Una canzone che parla dal fronte
Boots on the Ground adotta il punto di vista dei soldati mandati a combattere guerre decise altrove. Waits canta uomini trasformati in carne da macello, operai della violenza spediti nelle trincee mentre i politici restano al sicuro “in stanze con l’aria condizionata”. Il titolo richiama un’espressione militare usata per indicare le truppe effettivamente schierate sul territorio. Ma qui gli “stivali sul terreno” diventano il simbolo di chi paga davvero il prezzo del potere: soldati, emarginati, giovani sacrificabili. Nel testo - che alcuni siti hanno deciso di non pubblicare - emergono immagini brutali e allucinate: elicotteri, bossoli, città incendiate, corpi lasciati marcire nella sabbia. La scrittura di Waits resta tagliente, teatrale, attraversata da sarcasmo e rabbia. E quando attacca “i federali nascosti nel Senato come zecche gonfie”, il bersaglio è chiarissimo: il connubio tra politica, repressione e propaganda militarista.
Il testo tradotto
Grandi gambe penzolano dal portellone di un elicottero
Un ritmo pesante e cadenzato, deve essere adesso, oh!
Marrone, cattivo e giovane
Stupido e pieno di sperma
A cosa può servire un marine?
Questa è una fottuta guerra di mitragliatrici del caz*o
Con i tuoi stivali a terra
Stivali a terra
Stivali a terra
Stivali a terra
Potiamo le vostre siepi, combattiamo le vostre guerre
Aspettiamo nelle trincee e scopiamo finché non siamo indolenziti
Stivali a terra
Stivali a terra
Nati proiettili lucenti in un esercito di formiche
Suona quel corno, dormiamo con i pantaloni addosso
Grandi tette, grandi tette
Beh, urliamo e bruciamo intere città
Stivali a terra
Stivali a terra
Mettendo a ferro e fuoco la città
Restando nella buca finché non ritrovano Jimmy Hoffa
Con i miei stivali a terra
Beh, qualcosa fa "tink" quando il bossolo è vuoto
Dove pensi che sia finita tutta la tua cartilagine?
Stivali a terra
Stivali a terra
Ora, chi diavolo sono questi stronzi dei federali?
Nascosti nel Senato come zecche gonfie del cazzo
Stronzi con i mocassini nell'aria condizionata
Seduti in una stanza piena di poster dell'esercito
Il carbone diventa diamante, un voto diventa legge
Fanno campagna elettorale su tutto il sangue che possono versare
Modellano il tuo mondo, un soldato è solo argilla
Quanto pesa ogni soldato?
Ti tagliano le caviglie e buttano via tutto il resto
Stivali a terra
Fa freddo e caldo come lo zoccolo di Satana
Ruotando sul mondo, mi nascondo su un tetto
Uccido un uomo nero che non ho mai fottutamente conosciuto
Soffocato dalla saliva e poi è diventato blu
Ha sputato sangue nero, ha tirato le cuoia
È morto proprio qui, gli ho preso la perla dal grugno
Un soffio di fumo grigio dalla lingua di una nuvola
È marcito nella sabbia e tutto ciò che hanno trovato sono stati i suoi
Stivali a terra, stivali a terra, stivali a terra
Tutto ciò che hanno trovato sono stati i suoi stivali a terra, stivali a terra.
Il significato della canzone
La canzone ha il punto di vista dei soldati: "Potiamo le vostre siepi, combattiamo le vostre guerre" canta Waits. "Urliamo e bruciamo intere città (…) mettendo a ferro e fuoco la città. Restando nella buca finché non ritrovano Jimmy Hoffa", riferimento al celebre sindacalista americano scomparso nel nulla, per dire che i soldati rimarranno in trincea forse per sempre.
I Massive Attack dicono addio a Spotify
Il singolo segna anche il ritorno ufficiale dei Massive Attack con l’etichetta PIAS ed è il primo brano pubblicato dopo la drastica decisione da parte del gruppo di rimuovere la propria musica da Spotify. Una scelta coerente con l’attivismo della band guidata da Robert Del Naja, da anni impegnata su temi come la crisi climatica, i diritti civili e la questione palestinese. La band ha definito Waits “un artista di integrità e originalità assolute” e ha spiegato che Boots on the Ground nasce come denuncia dell’autoritarismo statale e della crescente fusione tra politica neofascista e militarizzazione delle forze dell’ordine.
Un video che guarda all’America di oggi
Ad accompagnare il brano c’è anche un videoclip costruito sulle fotografie dell’artista thefinaleye. Le immagini raccontano proteste, repressione e tensioni sociali nell’America contemporanea, in un clima segnato dalle contestazioni contro l’ICE e contro l’uso sempre più aggressivo delle forze federali. Non è solo una canzone antimilitarista: Boots on the Ground è un racconto sul collasso morale dell’Occidente, sulla trasformazione dei cittadini in bersagli e dei soldati in strumenti sacrificabili. E forse proprio per questo il ritorno di Tom Waits oggi suona necessario: perché poche voci riescono ancora a trasformare rabbia, disillusione e poesia in qualcosa di così disturbante e vivo.

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