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lunedì 29 giugno 2026

Lemmy torna a vivere in una graphic novel: Dave Grohl e Ozzy Osbourne raccontano la sua leggenda



In arrivo la graphic novel No Remorse: The Illustrated True Stories Of Lemmy Kilmister And Motörhead. Tra gli autori anche Dave Grohl, Ozzy Osbourne, Slash e Lars Ulrich. Un omaggio corale a una delle figure più iconiche della storia del rock. A più di dieci anni dalla sua scomparsa, l'inarrestabile mito di Lemmy Kilmister, bassista e - si fa per dire - vocalist continua a ispirare musicisti, scrittori e artisti di tutto il mondo. L'ultima celebrazione dedicata al leggendario leader dei Motörhead arriva sotto forma di fumetto e promette di diventare un oggetto di culto per gli appassionati del rock duro.


Raccontando il vero Lemmy

Si intitola No Remorse: The Illustrated True Stories Of Lemmy Kilmister And Motörhead ed è il volume che l'editore Z2 Comics pubblicherà nei prossimi mesi. Non si tratta di una semplice biografia illustrata, ma di una raccolta di testimonianze dirette firmate da amici, colleghi e compagni di viaggio che hanno condiviso con Lemmy palchi, studi di registrazione e momenti indimenticabili.

Ad aprire il libro sarà una prefazione firmata da Dave Grohl, mentre la postfazione porta la firma di Ozzy Osbourne. Due autentiche leggende della musica che hanno sempre riconosciuto in Lemmy una figura unica, capace di incarnare lo spirito più autentico del rock'n'roll.


Da Slash a Neil Gaiman: un cast stellare

Tra i 25 autori coinvolti figurano nomi del calibro di Slash, Lars Ulrich, Lita Ford, Chrissie Hynde e Dee Snider. Accanto ai protagonisti della musica compaiono anche scrittori come Neil Gaiman e Michael Moorcock, oltre a personaggi del mondo del wrestling e dello spettacolo. Ogni racconto è stato affidato a un illustratore diverso, dando vita a un mosaico di stili e visioni che restituisce la complessità di un personaggio diventato simbolo di libertà, eccesso e coerenza artistica. A rendere ancora più preziosa l'opera è la copertina realizzata da Tim Bradstreet, artista celebre nel mondo del fumetto americano.

Il mito non si ferma

Dalla sua morte nel 2015, Lemmy è rimasto una presenza costante nell'immaginario rock. Tra documentari, progetti cinematografici e tributi musicali, la sua figura continua a essere raccontata da chi lo ha conosciuto davvero. Questa graphic novel aggiunge un nuovo tassello a una leggenda che, proprio come il rombo di un amplificatore dei Motörhead, sembra destinata a non spegnersi mai.

martedì 14 aprile 2026

Fatto di ferro: Il suono ostinato della resistenza




Ci sono libri che si leggono e libri che si attraversano. Fatto di ferro - uscito da qualche giorno su Amazon - appartiene senza esitazione alla seconda categoria: non è solo un memoir ma un’esperienza che scava, gratta e lascia traccia. Tutto comincia con un gesto semplice e quasi simbolico: un vecchio juke-box che torna a vivere. Ma la musica, qui, non è inutile nostalgia decorativa. È un vero e proprio detonatore! Ogni brano rappresenta una crepa nel presente, un varco che spalanca il passato e rimette in moto una vita intera, come una ruota che non ha mai smesso davvero di girare.

L'autore Bernardo Draghetti, stimato commercialista con un passato musicale alla corte di Bibi Ballandi e un presente anche come triatleta Ironman, costruisce la sua autobiografia senza cercare nessuna indulgenza. L’infanzia nei campi di Metanopoli, le prime ribellioni scolastiche, le amicizie ruvide nate sull’asfalto, gli amori che segnano più di quanto consolino: ogni episodio è raccontato con una sincerità disarmante. Non c’è compiacimento né autocommiserazione. Solo il tentativo ostinato di dare ordine alle proprie cicatrici. La scrittura è cruda ma mai pesante, attraversata da un’ironia sottile che funziona come una bussola emotiva. È proprio questa ironia a rendere digeribile ciò che, altrimenti, sarebbe solo dolore sedimentato. Draghetti non addolcisce la realtà: la attraversa, invitando il lettore a fare lo stesso.

La prefazione del campione di ciclismo Fabio Aru aggiunge una chiave di lettura interessante: la disciplina, la fatica, la resistenza come elementi fondanti non solo dello sport, ma della costruzione di sé. Non è un’introduzione formale, ma un ponte coerente con il cuore del libro. A chiudere il cerchio, la postfazione e le schede musicali del sottoscritto che cercano di ampliare l’esperienza, trasformando la colonna sonora evocata nel testo in una guida concreta, quasi un’estensione sensoriale del racconto, attraverso specifici QR Code da attivare con lo smartphone.

Uno degli aspetti più riusciti è l’ambientazione: tra i Navigli e la provincia, emerge un’Italia viva, in trasformazione, lontana dalle cartoline e più vicina alle crepe reali del quotidiano. È un affresco che non idealizza ma che osserva. Il tema centrale resta però la resistenza. Non quella eroica e celebrata... quella silenziosa e quotidiana, che ci pone un quesito preciso: quanto bisogna restare saldi per diventare, finalmente, liberi? Fatto di ferro non offre risposte facili ma pone la domanda con una forza che resta addosso. Pubblicato dalla neonata Ealixir Editions, questo libro è un testo potente sull’identità e sul tempo ma, su tutto, è una testimonianza sincera. Non chiede di essere giudicato, chiede di essere vissuto. E alla fine, proprio come una canzone che non riesci a toglierti dalla testa, continua a risuonare anche dopo l’ultima pagina.

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martedì 7 aprile 2026

La verità al tempo degli algoritmi: Enea Angelo Trevisan presenta "L’industria delle bugie"



Nel cuore finanziario di Milano, tra le sale di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana, va in scena un appuntamento che promette di interrogare uno dei temi più urgenti del nostro tempo: la verità nell’era digitale. Mercoledì 8 aprile alle ore 17:00, Enea Angelo Trevisan presenta il suo nuovo libro, L’industria delle bugie, un’opera che affonda nel cuore del sistema informativo contemporaneo. Edito da Ealixir Editions e arricchito dalla prefazione dell'ex magistrato Luca Palamara, il volume - disponibile anche in lingua spagnola - sarà al centro di un incontro che vedrà la partecipazione anche di Alessandro Sallusti, offrendo così un confronto a più voci sul potere – e i rischi – dell’informazione digitale.


Dentro la fabbrica delle notizie

Nel suo nuovo lavoro, Trevisan descrive Internet non più come semplice strumento, ma come vero e proprio ecosistema in cui si formano opinioni, si costruiscono reputazioni e, con la medesima rapidità, si possono distruggere. Un ambiente virtuale dove la velocità domina su tutto: le notizie si rincorrono senza sosta, creando una sovrapposizione continua tra fatti verificati e contenuti manipolati. Il punto critico, sottolinea l’autore, è che spesso il falso non solo circola più velocemente, ma riesce anche a imporsi sul vero. Il motivo? Fa più rumore, cattura più attenzione, si adatta meglio alle logiche degli algoritmi.

Una bussola per orientarsi nel caos

L’industria delle bugie nasce da un’urgenza concreta, più che da un intento teorico. Il libro si propone come guida pratica per decifrare i meccanismi della comunicazione digitale: dai funzionamenti dei social network ai centri di potere che influenzano la diffusione delle informazioni, fino agli interessi nascosti dietro trend e contenuti virali. L’obiettivo è chiaro: fornire strumenti per difendere la propria identità e la propria reputazione online, sempre più esposte e vulnerabili.

Google, le hit virali e il parallelismo con la musica

Il tema della verità online non può prescindere dal ruolo dei grandi motori di ricerca come Google, veri direttori d’orchestra del traffico informativo globale. Come nelle classifiche musicali, anche qui vincono visibilità e rapidità: ciò che emerge non è sempre ciò che è più accurato, ma quello che riesce a diventare “virale”. Il parallelismo con la musica è tutt’altro che casuale. Una canzone diventa una hit non necessariamente per la sua qualità intrinseca, ma per la sua capacità di diffondersi, essere condivisa, entrare nella testa delle persone. Allo stesso modo, una notizia – vera o falsa – può scalare le “classifiche” del web grazie a titoli accattivanti, emozioni forti e dinamiche di condivisione automatica. In questo senso, le fake news funzionano come i tormentoni estivi: si propagano rapidamente, si ripetono fino a sembrare familiari e, proprio per questo, credibili. La differenza è che, mentre una canzone può essere innocua, una notizia falsa può influenzare opinioni, decisioni e perfino il destino di individui e istituzioni.

Costruire consapevolezza

Nel “regno confuso” della Rete, dove il confine tra realtà e costruzione è sempre più sfumato, il libro di Trevisan si propone come una mappa personale per orientarsi. Non una verità assoluta, ma uno strumento per riconoscere le distorsioni e recuperare uno sguardo critico. L’appuntamento milanese si configura così non solo come una presentazione editoriale, ma come un momento di riflessione collettiva su quella che l’autore definisce la più grande fabbrica di menzogne mai costruita. Un sistema che, oggi più che mai, richiede attenzione, consapevolezza e – forse – un nuovo modo di ascoltare, non solo le notizie, ma anche il “suono” della verità.

giovedì 12 marzo 2026

Arriva “Vasco – La Rabbia Giovane”, il primo volume della trilogia Bonelli



Un nuovo progetto editoriale dedicato alla vita e alla carriera di Vasco Rossi sta per arrivare in libreria e fumetteria. Dal 19 maggio debutta infatti Vasco – La Rabbia Giovane, primo capitolo della serie “Vasco. Una favola lunga una vita”, la graphic novel realizzata da Sergio Bonelli Editore (realtà alla quale sono affettivamente legato perchè ho collaborato con loro in passato) che racconta in tre volumi la storia del celebre rocker italiano.

L’iniziativa segna una nuova collaborazione tra l’editore milanese e uno degli artisti più amati della musica italiana, dopo il successo del precedente progetto che aveva incrociato l’universo di Dylan Dog con le canzoni del Komandante.

La graphic novel dedicata al rocker di Zocca

Il primo volume della trilogia, Vasco – La Rabbia Giovane, sarà disponibile dal 19 maggio e inaugura una collana pensata per raccontare in forma di fumetto il percorso umano e artistico del cantante. Il progetto editoriale è strutturato in tre volumi a colori da circa 100 pagine ciascuno, che ripercorrono momenti chiave della vita di Vasco: dagli inizi fino alla consacrazione come icona della musica italiana. Attraverso il linguaggio della graphic novel, la storia del rocker di Zocca prende forma in una narrazione intensa e visiva che intreccia musica, memoria collettiva, Episodi biografici e immagini evocative. Il risultato? Un racconto capace di restituire il ritratto di un artista che ha influenzato più generazioni di ascoltatori.

Gli autori: Barbara Baraldi, Sergio Gerasi e Flavia Biondi

Alla sceneggiatura della trilogia troviamo Barbara Baraldi, scrittrice e curatrice di Dylan Dog, già autrice dell’albo speciale Dylan Dog: Jenny, ispirato alla celebre canzone "Jenny" di Vasco Rossi. I disegni sono invece affidati a due artisti di grande rilievo nel panorama fumettistico contemporaneo: Sergio Gerasi e Flavia Biondi I due illustratori interpretano il protagonista con stili differenti ma complementari, offrendo una rappresentazione visiva capace di raccontare le molte sfaccettature della personalità di Vasco.


Contenuti extra e materiali d’archivio

Ogni volume della serie includerà anche una sezione speciale con contenuti aggiuntivi, pensati per arricchire la lettura e offrire un contesto più ampio alla narrazione. Tra i materiali presenti: documenti d’archivio, testi autografi, fotografie storiche e approfondimenti legati alla carriera del cantautore. Tutti elementi in grado di dialogare con la storia illustrata, contribuendo a costruire un racconto ancora più completo del percorso artistico del rocker.

Fumetto e musica: il progetto editoriale Bonelli sul Blasco

Con “Vasco. Una favola lunga una vita”, Sergio Bonelli Editore continua a esplorare il rapporto tra fumetto e cultura popolare, utilizzando il linguaggio della graphic novel per raccontare grandi icone italiane. Il primo volume uscirà il 19 maggio, mentre i successivi capitoli della trilogia arriveranno:

  • a luglio, con il secondo volume

  • in autunno, con la conclusione della trilogia

Un progetto editoriale che unisce fumetto, musica e memoria generazionale, celebrando la storia di uno degli artisti più influenti ed amati della musica italiana.

lunedì 2 febbraio 2026

Quando il rock ti entra nelle ossa (letteralmente)


Una radiografia che ha imparato a cantare. Trasparente, fragile, illegale per natura. La luce gli passa attraverso come faceva la censura, eppure il suono resta, inciso sulle ossa di qualcun altro e ora pronto a vibrare nelle tue. Impossibile non pensare a Eugenio Finardi con la sua Musica ribelle che non chiede permesso, che ti entra nella pelle e non se ne va più, che non si ascolta soltanto ma si prende il corpo intero. Sovversivi per necessità, poetici per urgenza. Dischi fatti di scarti e di coraggio, di lastre mediche strappate al silenzio e trasformate in veicoli clandestini di rock, jazz, voci proibite. Ogni solco è una ferita che diventa ritmo, ogni crepa una dichiarazione di libertà. Promettono scosse, ricordandoti che la musica, quando è davvero viva, non sta mai ferma: circola, contagia, si infiltra. E soprattutto... non chiede il permesso di esistere. C’è un momento, leggendo il libro RËBRA – Musica sulle costole (Vololibero), in cui ti rendi conto che questa non è “solo” una storia di musica proibita, ma un racconto su quanto lontano può spingersi il desiderio di ascoltare una canzone. L'autrice Cristina Giuntini prende uno degli episodi più incredibili della storia culturale del Novecento e lo trasforma in uno scritto che vibra come un disco inciso male, ma carico di elettricità emotiva.  

Siamo nell’Unione Sovietica del dopoguerra, quando jazz, rock’n’roll e canzoni occidentali erano considerati virus ideologici. Elvis, Bill Haley, ma anche artisti russi non allineati, diventano materiale pericoloso. Il risultato? Un’operazione di ingegneria clandestina che oggi sembra fantascienza punk: incidere musica su vecchie lastre radiografiche recuperate dagli ospedali. Bacini, toraci, femori: la musica passava letteralmente attraverso le ossa. Non a caso quei dischi vennero chiamati rëbra, “costole”.


L'autrice descrive questo mondo sotterraneo con un approccio che mescola saggio storico, narrazione e gusto per il dettaglio umano. Non si limita a spiegare come funzionava il fenomeno dei cosiddetti “bone records” (ben documentato anche da fonti storiche e archivi occidentali), ma si concentra soprattutto sul perché. Perché rischiare il carcere, l’esilio o il gulag per un 78 giri inciso male? Perché la musica, qui, non è intrattenimento: è ossigeno, identità, disobbedienza.

Uno dei punti di forza del libro è il modo in cui la scena musicale clandestina viene intrecciata con quella sociale. Gli stilyagi — giovani vistosi, colorati, innamorati del jazz e della moda americana — emergono come figure quasi mitologiche, eroi pop ante litteram che trasformano una cravatta sgargiante o un passo di boogie-woogie in un atto politico. In questo senso RËBRA è anche un libro sulla moda, sul corpo, sullo stile come forma di resistenza. La scrittura risulta accessibile ma mai banale. Quando il racconto si avvicina al romanzo — tra traffici segreti, tecnici improvvisati, collezionisti ossessivi e vite spezzate — lo fa senza tradire la base storica. Anzi, quel confine sfumato tra realtà documentata e ricostruzione narrativa rende la lettura più viva, quasi cinematografica. Si avverte distintamente il lavoro di ricerca, ma anche l’amore viscerale dell’autrice per la musica come linguaggio universale.

Interessante anche il modo in cui viene raccontata la fine di questa stagione: l’arrivo dei registratori a nastro rende obsolete le incisioni su radiografia, senza però cancellare il loro valore simbolico. Le rëbra restano come reliquie di un’epoca in cui ogni ascolto era una scelta morale, ogni disco un piccolo atto rivoluzionario.

La prefazione di Antonio Bacciocchi incornicia bene il progetto, inserendolo in una tradizione di studi e narrazioni che guardano alla musica popolare come forza storica e politica. E sapere che questo è il libro d’esordio di Cristina Giuntini — musicologa in formazione, poliglotta, appassionata di Eurovision, Sanremo e teatro — aggiunge un ulteriore livello di curiosità: RËBRA sembra il punto d’incontro naturale di competenze diverse, tenute insieme da una passione autentica. In definitiva, RËBRA – Musica sulle costole è un libro che parla a chi ama la musica, ma soprattutto a chi crede che ascoltare non sia mai un gesto neutro. Dopo averlo letto, difficilmente guarderete una radiografia allo stesso modo. E forse... nemmeno un disco.

giovedì 8 giugno 2023

Da domani una festa di cultura a Belvedere Marittimo (CS)


A Belvedere Marittimo (CS) la cultura è in festa. Dall'8 all'11 giugno il CIF, Centro Italiano Femminile sez. Belvedere Marittimo, presenterà le Giornate della Cultura. Gli eventi in cartellone si aprono oggi, 8 Giugno, con la consueta Cena Sociale di Beneficenza. Un evento al quale tutti i cittadini hanno sempre dimostrato attenzione e interesse. L’occasione conviviale ha come motivazione concreta quella di raccogliere fondi. La destinazione interesserà una famiglia locale, in serie difficoltà economiche dovute alle ingenti spese da sostenere per problemi di salute. I fondi saranno consegnati a Don Gianfranco Belsito che amministrerà la nobile finalità.

A Belvedere Marittimo (CS) la cultura è in festa

Dal giorno 09 Giugno alle ore 18:00 fino a giorno 11 Giugno dalle ore 18:00 alle ore 20:30, il Museo del Mare ospiterà le mostre degli artisti Luana Belsito e Paolo Cetraro che rappresenteranno differenti “sfumature femminili”. Saranno altresì presentati due libri di diverso genere. Il 09 Giugno 2023 alle ore 18:30 verrà presentato il libro Miss Brooks di Lida Michela Carullo. Un racconto di fragilità, intrighi e delitti, nel quale si avvicendano temi come la violenza sessuale e psicologica nei posti di lavoro, in uno stile semplice e scorrevole.

Un corto per denunciare i drammi consumati fra le mura domestiche

Il 10 Giugno 2023 alle ore 18:30 sarà presentato il libro scritto da Mariacristina Zangari dal titolo La Battaglia di Beatrice. Un testo che sottolinea la necessità di imparare ad apprezzare, proteggere e alimentare con semplici atti d’amore la vita quotidiana. Nella medesima serata seguirà la proiezione del cortometraggio Smalto, prodotto da Francesco Garritano, il quale, raccontando le vicende di Sonia mette in risalto veri drammi familiari nascosti entro le mura domestiche. Nella specie, Sonia, dopo aver colpevolizzato per anni la propria mamma, che le avrebbe mancato di interesse per anni, scopre invece una realtà completamente diversa.

La conclusione affidata al potere evocativo del teatro

Le giornate della Cultura si concluderanno giorno 11 Giugno 2023 con una rappresentazione teatrale dal titolo Alle donne, per le donne, con le donne organizzate da Francesca Mazza.

lunedì 30 gennaio 2023

Un cold case romagnolo firmato da Niky Marcelli


Un libro che, se fossimo in estate, sarebbe perfetto per il tipico contesto "sotto l'ombrellone", un giallo - che esce per l'editore milanese Santelli - avvincente e ben scritto, che ripropone il personaggio del'Ispettore Capo Anna Bonoli (reintegrata in Polizia di Stato e neo promossa nel ruolo) del distaccamento di Polizia di Cesenatico, già protagonista del fortunato La strega spiaggiata, uscito nel 2019. 

L'inusuale ambientazione a Cesenatico

In La vena Mazzarini lo scenario che fa da sfondo a questa nuova indagine è ancora la Romagna, così cara all'autore, che nella ridente Cesenatico crea l'intreccio partendo dal fortuito rinvenimento di uno scheletro femminile presso l'iconico canale - la Vena Mazzarini, appunto - che taglia a metà gran parte della cittadina, partendo da Porto Canale, disegnato nel 1502 da Leonardo Da Vinci. Un caso che dovrebbe essere di competenza della Scientifica e Squadra Mobile di Forlì, dal quale la Bonoli - carattere caparbio degno di un "Rocco Schiavone al femminile" - non ha però nessuna intenzione di venirne estromessa. Con l'avallo ufficioso del Commissario Luca Zoffoli, responsabile delle indagini e suo ex superiore, si mette subito all'opera. Sfruttando sia il supporto dei colleghi e degli amici di sempre... ma anche attraverso l'aiuto di alcuni nuovi ed inattesi alleati, che le daranno modo di coronare la sua inchiesta parallela, arrivando alla verità.


Una scrittura che coinvolge

Impossibile non provare empatia per la Bonoli soprannominata "la Lince", un poliziotto per certi versi scomodo e assolutamente poco formale, dalla vita disordinata e con una precisa inclinazione per il gin tonic. L'autore Niky Marcelli, pagina dopo pagina, si rivela abile nel tratteggiare le situazioni e le persone che caratterizzano la narrazione, arricchendo una scrittura fluida ed ispirata con una serie di citazioni gustose tra le più disparate: canzoni anni '80, motti latini, annotazioni storiche, rimandi al precedente La strega spiaggiata e simpatiche locuzioni dialettali romagnole che rendono, se possibile, ancora più piacevole la lettura.

Ascolta qui la recente intervista dell'autore su Radio Rai1

mercoledì 28 settembre 2022

Appuntamento in libreria con Bono Vox per il 1° novembre


Il frontman degli U2 Bono Vox ha raccontato della perdita della madre nella sua prima autobiografia Surrender: 40 Songs, One Story, 576 pagine in uscita il 1° novembre per Mondadori. Ogni capitolo prende il nome dalla canzone di cui tratta, mentre la storia della vita di Bono si intreccia con il racconto. Dall’infanzia a Dublino al ruolo di rockstar e di attivista. In un estratto pubblicato dal New Yorker, la rockstar ha raccontato della morte di sua madre Iris, avvenuta quando lui aveva 14 anni, dopo che lei era collassata al funerale di suo padre (il nonno di Bono), "Gags" Rankin nel 1974.

Bono ha anche ricordato come il padre Bob e il fratello maggiore Norman non abbiano più parlato di lei: "Temo che sia stato peggio di così. Che raramente abbiamo pensato a lei. Eravamo tre uomini irlandesi e abbiamo evitato il dolore che sapevamo sarebbe derivato dal pensare e dal parlare di lei. Anche se successe al funerale del nonno, e anche se Iris svenne eravamo bambini, cugini, che correvano e ridevano. Finché Ruth, la sorella minore di mia madre, non entrò dalla porta e ci disse 'Iris sta morendo'. Ha avuto un ictus. Tre giorni dopo Norman e io veniamo portati in ospedale per dirle addio. Ruth è fuori dalla stanza d'ospedale, piangendo, con mio padre, i cui occhi avevano meno vita di quelli di mia madre. Entro nella stanza in guerra con l'universo, ma Iris sembra tranquilla. È difficile pensare che gran parte di lei se ne fosse già andata. Le teniamo la mano. C'è un ticchettio, ma non lo sentiamo". 

martedì 3 agosto 2021

Battiato vive su Blow Up #278/279


Mi sono divertito a scattare una foto con la copertina del numero di luglio-agosto di Blow Up (che contiene 34 pagine molto ricche, dedicate al compianto musicista siciliano, scritte a più mani), includendo i miei occhiali da vista e le mie cuffie wireless, con le quali sono solito guardare la tv, evitando alla persona che mi dorme accanto urla agghiaccianti, raffiche di spari e botti vari, provenienti da filmacci di ogni genere e serie tv di vario tipo... non certo fighettini ed elegantemente noiosi come Downtown Abbey! A tal proposito vi consiglio di acquistare un libro che ho trovato preziosissimo, La pellicola va nella plastica, scritto da Alberto Genovese ed edito da Edizioni Bepress (qui il sito), con una prefazione di Manuel "Bloodbuster" Cavenaghi. Una sorta di Lonely Planet ricchissima di riferimenti, per destreggiarsi fra i meandri degli Z-movies più oscuri e sconosciuti, presentando 250 pellicole fra le più brutte mai realizzate nel panorama trash, bizzarro, freak e exploitation.


Una lettura corroborante ed istruttiva che può fare il paio tranquillamente con le sanguinarie gesta dello "strappacuore" narrate dall'amico Luca Arnaù in Le dieci chiavi di Leonardo (Newton Compton) che, nonostante qualche lettore quantomeno un po' atipico come il leghista Salvini... risulta essere una lettura assolutamente intelligente e coinvolgente! Anche se sono di parte (ne sto curando la comunicazione social), credetemi... è davvero un thriller storico di valore!



Tornando a Blow Up... quello che ho fra le mani è il doppio numero estivo da 196 pagine, sempre diretto con mano sicura e idee chiare da Stefano Isidoro Bianchi, perfettamente in equilibrio fra passato, presente e futuro che, in questo caso, contiene anche un omaggio a Philip Parris Kynott detto Phil e ai suoi Thin Lizzy, firmato da Roberto Franco.

 

E ancora il sorprendente trio giapponese al femminile delle Nisennenmondai, di difficile collocazione ma ricco di riferimenti  illustri (Neu!, Einsturzende Neubauten, Residents, Lydia Lunch e molto altro). Ascoltare per credere.

 

Nel mezzo del numero la seconda parte dello speciale Trip-Hop, iniziato nello scorso numero che, stavolta, prende in esame i migliori 20 album del periodo 1993-1998. Da pag. 110 partono le corposissime recensioni, fra le quali segnalo Lingua Ignota con Sinner Get Ready, Snapped Ankles (Forest of Your Problems), Manuel Pistacchio (Scordato Cuore). Nella sezione Classic il nuovo album dei Kings Of Convenience Peace Or Love, Roberto Angelini (sempre più bravo) con Cenere e l'attempato ma sempre vitale Rodney Crowell con il suo nuovo Triage (titolo che, vista l'eta del Nostro, fa pensare al... pronto soccorso!), un cantautore americano noto per aver sposato Rosanne Cash, la figlia del leggendario Man in Black.

 

 

Dalla sezione Rewind (una delle mie preferite) segnalo  il box di 4 cd di Iggy And The Stooges Born In A Trailer, contenente registrazioni  e prove in studio a cavallo fra il 1972 e l'anno successivo, oltre alla ristampa in vinile di K Album dei 24 Grana e a quella - su doppio cd + dvd - di The Blue Meaning di Toyah, la folle consorte dell'altrettanto insano vecchietto Robert Fripp, da un po' di tempo protagonisti di parodistici siparietti che dividono i fan del prog-rock, del quale Fripp rappresenta una delle icone assolute coi suoi King Crimson.



venerdì 25 giugno 2021

Un giovane Leonardo Da Vinci in salsa thriller


Save the date: esce il prossimo 7 luglio il primo romanzo di Luca Arnaù, "Le dieci chiavi di Leonardo", per la prestigiosa casa editrice Netwon Compton. Essere entrambi liguri, averlo avuto come amico e direttore in tante avventure editoriali da edicola (Tutto, Ora, Io Spio, DiTutto, Vip, Corona's Star, Lover, Adesso... e molte altre, ormai ho perso il conto), condividere con lui la passione per un certo tipo di rock "robusto" ed esserci incrociati ancora prima di conoscerci personalmente (ai tempi della 3^ edizione del Dylan Dog Horror Fest, dove io lavoravo nella comunicazione dell'evento e lui - da bassista - vi suonava con la sua band di allora)... non influisce assolutamente sul personale giudizio positivo circa la storia che è stato in grado di partorire!


Trattandosi di una vicenda dalle tinte crudeli e dai tratti ammantati di misteriosi, ambientata nella suggestiva cornice rinascimentale della Firenze ai tempi dei Medici... non vi rovinerò il piacere della sua lettura e manterrò il segreto sulla sua dinamica. Su una cosa però posso e voglio essere chiaro: ci troviamo di fronte ad un libro davvero gustoso ed appassionante! 

La sinossi in breve, a prova di spoiler: Firenze, 1481. Uno spietato assassino, soprannominato “Strappacuori”, finisce le sue vittime dopo indicibili tormenti, strappando loro il cuore. Ser Pardo de’ Giovannini, consigliere di Lorenzo il Magnifico, ha bisogno di qualcuno che conduca le indagini in modo non ufficiale, visto che le vittime sono molto vicine a Lorenzo de’ Medici. Decide allora di avvalersi dell’ingegno del giovane Leonardo da Vinci. Con l’aiuto del suo allievo Bencio e di Lapo Caperna, il Capo delle Guardie, il "genio" inizia la sua indagine mentre i delitti si susseguono inarrestabili. Grazie al suo acume quasi subito si accorge di un preciso, inquietante filo conduttore...

 

Secoli dopo la città di Firenze e provincia sarebbe stato teatro di una lunga e sanguinosa storia di cronaca nera, quella legata al cosiddetto Mostro di Firenze (per i più intimi... Cicci il Mostro di Scandicci) e alla sua catena di spietati omicidi. Uomo di grande fantasia, l'autore de "Le dieci chiavi di Leonardo" (che sarà presto disponibile in tutte le librerie, acquistabile anche su Amazon sia in formato cartaceo che digitale), ci regala una sorta di coinvolgente prequel, un libro per certi versi "vitruviano", in equilibrio fra la perfezione divina e la fallacità del mondo terreno, molto rock!

mercoledì 4 marzo 2020

Una Tanica piena di vita

Gli Elio E Le Storie Tese hanno rappresentato una parte fondamentale della mia giovinezza musicale. Dalla prima volta che li vidi alla Festa dell'Unità (il loro album d'esordio non era ancora uscito) dopo aver avidamente scambiato nei mesi precedenti le cassettine dei loro live undeground (la copia della copia della copia della copia della copia del master!). Da quella serata memorabile - dove in formazione il funambolico Christian Meyer doveva ancora arrivare - di tempo e di concerti ne sono passati! Ricordo, per esempio, un live al Rolling Stone dove nella prima parte dello show parodiavano le canzoni del Sanremo di quell'anno, piuttosto che diverse sere al Teatro Ciak (nella sua sede storica di Via Sangallo) dove gli Elii fecero i supporter di loro stessi, un concerto al Carroponte di Sesto San Giovanni che iniziò con "Shine On You Crazy Diamond" dei Pink Floyd e ancora al Palatrussardi di Milano, con l'americana del palco dalla quale pendevano striscioni fatti con i reggiseni delle loro fan più bollenti, senza parlare del concerto d'addio al Forum di Assago. Li ho addirittura citati in un libro che curai anni fa, dedicato alla buonanima di Moana Pozzi, proprio nei sopracitati show al Ciak.
Emergenza Rock, 1987 (?)
Emergenza Rock, 1987 (?)
Nei camerini del Teatro Ciak, 1988 con Elio, Rocco e un amico. Io sono quello con la t-shirt degli Indigesti!

Un autografo cumulativo con dedica, 1987


Ho amato, in maniera diversa, ogni membro della band; sicuramente di Rocco Tanica (al secolo Sergio Conforti) ho sempre apprezzato la sua capacità di raccontare storie. E non mi riferisco alle "panzane", almeno non solo a quelle! Raffinato e fantasioso musicista, scrittore, autore e conduttore tv e molto altro, Tanica in questo libro mette per iscritto una versione singolare della propria vita, sia musicale che personale. 55 anni e altrettanti episodi da gustare, a partire dal primo, strepitoso, dedicato ad una sua fidanzatina annata 1985, tale Valentina. Un flusso libero del suo pensiero, le associazioni della memoria, le battute graffianti, i dialoghi con se stesso e con gli altri: svariati elementi che rendono il libro estremamente godibile.


"Lo sbiancamento dell'anima" è più di una biografia: si tratta di un brillante esercizio di improvvisazione musicale che si muove agile fra i ricordi, le pagine di giornale, i copioni televisivi, le fotografie, le canzoni. Provate a districarvi fra le note, sia quelle musicali ed anche quelle a piè di pagina, che rimandano spesso a link su YouTube... ma anche fra nozioni umanistiche e fondamentali considerazioni filosofiche. Tutto questo e molto altro in un corposo libro (di 517 pagine, targato Mondadori) dal quale non potrete più separarvi, neanche in bagno. Anzi... soprattuto in bagno, dove leggere in santa pace è piacere allo stato puro.

mercoledì 12 febbraio 2020

Londra chiama Bugo


Alzi la mano chi fra voi sapeva che il cantautore del momento è anche uno scrittore? In queste sue divertenti 185 pagine d'esordio letterario ambientate a Cerano (NO), ci sono riferimenti autobiografici, con riferimenti alla vita vissuta da Cristian Bugatti che, come il personaggio della storia - tale Crisante detto Cris - proprio lì ha giocato a calcio ed ha frequentato il liceo scientifico Antonelli. La “provincia bastarda” (“che futuro abbiamo qui, dove niente si muove e mai si muoverà?”) che dà il nome al gruppo rock in fuga verso Londra viene tratteggiato con amore e rabbia, spinge Cris ad organizzare una spedizione nella mecca del rock inglese – l'azione si svolge nel 1991 – per cercare una ragazza che ha fatto perdere le sue tracce e anche per diventare famosi grazie alla musica. Un libro senza grandi pretese ma sincero e molto piacevole... proprio come la musica di Bugo.

lunedì 10 giugno 2019

Joe Jackson autobiografico


Non è un'autobiografia nel senso classico del termine ma - come dice lo stesso Joe - "un libro sulla musica astutamente camuffato da libro di memorie". In 369 pagine - apprezzabili anche dal punto di vista della scrittura - racconta la sua vita da adolescente, musicista emarginato e fan di Beethoven, fino all'uscita del suo album d'esordio "Look Sharp!". Pubblicato nel 1999 e finalista l'anno successivo dell'11^ edizione del Premio Ralph J. Gleason Music Book, finalmente esce anche qui da noi grazie all'editore Vololibero, tradotto da Fabrizio Forno. In "Gravità Zero" il buon Joe ci parla della sua sincera passione per la musica di tutti i generi, di come e perché la gente faccia musica, del suo grande amore per Šostakovič e per The Prodigy, della sua avversione per Brahms e Brian Eno. 
Io l'ho divorato in due giorni netti!