giovedì 13 agosto 2026

Il riff della resurrezione: Blackmore torna coi Deep Purple e Smoke on the Water diventa un miracolo - VIDEO



A Jones Beach è successo ciò che per tre decenni era sembrato impossibile: Ritchie Blackmore è tornato sul palco con i Deep Purple. Una sola canzone, naturalmente Smoke on the Water, per spazzare via dubbi, ironie social e sospetti di burla estiva. E dimostrare che certi dinosauri sanno ancora ruggire.

Dopo 33 anni di lontananza, Ritchie Blackmore ha suonato nuovamente con la sua band, abbandonando per un attimo pifferi e saghe medievali. Lo storico chitarrista è comparso sul palco coi compagni di allora, trasformando in realtà una reunion che molti avevano scambiato per un improbabile pesce… d’agosto.

Per una volta il Dio del Rock deve aver deciso di ascoltare le preghiere dei fedeli. E, già che c’era, di concedere pure il miracolo completo. Ritchie Blackmore, 81 anni e un curriculum sufficiente a riempire da solo un museo della musica, è tornato sul palco con i Deep Purple dopo 33 anni. Era dal 1993 che il chitarrista aveva chiuso la porta dietro di sé, lasciando una delle band più importanti della storia del rock con quella cordialità tipica delle separazioni fra vecchi compagni di gruppo: cioè pochissima.

Poi, a Jones Beach, nello Stato di New York, la porta si è improvvisamente riaperta.

Una canzone sola. Ma quale poteva essere?

Blackmore è comparso vestito di nero, quasi dovesse officiare una messa pagana, ha abbracciato Simon McBride, oggi titolare della chitarra nei Purple, ha incrociato Ian Gillan e infine ha fatto partire quelle quattro note che anche chi sostiene di non ascoltare rock riconosce dopo mezzo secondo: Smoke on the Water.

Non una canzone qualsiasi, praticamente l’alfabeto universale della chitarra elettrica: il riff che milioni di adolescenti hanno massacrato nelle camerette prima ancora di imparare ad accordare lo strumento.

L’annuncio era arrivato poche ore prima attraverso Blackmore stesso, durante una diretta Instagram con la moglie Candice Night. Aveva raccontato di aver chiamato Gillan “per i vecchi tempi”, proponendo una comparsata senza drammi e senza obblighi. Troppo semplice. Troppo bello. E infatti sui social qualcuno aveva immediatamente fiutato la fregatura, vissura parecchie volte con i Genesis e Peter Gabriel: vuoi vedere che è un pesce d’aprile arrivato con quattro mesi di ritardo? Un pesce… d’agosto?

Acciacchi, iniezioni e rock’n’roll

Il dettaglio che rende tutto ancora più sorprendente è che Blackmore non aveva nascosto i suoi problemi fisici: vertigini, artrite, gotta, quattro ernie discali. Prima del concerto aveva persino raccontato di essersi sottoposto a un’iniezione nella zona lombare e di avere preparato uno sgabello nel caso l’equilibrio lo tradisse.

Lo sgabello è rimasto inutilizzato.

Per pochi minuti non c’erano acciacchi, età o bollettini medici. C’erano Blackmore, Gillan, i Deep Purple e quel riff.

Poi tutto è finito. Una sola canzone, appena il tempo di ricordare a qualche pischello convinto che il rock sia nato su TikTok che i “dinosauri”, quando decidono di muoversi, fanno ancora tremare la terra.

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