Esce per Legacy Recordings, la divisione catalogo di Sony Music Entertainment, e per RCA Records la colonna sonora originale di “EPiC: Elvis Presley in Concert”, il nuovo film di Baz Luhrmann. Si tratta di una raccolta di 27 registrazioni presenti nella pellicola – che ho avuto modo di vedere in anteprima – comprendente mix rinnovati delle iconiche esibizioni dal vivo, affiancati da nuovi remix e medley dei classici del Re del rock’n’roll.
Il disco sarà disponibile da questo venerdì, in concomitanza con la première IMAX del film, nei formati digitale e CD, mentre dal 24 aprile arriverà in doppio LP, in vinile nero e nella variante Translucent Orange and Yellow, esclusiva Amazon.
Durante la lavorazione del biopic del 2022 “Elvis”, Luhrmann e il suo team hanno riportato alla luce negativi e filmati rimasti a lungo nei caveau della Warner Bros., originariamente girati per i documentari “Elvis: That's the Way It Is” – che racconta la residency di Las Vegas dell’agosto 1970 – e “Elvis on Tour”, realizzato durante i concerti del 1972 negli Stati Uniti. A questi si aggiungono preziosi filmati inediti in 8mm e registrazioni audio mai ascoltate prima, in cui Elvis Presley racconta la propria vita. Il restauro di questo materiale ha richiesto anni di lavoro e la collaborazione, tra gli altri, di Jonathan Redmond e della Park Road Post Production di Peter Jackson.
Ne emerge un ritratto vivido di Elvis, non solo nella sua travolgente e inimitabile energia scenica, ma anche nella dimensione più intima e umana: un artista totalmente a suo agio sul palco, capace di percepire l’amore dei fan e di restituirlo con una forza comunicativa fuori dal comune. Quanto ai nuovi medley e remix presenti nell’album, Luhrmann ha spiegato di essersi chiesto più volte cosa avrebbe fatto Elvis oggi, quali territori sonori avrebbe esplorato, quali contaminazioni avrebbe abbracciato, fedele com’era a uno spirito di continua ricerca.
Nel complesso, il progetto colpisce per cura filologica e ambizione artistica: il restauro delle immagini e delle tracce originali restituisce in maniera impressionante tutta la potenza delle performance degli anni Settanta. Unica, lieve nota stonata in un’operazione altrimenti pregevole, sono alcune sovraincisioni realizzate oggi su certi nuovi mix: interventi pensati per rendere il suono più “attuale”, che però in qualche passaggio finiscono per smussare quella ruvida autenticità e quell’imperfezione vitale che erano parte integrante del magnetismo di Presley. Un dettaglio marginale, forse, ma sufficiente a far rimpiangere, qua e là, la nudità dell’originale.


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