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mercoledì 4 marzo 2020

Una Tanica piena di vita

Gli Elio E Le Storie Tese hanno rappresentato una parte fondamentale della mia giovinezza musicale. Dalla prima volta che li vidi alla Festa dell'Unità (il loro album d'esordio non era ancora uscito) dopo aver avidamente scambiato nei mesi precedenti le cassettine dei loro live undeground (la copia della copia della copia della copia della copia del master!). Da quella serata memorabile - dove in formazione il funambolico Christian Meyer doveva ancora arrivare - di tempo e di concerti ne sono passati! Ricordo, per esempio, un live al Rolling Stone dove nella prima parte dello show parodiavano le canzoni del Sanremo di quell'anno, piuttosto che diverse sere al Teatro Ciak (nella sua sede storica di Via Sangallo) dove gli Elii fecero i supporter di loro stessi, un concerto al Carroponte di Sesto San Giovanni che iniziò con "Shine On You Crazy Diamond" dei Pink Floyd e ancora al Palatrussardi di Milano, con l'americana del palco dalla quale pendevano striscioni fatti con i reggiseni delle loro fan più bollenti, senza parlare del concerto d'addio al Forum di Assago. Li ho addirittura citati in un libro che curai anni fa, dedicato alla buonanima di Moana Pozzi, proprio nei sopracitati show al Ciak.
Emergenza Rock, 1987 (?)
Emergenza Rock, 1987 (?)
Nei camerini del Teatro Ciak, 1988 con Elio, Rocco e un amico. Io sono quello con la t-shirt degli Indigesti!

Un autografo cumulativo con dedica, 1987


Ho amato, in maniera diversa, ogni membro della band; sicuramente di Rocco Tanica (al secolo Sergio Conforti) ho sempre apprezzato la sua capacità di raccontare storie. E non mi riferisco alle "panzane", almeno non solo a quelle! Raffinato e fantasioso musicista, scrittore, autore e conduttore tv e molto altro, Tanica in questo libro mette per iscritto una versione singolare della propria vita, sia musicale che personale. 55 anni e altrettanti episodi da gustare, a partire dal primo, strepitoso, dedicato ad una sua fidanzatina annata 1985, tale Valentina. Un flusso libero del suo pensiero, le associazioni della memoria, le battute graffianti, i dialoghi con se stesso e con gli altri: svariati elementi che rendono il libro estremamente godibile.


"Lo sbiancamento dell'anima" è più di una biografia: si tratta di un brillante esercizio di improvvisazione musicale che si muove agile fra i ricordi, le pagine di giornale, i copioni televisivi, le fotografie, le canzoni. Provate a districarvi fra le note, sia quelle musicali ed anche quelle a piè di pagina, che rimandano spesso a link su YouTube... ma anche fra nozioni umanistiche e fondamentali considerazioni filosofiche. Tutto questo e molto altro in un corposo libro (di 517 pagine, targato Mondadori) dal quale non potrete più separarvi, neanche in bagno. Anzi... soprattuto in bagno, dove leggere in santa pace è piacere allo stato puro.

giovedì 28 maggio 2020

Free Download: MICK KARN - Milano, Teatro Ciak, 13 Nov 1995



Da grande fan dei Japan , il 13 novembre 1995 andai, con comprensibile emozione, a vedere per la prima ed unica volta nella mia vita Mick Karn dal vivo a Milano, in un Teatro Ciak non certo affollato. "Meglio così" pensai fra me e me, avrei potuto godermi lo show per una volta in santa pace. Alla batteria c'era Gavin Harrison che, anni più tardi, avrei molto apprezzato coi Porcupine Tree. 

Ad un certo punto in sala saltò la corrente. Mentre i tecnici cercavano di sistemare il problema, Mick si avvicinò al microfono e disse: "Questo è quello che noi chiamiamo question time, quindi... se avete delle domande, fatele pure". Dalla galleria una voce urlò: "Mick, quanti anni hai?" E lui, con fare piuttosto civettuolo rispose: "Queste domande non si fanno...". Risata generale. Dalla platea un'altro spettatore gridò: "Mick, dove hai comprato quei pantaloni?". Mick, con un ancheggiamento femmineo, gli rispose: "Guarda, ultimamente compro i miei vestiti in un negozietto di abbigliamento femminile usato. Sai, i negozi per signori sono così noiosi...". Il problema tecnico fu poi risolto e la band riprese a suonare esattamente dal punto in cui si era interrotta. 

Un paio di settimane prima ero andato a sentire David Sylvian al Teatro Smeraldo (a breve posterà anche quella registrazione, peraltro splendida), in un'esibizione nella quale, assolutamente solo sul palco, David proponeva le sue canzoni in modalità molto scarna, accompagnandosi solo con pianoforte o chitarra. Vestito con una tunica bianca da asceta, biondissimo, la consueta espressione algida e distaccata, non si rivolse mai al pubblico se non per presentare i titoli delle canzoni e per ringraziare sottovoce. Se fosse mancata la luce durante il suo show, Sylvian - probabilmente - se ne sarebbe andato senza dire una parola e senza farsi più vedere. 

Al link qui sotto potete scaricare gratuitamente la registrazione completa del concerto milanese di Karn da banco, formato flac di qualità eccellente. Se fra chi legge questo post ci fosse qualche grafico volenteroso che avesse voglia di creare una copertina fronte e retro da cd... sarebbe fantastico!

Ultima cosa: se siete interessati a questo genere di chicche, venite a trovarmi sul mio gruppo Facebook Live Rarities. Ognuno dei membri mette in condivisone alcune registrazioni della sua collezione in un dropbox comune che, via via, sta diventando straripante di cose strepitose, alcune di difficilissima reperibilità anche in rete!

giovedì 12 aprile 2007

Foto "vintage"


Varan in compagnia del "Franz" Di Cioccio e (notevolmente appesantito) con una parte degli Elii e amico al seguito; la prima foto risale al 1996 (Radio Rock Fm, promozione del cofanetto "10 anni live 1971-1981" della PFM), la seconda addirittura al 1988, scattata nel camerino del Teatro Ciak dopo un memorabile show!