lunedì 5 ottobre 2026

Legittima difesa, Cruciani vuole il Far West. E la radio della libertà è diventata la radio della rissa



Dio li fa e, successivamente, li accoppia. Insieme al suo degno compare Mario Giordano, il conduttore di Radio 24 annuncia una proposta per cancellare quasi ogni limite alla reazione di chi subisce un’intrusione. Salvini mostra interesse. Ma il caso racconta anche come sia cambiata la radio italiana: dall’utopia delle emittenti libere alla bagarre permanente.

C’è stato un tempo in cui la parola radio evocava libertà. Quando nacquero le emittenti libere, l’etere sembrava uno spazio da conquistare: musica nuova, linguaggi nuovi, provocazioni, creatività, politica, controculture. Si parlava sopra i dischi, si sperimentava, si rompevano i codici. La radio era imperfetta, spesso artigianale, ma aveva un’idea di futuro.

Mezzo secolo dopo, di quella stagione resta poco. Le radio musicali si sono spesso trasformate in catene di hit mordi e fuggi, playlist compresse, tormentoni e conduzioni intercambiabili. Quelle di parola, invece, hanno scoperto una materia prima ancora più redditizia: la rissa. Più si alza il tono, più il telefono squilla. Più si semplifica, più la discussione diventa spettacolo.

È dentro questo paesaggio che Giuseppe Cruciani, dai microfoni di Radio 24, emittente del Gruppo 24 ORE controllato da Confindustria, annuncia insieme a Mario Giordano una proposta per ampliare radicalmente la legittima difesa.

Dalla provocazione alla legge

L’idea è semplice: chi entra abusivamente in casa, in un negozio o in un ufficio perderebbe sostanzialmente ogni tutela, lasciando al proprietario una libertà di reazione quasi assoluta. Come frase radiofonica è perfetta. Come principio giuridico, molto meno.

Perché difendere la proprietà è un diritto. Trasformarla in una zona nella quale chi possiede decide anche la misura della punizione è un’altra cosa. E tra le due corre ancora quella fastidiosa costruzione chiamata Stato di diritto. Il paradosso è evidente: dalla radio del gruppo editoriale controllato da Confindustria arriva una declinazione particolarmente muscolare della proprietà privata. Casa mia, negozio mio, regole mie.

Quando il microfono cerca il duello

Matteo Salvini ha definito l’idea “interessante”. E qui la radio completa il suo nuovo ciclo: non più soltanto luogo di discussione, ma fabbrica di temi politici già confezionati per la battaglia del giorno dopo. La vecchia radio libera cercava di allargare il campo delle idee. Quella contemporanea, troppo spesso, restringe tutto a un duello: sì o no, con me o contro di me, proprietario o ladro, vittima o colpevole.

Cruciani è bravissimo nel suo mestiere. Ma il successo della provocazione non coincide automaticamente con la bontà di una legge.


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