giovedì 4 marzo 2021

Separati alla nascita


Shakin' Stevens, rock'n'roller gallese di Cardiff e l'attore americano Tim Matheson. Personalmente me lo ricordo per tre interpretazioni: l'ultima serie del telefilm Bonanza nel ruolo di Griff King, nei panni del motociclista Sweet nel film "Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan" e come furbo donnaiolo e universitario con nessuna voglia di studiare in "Animal House", insieme a John Belushi.



Gli "illustri nati" di oggi, 4 marzo

 


Grande giornata quella odierna per i nati sotto il segno dei Pesci, partendo da due grandi personalità che - purtroppo - ci hanno lasciato: LUCIO DALLA (Bologna, 1943 - Montreux, 2012) e il bassista degli Yes CHRIS SQUIRE (Londra, 1948 – Phoenix, 2015). Del primo posso orgogliosamente vantare una conoscenza personale nata alle Isole Tremiti, luogo molto amato da entrambi.

Poi di seguito gli altri. JAN GARBAREK (Mysen, 1947), sassofonista e compositore norvegese di enorme talento, che ho avuto la fortuna di vedere dal vivo.

   

CHRIS REA (Middlesbrough, 1951), cantante e chitarrista britannico, visto un'unica volta dal vivo in un assolato pomeriggio del luglio 1994 durante il festival Sonoria, prima che iniziasse Italia-Spagna dei Mondiali (2 a 1 per noi, con gol di Dino e Roberto Baggio, alla sera avrebbe poi suonato Peter Gabriel). SHALIN' STEVENS (Cardiff, 1948), rock'n'roller gallese,  vero nome Michael Barratt. DOUG FERGUSON (Carlisle, 1947), primo bassista dei Camel. JASON NEWSTED (Battle Creek, 1963), bassista e cantante, famoso per aver suonato nei Metallica dal 1986 al 2001 e con Ozzy Osbourne dal 2003 al 2005.

mercoledì 3 marzo 2021

Sanremo 2021: lacrime (di sofferenza) e sangue


Breve e telegrafica cronistoria della prima serata di Sanremo 2021. Parte la gara della Nuove Proposte. Sul palco salgono GAUDIANO: un po' Tiziano Ferro. FAGGI: un po' Arisa degli esordi AVINCOLA; un po' Tricarico. FOLCAST: un po' Mengoni ma il brano non è male, il migliore del lotto. Per il televoto accedono alla semifinale di venerdì Folcast e Gaudiano, tutto sommato giusto.

Diodato ci riporta all'anno scorso, senza pandemia e con qualche bella canzone in più. Una stecca gliela perdono volentieri, visto il contesto.

Alle 22:00 comincia (era ora...) la gara. ARISA: in sintonia con la canzone, anche lei poteva fare di più. L'intro della canzone scitta da Gigi D'Alessio è ugualissima a "Il regalo più grande" di Ferro: beccato il primo plagio! COLAPESCE e DIMARTINO: vestiti in tinta pastello, non capisco perchè cantano in due all'unisono. AIELLO: un nome da congezione di spaghetti, urlacci sparsi e parole incomprensibili. FEDEZ e MICHIELIN: simbolo vivente del barbaro gusto musicale dei giovani d'oggi.

Loredana Bertè con la classica minigonna d'ordinanza, sembra una fata turchina rivista e corretta da Tim Burton. iconiche le canzoni del medley (massacrate dalla Lory attuale), letteralmente vergognoso il nuovo singolo. 

MAX GAZZE', travestito da Leonardo Da Vinci con la maglia numero 11, accompagnato da una band cartonata nella quale spiccano Jimi Hendrix e Paul McCartney, diverte... ma neanche tantissimo. Dalla sua fantasia mi aspettavo onestamente di più, il brano ricorda altre sue cose passate. NOEMI: finalmente una bella canzone, voce personalissima e graffiante (che peraltro già conoscevamo), lei è davvero padrona del "mestiere" che dimostra con classe e disinvoltura. Senza dubbio la cosa migliore della prima serata. Se il festival si chiudesse qui, lei dovrebbe essere la vincitrice.

Achille Lauro, in ritardo di qualche decennio.  Con la scusa dell'omaggio al glam, copre una totale povertà d'idee. Imparasse anche a cantare in italiano e non con quell'insopportabile accento da coatto: sembra uscito dalla serie tv "Suburra"! 

MADAME, la più giovane in gara con una sicurezza e una tenuta di palco da fare invidia, con una canzone che necessità di più ascolti. Pieni nudi: omaggio a Sandie ShawMANESKIN, clowneschi ed insipidi, brano infarcito di banalità e qualche volgarità che - secondo loro - fa molto rock'n'roll. GHEMON, venature soul, pezzo musicalmente carino e stiloso. COMA_COSE, coppia artistica e nella vita, con un pezzo che funziona, fischiettabilissimo. Si piazzano di sicuro. ANNALISA, molto sexy ma la canzone è una classica lagna sanremese; al termine risulterà prima secondo la giuria demoscopica. 

FRANCESCO RENGA: banale come un ghiacciolo al limone in un caldo pomeriggio d'agosto.

FASMA: rispetta la quota autotune che purtroppo ha segnato questi ultimi anni di barbarie musicali.

Considerazione finale, prima di addormentarmi: Sanremo persiste nel non rappresentare la nuova creatività italiana nella musica e nello spettacolo, nei testi e nelle scelte musicali. Ci sentiamo domani.




lunedì 1 marzo 2021

Gli "illustri nati" di oggi, 1 marzo


Un compleanno su tutti: quello dell'inossidabile ROGER DALTREY! Considerando che ho organizzato un pre-viaggio di nozze per vedere gli Who a Parigi nel 2015 (precisamente il 30 giugno)... non potevo che metterlo in pole position qui fra i nati di oggi!

   

Nato a Londra nel 1944, Daltrey, prototipo (una volta) del perfetto frontman da band rock, di recente, come molti altri artisti e musicisti, ha protestato contro l'ex premier Gordon Brown, accusato di non aiutare la classe artistica, chiedendo l'estensione a 70 anni del copyright. Vota Laburista ma è fortemente contrario all'immigrazione di massa, sostenendo che le attuali politiche migratorie stanno rovinando la classe lavoratrice inglese. Fervente ammiratore della regina Elisabetta II, nel 2018 ha polemizzato nei confronti del leader Laburista Jeremy Corbyn definendolo un "comunista". E' un convinto pro-Brexit: tenetelo presente quando acquisterete dischi per corrispondenza dalla Gran Bretagna...

RALPH TOWNER (Chehalis, 1º marzo 1940) è un raffinatissimo chitarrista, compositore e polistrumentista, nel 1970 ha fondato il gruppo degli Oregon, responsabile di alcuni magnifici dischi che mescolavano la musica folk con influenze etniche e con la libera improvvisazione jazzistica. Nello stesso periodo Towner cominciò la sua lunga collaborazione con l'etichetta tedesca ECM, con la quale pubblicò praticamente tutta la sua produzione musicale successiva al periodo Oregon.

 

ENZO AVITABILE (Napoli, 1955), è un sassofonista, diplomato in flauto al conservatorio di San Pietro a Majella. Nel corso della sua carriera, ha collaborato con importanti esponenti della black music: James Brown, Tina Turner, Maceo Parker, Marcus Miller, Richie Havens, Randy Crawford, Afrika Bambaataa, Manu Dibango.

MICHAEL GILES (Bournemouth, 1942) è un batterista britannico noto soprattutto per essere stato membro della prima formazione dei King Crimson.

ELLIOTT SHARP (Cleveland, 1951) è un compositore e polistrumentista statunitense. con una vastissima discografia alle spalle, in carriera si è cimentato in innumerevoli generi diversi come la musica d'avanguardia e minimalista, l'R&B, il jazz e il rock progressivo.

venerdì 26 febbraio 2021

Gli "illustri nati" di oggi, 26 febbraio


Oggi l'elenco dei festeggiati è lungo ed articolato. La menzione d'onore è per JOHNNY CASH (Kingsland, 1932 – Nashville, 2003), "the man in black" del country americano, anche se il suo il suo repertorio spaziava da rock'n'roll al rockabilly, dal blues al gospel. Riposa accanto alla moglie nel cimitero Hendersonville Memory Gardens a Hendersonville, nel Tennessee.

 

Compirebbe anche un'altra leggenda americana come l'afro-americano FATS DOMINO (New Orleans, 1928 – Harvey, 2017), pioniere dell'R&B e del rock'n'roll. Dotato di uninimitabile stile vocale, è stato il cantante che ha avuto il maggiore successo durante tutti gli anni '50 e nei primi anni '60.

   

Terzo compianto musicista è RODOLFO MALTESE (Orvieto, 1947 – Roma, 2015), chitarrista, trombettista e compositore, componente storico del Banco del Mutuo Soccorso.

   

A ben guardare, c'è anche PIETRO VIVARELLI (Siena, 1927 – Roma, 2010), regista, sceneggiatore, attore e paroliere di fama: suoi sono i testi di "24.000 baci" e "Il tuo bacio è come un rock" cantate da Adriano Celentano, "Vorrei sapere perché" per Mina, Little Tony "Che tipo rock" e Peppino Di Capri "Non siamo più insieme" e "Domani è un altro giorno". E' stato anche presidente della commissione selezionatrice delle canzoni del Festival di Sanremo

Seguono SANDIE SHAW (Dagenham, 1947), cantante britannica tra le più famose degli anni '60, soprannominata "la cantante scalza" per la sua abitudine di esibirsi sul palco a piedi nudi, per la gioia dei fans feticisti; JAZ COLEMAN (Cheltenham, 1960), cantante fondatore dei post-punk Killing Joke; JOHN GIBLIN (Bellshill, 1952), bassista scozzese prima nei Brand X, dal 1979 al 1982, poi nei Simple Minds. Ha collaborato con artisti di fama internazionale come Peter Gabriel, Donovan, Jon Anderson, Phil Collins, Alan Parsons, Fish, Kate Bush e Richard Ashcroft;

   

MICHAEL BOLTON (New Haven, 1953), cantautore con 7 album che hanno raggiunto la top ten statunitense e 2 singoli al numero uno delle classifiche, oltre ai premi American Music Awards e Grammy; ERYKAH BADU  (Dallas, 1971), cantautrice e attrice statunitense, una degli artisti di punta del movimento "Neo-soul", genere musicale sviluppatosi nella seconda metà degli anni '90. 

Prove tecniche


Prove tecniche per le conferenze stampa della prossima settimana, durante il festival di Sanremo. Quest'anno, con grande rimpianto, sono costretto a seguirlo da casa. Peccato... non tanto per le canzoni ma per il non poter trascorrere qualche giorno rivedendo tanti colleghi ed amici. E comunque poco fa, durante le prove ho "beccato" il mio conterraneo chiavarese Paolo Vites, il quarto in alto da sinistra!

giovedì 25 febbraio 2021

Gli "illustri nati" di oggi, 25 febbraio


Il mio Beatles preferito, il "quiet one", George "il buono", silenzioso e spirituale. Un artista straordinario, che ha firmato una delle canzoni del quartetto più belle in assoluto come "While My Guitar Genlty Weeps", inevitabilmente schiacciato dalla pesantissima coesistenza con la coppia Lennon-McCartney, vera e proprio "macchina da guerra" autorale. GEORGE HARRISON (Liverpool, 1943 - Los Angeles, 2001), nonostante il suo atteggiamento dimesso ed introspettivo, segnò in maniera indelebile la vita dei Fab Four: se nei primi cinque anni di carriera il gruppo si limitò a un pop-rock tradizionale, nella seconda metà degli anni Sessanta, con l’innesto di elementi tratti da musicalità orientali, presero vita sperimentazioni raffinatissime, che vedono alla loro base l’avvicinamento di Harrison alla cultura e alla religione indiana.

 

Su Harrison potrei scrivere moltissime cose... a partire dal fatto che ha rappresentato la colonna sonora del mio primo viaggio in India nel 2018 (mi ero caricato sull'iPod tutta la sua discografia solista), piuttosto che - nella logica dei famosi "gradi di separazione" - un mio caro amico, Lucio Salvini, ex Direttore Generale di Ricordi, fu un suo amico...


Lucio e il suo illustre amico...

Imperdibile, infine, un capitolo della divertentissima autobiografia di Phil Collins "No, non sono ancora morto" (uscita per Mondadori), nel quale il batterista dei Genesis della II Repubblica racconta il mega-scherzo al quale fu sottoposto per anni proprio da Harrison!


Oggi festeggiamo anche MIKE PETERS (Prestatyn, 1959), musicista gallese fondatore e frontman, oltre che unico membro tuttora presente della formazione originale, dei The Alarm.

   

JOHN DOE (Decatur, 1954), cofondatore del gruppo punk rock di Los Angeles chiamato X, attivo dal 1977; non solo musicista: in qualità di attore ha preso parte partecipato a diverse serie televisive, tra cui Roswell, Law & Order - I due volti della giustizia e anche in alcuni film. PIA MAIOCCO (USA, 1962), bassista delle Vixen tra il 1984 e il 1986, lasciando il gruppo poco prima di raggiungere il successo. Moglie del chitarrista Steve Vai. ROCCO MAURIZIO ANACLERIO a.k.a. DJ RINGO (Paderno Dugnano, 1961), disc jockey, conduttore radiofonico e personaggio tv. Siamo stati colleghi a Rock Fm.

Aspettando Sanremo...

 


L'intromissione di Bernie Sanders prosegue: ora è la volta di Sanremo 70+1 (come l'ha battezzato il suo direttore artistico Amadeus), nell'avveniristica scenografia - che ricorda un po' Stargate, dopo il Bugo-gate dello scorso anno - firmata dall'esperto Gaetano Castelli con la figlia Maria Chiara, in collaborazione con il regista Stefano Vicario e il direttore della fotografia Mario Catapano. Un gioco di prospettiva con due punti di fuga centrali che sfrutta al meglio gli spazi, soprattutto per la necessità di distanziare l'orchestra e, al contempo, di sopperire al senso di vuoto, utilizzando anche le pareti laterali fino alla galleria, creando una specie di involucro che con la sua forma di astronave aumenta la profondità. In realtà, la lunghezza della scena è uguale a quella dello scorso anno ma è stata avanzata molto l'orchestra. Anche il soffitto è diventato un elemento scenografico, tra luci, schermi e materiali video-luminosi. Per realizzarla sono stati impiegati 7 chilometri di strip led, un software con 1.920.000 canali, oltre 65 centraline, 600 metri quadri di led wall, 20 chilometri di cavi, 500 proiettori motorizzati e 60 fra costruttori e tecnici al lavoro. Quando si tratta di Sanremo la Rai non bada a spese che, in realtà, recupera di gran lunga con la pubblicità che arriva a pioggia.


martedì 23 febbraio 2021

BLOW UP, febbraio 2021

Matt and me


Numero come di consueto ricco di contenuti interessanti. In copertina Matt Johnson a.k.a. The The, celebrato con una dettagliata retrospettiva di 12 pagine firmata da Christian Zingales, in contemporanea con la pubblicazione su cd e cassetta di "See Without Being Seen", un demo tape che ai tempi (siamo nel 1978 e Johnson suonava il basso nella punk band degli Anti Establishment) il musicista si era autoprodotto, incisa nel cantina del pub di proprietà dei suoi genitori e mandata a discografici e musicisti nella speranza di essere notato, oltre ad essere venduta ai concerti dei Cabaret Voltaire, Throbbing Gristle, Wire e This Heat.

 

 La consueta rubrica dei 10 dischi da portare sull'isola deserta (chi non ha mai fatto questo gioco...) ospita questo mesi i fratelli Damiano e Fabio D'Innocenzo. registi del convincente La terra dell'innocenza nel 2018 e del successivo "Favolacce". Vittore Baroni ci racconta uno dei suoi dischi del cuore: "U" firmato dai The Incredible String band... e poi la consueta montagna di recensioni: focus del mese su "dark Mondo" di Alco Degurutieni, giapponese 100% al dispetto del nome, che potrebbe essere scambiato benissimo per un nuovo, straniante progetto di Tom Waits! E visto che il musicista di Pomona ci trascura da un bel po', la consolazione risulta assolutamente efficace.

 

Cito volentieri i berlinesi Camera, interessante realtà kraut rock giunta al quinto album "Prosthuman",

 

il nuovo album dell'ex Dead Kennedys Jello Biafra con la sua Guantanamo School of Medicine "Tea Party Revenge Porn" (tra l'altro proprio oggi 23 febbraio, mentre scrivo, ricorre l'anniversario dell'affitto "in perpetuo" da parte di Cuba della Baia di Guantanamo agli Stati Uniti),

 

il nuovo album dei Mogwai "As The Love Continues", il nuovo Foo Fighters "Medicine At Midnight", un doppio cd-tributo a Syd Barrett intitolato "Love" (commercializzato lo scorso 6 gennaio, giorno nel quale Syd avrebbe compiuto 75 anni), l'ennesimo claustrofobico disco di John Carpenter, iconico regista horror e credibilissimo musicista, il terzo della serie "Lost Themes" (da avere assolutamente tutti

 

e tre). Concludo le segnalazioni presenti sul magazine con un quadruplo cd-box live di Sun Ra, "Egypt 1971", che documenta la prima volta del geniale musicista e Arkestra al seguito in terra egiziana. Il resto... leggetelo sul magazine, tra cinema, libri e molto, molto altro.

Riflettori Su... SONAR!


Da questo numero di febbraio sul magazine elettronico mensile Riflettori Su..., diretto dalla collega Silvia Arosio - che ringrazio per lo spazio concessomi - il mio blog presidia una delle pagine, con notizie e segnalazioni dal mondo delle 7 note.

Mi occupo anche della mia cara, amatissima radio in un'altra doppia pagina completamente dedicata al mondo dell'fm e a quello delle, tante, volenterose web radio.


Potete leggere il numero completo qui!

Gli "illustri nati" di oggi, 23 febbraio



Quelli di oggi sono compleanni davvero eccellenti! Prima di tutto quello di un mio inestinguibile amore musicale: DAVID SYLVIAN (Beckenham, 1958). Voce angelica, raffinatezza, gusto, creatività... possiede tutte le qualità di un grandissimo artista. Frontman dei Japan (dove suonavano anche suo fratello Steve Jansen, Richard Barbieri e Mick Karn) e, successivamente, con una carriera da solista nella quale ha creato alcuni capolavori, passando dalla canzone sofisticata allo sperimentalismo ambient. Tutte le volte che David Alan Batt (questo il suo vero nome) è transitato in Italia sono andato puntualmente ad applaudirlo, fin dal suo primo tour nel quale proponeva il suo splendido album "Secrets Of The Beehive". «Credo che una delle qualità più forti che possiedo sia la mia capacità di creare atmosfere. Secondo me la musica dovrebbe mettere gli ascoltatori a riflettere su sé stessi. Voglio che la mia immaginazione venga lasciata a briglie sciolte senza essere dettata dalla musica. Cerco di non imporre la musica.»

Non è un caso che Carlo Verdone (che di musica se ne intende, eccome...) lo abbia inserito nella colonna sonora dei suoi film "Ma che colpa abbiamo noi", "Perdiamoci di vista" e "Io loro e Lara...

 

Il nuovo, delizioso libro di Verdone, "La carezza della memoria" (Bompiani), contiene un capitolo intitolato "Io, Paolo e la musica", nel quale l'attore e regista, sul filo della memoria, riflette sul suo rapporto con la musica, sul suo potere aggregante e condivisivo, in primis con suo figlio Paolino. Sylvian viene citato ben due volte, imperdibile poi l'aneddoto dedicato al concerto dei The Who al Palazzo dello Sport di Roma nel 1972 e al  tentativo di  strappare un autografo a Keith Moon. Un episodio che sembra tratto da un suo film, che contrasta con un gusto dolce-amaro con questo passaggio: «L'altro giorno guardavo la mia collezione di vinili. E' talmente vasta che mi sono chiesto se sia il caso di trasferirla nella mia casa di campagna (...) nell'osservare quella schiera di copertine consumate e scolorite mi è venuta una gran tristezza. Tutti quei dischi, che partono dalla fine degli anni cinquanta, sono l'immagine di un tempo trascorso troppo in fretta, di un altro secolo. Di un passato che non tornerà mai più. (...) E nel guardare la mia collezione mi sono detto che la maggior parte di questi dischi rimarranno in eterno al buio, dentro la loro copertina, perchè non avrò più tempo e pazienza per farli suonare di nuovo.»
Sapessi, carissimo Carlo, quante volte ho fatto anch'io il medesimo tuo pensiero...


HOWARD JONES (Southampton, 1955) pianista, tastierista e cantante, icona del synthpop anni ottanta. Scoperto - guarda un po' - dal fiuto sopraffino di John Peel, diviso fra l'anima più elettronica e quella pianistico-intimista, vincenti entrambi.

 

JOHN GREAVES (Prestatyn, 1950), bassista e cantante, noto per la sua militanza negli Henry Cow e nei National Health. Nella sua carriera solista spicca l'album "Songs" del 1995 (un "discone"!), dove collaborò come cantante il suo ammiratore Robert Wyatt!

 

FLORIAN FRICKE (Lindau, 1944 - Monaco di Baviera, 2001), unico membro fisso della rock band tedesca Popol Vuh, che incise anche alcune colonne sonore per altrettante pellicole firmate da Werner Herzog, compresa quella per "Fitzcarraldo" - uno dei miei film del cuore - con lo straordinario e folle Klaus Kinski. Da sottolineare che i Popol Vuh, ispirati dalla musica orientale, africana e dalle civiltà precolombiane, crearono una sorta di "musica per sognare", elevandosi un gradino al di sopra del rock psichedelico, considerabili veri e propri precursori della new age e della world music.

lunedì 22 febbraio 2021

Missione terminata: adesso potete levarvi i caschi



Dopo 28 anni di sfavillante carriera il due francese di deejay Daft Punk mette la parola fine alla loro storia. Autori di successi diventati dei classici nel loro genere, Guy-Manuel de Homem Christo e Thomas Bangalter, insieme dal 1993, proprio oggi hanno reso nata la fine della loro collaborazione con un video in rete dal titolo inequivocabile: "Epilogue". Al termine del video, la data d’inizio dell’avventura e quella della fine: 1993-2021. Da “Around the World” a “One More Time” fino a “Get Lucky”, una coppia che ha fatto la storia della dance elettronica. L'annuncio è stato successivamente confermato dai loro addetti stampa.

Sono Pazzi Questi... Giapponesi!


All'inizio, complice anche la qualità video piuttosto scadente, pensavo fosse uno stupidotto che sciommiottava il testo con un'inflessione finto inglese... poi ho letto le note ed ho visto che si tratta di un tizio giapponese. Come sapete da quelle parti i nostri eroi progressivi degli anni '70 (Area ma anche Banco, PFM e Le Orme) sono oggetto di una vera e propria venerazione; complimenti al coraggio e all'estro dimostrato da questo Jyonson Tsu! Sono sicuro che Demetrio apprezzerebbe, come pure gli altri membri del leggendario gruppo.

Curiosando sul web ho letto che Jyonson fa parte di una band nipponica - attiva dal 1995 - chiamata Acid Mothers Temple, gruppetto interessante che richiama un uso tutt'altro che moderato di sostanze poco raccomandabili...

Finalmente il tributo a Keith Emerson!


In considerevole ritardo esce per Cherry Red Records - finalmente - la registrazione audio-video dell'Official Keith Emerson Tribute Concert tenutosi a Los Angeles nel maggio 2016. Due ore e mezza d'esibizione in bluray e doppio cd, con la partecipazione di Brian Auger, Eddie Jobson, Jordan Rudess, Steve Lukather, Steve Porcaro, Jeff “Skunk” Baxter, Vinnie Colaiuta, Marc Bonilla, Gregg Bissonnette, CJ Vanston, Troy Luccketta, Rachel Flowers, Terje Mikkelsen, Philippe Saisse, Joe Travers, Travis Davis, Ed Roth, Jonathan Sindelman, Mike Wallace, Mick Mahan, Karma Auger, Rick Livingstone, Kae Matsumoto, Aaron Emerson, Dan Lutz e Michael Fitzpatrick. 

Data d'uscita 11 marzo, 5° anniversario della dipartita del più grande tastierista della storia del rock. Il trailer è a dir poco entusiasmante...


There's no end to my life,
No beginning to my death
Death is life!

Gli "illustri nati" di oggi, 22 febbraio


FRYDERYK CHOPIN
(Żelazowa Wola, 1810 – Parigi, 1849), uno dei più importanti compositori del periodo romantico, definito «poeta del pianoforte», il cui "genio poetico" è basato su una tecnica professionale che è "senza eguali nella sua generazione. Il suo successo universale, la sua vita sentimentale e la morte precoce l'hanno trasformato in un mito del romanticismo. 

MARK CHARIG (Londra, 1944), trombettista e cornettista di musica jazz e rock progressivo. Particolarmente attivo tra la fine degli anni '60 e i primi '70, suonando con artisti di rilievo come Keith Tippett e con Soft Machine e King Crimson. Il primo ingaggio importante della sua carriera risale al 1966, quando suonò nel tour europeo di Stevie Wonder, nello stesso periodo fu membro dei Bluesology di Long John Baldry, al fianco del sassofonista Elton Dean. Fra i tanti lavori, ha suonato in "Fourth" dei Soft Machine e nei due album della band di Robert Fripp "Lizard" e "Islands" (in entrambi gli album suona anche Keith Tippett), dove rimane indimenticabile il suo lungo solo nella title track:

SÉBASTIEN TELLER (Le Plessis-Bouchard, 1975), cantautore, musicista e polistrumentista francese.

L'unica "positività" del Covid che ci piace


Gigione nostro è davvero uno dei bersagli preferiti dagli amanti della buona musica: con quello che ci propina... non potrebbe essere altrimenti. Fortuna che una città meravigliosa come Napoli è in grado di regalarci anche cose bellissime...

venerdì 19 febbraio 2021

Gli "illustri nati" di oggi, 19 febbraio


SEAL (Londra, 1963), nome d'arte di Henry Olusegun Adeola Samuel, cantante e compositore britannico, con origini nigeriane da parte di madre e brasiliane da parte di padre.

TONY IOMMI (Birmingham, 1948), chitarrista e compositore di origini italiane, fondatore e leader dei Black Sabbath, unico componente fisso nell'arco della loro carriera. Figura di spicco dell'heavy metal, è stato menzionato da numerosi chitarristi come notevole ispirazione nelle proprie composizioni.

   

ANDY POWELL (Stepney, 1950), chitarrista e cantante,  cofondatore dei Wishbone Ash nel 1969.

LAURIE ALLAN (Londra, 1943), batterista e percussionista britannico che, pur avendo una formamentis jazz, nel corso della sua carriera ha dimostrato grande talento e versatilità collaborando con importanti musicisti di blues, folk, fusion e pure progressive rock con i Delivery, i Gong e Robert Wyatt (che Dio lo conservi vivo e vegeto), tutti artisti legati alla leggendaria scena di Canterbury.

SMOKEY ROBINSON (Detroit, 1940) è un cantante e autore di musica rhythm and blues e soul,  tra gli artisti più fortemente legati all'etichetta Motown Records, secondo solo al fondatore, Berry Gordy. Da solista o da componente dei The Miracles, sempre della Motown, ha portato ben trentasette singoli nella "Top 40" tra il 1960 e il 1987, vicepresidente della compagnia dal 1961 al 1988.

 

MARK ANDES (Filadelfia, 1948), bassista e compositore molto conosciuto per aver fatto parte di diversi storici gruppi rock statunitensi. iniziando con gli Spirit, ha fatto successivamente parte dei Jo Jo Gunne e degli Heart.

giovedì 18 febbraio 2021

Gli "illustri nati" di oggi, 18 febbraio


Oggi è il compleanno di FABRIZIO DE ANDRE' (Genova, 1940 – Milano, 1999), considerato da molti uno dei più importanti e influenti cantautori italiani, conosciuto anche con l'appellativo di Faber che gli attribuì l'amico Paolo Villaggio, con riferimento alla sua predilezione per i pastelli e le matite della Faber-Castell, oltre che per l'assonanza con il suo nome. Anche Peter Hammill nel suo prossimo album gli tributerà un omaggio (leggi qui).

Festeggia anche GIULIO CAPIOZZO (Boretto, 1946 - Cesenatico, 2000) è stato un grande batterista, fondatore insieme a Demetrio Stratos dei meravigliosi Area, marchio d'eccellenza portato avanti da Patrizio Fariselli con comprensibile orgoglio. Ho avuto la fortuna di conoscerlo tanti anni fa a Cattolica, durante una bella serata fra amici. Grande musicista davvero!

 

RICKY GIANCO, pseudonimo di Riccardo Sanna (Lodi, 1943), uno dei padri della musica rock italiana. Definito dall'Enciclopedia del rock italiano come il "Pete Seeger" italiano, è uno dei precursori della chitarra rock 'n' roll in Italia. Suo compagno di debutto fu Gino Santercole, nipote di Adriano Celentano e primo chitarrista de I Ribelli, gruppo nel quale ha militato anche il sopracitato Demetrio.

 

RICCARDO D'AOLIO (Novellara, 1947 - Novellara, 1992) è stato un cantante italiano, cofondatore del gruppo musicale dei Nomadi insieme all'amico Beppe Carletti.

Chiudo coi compleanni, oggi tutti made in Italy con GAZEBO, pseudonimo di Paul Mazzolini (Beirut, 18 febbraio 1960), cantante, musicista, arrangiatore e produttore affermatosi negli anni ottanta nel filone musicale della cosiddetta Italo disco. Ricordo un pomeriggio trascorso in Mediaset a chiacchierare con lui - a dispetto della sua "I Like Chopin" - di progressive e canterbury sound, generi dei quali lui è un dichiarato ed entusiasta fan.

Quando il genio supera la follia


 

mercoledì 17 febbraio 2021

Gli "illustri nati" di oggi, 17 febbraio



TAYLOR HAWKINS (Fort Worth, 1972), batterista statunitense, noto per essere membro dei Foo Fighters. Io lo vidi la prima volta in azione durante uno showcase milanese dell'allora sconosciuta Alanis Morissette (il gruppo che l'accompagnava in studio e dal vivo si chiamava Sexual Chocolate).

L'invito per lo showcase della Morissette

GIANNI BELLENO
(Genova, 1949), batterista e cantante, drummer storico dei New Trolls. Dal 2012 è il frontman degli UT New Trolls, fondati insieme a Maurizio Salvi, formazione successivamente divenuta Of New Trolls con il coinvolgimento di Nico Di Palo.

 

FRED FRITH (Heathfield, 1949), polistrumentista, compositore ed improvvisatore, uno dei fondatori del gruppo avant-progressive rock Henry Cow, membro degli Art Bears, dei Golden Palominos, dei Massacre e degli Skeleton Crew. Ha collaborato con una gran quantità di altri musicisti, fra cui Robert Wyatt, Brian Eno, Mike Oldfield, The Residents, Lol Coxhill, John Zorn, Bill Laswell, Syd Barrett e molti altri.

Voglio anche ricordare FAUSTO MESOLELLA (Caserta, 1953 – Macerata Campania, 2017) che è stato un chitarrista, compositore e arrangiatore di grande pregio, dal 1986 al 2017 nella Piccola Orchestra Avion Travel.

martedì 16 febbraio 2021

Gli "illustri nati" di oggi, 16 febbraio

 


SONNY BONO (Detroit, 1935 – South Lake Tahoe, 1998), è stato un cantante, produttore discografico e politico statunitense. Sposato per ben quattro volte, la seconda moglie fu Cher, dal cui matrimonio nacque nel 1969 la figlia Chastity, in seguito al cambiamento di sesso Chaz. I due artisti divorziarono nel 1975, con lei lanciata verso una promettente carriera di attrice cinematografica, mentre i successi di lui andavano diradandosi. Sindaco di Palm Springs nel 1988, nel 1992 si candidò al Congresso per il Partito Repubblicano, ma venne sconfitto dalla democratica Barbara Boxer. Ricandidatosi nel 1994, venne eletto deputato per il 44º collegio elettorale della California. Nel corso del suo mandato parlamentare fu primo firmatario di un disegno di legge per l'estensione dei termini di scadenza del diritto d'autore.  

ANDY TAYLOR (Cullercoats, 1961) è un chitarrista, cantante e produttore discografico inglese, noto per aver fatto parte dei gruppi Duran Duran e Power Station.

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Mi piace anche ricordare che in questo giorno nasceva PAOLO GIACCIO (scomparso nel 2019), giornalista ed autore-produttore tv. Nel 1981, prima ancora della nascita di MTV in USA, lancia Mister Fantasy, un innovativo programma condotto da Carlo Massarini sulla "musica da vedere", basato su un nuovo media: il video musicale.

Peter Hammill e la seduzione delle cover


Peter Hammill annuncia la realizzazione del suo primo album di cover intitolato "In Translation", che comprende brani provenienti da svariati mondi musicali: classica, pop e cantautorato italiano, tango, canzone americana. Un album registrato durante il lockdown, per il quale Hammill si è occupato anche delle traduzioni. Infatti, solamente tre delle canzoni registrare sono state scritte in inglese. Hammill dichiara: «Ho tradotto il resto, avendo avuto una certa esperienza nella traduzione di canzoni nel corso degli anni. Sentivo che non avrei potuto rendere giustizia alle canzoni se le avessi cantate nelle lingue originali. Il mio approccio è sempre stato quello di fare traduzioni culturali piuttosto che strettamente linguistiche, in modo da rendere lo spirito della canzone piuttosto che la sua narrativa precisaNon avevo familiarità con molte di queste canzoni prima di iniziare questo progetto. Una scoperta ha portato ad un'altra in una sorta di traccia cartacea. Molte delle storie personali dietro alle canzoni sono davvero interessanti, mi tolgo il cappello davanti a queste vite a volte così complicate. Spero di essere riuscito ad affrontare il materiale, gli scrittori e gli interpreti con il dovuto rispetto». 

Sulle circostante che hanno fatto da cornice alla realizzazione di "In Translation" racconta: «Queste incisioni sono state effettuate, ovviamente, al tempo del Covid e del relativo lockdown... aa anche nella consapevolezza che la Brexit - in tutto il suo orrore - si stava avvicinando rapidamente. Quindi queste esibizioni, per la maggior parte, di canzoni europee sono state le mie ultime come cantante europea, con tutti i diritti e i privilegi che mi ha arrecato questo status per così tanti anni».

L'album sarà disponibile in cd, vinile bianco e in modalità digitale. La data di pubblicazione non è ancora stata annunciata ufficialmente.

Questo l'elenco delle canzoni, nel quale potrete apprezzare sicuramente più di una sorpresa:

1. The Folks Who Live On The Hill - 1937 piece by Kern/Hammerstein 

2. Hotel Supramonte - composed by Fabrizio De André

3. Oblivion - composer Astor Piazzola

4. Ciao Amore - 1967 song by Luigi Tenco

5. This Nearly Was Mine - from the musical South Pacific by Rogers/Hammerstein

6. After A Dream - by Gabriel Fauré

7. Ballad For My Death - a second Piazzolla piece

8. I Who Have Nothing - originally an Italian song by Carlo Donida and Giulio "Mogol" Rapetti. The English lyrics are by songwriting giants Leiber and Stoller. Recorded by Ben E King and Shirley Bassey

9. Il Vino - composed by Piero Ciampi

10. Lost To The World - written by Gustav Mahler

Peter and me, Milano, 14 novembre 2017


Iconico scatto


Mike Lennon, l'asian rapper di Parma classe 1995, omaggia il suo cognome artistico (il suo vero nome è Duc Loc Michael Vuong) con la cover del singolo "Lady" (che esce per Carosello Records) realizzata da lui stesso che è anche designer e grafico: evoca il celebre scatto di Annie Leibovitz che ritrae John Lennon nudo abbracciato a Yoko Ono sulla copertina di Rolling Stone. Poche ore dopo questo set fotografico, l'ex Beatles sarebbe stato assassinato sotto casa.


Il singolo, che arriva dopo il successo del precedente brano "Faccio soldi feat. M¥SS KETA", è un ulteriore step di questa nuova fase artistica dell'artista che lo ha visto raccontarsi in un documentario "From Mono to Stereo (I miei 2 anni tra musica e follia alla rincorsa di un sogno)". Con la sua musica e il suo personaggio, Mike - il primo rapper asiatico in Italia - ha cercato di combattere i pregiudizi, cercando di abbattere i cliché sul mondo asiatico.

Da notare che, nel 2009, anche Sean Lennon - figlio di John e Yoko - aveva posato per il fotogrado Terry Richardson in una posoche citava lo scatto dei genitori.


 

Un cane... caduto sulla terra


Quando si dice che, spesso, i cani finiscono con l'assomigliare ai loro "padroni". Maxipoo, razza Shih Tzu,  possedeva una caratteristica che lo legava sorprendentemente al suo proprietario. Aveva 14 anni ed era stato regalato da David Bowie alla moglie Iman e alla figlia Alexandria Zahra Jones. Con due occhi differenti, una malformazione spesso causata da un innocuo disturbo chiamato eterocromia, anche se la diversa colorazione di quelli di Bowie venne causata da un colpo ricevuto da un suo compagno di scuola nel 1962, causando la dilatazione perenne di una delle sue pupille. Maxipoo non è più fra noi, a darne la notizia attraverso il suo profilo Instagram è stata Alexandria Zahra Jones, figlia del Duca Bianco e di Iman: «Maxipoo, il miglior cucciolo che una ragazza possa avere. Grazie per avermi fatto sorridere in questi ultimi 14 anni. Mi mancano il tuo amore e gli abbracci, ci mancherai. Riposa in pace tesoro».

lunedì 15 febbraio 2021

Separati alla nascita


DAEVID ALLEN, fondatore dei Soft Machine e poi dei Gong (scomparso nel 2015) e ERRIQUEZ, leader della Bandabardò, scomparso ieri. Era malato da tempo, questa la sua lettera d'addio, che ci dovrebbe insegnare molto:

«Ogni storia ha una sua vita e ogni vita ha mille storie. La mia vita è stata musica che accade, incontri di popoli, magie, racconti, mille soli splendenti e vento in faccia. Non ho rimorsi, non ho rimpianti, la mia vita è stata tutta un’avventura. Finalmente, dopo tanto inutile errare, ho trovato la donna perfetta e l’ho sposata, rendendola mia per sempre, la mia compagna di vita, di viaggio e di sogni, la mia migliore amica, la mia donna, mia moglie Silvia a cui devo tanto, a cui devo tutto. Sono padre felice di un figlio strepitoso, il migliore che si possa desiderare, con il sorriso più bello del mondo, Rocco. Ho goduto abbestia con i migliori compagni potessi avere, la mia Banda del cuore, la nostra creatura meravigliosa dai mille colori. In questo grande girotondo saluto e ringrazio tutti quelli che mi hanno amato e tutti quelli che ho amato, i nomi sono tanti, voi sapete chi. Un abbraccio che circonda! Aloha!!!».

Ciao Erriquez...


Ci lascia a 60 anni Enrico Greppi, in arte Erriquez, volto e anima della Bandabardò, il più scatenato e divertente gruppo folk italiano, in attività dal 1993. L'artista combatteva da tampo contro un tumore ma la sua riservatezza e la sua energia non avevano fatto trasparire nulla all'esterno. Con la Bandabardò aveva da poco festeggiato i 25 anni di carriera con un evento al Mandela Forum di Firenze. Ancora oggi il coro di "Se mi rilasso collasso" continua a essere cantato da diverse generazioni.

       

Fu il mio amico Gianni Maroccolo, all'epoca nei Litfiba, a produrre il primo disco dei Vidia, dove Enrico militava. Fu sempre Maroccolo, musicista dal fiuto sopraffino, ad offrirgli di partecipare al tour di Andrea Chimenti; poi conoscerà Alessandro Finazzo, detto Finaz, chitarrista elettrico con il quale creò la mitica Bandabardò.

venerdì 12 febbraio 2021

Gli "illustri nati" di oggi, 12 febbraio


Oggi sono nati: il batterista OMAR HAKIM (New York, 1959) dall'illustre C.V., con nomi illustri come Weather ReportPino Daniele, Sting, Madonna, Bruce Springsteen, David Bowie, Mick Jagger, Bryan Ferry, Carole King e moltissimi altri; STEPHEN RICHARD HACKETT detto Steve (Londra, 1950), uno dei miei chitarristi prog rock preferiti, anche dopo la sua fuoriuscita dai Genesis.

   

MICHAEL McDONALD (Saint Louis, 1952), cantante e tastierista statunitense che, prima di cominciare a incidere album a suo nome ha fatto parte dei Doobie Brothers e ha collaborato come corista e tastierista con gli Steely Dan. Un bel terzetto, non c'è che dire!

Separati alla nascita


Stesso naso, stessi occhi... ed anche stesso strumento: la batteria! Williams è stato un componente dei Dire Straits, precisamente dal 1982 al 1989, periodo caratterizzato dalla pubblicazione dell'album "Brothers in Arms", dal tour mondiale che ne seguì e dalla partecipazione al Live Aid.

   

Kenney (nella grafica ho indicato Kenny ma il nome corretto è Kenney!) Jones è famoso per le sue collaborazioni con The Who, Small Faces e Faces. L'ho sempre ammirato perchè nei The Who, a parte la sua indubbia solidità dietro ai tamburi... ha sostituito - compito tutt'altro che facile - Keith Moon in maniera eccellente, prima dell'arrivo di Zak Starkey.

Ciao Chick...


Ho visto solamente una volta Chick Corea dal vivo, solo lui e il suo pianoforte in un tributo dedicato al genio di Thelonius Monk, presso il Teatro Strehler di Milano. Una serata della quale conservo un ricordo molto bello, sia per l'interpretazione di Corea - preceduto da un'altra leggenda del jazz come il chitarrista Jim Hall - ed anche perchè ero in compagnia di mio padre, la persona alla quale devo lo sviluppo della mia cultura musicale, in uno dei rarissimi casi di concerti ai quali abbiamo assistito insieme (capitò poche altre altre volte: con Ivano Fossati all'allora Teatro Smeraldo, Brad Mehldau in trio e Richard Galliano).

Cresciuto coi dischi di papà che spaziavano da Sarah Vaughan a Miles Davis, da Chet Baker a Gerry Mulligan... ma anche con i primi 45 giri di Elvis Presley, Little Richard, Gene Vincent e Tommy Steele, fu inevitabile invitarlo a quello show di Corea, che lui mostrò di apprezzare molto.

Ho sempre nutrito per questo gigante del jazz un rispetto ed un'ammirazione immensa, sia dai dischi coi meravigliosi Return To Forever (non a caso ho utilizzato un loro brano - "Medieval Overture" (qui sotto in versione live - come sigla in una delle mie serie di trasmissioni radiofoniche) e poi con l'acoustic e l'electric band che portano il suo nome. 

Una perdita enorme quella di Armando Anthony Corea, detto Chick, dalle chiare origini italiane, per la precisione di Albi, in provincia di Catanzaro, vincitore di ben 22 Grammy Award, uno dei maggiori pianisti jazz della storia, dallo stile personalissimo, Domenico Scarlatti, Maurice Ravel ed il folklore popolare spagnolo.

       

Peccato solo per la sua fissazione con il movimento Scientology di L. Ron Hubbard, che lui considerava «una continua fonte di ispirazione». Nel 1968 Corea scoprì Dianetics, la principale opera di Hubbard: «Non volevo più soddisfare me stesso. Volevo veramente connettermi con il mondo e fare in modo che la mia musica significasse qualcosa per le persone». Va detto che alcune delle composizioni del suo album Return to Forever vennero realizzate in collaborazione con Neville Potter, un amico che aveva conosciuto proprio tramite Scientology. Alcuni degli altri realizzatori di Return to Forever hanno anche frequentato corsi in Scientology, il nome stesso nome Return to Forever fu, per ammissione del musicista, influenzato dalla filosofia dello spirito di Hubbard. Molti dei suoi brani contengono riferimenti espliciti a varie opere di Hubbard. Per esempio, What Game Shall We Play Today?" si riferisce al concetto filosofico di Scientology che la vita consiste in "giochi" nei quali l'obiettivo è ricavare gioia e soddisfazione. Il suo album del 2004 "To the Stars" è un poema in musica basato sull'omonimo romanzo di fantascienza di Hubbard. Il suo ultimo album, "The Ultimate Adventure", è anch'esso basato su un romanzo di Hubbard. D'altronde... chi di noi non nasconde qualche scheletro nel proprio armadio?

Chick avrebbe continuato a suonare per altri 100 anni se la malattia non fosse arrivata a stroncare la sua vita. Questo il messaggio affidato alla famiglia prima di andarsene: «Voglio ringraziare tutti coloro che durante il mio viaggio mi hanno aiutato. Mi auguro che coloro che hanno sentore di poter scrivere, suonare e fare performance lo facciano. Se non lo fate per voi stessi almeno fatelo per noi. Il mondo non solo ha bisogno di più artisti, è anche molto divertente esserlo».