giovedì 20 febbraio 2020

Più PELU' per tutti!


Conferenza stampa stamattina nella sede di Sony Music a Milano per la presentazione - con ascolto in anteprima - di "Pugili fragili", il nuovo album di Piero Pelù che esce domani nei negozi e negli store online. Sull'onda del successo al 70° Festival di Sanremo è stato arrangiato e prodotto dal Piero con Luca Chiaravalli, che celebra El Diablo e i suoi 40 anni di musica!


L’album, il 20° lavoro di studio tra Litfiba e attività solista, già disponibile in pre-order, uscirà in versione CD, vinile e in digitale, un disco che racchiude in sé tutte le anime di Piero: un percorso artistico e umano che oscilla tra melodie e atmosfere rock, cantautorato, blues ma anche metal, punk, grunge, gospel ed elettronica. Questa la tracklist di “Pugili Fragili”: “Picnic all’inferno” (particolare duetto con Greta Thunberg), “Gigante”, “Ferro caldo” (la mia preferita in assoluto!), “Pugili fragili”, “Luna nuda” (scritto insieme a Francesco Sarcina del Le Vibrazioni), “Cuore matto”, “Nata libera”, “Fossi foco” (scritto e cantato insieme ad Andrea Appino dei The Zen Circus), “Stereo santo”, “Canicola”.


L’album - naturalmente - contiene, tra gli altri, il brano “Gigante” (P.Pelù/P.Pelù-L.Chiaravalli), quinto classificato al 70° Festival di Sanremo e la storica “Cuore Matto” di Little Tony, nella travolgente versione proposta sul palco dell’Ariston durante la serata dedicata alle cover.


Dopo l’uscita dell’album Pelù sarà impegnato in un instore tour per incontrare i fan e presentare il disco nelle principali città italiane. Queste le date: il 23 febbraio a Il Libraccio Libreria di Firenze (Via dè Cerretani 16 – ore 17.00), il 24 febbraio al Semm Music Store & More di Bologna (Via Oberdan, 24F – ore 18.00), il 25 febbraio alla Discoteca Laziale di Roma (Via Mamiani, 62/A – ore 18.00), il 26 febbraio a La Feltrinelli di Napoli (Via Santa Caterina a Chiaia, 23 - Angolo Piazza Dei Martiri – ore 18.30), il 27 febbraio allo Sky Stone & Songs di Lucca (Piazza Napoleone, 22 – ore 18.30), il 28 febbraio a La Feltrinelli di Bari (Via Melo, 119 – ore 18.30), il 29 febbraio a La Feltrinelli di Torino (Piazza CLN, 251 – ore 17.30), l’1 marzo all’Ostello Bello Grande di Milano (Via Roberto Lepetit, 33 – ore 16.30).


Da luglio Pelù tornerà ad esibirsi live nelle principali città italiane con “PUGILI FRAGILI LIVE 2020”. Queste le prime date: 3 luglio a Isola del Castello a Legnano (Milano) in occasione del Rugby Sound Festival, 10 luglio in Piazza Castello a Marostica in occasione del Marostica Summer Festival, 16 luglio in Piazza Castello a Fossano (Cuneo) per l’Anima Festival, 19 luglio alla Banchina S. Domenico di Molfetta (Bari) in occasione dell’Oversound Festival, 23 luglio a Valmontone Outlet (Roma) per il Valmontone Summer Festival, 1 agosto al Teatro della Laguna di Orbetello (Grosseto) in occasione del Festival delle Crociere, 19 agosto in Piazza delle Regioni a Presicce (Lecce) in occasione del Festival I Colori Dell’Olio, 3 settembre al Teatro Romano di Verona per il Verona Folk Festival.
Per info e biglietti www.friendsandpartners.it

In concomitanza con le date live, Piero porterà avanti dove possibile il suo “Clean Beach Tour”, il progetto organizzato con Legambiente, per sottrarre attivamente e concretamente plastiche e microplastiche all’ambiente.

martedì 18 febbraio 2020

Non chiamatelo artista...


Per favore... basta con questa pagliacciata di Morgan "grande artista"! Marco Castoldi è un "situazionista", certamente scaltro, intelligente e mosso dal desiderio di roba buona. Mentre il video della squalifica di Morgan e Bugo a Sanremo 2020 è attualmente fra i più visti di YouTube Italia (ormai fa parte della storia della tv) e la versione modificata di "Sincero" è stata oggetto di vari meme sul web (io, per esempio, orgogliosamente la sfoggio come suoneria sul cellulare...), Morgan ha annunciato da Barbara D'Urso l'intenzione di mettere all'asta il foglietto su cui aveva scritto il testo della traccia. Dopo aver lanciato segnali di apertura all'ex amico Bugo, che ha invitato a chiedere scusa ad Endrigo per il suo presunto scempio durante la serata delle cover, Morgan si è fatto recapitare i foglietti incriminati durante la diretta ed ha lanciato un'iniziativa che sembra essere piaciuta: "Perchè non li mettiamo all'asta? Partiamo da 5 Euro". Se non è situazionismo questo...

Tre aristocratici a Terni



Venerdì 21 febbraio alle ore 21:00, presso l'Auditorium Gazzoli a Terni (via del Teatro Romano 16) vanno in scena i pirotecnici THE ARISTOCRATS

GUTHRIE GOVAN • chitarra 
MARCO MINNEMANN • batteria 
BRYAN BELLER • basso 

in un progetto ricco di brani avvincenti, jamming ad alta tensione, virtuosismo tecnico e colpi di scena musicali imprevedibili, riassumibili in ”You Know What…?”, l’ultimo lavoro discografico di questa band strumentale rock-fusion fra le più irriverenti, originali e sorprendenti a livello internazionale che verrà interpretato dal vivo, in esclusiva regionale, sul palco di Visioninmusica 2020. 


Il funambolico terzetto è formato da tre straordinari e virtuosi solisti la cui musica dal sound inconfondibile è frutto di un eclettico e appassionante lavoro di squadra dove ogni strumento non eclissa gli altri ma si armonizza perfettamente alle originali composizioni scritte da ogni componente della band. Registrato presso i Brotheryn Studios di Ojai (California), questo quarto album contiene nove brani, di cui infatti ciascun membro della band ne ha composto e prodotto un terzo. Negli ultimi otto anni The Aristocrats hanno realizzato album acclamati dalla critica, hanno intrapreso tour mondiali e si sono imposti come uno degli organici musicali più innovativi. Chiunque abbia assistito ad una delle loro performance dal vivo – ricche di rock, jazz, pop, metal e persino country music – è rimasto impressionato dallo spirito del gruppo e dalle sue sbalorditive improvvisazioni. La band si è formata nel 2011, dopo l’incredibile successo di un concerto che era stato preceduto da una sola prova. L’alchimia sprigionata da quel primo incontro ha avuto seguito e dura tutt’oggi!  

Bocephus King canta De Andrè e Ivan Graziani



Che bello risentire due grandi canzoni di Fabrizio De Andrè e Ivan Graziani nel nuovo album dal sapore seventies del canadese Bocephus King, “The Infinite & The Autogrill Vol. 1”, che esce su etichetta Appaloosa, primo capitolo di una trilogia che contiene due cover davvero speciali: "Creuza de Ma" di Faber e "Lugano addio" di Ivan Graziani. Fa uno strano effetto sentirle cantare in inglese da una voce diversa da quella dei due grandi cantautori... ma l'effetto è, a conti fatti, molto piacevole!

Il cantautore spiega che "The Infinite è l’Infinito di Leopardi e l’Autogrill è quello cantato da Guccini. C’è tutta la poesia dell’Italia in questo titolo. L’immenso, la Bellezza e i dettagli. Sono innamorato della Cultura italiana, qualunque cosa facciate in questo paese la fate meglio di chiunque altro. La cucina, la moda, il cinema. Per me è un grande onore poter lavorare su queste canzoni meravigliose e portarle in giro per il mondo". 

Il disco è stato registrato al The Shelter Studio di Meda lo scorso dicembre, con una band di tutto rispetto nella quale spiccano i fiati - piacevolmente molto presenti - di Raffaele Kohler e Mario Arcari (Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè) e le chitarre di Alex Kid Gariazzo (Treves Blues Band). Il sound è figlio del grande soul e del rock’n’roll con echi di Van Morrison, Dylan e Rolling Stones. 

Acquisto d'obbligo, fidatevi del Varano: basta cliccare qui...

Free download: THE BEATLES - Let It Be OST



Sessions e outtakes registrate dai Beatles presso i Twickenham Film Studios a Londra nel 1969. Non c'è altro da dire se non che... qui si è fatta la storia!


A proposito di Beatles... il 2, 3 e 4 marzo esce al cinema il documentario "Show Me The Picture: The story of Jim Marshall", che Zenit Distribution porta nelle sale italiane.


Un vero e proprio viaggio nel decennio che cambiò la storia della musica e del mondo. Bob Dylan e Jimi Hendrix, Janis Joplin e Mick Jagger, Johnny Cash e Jim Morrison... e poi ancora i Beatles e i Led Zeppelin, passando per i grandi del blues e del jazz come Nina Simone, Aretha Franklin, Miles Davis, John Coltrane e Thelonious Monk. Cos’avranno mai in comune tutti questi personaggi tra loro? Un nome: Jim Marshall (nella foto qui sotto), il leggendario fotografo che ha realizzato alcuni fra gli scatti più celebri delle grandi star della musica degli anni ’60 e ’70. 


Tra l'altro Marshall fu l’unico fotografo che ebbe accesso al backstage dell’ultimo concerto dei Beatles e l'autore del celebre scatto di Johnny Cash col dito medio alzato!


Free download: JEN CLOHER - Pendarvis Farm, Happy Valley, Oregon; 4 Aug 2018



La Cloher è una cantautrice australiana già attiva nella seconda metà degli anni zero con i Jen Cloher & The Endless Sea. Partner e collaboratrice di Courtney Barnett, Jen Cloher unisce le medesime influenze indie/slacker con frequenti retrogusti ’90s alla PJ Harvey. Con tre album all'attivo, rappresenta una sorta di Patti Smith moderna per la quale testate di riferimento come Pitchfork e The Independent hanno speso ottome parole. Questa è una sua ottima esibizione soundboard rippata da un webcast.

lunedì 17 febbraio 2020

A volte ritornano


Le nuove pagine della mia rubrica su TUTTO affrontato l'annoso tema del pop nella 3^ età. Da notare la bizzarra convivenza, nella medesima pagina, del famoso gruppo vocale genovese da poco riformatosi e la segnalazione del nuovo album degli Algers...


Tanti auguri Reginald!


Ha destato parecchie preoccupazioni la notizia che Sir Elton John è stato costretto ad interrompere un concerto in Nuova Zelanda (durante il suo tour d'addio alle scene) a causa di una polmonite che non gli permetteva di cantare. L'artista britannico, visibilmente turbato, si è fermato nel bel mezzo dell'esibizione e ha chiesto scusa ai fan: «Ho perso completamente la voce. Non posso cantare». Quasi in lacrime, appoggiandosi al piano e scuotendo la testa, il 72enne ha detto: «Devo andare. Mi dispiace». Il pubblico ha risposto con un commosso applauso, mentre lui si è allontanato dal palco aiutato da diversi assistenti. Poco dopo la rockstar inglese si è sfogata su Instagram: «Voglio ringraziare tutti coloro tutti coloro che hanno partecipato al concerto di stasera ad Auckland. Mi è stata diagnosticata una polmonite quest'oggi, ero determinato a offrire il miglior spettacolo umanamente possibile. Ho suonato e cantato con il cuore, fino a quando la mia voce non usciva più. Sono deluso, profondamente turbato e dispiaciuto. Ho dato tutto quello che avevo. Grazie mille per il vostro straordinario supporto e tutto l'amore che mi avete mostrato durante la performance di stasera. Sono eternamente grato».


Intanto nei negozi esce un doppio cd live (disponibile anche in vinile e sulle piattaforme digitali), "Live from Moscow 1979", relativo allo storico concerto in compagnia del suo fido percussionista Ray Cooper, svoltosi presso la Rossiya Hall di Mosca il 29 maggio 1979. Già circolato sotto forma di bootleg, lo show viene ora riproposto in versione rimasterizzata dai nastri ufficiali incisi direttamente dal segnale dell'impianto della serata, che la BBC utilizzò a suo tempo per trasmettere l'audio dell'evento: il disco sarà consegnato ai mercati a partire dal prossimo 24 gennaio. Tra i brani inseriti in scaletta non mancarono i maggiori successi firmati da John - tra gli altri “Daniel”, “Candle in the Wind”, “Skyline Pigeon” e “Take Me to the Pilot", oltre che alla cover dei Beatles “Back In The U.S.S.R.", che le autorità sovietiche chiesero - ovviamente senza successo - all'artista di non eseguire. 


venerdì 14 febbraio 2020

Alan Parson si celebra


ALAN PARSONS LIVE PROJECT torna in Italia a 4 anni di distanza dal precedente tour per tre appuntamenti live: il 4 luglio a ROMA (Auditorium Parco della Musica , Cavea), il 5 luglio a VERONA (Teatro Romano) e il 6 luglio a PESCARA (Teatro D’Annunzio). I biglietti sono disponibili da sabato 15 febbraio sul circuito Ticketone. Questo tour assume un significato particolare perchè celebra i 40 anni dall’uscita di “The Turn of a Friendly Card”, uno degli album di maggior successo di Alan Parsons che contiene, tra gli altri, "Time" e "Games People Play". Con 11 nomination ai Grammy Awards, Alan Parsons rappresenta una leggenda rock, che ha legato il suo nome ad alcune delle più importanti produzioni al mondo: passato alla storia come l'ingegnere del suono del bestseller floydiano "The Dark Side Of The Moon", contribuendo non poco a riprodurre il suono inconfondibile di quel disco; prima ancora di "Abbey Road" e "Let it Be" dei Beatles, è soprattutto la "mente e il cuore" del suo progetto artistico per eccellenza. 

Ciao Franco...


Un grande maestro del ritmo, fondatore degli Showmen e successivamente dei meravigliosi Napoli Centrale, uno dei musicisti più virtuosi e apprezzati del panorama nazionale. Pioniere del cosiddetto Neapolitan Power, è stato anche autore di tantissimi brani interpretati tra gli altri da Massimo Ranieri, Enzo Avitabile, James Senese, Enzo Gragnianiello ed Eduardo De Crescenzo. Un brutto periodo per i batteristi...

70 volte Peter!!!


Ieri Peter Gabriel ha raggiunto i 70. E’ un po’ come se avesse compiuto gli anni un parente o un vecchio, carissimo amico. Perché nella testa di moltissimi fan come il sottoscritto Peter Gabriel è esattamente quello: un amico di gioventù nato a Chobham (nel Surrey) il 13 febbraio 1950, uno che ha avuto successo e con il quale poi ti sei perso di vista e che oggi arriva alla soglia dei settant’anni. Oppure un fratello di anima che hai ammirato e di cui hai condiviso, prima ancora della musica, le tante battaglie civili, sociali ed ambientaliste: uno di noi insomma! Non mi dilungherò su tutti quei dettagli personali che mi legano a lui, le tante volte che ho assistito ai suoi concerti o quelle nelle quali ho avuto il privilegio d'incontralo personalmente. Prima coi Genesis e poi da solista, Peter rappresenta un pezzo fondamentale del mio cuore di musicofilo, fino a che morte non ci separi!

P.S. - Vi basti sapere che un carnevale di tanti anni fa mi sono pure mascherato da "Shock The Monkey"...






giovedì 13 febbraio 2020

Questo l'ho fatto io


Il nuovo numero di ADESSO (il 4) è in edicola, con un po' di robetta firmata dal sottoscritto: la consueta rubrica di musica, un'intervista al vincitore di Sanremo 2020 Diodato e un ulteriore articolo sul festival.









Le ultime dal Pescione

 

Ricevo dal fan club The Company Italy e volentieri condivido questi aggiornamenti su Fish Derek Dick. 

"Oggi stiamo girando il video della title track di "Weltschmerz" in Studio con Dave Barras e Scott Mackay. Sarà la prima pubblicazione poco prima del tour nel Regno Unito e vi darà un'idea di cosa succederà a giugno. Spero di girare altre 2 clip nei prossimi 2 mesi da mettere sul bluray che fa parte della versione deluxe. Eh sì, questa volta è prevista una versione 5-1!

I fiati sono stati registrati oggi a Edimburgo con Calum Malcolm mentre noi abbiamo fatto le nostre riprese con lo "schermo verde" qui in studio. Grandi vibrazioni e grandi reazioni al brano finito con la modifica per il "radio edit" ora in attesa dietro le quinte. Tutto sta andando molto bene come pianificazione e c'è molto lavoro dietro, in background, su questo progetto. 

Prima di chiedere, potrei avere l'aspetto di zio Fester, ma non è un omaggio alla famiglia Addams :-) 
E neanche lo scolapasta sullo sfondo ha un ruolo...

Mudhoney live in Bologna


Venerdì 9 ottobre il Covo Club porta i Mudhoney in concerto al TPO di Bologna per l’unica data italiana del loro tour 2020. La band di Seattle, portabandiera del grunge americano da più di trent’anni, presenterà al pubblico il nuovo EP “Morning In America”, uscito il 20 settembre 2019 su etichetta Sub Pop Records. L'EP contiene 7 tracce registrate durante le session di “Digital Garbage”, il loro acclamato album del 2018. Le tracce includono “Let’s Kill Yourself Live Again” (un’alternate version del brano “Kill Yourself Live” di “Digital Garbage”, bonus track nell’edizione giapponese dell’album in CD), una nuova versione di “One Bad Actor” (in origine nello split 7” con gli Hot Snakes – edizione limitata sold out), gli outtakes dell’album “Snake Oil Charmer”, “Morning In America” e “Creeps Are Everywhere”, oltre a “Ensam I Natt” (“So Lonely Tonight,” cover dei Leather Nun) e “Vortex Of Lies” presenti in un singolo 7” edizione limitata venduto solo nel tour europeo.

Lo show bolognese dei Mudhoney farà parte della rassegna COVO CLUB 40 YEARS FESTIVAL prevista per l'autunno 2020, dove i grandi artisti che hanno calcato il palco del Covo, insieme a prestigiosi nomi e nuove promesse della musica italiana e internazionale, celebreranno questo anniversario unico in Italia! 

I biglietti saranno disponibili online su boxerticket.it a partire dalle ore 11:00 del 13 febbraio 2020.


mercoledì 12 febbraio 2020

Il De Andrè perduto e ritrovato



17, 18 e 19 febbraio: solo per tre giorni nelle sale (elenco su www.nexodigital.it) “Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato”, il docufilm di Walter Veltroni che ricostruisce un’epoca indimenticabile che ha segnato un momento storico - l’irripetibile sodalizio artistico tra uno dei più grandi artisti italiani di sempre e la rock band italiana più conosciuta al mondo - partendo soprattutto dalla ritrovata registrazione video completa del concerto di Genova del 3 gennaio 1979, un documento straordinario visto che si tratta delle uniche immagini di quell’incredibile tournée di Faber. Dopo un lungo periodo di ricerca con il supporto di Franz Di Cioccio, il nastro che si credeva perduto per sempre è stato rintracciato e grazie al regista Piero Frattari, che lo ha salvato e conservato nel corso dei decenni, è stato recentemente possibile restaurarlo. 

“Strana la vita, non finisce mai di riservarti sorprese - commenta Dori Ghezzi - Per fortuna, come in questo caso, si tratta di una sorpresa davvero bella. Sono anch’io molto curiosa ed emozionata di rivedere quello storico concerto. Se ci penso mi sento già riproiettata in quei momenti travolgentemente belli, di 40 anni fa”. E Franz Di Cioccio della PFM aggiunge “Che bello ritrovare Fabrizio sul palco con noi, vedere il film del concerto sarà come riabbracciarlo. Un grande amico che ha sempre raccontato gli uomini e le donne senza dare ‘buoni consigli’.” 

Il filmato restaurato del concerto rappresenta il fulcro del docufilm; le immagini sono raccontate dai protagonisti di quell’avventura straordinaria - Dori Ghezzi, Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida, Flavio Premoli, David Riondino, Piero Frattari, Guido Harari – che rievocheranno l’atmosfera di quel giorno, le emozioni provate, il dietro le quinte e la magia di un’esperienza mai più replicata. Questo lavoro è un viaggio nella memoria ma anche un viaggio emozionale nel quale si ricercano le suggestioni di un’epoca unica della storia del nostro paese, segnata da eventi drammatici, un’epoca di grandi trasformazioni sociali, fermenti ideologici e di tantissima energia creativa che proprio nella musica trovò l’espressione più dirompente e innovativa. 

Nel docufilm trovano spazio "La canzone di Marinella", "Andrea", "Il testamento di Tito", "Un Giudice", "Giugno '73", "La guerra di Piero", "Amico fragile", "Zirichiltaggia", "Rimini", "Via del Campo", "Avventura a Durango", "Bocca di rosa", "Volta la carta" e "Il pescatore". 

#deandrepfm 
#concertoritrovato

Free Download: THE BEATLES - Black Album (1969)

 

Una gustosissima compilation di outtakes tratte dalle "Get Back" sessions, Twickenham Film Studios & Apple Studios, London, gennaio 1969.

Londra chiama Bugo


Alzi la mano chi fra voi sapeva che il cantautore del momento è anche uno scrittore? In queste sue divertenti 185 pagine d'esordio letterario ambientate a Cerano (NO), ci sono riferimenti autobiografici, con riferimenti alla vita vissuta da Cristian Bugatti che, come il personaggio della storia - tale Crisante detto Cris - proprio lì ha giocato a calcio ed ha frequentato il liceo scientifico Antonelli. La “provincia bastarda” (“che futuro abbiamo qui, dove niente si muove e mai si muoverà?”) che dà il nome al gruppo rock in fuga verso Londra viene tratteggiato con amore e rabbia, spinge Cris ad organizzare una spedizione nella mecca del rock inglese – l'azione si svolge nel 1991 – per cercare una ragazza che ha fatto perdere le sue tracce e anche per diventare famosi grazie alla musica. Un libro senza grandi pretese ma sincero e molto piacevole... proprio come la musica di Bugo.

martedì 11 febbraio 2020

Bugo-gate

Questa foto è mia, scattata sabato mattina all'indomani dell'eliminazione del duo dalla finale sanremese.
Le unghie sono mangiate all'osso dalla rabbia!!!
Quando le cose finiscono, ci si trova sempre impreparati. E Sanremo non sfugge a questa implacabile regola di vita. Una data sul calendario della musica italiana che rappresenta una festa, un divertimento ma anche duro lavoro per chi lo affronta dal punto di vista professionale, a vari livelli. Prima di tutti gli artisti, il cast televisivo, i discografici, gli orchestrali, i giornalisti, le maestranze. La settimana canzonettistica italiana si chiude e anche i cuori più duri e critici - anche se non l’ammetteranno mai - sperimentano il sottile fascino della malinconia. Hai aspettato quel giorno preparandoti al meglio, pur sapendo che dopo cinque giorni sarebbe finito tutto. Conosci l’ora esatta della fine e conosci anche lo stato d’animo che vivrai nei giorni successivi: un po’ stanco, un po’ commosso, un po’ confuso, un po’ felice. Per una settimana tutti chiusi in una bolla musicale: a Sanremo ogni piccolissimo problema assume i toni del caso nazionale, una città - unica nel suo genere - che si vota totalmente al culto della canzone nostrana, secondo la logica denominata del “festival diffuso”.


Fra le cose che rimarranno nell'almanacco di Sanremo 2020 c'è sicuramente la querelle fra Morgan - Re dei musicisti supponenti e sbruffoni - e Bugo, surreale cantautore in odore del Rino Gaetano degli inizi, Tricarico, Faust'o ed altri personaggi del genere. Ho vissuto questo psico-dramma in diretta a Sanremo, assistendo anche ad alcune gustose scenette durante le prove che hanno certamente pesato sull'epilogo finale dello scorso venerdì sera, seguendo poi le due conferenze stampa disgiunte (Bugo da noi al Roof e Morgan a Casa Sanremo) il sabato pomeriggio:


Qui di seguito mi sono divertito a raccogliere una serie di meme, video e altre amenità in tema:




E comunque... #iostoconbugo, tutta la vita!

Triangolature


A Sanremo ho avuto modo di parlare con i Pinguini Tattici Nucleari circa la loro splendida metafora che coinvolge Ringo Starr ed anche del loro essere arrivati terzi in classifica finale, omaggiando involontariamente in questo modo il terzo Beatles, il quieto George. Oggi leggo in rete alcune dichiarazioni ad una tv americana (poi pubblicata sul britannico Mail on Sunday) di Lory Del Santo che afferma di avere avuto una breve storia di passione proprio con Harrison. Lo avrebbe fatto in parte per vendicarsi dei continui tradimenti di Eric Clapton che, come i beatlesiani sanno bene, aveva portato via a George la moglie Pattie Boyd. 


L’attrice (Attrice?!? ma mi faccia il piacere!) e presentatrice italiana ha raccontato come lei e George rimasero chiusi per tre giorni al Sun Plaza Hotel di Hiroshima nella suite del musicista, nel dicembre 1991. In quel periodo George e Eric Clapton si trovavano in tour insieme. Lory ha definito quella breve storia con George come “una dolce vendetta» contro il compagno Eric che, oltretutto, “la ignorava” dopo la tragica morte del loro figlio Conor. Da parte sua Eric aveva “soffiato” molti anni prima Pattie a George: per lei scrisse addirittura la leggendaria "Layla". Così l’ex Beatle decise di vendicarsi con il romantico incontro con la Del Santo. 

Nell’intervista Lory racconta: “Fu incredibile, avevamo così tanto da dirci. Il ricordo di quei tre giorni è ancora con me”. I due si scambiarono anche impressioni su come Clapton avesse avuto un effetto negativo sulle loro vite. “Era una cosa molto privata, così speciale. Mi fece molte domande su Eric. Ne aveva bisogno. Anche io avevo bisogno di parlarne. Era così dolce, premuroso. Non era solo una cosa di sesso“. Sempre secondo il racconto di Lory, George chiese anche di chiudere la piscina dell’albergo, in modo che i due potessero fare il bagno da soli. “Con Eric non potevo parlare. Era sempre distante, anche di più dopo la morte di Conor. Non dormivo con lui all’epoca”. L’inaspettato incontro con Harrison si rivelò poi non solo una semplice vendetta. “Iniziò magari così. Forse lui aveva in mente la vendetta e anche io. Ma ciò che cominciò come una vendetta diventò una cosa speciale. Mi resi conto: ‘Piaccio davvero a George Harrison e lui mi piace molto’. Era una persona molto quieta. Si preoccupava che io mangiassi, mi lasciava parlare, si interessava a quel che avevo da dire. Eric, dal canto suo, non seppe mai nulla della vicenda. L’addio tra George e Lory fu molto romantico, racconta ancora la Del Santo: “Fece tutto alla perfezione. Niente regali. Mi chiamò e disse: ‘Spero di rivederti’. Ma sapevo che non ci saremmo rivisti e sono sicura che anche lui lo sapeva. Mi disse: ‘Sei così dolce, non posso credere che un uomo non voglia stare con te tutta la vita’”. Alla domanda finale della giornalista che le domanda in conclusione se abbia mai avuto dei rimorsi, la risposta di Lory è stata: “Qualche volta, ma lì ad Hiroshima, fu un momento perfetto per noi”.

Rivelazione scottante o bufala epocale?!?

Ciao Lyle...


Una perdita enorme nel mondo della musica non solo jazz: il pianista, organista e compositore Lyle Mays. Nel 1977 aveva fondato con Pat Metheny una formazione di grandissimo successo internazionale, il Pat Metheny Group. Con l'amico Pat, Lyle raggiungerà vertici di notevole popolarità grazie anche, e soprattutto, alla sua straordinaria capacità di combinare armonie, suoni e melodie uniche nel suo genere, attribuendo un'impronta inconfondibile ai brani del gruppo. Bellissimo il suo primo album da solista del 1986 intitolato semplicemente "Lyle Mays" con Marc Johnson e Peter Erskine.

venerdì 7 febbraio 2020

Un muro davanti a Waters


 

Roger Waters di muri se ne intende, ci ha fatto un album (con l'aiuto dei fluidi compagni rosa) che rimane di diritto nella storia del rock. Stavolta il muro l'hanno alzato davanti a lui, l'altra sera a Sanremo. Mostro sacro della musica pop, leggendaria voce dei Pink Floyd, prima annunciato con un videomessaggio al festival, poi improvvisamente cancellato dalla prima serata. Il video che Waters aveva registrato per introdurre l’intervento contro la violenza sulle donne della sua amica Rula Jebreal è stato praticamente messo in freezer. 

Questa esclusione è una posizione talmente insostenibile che la versione ufficiale Rai (“la decisione è stata presa per motivi di scaletta”) appare fragile e palesemente imbarazzata. Il nodo reale è invece rappresentato dalle posizioni apertamente critiche che l’autore di un album-simbolo del no a qualsiasi steccato ha espresso su Israele (e in questo Waters è unito agli altri Pink Floyd, a partire da David Gilmour). In sintesi, quello che Waters sostiene è che Israele con la politica degli ultimi anni sia arrivato fino a negare la stessa possibilità di esistenza dello Stato palestinese. 

Vedremo mai questo video su Rai?!? Io credo di no.

Pinguini Tattici Beatlesiani

 

Domanda ai Pinguini pochi minuti fa in sala stampa: Continuando nel gioco della vostra "Ringo Starr", chi fra voi è Yoko Ono

Risposta del batterista: Mah, diciamo che chi dorme meno fra noi è un po' Yoko Ono... 

Aggiunge il cantante: Siamo tutti un po' YOKO-ONI!!!


martedì 4 febbraio 2020

Palindromicità


Dall'altro giorno - 02-02-2020 - il morbo della palindromia mi ha contagiato, tema peraltro di triste attualità! Se ne volete un'ulteriore prova leggete quello che ho appena postato sul mio profilo Facebook: 

Per Sanremo una novità bella e una brutta. Quella bella è che gli emergenti venerdì sera verranno presentati da un filmato e non si esibiranno live. Quella brutta è che Roger Waters sarà presente in un filmato e non si esibirà live! 

ANCHE IN QUESTO CASO LA PALINDROMICITA' E' ASSICURATA!

"Ama" un paio di palle... Amadeus è cattivissimo!!!

Aveva ragione Fiorello in conferenza stampa lunedì a Sanremo, parlando del suo amico Amadeus: "Sanremo ha la capacità di trasformare le persone. Per me sei la persona più buona del mondo, eppure Sanremo ti ha trasformato in un mostro. Il nemico pubblico numero uno sei diventato".

Il re degli intrattenitori di casa nostra sbaglia, forse in nome della sua lunga amicizia con Amedeo Umberto Rita Sebastiani. Fin dai tempi de l'Eredità Amadeus era una persona spietata e dispotica... e questo festival non fa altro che dimostrare la sua vera, ferocissima natura.

  



Settimana Enigm...atica!


Qualcuno tra i miei lettori conosce le mie passioni da enigmista (acquisto con regolarità Domenica Quiz e La Settimana Enigmistica, come peraltro faceva mio padre). Visto che da oggi sarò coinvolto 24 ore su 24 nella kermesse sanremese, ho pensato di coniare alcune frasi palindrome in tema, che esprime la mia perplessità sul festival di oggi ed il mio amore per quello di ieri: 

In memoria dei "bei tempi andati": ERANO USI SUONARE
Le sciocche polemiche pre-festival create ad hoc: I BREVI DIVERBI
I fotografi s'accalcano per fotografare le dive: E' RESSA PER ARRAFFARE RARE PASSERE
Una dedica speciale alla Grandi, uno dei big in gara: ED IRENE SE LA RIDE 

lunedì 3 febbraio 2020

L'Imperatore del big beat


Giovedì 13 febbraio arriva all’Alcatraz di Milano Fatboy Slim, colui che meglio di chiunque altro incarna il concetto di festa e divertimento, per una serata esclusiva che inaugura il Just Music Festival OFF 2020, una delle sezioni in cui si articolerà la sesta edizione di Just Music Festival che, per la prima volta include Milano nella sua preview. Produttore discografico, beatmaker e dj, Fatboy Slim – nome d’arte di Norman Cook – è considerato il padre del big beat, quel mix di house, breakbeat, rock, hip hop e r'n'b che ha segnato gli anni a cavallo tra fine '90 e inizio 2000. Uno straordinario alchimista dei bit, protagonista insieme ai Chemical Brothers di uno dei filoni più vitali della musica dance, l'uomo che è riuscito a consacrare l’elettronica nell’Olimpo della musica pop, portando ai vertici delle classifiche un sound fino a quel momento riservato al mondo dei club.