lunedì 11 maggio 2026

Tom Waits rompe il silenzio e firma “Boots on the Ground”, un pugno nello stomaco contro guerra e autoritarismo



Dopo quindici anni di assenza discografica, Tom Waits torna con un brano feroce e profondamente politico. Si intitola Boots on the Ground ed è nato dalla collaborazione con la band di Bristol dei Massive Attack, da sempre tra le voci più radicali e impegnate della musica contemporanea. Il risultato è una traccia cupa, martellante, quasi militaresca, che mette sotto accusa la violenza del potere, la militarizzazione della società e il cinismo delle classi dirigenti. Non un semplice ritorno discografico, ma una dichiarazione di guerra artistica. Secondo quanto raccontato da Waits, il pezzo era stato scritto anni fa, dopo un invito della band di Bristol a collaborare. Il cantante non ha mai avuto fretta di pubblicarlo: “La follia distruttiva dell’uomo è sempre attuale”, ha spiegato, definendola “un banchetto per le mosche”. Un’immagine perfettamente coerente con l’universo poetico dell’autore di Rain Dogs: sporco, apocalittico e disperatamente umano.

Una canzone che parla dal fronte

Boots on the Ground adotta il punto di vista dei soldati mandati a combattere guerre decise altrove. Waits canta uomini trasformati in carne da macello, operai della violenza spediti nelle trincee mentre i politici restano al sicuro “in stanze con l’aria condizionata”. Il titolo richiama un’espressione militare usata per indicare le truppe effettivamente schierate sul territorio. Ma qui gli “stivali sul terreno” diventano il simbolo di chi paga davvero il prezzo del potere: soldati, emarginati, giovani sacrificabili. Nel testo - che alcuni siti hanno deciso di non pubblicare - emergono immagini brutali e allucinate: elicotteri, bossoli, città incendiate, corpi lasciati marcire nella sabbia. La scrittura di Waits resta tagliente, teatrale, attraversata da sarcasmo e rabbia. E quando attacca “i federali nascosti nel Senato come zecche gonfie”, il bersaglio è chiarissimo: il connubio tra politica, repressione e propaganda militarista.

 

Il testo tradotto

Grandi gambe penzolano dal portellone di un elicottero

Un ritmo pesante e cadenzato, deve essere adesso, oh!

Marrone, cattivo e giovane

Stupido e pieno di sperma

A cosa può servire un marine?

Questa è una fottuta guerra di mitragliatrici del caz*o

Con i tuoi stivali a terra

Stivali a terra

Stivali a terra

Stivali a terra

Potiamo le vostre siepi, combattiamo le vostre guerre

Aspettiamo nelle trincee e scopiamo finché non siamo indolenziti

Stivali a terra

Stivali a terra

Nati proiettili lucenti in un esercito di formiche

Suona quel corno, dormiamo con i pantaloni addosso

Grandi tette, grandi tette

Beh, urliamo e bruciamo intere città

Stivali a terra

Stivali a terra

Mettendo a ferro e fuoco la città

Restando nella buca finché non ritrovano Jimmy Hoffa

Con i miei stivali a terra

Beh, qualcosa fa "tink" quando il bossolo è vuoto

Dove pensi che sia finita tutta la tua cartilagine?

Stivali a terra

Stivali a terra

Ora, chi diavolo sono questi stronzi dei federali?

Nascosti nel Senato come zecche gonfie del cazzo

Stronzi con i mocassini nell'aria condizionata

Seduti in una stanza piena di poster dell'esercito

Il carbone diventa diamante, un voto diventa legge

Fanno campagna elettorale su tutto il sangue che possono versare

Modellano il tuo mondo, un soldato è solo argilla

Quanto pesa ogni soldato?

Ti tagliano le caviglie e buttano via tutto il resto

Stivali a terra

Fa freddo e caldo come lo zoccolo di Satana

Ruotando sul mondo, mi nascondo su un tetto

Uccido un uomo nero che non ho mai fottutamente conosciuto

Soffocato dalla saliva e poi è diventato blu

Ha sputato sangue nero, ha tirato le cuoia

È morto proprio qui, gli ho preso la perla dal grugno

Un soffio di fumo grigio dalla lingua di una nuvola

È marcito nella sabbia e tutto ciò che hanno trovato sono stati i suoi

Stivali a terra, stivali a terra, stivali a terra

Tutto ciò che hanno trovato sono stati i suoi stivali a terra, stivali a terra.

Il significato della canzone

La canzone ha il punto di vista dei soldati: "Potiamo le vostre siepi, combattiamo le vostre guerre" canta Waits. "Urliamo e bruciamo intere città (…) mettendo a ferro e fuoco la città. Restando nella buca finché non ritrovano Jimmy Hoffa", riferimento al celebre sindacalista americano scomparso nel nulla, per dire che i soldati rimarranno in trincea forse per sempre. 

I Massive Attack dicono addio a Spotify

Il singolo segna anche il ritorno ufficiale dei Massive Attack con l’etichetta PIAS ed è il primo brano pubblicato dopo la drastica decisione da parte del gruppo di rimuovere la propria musica da Spotify. Una scelta coerente con l’attivismo della band guidata da Robert Del Naja, da anni impegnata su temi come la crisi climatica, i diritti civili e la questione palestinese. La band ha definito Waits “un artista di integrità e originalità assolute” e ha spiegato che Boots on the Ground nasce come denuncia dell’autoritarismo statale e della crescente fusione tra politica neofascista e militarizzazione delle forze dell’ordine.

Un video che guarda all’America di oggi

Ad accompagnare il brano c’è anche un videoclip costruito sulle fotografie dell’artista thefinaleye. Le immagini raccontano proteste, repressione e tensioni sociali nell’America contemporanea, in un clima segnato dalle contestazioni contro l’ICE e contro l’uso sempre più aggressivo delle forze federali. Non è solo una canzone antimilitarista: Boots on the Ground è un racconto sul collasso morale dell’Occidente, sulla trasformazione dei cittadini in bersagli e dei soldati in strumenti sacrificabili. E forse proprio per questo il ritorno di Tom Waits oggi suona necessario: perché poche voci riescono ancora a trasformare rabbia, disillusione e poesia in qualcosa di così disturbante e vivo.

Nessun commento: