno rappresentato la seconda vita del marchio così caro ai musicofili all'omnra della Madonnina, ora sembra che si installerà una scuola per parrucchieri. La vanità della bellezza vince sul potere della cultura.

Quanti sabati pomeriggio ho trascorso da Buscemi, con i cari amici Danilo Benolli e Angelo Mapelli: prima un caffè al bar Magenta, in attesa dell'apertura e poi ci fiondavano letteralmente all'interno, restandoci a volte anche per ore. Quando alcune settimane fa ho appreso la triste notizia, è stato come rivedere una scena importante del film della mia vita, una pellicola dotato di una ricchissima colonna sonora: dal rock al progressive, dal jazz alla miglior canzone d'autore, dal blues alla musica brasiliana. Quanta musica che mi ha riempito il cuore, quanti incontri ricchi di umanità, quanta bella gente! Quanti soldi spesi... ma quanta gioia, quanta cultura! E quanti ricordi: c'era, tanto per citarne uno, quel tizio attempato che si preoccupava sempre di chiedere al commesso di turno se i CD in vendita fossero originali o "pastorizzati", lo stesso che una volta mi chiese  se era più bello The Hurdy Gurdy Man di Donovan o Second's Out dei Genesis! Poi il competente personale di bordo, tra i quali voglio citare "Ciuffo", grande amante dei The Cramps e raffinato fratello feticista.

"Ciuffo" è quello a destra della foto, in mezzo Mario Buscemi

Credo che la particolarità principale di questo negozio sia stata il fatto di essere riuscito a creare un' appassionata community, molto prima dei social network. Si andava da "Bush" - con gli amici lo chiamavamo così - non solo per comprare (o per ascoltare, c’era sempre qualche disco che girava, che a volte ha condizionato anche qualche mio acquisto "di getto") ma soprattutto per stare insieme, conoscersi, condividere giudizi e consigli. A un certo punto si erano formati dei gruppi che si trovavano in giorni fissi, come il famoso capannello dei jazzofili del sabato mattina, formato da diversi veterani e raffinati conoscitori che raccontavano agli altri i primi tempi eroici di questa musica a Milano. Io, da ragazzo, li stavo ad ascoltare senza avere il coraggio di intromettermi nelle loro dotte dissertazioni, per paura di mostrare la mia poco conoscenza jazzistica di allora. Di tempo ne sarebbe trascorso prima che anch'io potessi impadronirmi e maneggiare con consapevolezza quello straordinario patrimonio, al quale mi aveva iniziato mio padre con i primi E.P. d'importazione di Gerry Mulligan e Miles Davis. Poi c'erano gli appassionati di rock del sabato pomeriggio, collezionisti onnivori alla perenne ricerca di "prede" per saziare la loro fame di conoscenza. Come il sottoscritto che, da quei pomeriggi, non è mai uscito - e sottolineo con orgoglio MAI - a mani vuote.

Gli ultimi acquisti di un "reduce sonico"

Ho assistito a tante chiusure dei negozi che frequentavo: New Kary, Disco Club, Transex, Supporti Fonografici, Rasputin, Bonaparte, Fnac... ma Buscemi aveva un posto particolare nel mio cuore. Oltre naturalmente a Bigi (che distava pochi passi), nel quale con Danilo e Angelo avevo il privilegio di entrare, ogni volta, mezz'ora prima dell'apertura, per goderci le novità arrivate prima degli altri. Basti pensare che, nella piazzola antistante la sede storica di Buscemi, ho incontrato per la prima volta mia moglie, dopo aver acquistato - me lo ricordo ancora - il CD di Gone To Earth di David Sylvian!

Invecchiando si diventa irrimediabilmente sentimentali, quindi venerdì scorso mi sono recato in negozio per l'ultimo saluto. Vedere quegli scaffali semivuoti mi ha fatto venire una stretta al cuore... anche se sono riuscito a trovare ancora qualcosina da acquistare! Ho ritenuto che si trattasse di un atto dovuto. 

In seguito ho saputo che sabato il negozio era pieno di gente per l'ultimo addio, the last goodbye... come canterebbe in maniera appropriata Jeff Buckley. Io ho scelto di non esserci, intendendo conservarne il ricordo dei tempi migliori. Come faceva quel pezzo di Guccini? "Voglio però ricordarti com'eri / pensare che ancora vivi...". Ecco, sì... ti ricorderò così, come un vecchio amore di gioventù che, nei pensieri più intimi, non invecchia mai. 

Ciao Bush...

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