martedì 14 aprile 2009

San Siro all'orizzonte


In questi gorni sto ripetutamente ascoltando il nuovo (dodicesimo, per la precisione...) disco degli U2 "No Line On The Horizon"... tanto per non arrivare impreparato al lussuoso concerto di San Siro a Luglio.
Dopo qualche recente, piccolo sbandamento, mi sembra che con questo lavoro Bono e soci abbiano voluto chiarire, una volta per tutte, chi sono gli originali in tutto questo proliferare di voci, melodie e armonie a là U2 che impazzano nella scena musicale, indie e non, di tutto il mondo. A tratti ritrovo la rabbia di "War" e la voglia di allargare i territori a nuove sperimentazioni, già sfoderata nella trilogia "Achtung Baby", "Zooropa" e "Pop"; in "Stand Up Comedy" affiora una matrice di hard-rock Zeppeliniano. Momento clou del disco "Unknow Caller", brano perfetto, quello che non riusciva da tempo ai nostri. Ha tutto ciò che per anni ha marchiato indelebilmente il loro stile: è una canzone corale che vibra di sottofondi di synth e tastiere, di chitarre pizzicate prima, arpeggiate poi e infine liberate in un assolo di grande e inusuale profondità.
Lo ascolto. Lo riascolto. E poi lo ascolto ancora una volta, mentre uno strano sapore agrodolce mi pervade. Perché di eccezionale, a ben vedere, non si trova molto, nessun “Fuoco indimenticabile” o “Albero di Giosuè”. Ma di magnetico sì. E si riscoprono nel gruppo una rinnovata voglia di farsi sentire e un'ispirazione che, davvero, sembravano essersi perse nei meandri delle classifiche e dello star-system.

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