lunedì 27 luglio 2026

Víctor Jara, la giustizia arriva dopo mezzo secolo: arrestato l’ultimo militare condannato



La giustizia cilena ha impiegato più di cinquant’anni, ma alla fine ha raggiunto anche l’ultimo dei militari condannati per uno dei delitti più feroci e simbolici della dittatura di Augusto Pinochet. Nelson Haase Mazzei, capitano dell’esercito in pensione, è stato rintracciato e arrestato in un’abitazione rurale nel sud del Cile, dove si nascondeva dopo essersi sottratto all’esecuzione della pena.

L’ex ufficiale, latitante, era stato condannato nell’agosto del 2023 a 25 anni di carcere per il sequestro, le torture e l’uccisione del cantautore Víctor Jara e dell’avvocato Littré Quiroga, che all’epoca dirigeva l’amministrazione penitenziaria. Dopo la cattura, la giudice della Corte d’appello di Santiago Paola Plaza ne ha disposto l’immediato trasferimento in prigione.

Il golpe e l’arresto nello stadio

Jara venne fermato il 12 settembre 1973 all’interno dell’Università tecnica statale, appena ventiquattro ore dopo il colpo di Stato con cui i militari rovesciarono il governo socialista di Salvador Allende. Insieme a centinaia di oppositori fu condotto nello Stadio del Cile, trasformato in quei giorni in un enorme centro di detenzione, interrogatorio e tortura.

Cantautore, poeta e regista teatrale, Jara rappresentava tutto ciò che la nuova dittatura voleva cancellare: l’impegno politico, la cultura popolare, la speranza di una trasformazione sociale. I militari si accanirono contro di lui per diversi giorni. Testimonianze e atti giudiziari hanno ricostruito percosse, torture e umiliazioni, prima dell’esecuzione.

Personalmente l'ho conosciuto attraverso un disco del jazzista napoletano Daniele Sepe del 2001, Conosci Victor Jara?, che contiene una splendida cover del brano Te recuerdo Amanda, che fa il paio con un'altrettanto emozionante versione del medesimo brano ad opera del gigantesco Robert Wyatt.

Quarantaquattro colpi per spegnere una voce

Il corpo del musicista fu ritrovato il 16 settembre alla periferia di Santiago, abbandonato insieme ad altri cadaveri. Era stato raggiunto da 44 proiettili. Accanto a lui c’era anche Quiroga, colpito 23 volte.

Quello che doveva essere un delitto destinato a scomparire nel silenzio si trasformò invece in un simbolo mondiale. Lo stadio in cui Jara fu torturato oggi porta il suo nome, mentre le sue canzoni hanno continuato a viaggiare ben oltre le frontiere del Cile.

Con questo arresto si chiude la lunga fuga dell’ultimo condannato per l’omicidio di Víctor Jara. Non si chiude, invece, la memoria di un crimine che resta una delle ferite più profonde lasciate dalla dittatura cilena.

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