Un puzzle sonoro emozionale... ed emozionante
"Flipper” rappresenta la sua ventunesima pubblicazione e probabilmente anche il progetto più ambizioso della sua carriera. Nato da oltre quindici anni di lavorazione insieme al compositore elettronico Teo Ravelli, il disco è un gigantesco collage emotivo e culturale che unisce secoli di musica in una sorta di flusso onirico e distopico. Fondamentale, nella sua realizzazione, anche il contributo dell'amico Paolo Siconolfi, figura chiave nella registrazione e nella finalizzazione di un progetto che Milano stesso descrive come “durato una vita”.
| La copertina del disco |
Oltre il concetto di cover: la trasformazione della memoria musicale
Dai canti medievali a Monteverdi, da Luigi Tenco a Franco Battiato, da Tori Amos a David Bowie fino a David Guetta e Sia: tutto viene smontato, ricostruito e trasfigurato attraverso la voce di Milano, vero centro magnetico dell’opera. Più che un album di cover, Flipper è una negazione stessa del concetto di “cover version”. Le melodie emergono e scompaiono, si intrecciano come ricordi alterati, frammenti di memoria collettiva e personale immersi in un paesaggio dominato dalla paura, tema centrale del progetto. Curiosa anche la modalità di registrazione: ogni brano nasce inizialmente dalla sola voce a cappella, prima dell’inserimento di qualsiasi elemento sonoro. Un approccio che rende ancora più evidente la centralità interpretativa dell'artista, cantante dalla tecnica straordinaria e dall’espressività fuori scala.
Dove il Medioevo incontra le macerie del presente
L’originalità di Flipper sta proprio nella capacità di trasformare la tradizione in materia viva. In questo lavoro convivono musica colta, folk europeo, canzone d’autore, avanguardia e sperimentazione elettronica senza mai perdere coerenza narrativa. Ogni frammento sonoro diventa parte di un viaggio fuori dal tempo, dove il Medioevo dialoga con il presente e la memoria musicale occidentale viene filtrata attraverso una sensibilità profondamente contemporanea.
In un panorama spesso dominato da produzioni prevedibili e spesso inutili, Flipper si pone come un’opera coraggiosa, stratificata e assolutamente unica. Un disco che non cerca compromessi, che richiede dedizione all'ascolto e che conferma Claudio Milano come uno degli artisti più originali e sottovalutati della scena italiana ed europea.

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