Un disco in arrivo, un tour nei club, una serie TV in prima serata e una dichiarazione destinata a far discutere: Levante si avvicina a Sanremo con entusiasmo, lucidità e una sana allergia ai riti obbligatori del Festival. Quando arriva la telefonata del festival, racconta lei, l’euforia dura pochissimo. Subito scatta il pensiero fisso: la serata delle cover. «Se devo essere sincera, io la abolirei», dice senza girarci intorno, ridendo ma neanche troppo. «Non so gli altri, ma quando ti dicono che sei a Sanremo sei felicissimo. Poi, la seconda cosa che pensi è: “ok… e adesso la cover”». Un momento amatissimo dal pubblico, certo, ma spesso vissuto come una prova supplementare da chi sul palco deve salirci.
Album nuovo, strategia nuova
La conferenza stampa pre-Sanremo segue rituali ormai rodati, ma Levante li attraversa con uno sguardo più ampio, parlando del proprio percorso prima ancora che della gara. Anche per il nuovo disco ha scelto una strada diversa: «Ho voluto far uscire molti singoli prima, perché avevo voglia che le canzoni respirassero. Quando esce un album oggi si consuma tutto in un attimo, e a me dispiace: dietro c’è un lavoro lungo». Negli ultimi mesi sono arrivati brani come Maimai, Niente da dire, Dell’amore il fallimento e Sono blu, tasselli di un progetto che, a livello sonoro, guarda in più direzioni: «Ci sono tante chitarre elettriche, una produzione importante ma sempre coerente con il mio gusto. Restano i synth e i groove che mi appartengono, però c’è anche un mondo più suonato, con suggestioni anni ’70 e ’80 che prima non avevo esplorato così a fondo». Un disco volutamente eterogeneo: «Non ho paura di mostrare gusti diversi. Sono blu è l’opposto di Sei tu, e va bene così».
Una canzone che parte dalla pelle
Sei tu è un brano che parla più di sensazioni che di dichiarazioni: «Racconta un corpo innamorato, travolto da quello che l’amore fa succedere dentro. Ho usato la parola “pelle” perché è più evocativa: quello che senti sotto la pelle non si vede, ma ti muove, ti sconvolge. È talmente forte che quasi non riesci a dirlo ad alta voce, forse anche per paura di non essere abbastanza». Coerente anche la produzione: niente cori, niente raddoppi, solo la voce e l’orchestra. «È davvero un’esperienza nuova per me a Sanremo».
Il dilemma delle cover (e dei duetti)
Ed è qui che arriva la frase destinata a rimbalzare sui titoli. Alla classica domanda sulla serata delle cover, Levante risponde senza filtri: «Io la toglierei proprio». L’elenco dei possibili omaggi è ancora in costruzione, ma qualche desiderio lo confessa: Alanis Morissette, magari con Ironic o You Oughta Know. E, sognando in grande, Paul McCartney. Nel frattempo si è confrontata con Carmen Consoli, definita affettuosamente “sorella maggiore siciliana”, che in quel periodo sarà in tour e le ha regalato qualche consiglio. I duetti, in generale, non sono mai stati una priorità per Levante: «Nel disco nuovo non c’è nessuno. Non ne sento l’esigenza. In sei album avrò fatto due o tre collaborazioni, non di più».
Tra palco, set e tour
Sanremo, però, è solo una parte del quadro. A febbraio arriverà anche il debutto televisivo da attrice nella miniserie di Rai 1 L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro, in onda il 3 e 4 febbraio. Dopo una breve apparizione in Romantiche, questo segna il primo vero ruolo, fortemente voluto dal produttore Pietro Valsecchi. E poi c’è la musica dal vivo. Il Dell’amore – Club Tour 2026 partirà il 29 aprile da Padova e, per ora, si chiuderà il 19 maggio all’Alcatraz di Milano, a pochi passi dal luogo in cui ha incontrato noi giornalisti. Sanremo deve ancora iniziare ma il suo effetto domino è già evidente. Tra canzoni, polemiche, sogni e dichiarazioni controcorrente, il circo festivaliero è ufficialmente aperto. E Levante, anche questa volta, ha già trovato il modo di entrarci di lato.


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