giovedì 21 ottobre 2021

Radio, mio grande amore


Dagli esordi in una piccola stazione che copriva giusto il mio quartiere a Villapizzone, ubicata nei locali dell'oratorio (dalla quale dopo qualche settimana fui gentilmente cacciato perchè reo di proporre musica sovversiva, era il 1978 e le suggestioni punk che arrivavano da Londra e dintorni mi avevano completamente rapito), per passare poi a fare il "ragazzo di bottega" di Francesco D'Abramo a Radio Popolare, approdando infine a Rock Fm per alcuni anni. 

Con Tony Levin

Con Franz Di Cioccio

Poi una lunga pausa e, qualche anno fa, ricominciando dal basso con qualche piccola stazione web, dotata anche di radiovisione, senza contare le divertenti esperienze con le dirette Facebook di Sonar Facebook Live (ribattezzato da alcuni fedeli ascoltatori il "bugigattolo") e il progetto 1net, in diretta dall'agenzia di comunicazione NetUno.

 

In radiovisione su Like TV


Con Pietruccio Moltalbetti dei Dik Dik


Sonar Facebook Live

Con Roberto Manfredi

L'amore viscerale per la radio, la possibilità di condividere le proprie emozioni con sconosciuti ascoltatori dall'altra parte del microfono è una cosa che, se ti colpisce, non conosce antidoto se non la costante reiterazione della pratica.

 

Nel frattempo mi diverto da casa con vari esperimenti, in attesa che qualche editore dal palato fine mi voglia affidare un paio d'ore alla settimana del suo palinsesto...


Volevo essere Morrissey


Se negli anni '80 quel simpatico nanerottolo di Rick Astley (lungi da me fare body shaming...) e Morrissey si trovavano agli antipodi della musica, benché nelle medesime classifiche, nelle stesse tracklist delle radio ma con ben pochi punti in comune... ora la distanza fra loro si è praticamente azzerata! Il cantante inglese, famoso per la sua particolare timbrica e per un paio di hit vincenti come Never Gonna Give You Up (1987) e Together Forever (1988)... si è messo alla guida di una cover band degli Smiths chiamata Blossoms! Chi l'avrebbe mai detto...



E c'è pure chi si è divertito a fare un bel mashup con loro due...

Il cd rialza la testa



Per un musicofilo un po retrò come me la notizia è esaltante: i supporti fisici nei primi sei mesi del 2021 sono stati venduti molto di più degli anni scorsi e se il vinile è sempre più popolare, anche il cd ha iniziato la scalata. Naturalmente il mercato è
comandato dallo streaming in abbonamento (Spotify, Tidal, Apple Music e compagnia bella) che da solo è cresciuto del 41%. Il vinile ormai spopola con un incremento del 189%... ma il dato nuovo che mi rende felice è il prepotente ritorno del cd che ha avuto un incremento del 52%. Proprio lui, il cugino futurista del vinile, trasformatosi negli ultimi anni nello "sfigato di famiglia", quel dischetto argenteo che sarebbe dovuto durare tutta la vita e invece se si graffiava iniziava a produrre dei fastidiosissimi glitch che hanno generato nuovi generi di musica elettronica... ha rialzato la testa!

Creato da un progetto condiviso da Philips e Sony nel 1980, reso disponibile alla clientela due anni dopo con un album di Billy Joel, 52nd Street (che in Giappone veniva venduto in abbinamento col relativo lettore), venne espressamente pensato come risposta tecnologica agli usurabili vinili o audiocassette, aumentando la capacità di memoria del supporto musicale classico, 10 volte superiore rispetto al vecchio ellepì. Se nei '90 un cd poteva costare anche 40mila delle vecchie lire... alla fine del 2010 era considerato alla stregua di un sottobicchiere, svenduto a pochi euro nei cestoni dei centri commerciali, usato anche appeso allo specchietto retrovisore centrale dell'auto per (clamorosa bufala!) per deviare il laser del macchinario di rilevazione della velocità oppure di riflettere il flash della macchina fotografica, utilizzata in un altro modello di autovelox, danneggiandone la pellicola.
Fino a poco tempo fa avremmo potuto domandarci se fosse ancora il caso di stampare i cd, ma l'incremento delle vendite del formato fisico (37,5% in più dello stesso periodo del 2020) fa di nuovo ben sperare per il compact disc: dopo due decenni di caduta libera risulta di nuovo in crescita! Ascoltare una canzone in streaming, conoscendone a malapena titolo ed autore/esecutore non può e non deve bastare, rappresentando un approccio totalmente sbagliato alla musica! Quindi salutiamo con gioia il ritorno in auge del bisogno fisico di avere con essa un'esperienza multisensoriale, che coinvolga sì l'udito ma anche la vista, il tatto e - perchè no - anche l'olfatto (ve lo ricordate quell'inconfondibile profumo di vinile?).

Spotify e simili non possono essere il futuro della musica, come un film che puoi vedere comodamente spaparanzato in poltrona su Netflix... vuoi mettere vederlo in una bella sala cinematografica, condividendo con gli sconosciuti che ti circondano un emozionante rito collettivo?



mercoledì 20 ottobre 2021

Cover zuccherose



Il 19 novembre esce Discover, il primo progetto di cover della carriera di Zucchero "Sugar" Fornaciari (Polydor/Universal Music), già disponibile in pre-order e pre-save al seguente link: https://pld.lnk.to/Discover

Per l’occasione l'artista reggiano ha spogliato e rivestito nel suo stile alcune iconiche canzoni del panorama musicale italiano e internazionale. Il compito di anticipare l’uscita dell’album è riservato al singolo Follow you follow me, rilettura di uno dei primi grandi successi a livello mondiale dei Genesis, in radio da venerdì 22 ottobre, giornata che personalmente proporrei di "lutto internazionale" per ogni fan della band attualmente guidata da Phil Collins!

Al disco hanno collaborato collaborano Bono in Canta la Vita (versione italiana con il testo a firma di Zucchero della canzone Let your love be known, firmata dal leader degli U2), Elisa in Luce (Tramonti a Nord Est), canzone del 2001 scritta insieme all’artista e Mahmood in Natural Blues, versione di Moby del brano Trouble So Hard di Vera Hall.

 

 

Ciliegina (necrofila) sulla torta il brano Ho visto Nina volare, in cui Zucchero duetta virtualmente con Fabrizio De Andrè.

Se vi piace il mainstream più bieco in fatto di reinterpretazioni... Discover fa per voi! Se invece volete davvero scoprire la multisfaccettata e creativa essenza del mondo cover... venite a trovarmi sul gruppo Facebook di Coverama!


Ciao Bruno...

 


Negli anni avevo imparato a conoscerlo, da gestore del mitico Disco Club prima (sotto la metropolitana di Cordusio a Milano, trasformato poi in un impareggiabile blog https://discoclub.myblog.it/), da grande esperto di musica e amico nel corso del tempo. In quel negozio ho acquistato i primi album su vinile della mia vita, ricordo distintamente quando acquistai il mitico live del Parco Lambro su etichetta Cramps!

Curiosità - L'ultimo post del blog di Bruno riguarda un bellissimo progetto di "spoken word" ad opera di Marianne Faithfull con Warren Ellis (fidato collaboratore di Nick Cave nei Bad Seeds), She Walks In Beauty, dove la bionda cantante 75enne recupera alcune famose opere dei poeti inglesi del Romanticismo - Keats, Byron, Shelley e altri - declamandole con stile (lei è anche una brava attrice):

   

Bruno Conti sulle prime poteva appariva burbero ed austero, non lesinando mai commenti negativi su un acquisto nel suo negozio che non corrispondeva ai suoi gusti, in perfetto stile... Lester Bangs! Ricordo interminabili discussioni sul suo mito Van Morrison (la cui voce Bruno la paragonava a quella del suo sax), che io non mancavo di lodare per ingraziarmi la sua simpatia... ma anche perchè ho sempre nutrito una grande ammirazione per "Van the Man", nonostante il suo proverbiale caratteraccio.

Da un editoriale - a firma del direttore Guido Giazzi - apparso sul Buscadero di luglio/agosto 2021, avevo appreso delle sue precarie condizioni, in seguito ad un malore. Sul numero attualmente in edicola apprendo della sua scomparsa, attraverso un editoriale che contiene i ricordi di Giazzi, di Marco Verdi e di Paolo Carù sul caro Bruno, colonna portante del "Busca", sul quale la sua firma appariva ininterrottamente dal numero 5, praticamente dall'inizio della quarantennale storia della rivista. 


Come si dice in questi casi... sit tibi terra levis, grazie anche per i preziosi "consigli per gli acquisti" da te ricevuti negli anni! 

Quale migliore celebrazione se non parlare di musica? Sono sicuro che a lui piacerebbe così, in leggerezza. Vi presento alcune cose pregevoli che potete trovare sul Buscadero di ottobre, sul quale campeggia in copertina Massimo Priviero, da poco uscito con l'album / (la sua lunga intervista, curata da Guido Giazzi, la trovate a pag. 54, nella quale viene citato un altro caro amico, Paolo Siconolfi, che si è occupato dei missaggi nel suo studio a Vedano al Lambro).

 

Poteva mancare un ricordo di un altro grande personaggio che ci ha da poco lasciato, ovvero Charlie Watts?!? Certo che no, leggetevi l'articolo che lo riguarda a pag. 26, firmato da Mauro Zambellini.

A pag. 60 Gianfranco Callieri ricorda Nanci Griffith (scomparsa , mentre a pag. 66 si ripercorre la storia dell'ultimo album dei Beatles, Let It Be, oggetto attualmente di una succosa mega-ristampa, aspettando l'attesissimo film di Peter Jackson.

 

Dopo la disamina dell'ennesimo cofanetto di Bob Dylan a pag. 70 (il volume 16 - bellissimo - che questa volta riguarda il periodo fra il 1980 e il 1985), arrivano le consuete pagine dedicate alle recensioni, fra le quali propongo qualcosa di mio gusto.

Impossibile non citare Neil Young e il suo live Carnegie Hall 1970 (pag. 75), uno splendido concerto solitario che ripropone in veste ufficiale (ed estesa) un suo famoso bootleg:

A pag. 77 viene analizzato il nuovo live degli Steely Dan guidati attualmente dal solo Donald Fagen (il chitarrista Michael Becker come sapete non è più fra noi dal 2017), Live! North East Corridor, contenente un brano che adoro far i tanti della band, non presente nel precedente loro live ufficiale, Alive in America, uscito nel 1995:


L'inossidabile Billy Bragg, che continuo a preferire negli esordi degli anni '80 rispetto a quello di oggi, esce con un disco finalmente di grandissimo pregio, The Million Things That Never Happened:


Dal tributo - caratterizzato da alti e bassi - sui Velvet Undeground & Nico Il'l Be Your Mirror, che presenta un cast molto variegato con Kurt Vile, St. Vincent, Thurston Moore (ex Sonic Youth), Iggy Pop e molti altri, vi propongo una bella versione tutt'altro che scontata di Sunday Morning, dal suono etereo ma per nulla nostalgico, ad opera di un  Michael Stipe particolare ispirato:


Chiudo con Elvis Costello e il suo Spanish Model, versione in lingua spagnola di This Year's Model, che riprende le 12 canzoni dell'album uscito nel 1978 (più 4 pezzi provenienti dalle medesime sessions e pubblicate nelle varie ristampe) con il supporto delle voci di artisti provenienti da Messico, Colombia, Argentina, Cile, Puerto Rico e Uruguay. A detta di Elvis, quel suo secondo disco con gli Attractions è sempre stato molto amato da quelle parti. In questa nuova versiona Costello si limita ad aggiungere qualche nuovo backing vocals e qualche brano ha una lunghezza maggiore, come in Pump It Up dove è presente un interplay chitarristico fra lui e Mick Jones dei Clash:


Propongo un brindisi alla memoria di Bruno Conti e al suo preziosissimo lavoro di divulgatore di buona musica... e lo faccio recandomi presso il Clash City Rockers Cafè a Sedriano (MI), un luogo davvero particolare perchè non si tratta solamente di un bar ma un locale che presenta una peculiarità unica: la passione per la musica, in particolare per quella di “the only band that matters”! Alla tua, Bruno... ovunque tu sia.

giovedì 14 ottobre 2021

ZAPPA... a caratteri cubitali!


Dopo una lunga attesa e anni di gestazione, arriverà finalmente nelle sale italiane con Nexo Digital dal 15 al 17 novembre "ZAPPA", il film di Alex Winter che indaga gli aspetti più intimi e umani della figura del geniale musicista di Baltimora.

Grazie all’accesso illimitato concesso dalla famiglia al suo caveau, che comprende una vasta collezione di inediti, film, progetti rimasti incompleti, interviste mai viste prima e registrazioni di concerti inediti, "ZAPPA" racconta la carriera del musicista nemico del politicamente corretto, dagli esordi da autodidatta alla battaglia contro la censura, sino agli ultimi lavori. Un film che esplora la vita privata dietro la gigantesca carriera musicale che non si è mai allontanata dalle turbolenze politiche del suo tempo.

Il documentario è arricchito dagli interventi della vedova di Zappa, Gail Zappa, e di molti dei suoi storici collaboratori musicali, tra cui Mike Keneally, Ian Underwood, Steve Vai, Pamela Des Barres, Bunk Gardner, David Harrington, Scott Thunes, Ruth Underwood e Ray White. Non si tratta di un viaggio nostalgico nel passato ma di un'esplorazione moderna su un uomo geniale la cui visione di mondo, arte e politica si è sempre distinta spingendosi oltre gli schemi dei tempi in cui ha vissuto.

 

Spiega il regista Alex Winter: “A me e al produttore Glen Zipper sembrava incredibile che non ci fosse ancora un documentario definitivo e completo sulla vita e sui tempi di Frank Zappa. Abbiamo deciso di realizzarlo noi: di raccontare una storia attraverso un film che non è un documentario musicale né un film biografico convenzionale. È la saga drammatica di un grande artista e pensatore americano; un film che desidera trasmettere la portata della prodigiosa della produzione creativa di Zappa e l'ampiezza della sua straordinaria vita personale e politica. Innanzitutto, volevo creare un'esperienza cinematografica molto umana e universale su un individuo straordinario”.

L’uscita del film segue la pubblicazione della colonna sonora, tuttora disponibile in Digitale, CD e LP in tutti gli store musicali. Il film è distribuito nelle sale italiane da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, MYMovies.it e Rockol.it


martedì 5 ottobre 2021

Finalmente un po' di musica live di qualità!


La “sacerdotessa” del rock, icona vivente del punk e di tutto quello che ne è segutito, 40 anni ed oltre di carriera attraverso la musica ma anche la fotografia, la poesia, i romanzi, la pittura e la scultura: PATTI SMITH! Mito rock per tutte le generazioni e, senza dubbio alcuno, tra gli artisti più influenti di sempre, spesso e volentieri citata da illustri colleghi come grande fonte di ispirazione, da Michael Stipe (R.E.M.) a Morrissey e Johnny Marr (The Smiths), da Madonna agli U2 a molti altri, al punto da presenziare alla cerimonia del Nobel per la letteratura al posto di quel "simpaticone" di Bob Dylan, per suo preciso desiderio.

La Smith si esibirà domenica 10 ottobre a Roma presso La Nuvola (la struttura creata dall'archistar Massimiliano Fuxas in Viale Asia, 40-44) accompagnata sul palco da TONY SHANAHAN (basso e tastiere), JACKSON SMITH (chitarra) e la figlia JESSE PARIS SMITH (piano).

La prevendite qui: https://www.ticketone.it/artist/patti-smith/


lunedì 4 ottobre 2021

La musica è il profumo della vita


 Per i maniaci del vinile... anche in auto!

Separati alla nascita

 


Lo chef - senza stella ma con tanta simpatia - Simone Rugiati e il cantautore fiammingo (ma italiano d'adozione) Jan De Clercq...  separati alla nascita!

Mano ai pennarelli, coloriamo il rock!


La casa editrice Rock N' Roll Colouring pubblica libri da colorare assolutamente"ufficiali", ovverosia con l'approvazione delle band coinvolte dedicati a Judas Priest, Motorhead, Megadeth, Thin Lizzy e Alice Cooper. Le immagini che si riferiscono ad alcune loro iconiche copertine di dischi risultano estremamente dettagliate e permettono di colorare con pennarelli, pennelli o matite colorate, dando agli artwork storici una ventata di personale creatività. 


Anche i Marillion hanno recentemente messo sul mercato un libretto colorabile di ben 72 pagine, acquistabile sul loro sito, realizzato da Fantoons (attivo su questo particolare mercato con altri prodotti come una graphic novel sui Rush, Frank Zappa e altri). Le prime 1000 copie sono corredate da un disegno esclusivo non contenuto nella pubblicazione. Costicchia un po': 15 sterline + spese di spedizione, considerando che poi voi ci dovete aggiungere i colori...


domenica 3 ottobre 2021

Clerc, una bella riflessione sul tempo che scorre



VIVERE E' MOLTO PIU' DI ESSERE QUA. Lo canta Clerc (anche se la seconda "c" dorebbe essere scritta al contrario) nella sua nuova canzone "Il tempo fugge", da pochissimo uscito per Falagiani Music Label & Publishing / Teorema Edizioni, disponibile su tutte le più importanti piattaforme di musica liquida.
Vivere il presente è qualcosa di cui tutti siamo consapevoli, ma che in pochi realizzano davvero. Prosegue a cantare Jan De Clercq (questo il suo vero nome): QUANTO CORRI... E COSA RINCORRI?!?



Confesso che il mio presente ha incrociato quello di Clerc, perchè questa canzone e, più in generale la crescita di questo artista, mi vede nel ruolo di responsabile del suo ufficio stampa, col grande orgoglio di poter lavorare su un altro progetto con Marco Falagiani, Valentina Galasso e il team di Teorema.



La canzone di Jan è un delicato bozzetto naif che, in maniera dolcemente malinconica, ci ricorda il "qui e adesso", l'urgenza di vivere il presente come unica chiave per la felicità. Un trionfo di minimalismo con un testo dolce e delicato, un ascolto che consiglio a tutti perchè in grado di intrattenere piacevolmente ma anche di far riflettere. I miei amici musicofili dai gusti raffinati non potranno non scorgervi qualche rimando alle delicate atmosfere della Penguin Café Orchestra del chitarrista Simon Jeffes.

IL TEMPO FUGGE, INVIDIOSO DI NOI. Da lontano ci arriva l'eco di cane che abbaia, IL TEMPO PORTA VIA TUTTO... MA E' UNO SPETTACOLO ESSERE QUA!

Su questi link un assaggio del videclip che verrà rilasciato a breve:

Convergenze astrali



Ieri mattina, seguendo un consiglio dal profilo Facebook del maestro Luigi Venegoni, sono andato ad ascoltarmi tale Tigran Hamasyan (proprio il video che vedete qui di seguito), compositore e pianista armeno, in attività dal 2009, rimanendone naturalmente molto impressionato, tanto da segnarmi il nome nella mia "wanted list" di cd.

Nel pomeriggio ho fatto poi un giretto in centro. Era parecchio che non ci andavo e, in tutta sincerità, la folla che si accalcava in Corso Vittorio Emanuele ha generato in me un sottile stato di "soffocamento" e di panico. probabilmente uno strascico di quella fortissima esperienza che tutti abbiamo vissuto e stiamo vivendo chiamata pandemia. Transitando dalle parti de La Feltrinelli Duomo Milano, per trovare una sorta di riparo... mi ci sono fiondato! L'impatto non è stato dei migliori perchè l'ho trovata, dopo alcuni mesi, rimpicciolita e poco fornita - se non dei soliti titoli da classifica - ed ho notato che la maggior parte dei cd/dvd erano in offerta. Conosco bene quel passaggio commerciale perchè l'ho visto attuato da parecchi negozi che, successivamente, hanno smesso definitivamente di venderli. Oltre ai cd scontati negli espositori, sono stati allestiti anche una serie di cestoni stile Autogrill con titoli in puro bargain. Ho infilato alla cieca una mano in uno di essi (purtroppo non riesco più a leggere i titoli in costa, viste le mie annose traversie oculitiche) e, CON ENORME SORPRESA... GUARDATE UN PO' COSA HO PESCATO?!?

martedì 21 settembre 2021

L'ultimo valzer genesiano


Ieri sera è partito dalla Utilita Arena di Birmingham (UK) il “The Last Domino? Tour”, Il tour-evento dei Genesis. Insieme sul palco dopo 14 anni (l’ultima volta è stata nel 2007, tour che si concluse con una sontuosa data romana al Foro Italico) i tre membri storici della band: Phil Collins, Tony Banks, e Mike Rutherford, oltre al fidato Daryl Stuermer (chitarra solista e basso) e il figlio 20enne di Phil Collins Nic, che ha preso il posto del padre alla batteria. Una serata animata da stati d'animo diversi: gioia nel ritrovare on stage un brand fondamentale nella storia del prog, un po' di tristezza per la situazione attuale di Collins padre - costretto a cantare da seduto - e grande sorpresa per le doti batteristiche sfoggiate da Collins figlio.

   

Questa la scaletta completa dello show (che è stato trasmesso in diretta su qualche pagina Facebook non ufficiale dedicata alla band), che non ha destato (come era logico aspettarsi) eclatanti sorprese, tra momenti di fantasmagorica nostalgia e parti pop da superclassifica show:

Behind the Lines / Duke’s End video

Turn It On Again

Mama video qui

Land of Confusion

Home by the Sea

Second Home by the Sea video qui

Fading Lights / The Cinema Show / Afterglow

That’s All video qui /The Lamb Lies Down on Broadway /Follow You Follow Me (Acustico) 

Duchess video qui

No Son of Mine

Firth of Fifth / I Know What I Like (In Your Wardrobe) video qui

Domino

Throwing It All Away

Tonight, Tonight, Tonight

Invisible Touch video qui

I Can’t Dance

Dancing With the Moonlit Knight / The Carpet Crawlers video qui

Stasera e domani si replica sempre a Birmingham, poi altre date inglesi e una serie di concerti americani che si concluderanno a Boston il 15 e 16 dicembre. Poi, con ogni probabilità, le danze si concluderanno per sempre.

lunedì 6 settembre 2021

Un biopic su Aretha


L’attesissimo biopic dedicato all’indiscussa regina della musica soul Aretha Franklin, interpretata dal premio Oscar Jennifer Hudson (Dreamgirls) arriverà nelle sale italiane giovedì 30 settembre, distribuito da Eagle Pictures. Il film racconta la straordinaria storia di una delle donne più incredibili di tutti i tempi: dall’infanzia - quando cantava nel coro gospel della chiesa di suo padre - fino alla celebrità internazionale. Respect è la storia vera del viaggio di Aretha Franklin per trovare la sua voce, nel mezzo del turbolento panorama sociale e politico dell'America negli anni '60. 






Respect è inoltre interpretato dal Premio Oscar Forest Whitaker (L’ultimo Re di Scozia), il comico Marlon Wayans (Scary Movie, Ghost Movie), l’attore e cantante Tituss Burgess (Unbreakable Kimmy Schmidt), la pluripremiata ai Tony Award Audra McDonald (La Bella e la Bestia) e l’icona della musica R&B Mary J. Blige.

La PFM ospita Anderson e Hackett



Uscirà il 22 ottobre, nella doppia versione italiano e inglese, Ho Sognato Pecore Elettriche/I Dreamed of Electric Sheep (pubblicato da Inside Out Music e distribuito da Sony Music Entertainment), il nuovo album di inediti della Premiata Forneria Marconi, impreziosito dalla presenza di due ospiti d’eccezione, IAN ANDERSON - devo per forza indicare da dove proviene? - e l'ex Genesis STEVE HACKETT (nel brano Il respiro del tempo”/”Kindred Souls), oltre a Flavio Premoli, già co-fondatore di PFM (in Transumanza Jam) e il bravissimo Luca Zabbini, leader dei Barock Project, presente in vari brani del disco.

Il pre-order è già disponibile a questo link: https://premiataforneriamarconi.lnk.to/IDreamedOfElectricSheep

L’album sarà reso disponibile nei seguenti formati: Ltd. 2CD Digipak in O-Card, Gatefold black 2LP+2CD con booklet formato LP, digitale.

Questa la tracklist in italiano: Mondi Paralleli; Umani Alieni; Ombre Amiche; La Grande Corsa; AtmoSpace; Pecore Elettriche; Mr. Non lo So; Il Respiro del Tempo; Transumanza (bonus track); Transumanza Jam (bonus track). Questa invece quella della versione in inglese: Worlds Beyond; Adrenaline Oasis; Let Go; City Life; If I Had Wings; Electric Sheep; Daily Eroes; Kindred souls; Transhumance (bonus track); Transhumance Jam (bonus track).

Attualmente nelle radio gira “AtmoSpace”, il primo singolo che anticipa l’album e che racconta di Nedro, un drone intelligente innamorato della Terra. Il suo sogno è ritrovare un equilibrio fra l’Atmos del cielo e la Sfera del Pianeta.

 

La PFM è partita dalla citazione “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” del film Blade Runner, per sviluppare il concept di questo nuovo album: parlare di come il mondo intorno a noi stia rapidamente cambiando e di come i computer stiano invadendo ogni aspetto della nostra vita. «Sicuramente il Covid ha fatto molto per accelerare questo processo - raccontano Franz Di Cioccio e Patrick Djivas - con persone chiuse in loro stesse che lavorano da casa e bambini che prendono lezioni virtuali, non potendo andare a scuola… sembra che tutti stiamo rapidamente diventando degli androidi. Noi crediamo nel potere delle persone di usare l’immaginazione e la fantasia.  Questo è ciò che fa davvero la differenza fra gli umani e gli androidi. Essere in grado di sognare influenza i nostri pensieri, la nostra creatività, la nostra vita».


 



venerdì 3 settembre 2021

Abba, ovvero... il ritorno degli ultracorpi!


Dopo 40 anni di pausa (all'epoca avranno detto, come Forrest Gump nella celebre scena della corsa attraverso gli USA, "Siamo un po' stanchini"...) il viaggio musicale degli Abba riprende il suo tragitto. con l'annuncio di un nuovo album e di un avveniristico show digitale. Il progetto, anticipato in un live stream su YouTube seguito da oltre 200mila persone, prende il nome di "Abba Voyage" e concretizza quel che, almeno in parte, da tempo si vociferava che ma non aveva ancora visto la luce.

   

Da un lato i nuovi pezzo (due sono già disponibili, I Still Have Faith In You e Don’t Shut Me Down, dei quali riferirò più avanti) che, il prossimo 5 novembre confluiranno in un nuovo disco, Voyage, registrato a Stoccolma dal quartetto svedese riunito e divertitosi, l'hanno dichiarato loro stessi, «a sbizzarrirsi in studio». A parlare, durante la diretta web, è la metà maschile, mentre le due cantanti preferiscono non presenziare, facendosi desiderare e mostrandosi solo fugacemente in qualche immagine di backstage: «Ci siamo resi conto che essere dove siamo ora è incredibile. Ancora amici, leali fra di noi, dopo 40 anni. A chi è successo? A nessuno». Da questo pensiero, raccontano, è nata «I Still Have Faith In You».

Accanto alla nuova musica, poi, c’è uno spettacolo che prenderà vita a Londra in un'Abba Arena di tremila posti allestita ad hoc per il 27 maggio 2022: Agnetha Fältskog, Björn Ulvaeus, Benny Andersson e Anni-Frid Lyngstad si materializzeranno sul palco sotto forma di ologrammi, accanto ad una band - questa in carne ed ossa - di 10 elementi: «Con l’aiuto di noi stessi da giovani, viaggeremo nel futuro. È qualcosa che non è mai stato fatto prima», ha detto la band nella nota stampa diramata. Le loro versioni digitali, prodigio di tecnologia firmato dalla Industrial Light & Magic di George Lucas (sì, quello di Star Wars), sono state create grazie a mesi di riprese in motion capture e, garantiscono, daranno vita al «concerto più strano e spettacolare che sia mai possibile immaginare». Di vederli tutti e quattro insieme 70enni in carne ed ossa sul palco... non se ne parla proprio. I fans si dovranno accontentare dei loro «Abbatar», in uno spettacolo che rinfocolerà la loro leggenda da 400 milioni di dischi venduti e 17 hit in classifica al primo posto. Un viaggio dalla lunga gestazione (il primo annuncio dello show digitale era stato dato nel 2016) che porta indietro nel tempo, agli anni '70 kitsch e pop che gli Abba incarnano forse più di ogni altra band. 

Come anticipato poco sopra, ora ascoltiamo i due pezzi nuovi, titolo già in circolazione dal 2018 quando la formazione aveva annunciato di essere tornata in studio.

 

 

Due brani in perfetto stile Abba, nulla di trascendentale... ma in grado di riaccendere i riflettori sulla loro carriera da popstar miliardarie. Insomma, un ritorno virtuale alla perduta gioventù che ha caratterizzato anche un recente videoclip di Paul McCartney. Dove non arriva la natura ci pensano i computer di ultimissima generazione.

Tre su quattro sono originali...


Ciao Mikīs...


Mikis Theodorakis, scomparso ieri a 96 anni, rispecchiava la Grecia stessa in tutte le sue sfaccettature. Ne esprimeva e ne trasfigura l'essenza profonda, l'anima che è poi l'anima stessa dell'Europa, l'essenza dell'Occidente. Perennemente in bilico tra passato e presente, tra identità e differenza, Theodorakis con la sua carriera musicale ha costruito senso e valori attraverso la poesia, attraverso la bellezza della sua opera. Nato nel 1925, in piena occupazione italo-tedesca (siamo nel 1943) si trova ad Atene dove inizia gli studi al conservatorio dell'Odeion, prendendo al contempo contatto con la Resistenza, cui è già legato da quando risiedeva a Tripoli di Arcadia, e per la quale combatte subendo arresti e torture. Ribelle nella guerra civile tra il 1946 e il 1949, conosce i campi di concentramento e la deportazione. Finalmente libero nel 1950 si diploma al Conservatorio dell'Odeion e comincia a scrivere musica, imponendosi come nuovo talento della musica greca. Nel 1953 il suo balletto sinfonico Carnaval viene messo in scena all'Opera di Roma. A Parigi, in seguito, comporrà pezzi sinfonici, musiche per balletto e per film, gira per Mosca e Londra, confrontandosi con la canzone popolare greca, la cui ricchezza musicale, accumulata attraverso una lunga e complessa tradizione, gli sembra straordinaria ma menomata da una deludente povertà dal punto di vista delle liriche. Per questo motivo si affianca ad un autentico poeta, Yannis Ritsos, suo compagno di prigionia a Macronissos. Da quel momento Theodorakis rappresenterà il vero rinnovamento della vita musicale, artistica e culturale della Grecia, un paese poverissimo uscito indenne da varie peripezie fra cui la sanguinosa guerra civile. Il suo lavoro più conosciuto rimane la colonna sonora del film Zorba il Greco, la cui musica meravigliosa lo innalzerà a perenne fama internazionale.

lunedì 9 agosto 2021

In sella a tutto rock!



Jessica Rae, la figlia di Bruce Springsteen, che ha fatto dell'equitazione il suo mestiere, ha coronato un sogno con una medaglia olimpica alle recenti olimpiadi, in una finale all'ultimo salto vinta dalla Svezia. La 29enne, che ha ereditato la passione per i cavalli da mamma Patti Scialfa, era in sella a Don Juan van de Donkhoeve e ha condiviso la gara con Ward MacLain e Laura Kraut.

Per zittire immediatamente le possibile malelingue, va detto che il suo cognome conta relativamente, possibilità economiche a parte. «È una campionessa e una concorrente seria» dicono gli esperti. La sua specialità sono gli ostacoli. Jessica è in sella da quando aveva 4 anni, accompagnando all’inizio la madre che prendeva lezioni, a 6 ha avuto il suo primo pony. Il tutto nella tenuta di famiglia in New Jersey, dove gli Springsteen si sono rifugiati quando i figli erano piccoli. Con l’Italia coltiva un rapporto particolare. La famiglia di sua madre è di origini campane. È anche fidanzata con il collega leccese 34enne Lorenzo De Luca. Con lui, capace di vincere a Piazza di Siena nel 2018, ha trascorso il periodo del lockdown. Non è un caso che spesso le vacanze della famiglia siano in Italia. D’ora in poi nel suo cuore ci sarà anche un po' di Giappone.



Cambio ai tamburi


Charlie Watts, il leggendario batterista dei Rolling Stones, è stato operato d’urgenza e dovrà rinunciare al prossimo tour con la band britannica. Ad annunciarlo è un comunicato ufficiale diffuso dal gruppo: “Per una volta, il mio tempismo è stato leggermente sbagliato” ha annunciato Watts senza perdere la sua ironia. “Sto lavorando duramente per essere completamente in forma – ha fatto sapere il batterista – ma ora devo accettare, su consiglio dei medici, il fatto che ci vorrà tempo. Dopo tutte le delusioni patite dai nostri fan a causa del Covid, non voglio che debbano accettare un ulteriore rinvio“. Charlie Watts dovrà così rinunciare al tour No Filter - 13 date negli USA - che dovrebbe partire a settembre. A sostituirlo sarà Steve Jordan. A commentare la notizia è stato anche l'inossidabile Keith Richards che, sul suo account Twitter, ha cinguettato: “E’ un duro colpo per tutti noi. Speriamo che Charlie si riprenda completamente e torni il primo possibile. Grazie intanto a Steve Jordan per essersi unito a noi nel frattempo”. Già, speriamo guarisca in fretta, anche perchè l'età è quasi scaduta per tornare nuovamente on tour...

Jordan, newyorkese classe 1957, è noto soprattutto per essere stato il batterista di band come The Blues Brothers e John Mayer Trio, nonchè del progetto Keith Richards and the X-pensive Winos e come turnista per Eric Clapton, Neil Young, Robben Ford, Buddy Guy e Bruce SpringsteenÈ stato il primo batterista della band condotta da Paul Shaffer, World's Most Dangerous Band, nella popolarissima trasmissione televisiva Late Night with David Letterman. Curioso immaginare come suoneranno i brani degli Stones con questa inedita propulsione ritmica, visto che Jordan è sicuramente molto più muscolare, tecnico e preciso di Watts...

Solo per la pagnotta


Dopo i Maneskin in duetto con l'icona pre-punk Iggy Pop (continuo ostinatamente a sperare che l'Iguana abbia accettato solo ed esclusivamente per soldi)... ecco un'altra accoppiata quantomeno sorprendente: il mio amatissimo Dylan Dog e Vasco Rossi! Tre brani del Blasco dedicati ad altrettanti personaggi femminili - Sally, Albachiara e Jenny - si trasformano in storie a fumetti dell'indagatore dell'incubo in edicola. Un abbinamento che lascia davvero di stucco, per la totale inesistenza di legame tra il mondo orrorifico del personaggio ideato da Tiziano Sclavi e le canzoni della rockstar di Zocca. La stessa che può intercorrere tra un raffinato sonetto di Shakespeare e... Matteo Salvini!
Ma le vie del business sono infinite, spesso apparentemente imperscrutabili...

Pubblicità regresso


Qualche giorno fa, precisamente il 6 luglio 1928, a Pittsburgh nasceva Andrew Warhol Jr., pittore, grafico, illustratore, scultore, sceneggiatore, produttore, regista, direttore della fotografia ed anche attore, una figura assolutamente di primissimo piano del movimento della Pop Art e uno dei più influenti artisti del XX secolo. Quasi inutile ricordare il suo ruolo nella nascita dei Velvet Underground di Lou Reed...

Quando in metropolitana ho visto questa vergognosa pubblicità di Amaka - sito di viaggi online -  non ho potuto fare a meno di pensare a quanto la creatività media delle agenzie di comunicazione italiane abbia raggiunto livelli bassi e triviali. Ridurre un'icona artistica universalmente nota (nonchè copertina dell'esordio discografico dei Velvet) ad un gancio per una volgarità da osteria di periferia... mi ha davvero intristito.

Prima dose da Baronetto



Anche Paul McCartney si è vaccinato, ricevendo la sua prima dose ed incoraggiando tutti i Beatles fan a seguire il suo esempio con una foto pubblicata sul suo account Twitter. Mascherina d'ordinanza e cappellino, l'immancabile maglioncino blu e braccio in favore di siringa. Lo ha reso noto lo stesso ex Beatle, pubblicando la classica foto in cui viene vaccinato (modestamente l'ho fatto anche io, pur non essendo Baronetto e non avendo scritto perle come My LoveMaybe I'm Amazed...) e accanto una frase in cui incoraggia tutti a seguire il suo esempio: "Fatelo anche voi, è cool". 


L'immagine, com'era logico aspettarsi, ha raggiunto in pochissimi minuti migliaia di commenti da parte dei beatlesiani. McCartney aveva già più volte parlato della necessità di combattere il coronavirus attraverso la vaccinazione, esortando le persone a sottoporsi a questo fondamentale diritto-dovere.

Ciao Paul...


In un periodo dove, purtroppo, parlare di trapassi sembra non fare più effetto a nessuno... anche il chitarrista e cantautore Paul Cotton, una delle figure più rappresentative dei Poco, ci lascia. A comunicarlo è l'autorevole New York Times, spiegando che Cotton è morto il 31 luglio scorso, vicino alla sua casa estiva a Eugene in Oregon. Aveva 78 anni. Quello di Cotton è il secondo lutto che ha colpito recentemente la grande band country-rock, la stessa che avava dato l'estremo saluto quattro mesi fa al chitarrista Rusty Young.

Cotton ha cominciato a suonare con i Poco nel 1970, sostituendo il fondatore Jim Messina, giusto in tempo per firmare il terzo album in studio del gruppo From the Inside (1971), disco che ha rappresentato una nuova direzione artistica per la band formatasi a Los Angeles nel 1968. Cotton ha contribuito, con la sua chitarra ma anche con la sua voce prestata alla ballata Bad Weather, ad ampliare lo stile del gruppo.

   

Cotton è stato inoltre l'autore della famosa canzone Heart of the Night.