giovedì 21 maggio 2026

Quant’è bella giovinezza… anche per gli Stones

Tra nostalgia e rughe rock Mick Jagger versione 1972, il miracolo digitale che nessuno aveva chiesto

I vecchi leoni del rock tornano giovani grazie all’intelligenza artificiale. Succede nel nuovo videoclip dei Rolling Stones, In The Stars, tratto dall’ultimo album dalla copertina che definire discussa è un atto di generosità. Eppure il punto non è l’estetica discutibile del disco. Il punto è un altro: vedere Mick Jagger, Keith Richards e compagnia ringiovaniti artificialmente produce uno strano cortocircuito emotivo. Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia... lo scriveva Lorenzo il Magnifico secoli fa, ma oggi basterebbe un software di AI generativa per aggiungere: “e se fugge troppo, la ricreiamo in post-produzione ”.   

Satisfaction a colpi di algoritmo

Nel clip, gli Stones appaiono come fantasmi lucidi del proprio passato. Pelle tirata digitalmente, occhi vivi come negli anni Settanta, movenze da eterni ribelli. Una macchina del tempo in alta definizione. E forse proprio qui nasce la malinconia. Perché gli Stones ci sono ancora, eccome se ci sono. Suonano, incidono, riempiono stadi. Sono venerandi monumenti viventi del rock. Ma quel disperato tentativo di rincorrere la giovinezza perduta tradisce qualcosa di profondamente umano: il rifiuto del tempo. E chi può biasimarli? Il rock è sempre stato una religione dell’eterna giovinezza. Sudore, eccessi, corpi immortali. Solo che poi arrivano gli ottant’anni, le mani artritiche e il fiatone. L’AI, allora, diventa il trucco definitivo: non per sembrare migliori, ma per fingere che il tempo non sia mai passato.

 

Paint It Black… ma con filtro Instagram

Il risultato è affascinante e inquietante insieme. Da una parte c’è il fan che sorride nel rivedere il Jagger indiavolato del 1969. Dall’altra c’è la sensazione che qualcosa stoni. Perché la grandezza degli Stones non è mai stata nella perfezione estetica. Era nella sopravvivenza. Keith Richards che pare scolpito nel bourbon e nelle sigarette è molto più rock oggi che da giovane. Le rughe raccontano più di qualsiasi algoritmo. Sono il vero archivio del rock’n’roll.

Forever young...

Il rock non invecchia, i rocker sì

E forse è proprio questo il messaggio involontario del videoclip: nessuno accetta davvero il tempo che passa. Nemmeno chi ha attraversato sessant’anni di storia musicale restando sul palco. Quant’è bella giovinezza, certo. Ma il fascino degli Stones oggi sta proprio nel fatto che siano ancora lì, irriducibili, sfiniti, magnificamente umani. L’AI può restituire un volto giovane. Non potrà mai ricreare tutto quello che quel volto ha vissuto.

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