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martedì 3 aprile 2007

Le cover di Patti

Patty Smith non è nuova al giochino delle covers ("Hey Joe" di Hendrix, "Gloria" di Van Morrison e "My Generation" degli Who), basti pensare che uno dei suoi più grandi successi discografici, "Because The Night", è in realtà una cover di un brano di Bruce Springsteen, anche se il Boss si è sempre limitato ad eseguirlo solo in versione live.
La cosa buffa, per un appassionato di cinema come me è che, per "colpa" di questa canzone... non riesco più a vedere "L’Atalante" di Jean Vigo senza canticchiarla! Dirò di più: recentemente l'ho acquistato in dvd e mi sono quasi stupito di non trovarla nel film!!! Questo per il suo utilizzo come sigla di «Fuori orario» su Rai3, a mio giudizio l'unico canale televisivo di stato onestamente valido!!! "Because the Night" (nella versione di Patti Smith, che vidi per la prima volta a Bologna nel 1980, Stadio Dall'Ara) si è sovrapposta in modo indelebile alle immagini di quel sommo capolavoro filmico, più precisamente alla memorabile scena in cui Jean si tuffa nel canale e vede l’immagine di Juliette, in abito da sposa, sott’acqua. Bisogna dare atto al buon Enrico Ghezzi & soci di aver azzeccato un perfetto connubio musica/immagine! La scena si svolge di giorno, ma nel momento in cui Jean si getta in acqua è come se fosse imghiottito in una notte dei sensi dove può rivedere, come in sogno, la Juliette che l’ha (momentaneamente) lasciato. È ciò di cui parla la canzone: la notte come luogo in cui l’amore si manifesta, «love is an angel that comes at dusk», l’amore è un angelo che arriva al crepuscolo. Il film di Vigo è del ‘34, lo stesso anno in cui il giovanissimo regista morì. La cosa strana, per uno springsteeniano, è che se "Because The Night" cantata dalla Smith fa pensare inevitabilmente a «Fuori orario», "Because The Night" cantata da Springsteen fa pensare a molte altre cose. Per chi, come me, ha ricevuto la folgorazione springsteeniana in giovane età (concerto di Zurigo all'Hallenstadion, 11 Aprile 1981, tournée di "The River"), "Because The Night" non è mai stata una canzone «di Patti Smith», ma uno dei tanti pezzi leggendari che in quegli anni Bruce eseguiva solo dal vivo e che aveva incidentalmente regalato alla Smith, esattamente come aveva donato "Fire" alle Pointer Sisters, "The Fever" a Southside Johnny, "Rendezvous" a Greg Kihn e "Light Of Day" addirittura al regista Paul Schrader, per ricompensarlo dell'appropriazione indebita del titolo "Born In The USA" (la canzone sarebbe poi stata eseguita, nel film omonimo, da Joan Jett). Erano quei pezzi che Bruce si ostinava a non incidere, e per trovarli bisognava fare incetta di bootleg, ai tempi in cui il vinile non garantiva nulla sulla qualità audio di queste chicche, spesso incise da cani! Io conservo a mo' di reliquia un bootleg doppio (due dischi in vinile) del suddetto concerto di Zurigo, solo per poterlo mostrare agli amici e dire «io c’ero!»: per il resto, il disco è assolutamente inascoltabile, anche se contiene due cover straordinarie, "Who’ll Stop The Rain" dei CCR e "Rockin’ All Over The World" di John Fogerty, che allora Bruce eseguiva come bis facendola durare il solito quarto d’ora. Cover... magica parola che più tardi Bruce avrebbe immortalato in un titolo forse allusivo, "Cover Me" (un invito rivolto a tutti i musicisti del mondo?). Springsteen è sempre stato qualcosa di più di un cantante: lui e la E Street Band, ai bei tempi, erano un’enciclopedia ambulante del rock’n’roll, e hanno costretto milioni di fans a riandare alle radici di questa musica, a riscoprirne gli autori primari, da Fogerty a Bob Dylan ed ancora più indietro nel tempo... fino a Chuck Berry e Woody Guthrie. Con le covers eseguite da Bruce si potrebbe realizzare un meraviglioso cofanetto nella storia della discografia, perché qualcuno non ci pensa seriamente? Per attribuire la palma del primo posto, sono indeciso fra "Jersey Girl" di Tom Waits che chiude il famoso cofanetto live ufficiale, la strappalacrime "Can’t Help Falling in Love" di Elvis che eseguiva, voce & chitarra, nel tour di "Tunnel of Love" e la suddetta "Who’ll Stop the Rain". Ma poi esiste anche un mondo speculare, quello delle covers springsteeniane eseguite da altri artisti... e qui "Because The Night" occupa un posto a parte. Innazitutto perché non è nemmeno una cover, nel senso che la versione di Patti Smith uscì prima (nel disco "Easter") e la cantante contribuì alla scrittura completando il testo. E però, contemporaneamente, le versioni infuocate che Bruce eseguiva dal vivo la rendevano leggendaria (Bruce l’avrebbe pubblicata solo nel suddetto cofanetto ufficiale, "Live 1975/1985"). Forse, in effetti, si dovrebbe parlare di due canzoni, anche perché il testo è fluttuante, sia Bruce che Patti l’hanno sempre modificato e ne esistono diverse stesure. La canzone di Bruce è una cavalcata rock travolgente in cui, quasi sempre, interviene un assolo di chitarra fra i più belli e articolati che il nostro abbia mai diteggiato. La canzone di Patti è un viaggio al fondo della notte, nel segno dell’amore fisico. Si sa che Bruce stava provando la canzone durante le sessions per "Darkness On The Edge Of Town" e che Patti, al lavoro per "Easter" nello studio accanto, gliela chiese in dono. Entrambi avevano visto giusto: Patti nel chiedere, Bruce nel dare. Springsteen ha scritto molte canzoni d’amore, per lo più romantiche e struggenti: "Because The Night" è una canzone sul sesso come ossessione e dipendenza: quindi, in senso lato, una canzone sulla droga, argomento piuttosto lontano dal mondo poetico di Springsteen e assai più pertinente a quello della Smith. D’altro canto Bruce aveva già, in "Darkness On The Edge Of Town", una canzone simile: quell’incredibile, anomalo capolavoro di 3 minuti che è "Candy’s Room". Si sa quanto sia maniacale, da parte di Bruce, la ricerca di equilibrio nelle scalette dei dischi: è probabile che abbia regalato "Because the Night" alla collega proprio per non avere un doppione. Il risultato è che ne ha creato un altro, e noi fans abbiamo avuto due capolavori al prezzo di uno!

Il Boss è un maestro nello scrivere canzoni e il sottoscritto è un asso nell'arzigogolata pratica del divagare! Ero partito parlando delle cover di Patti e ci ritorno: la sacerdotessa del punk dai 61 annetti portati con fierezza s'inbarca in una nuova avventura. Un album di 12 cover intitolato "Twelwe" che esce in Italia a metà mese, contenente brani di Jimi Hendrix, "Gimme Shelter" dei Rolling Stones, 'Smells Like Teen Spirit" dei Nirvana, Stevie Wonder, Bob Dylan, George Harrison, persino i Tears for Fears di "Everybody Wants To Rule The World"!
Qui di seguito potete scaricare due brani che troverete anche in "Twelve", in questo caso eseguiti a New York nel 2006.

Track 01
"Gimme Shelter" (8.8MB)
Track 02
"Soul Kitchen" (7.9MB)

mercoledì 23 aprile 2008

Free Download: PATTI SMITH - Stoccolma 1976


Storico bootleg della Smith, ironicamente intitolato "I Never Talked To Bob Dylan", registrato a Stoccolma il 3 Ottobre 1976... qualche settimana prima che l'ondata punk si scatenasse completamente con l'uscita del singolo d'esordio dei Sex Pistols "Anarchy In The UK", esattamente il 26 Novembre del medesimo anno.
Lo show è caratterizzato da alcune covers illustri (Van Morrison, Rolling Stones, Velvet Underground) personalizzate dallo stile "lacerato" della Smith, da molti considerata la "poetessa del rock", motivo anche dell'allusione a Dylan nel titolo, al quale ha sempre preferito altri generi di poetiche, più vicine al "maledetto" Arthur Rimbaud (protagonista anche di una bella canzone del Professor Vecchioni... lo so, non c'entra niente ma mi piaceva citarla!).

Track 01
We're Gonna Have A Real Good Time Together [VU/Lou Reed] (3.4MB)
Track 02
Redondo Beach (5.4MB)
Track 03
Free Money (5.2MB)
Track 04
Pale Blue Eyes [VU/Lou Reed] (7.2MB)
Track 05
Ask The Angels (4.6MB)
Track 06
Ain't It Strange (11.4MB)
Track 07
Time Is On My Side (5.6MB)
Track 08
Radio Ethiopia (15.7MB)
Track 09
Gloria: In Excelsis Deo [Van Morrison/Patti Smith] (7.7MB)
Track 10
Land (8.4 MB)

>> Artwork front << >> Artwork back <<

Lineup:
Patti Smith - gtr, vocals
Richard Sohl - keyboards

martedì 5 ottobre 2021

Finalmente un po' di musica live di qualità!


La “sacerdotessa” del rock, icona vivente del punk e di tutto quello che ne è segutito, 40 anni ed oltre di carriera attraverso la musica ma anche la fotografia, la poesia, i romanzi, la pittura e la scultura: PATTI SMITH! Mito rock per tutte le generazioni e, senza dubbio alcuno, tra gli artisti più influenti di sempre, spesso e volentieri citata da illustri colleghi come grande fonte di ispirazione, da Michael Stipe (R.E.M.) a Morrissey e Johnny Marr (The Smiths), da Madonna agli U2 a molti altri, al punto da presenziare alla cerimonia del Nobel per la letteratura al posto di quel "simpaticone" di Bob Dylan, per suo preciso desiderio.

La Smith si esibirà domenica 10 ottobre a Roma presso La Nuvola (la struttura creata dall'archistar Massimiliano Fuxas in Viale Asia, 40-44) accompagnata sul palco da TONY SHANAHAN (basso e tastiere), JACKSON SMITH (chitarra) e la figlia JESSE PARIS SMITH (piano).

La prevendite qui: https://www.ticketone.it/artist/patti-smith/


martedì 19 novembre 2019

Dottoressa Smith


L'Università di Padova conferirà a Patti Smith la Laurea Honoris Causa in Lingue e Letterature Europee e Americane. La cerimonia di consegna della Laurea si terrà lunedì 28 novembre 2019 alle ore 17:00 nell’Aula Magna di Palazzo Bo a Padova (via VIII Febbraio, 2). Si legge nelle motivazioni del Dipartimento di Studi linguistici e letterari dell’Università di Padova. Per Patti la parola è dialogo fra arte e società, sospesa fra il sussurro religioso e l’urlo disperato. Dagli esordi come autrice di poesie recitate e di happening punk fino alle successive sperimentazioni nel rock alternativo, Patti Smith ha esplorato le virtù espressive della parola in ogni sua forma: recitata, cantata, urlata, sputata, sognata, sussurrata. Nei suoi testi riscontriamo inoltre l’ispirazione che le proviene anche dalle grandi letterature europee e americane fra modernità e contemporaneità. Patti disse che per lei Rimbaud era come un fidanzato"

martedì 17 gennaio 2012

Sanremo 2012: la redenzione del punk


La lunga attesa è finita! Nel corso dell'ultima puntata di Domenica In, Gianni Morandi ha ufficializzato tutti i nomi dei partecipanti alla 62^ edizione del festival di Sanremo. Il conduttore promette scintille ma, scorrendo la lista, c'è ben poco da stare allegri: Pierdavide Carone, Noemi, Matia Bazar, Francesco Renga, Dolcenera, Arisa, Emma Marrone, Gigi D'Alessio, Loredana Bertè, Nina Zilli, Irene Fornaciari... sarebbero queste le scintille?!? Samuele Bersani, Eugenio Finardi, i Marlene Kunz e Chiara Civello sono - a mio giudizio - i nomi che potrebbero (e sottolineo... potrebbero) provocarmi qualche brivido, staremo a vedere. La cosa davvero sorprendente - e per certi versi tragicomica - è purtroppo un'altra: la lista degli ospiti stranieri che duetteranno con i big made in Italy: 

Nina Zilli - “Per Sempre”/ “Never Never Never” (”Grande Grande Grande”) con Skye
Samuele Bersani - “Un Pallone”/ “My Sweet Romagna” con Goran Bregovic
Dolcenera - “Ci Vediamo A Casa”/ “My Life Is Mine” (”Vita Spericolata”) con Professor Green
Pierdavide Carone e Lucio Dalla - “Nanì”/ “Anema E Core” con Mads Langer
Irene Fornaciari - “Il Mio Grande Mistero”/ “I Who Have Nothing” con Bryan May
Emma - “Non E’ L’Inferno”/ “If Paradise Is Half As Nice” (”Il Paradiso”) con Gary Go
Matia Bazar - “Sei Tu”/ “Speak Softly Love” con Al Jarreau
Noemi - “Sono Solo Parole” / “To Feel In Love” (”Amarasi Un Pò”) con Sarah Jane Morris
Francesco Renga - “La Tua Bellezza” / “El Mundo” (”Il Mondo”) con Sergio Dalma
Arisa - “La Notte” / “Que Serà” con Josè Feliciano
Chiara Civello - “Al Posto Del Mondo” / “You Don’t Have To Say You Love” (”Io Che Non Vivo Senza te”) con Shaggy
Gigi D’Alessio e Loredana Bertè - “Respirare” / “Auf Der Wel” (”Piccolo Uomo”) con Nina Hagen
Eugenio Finardi - “E Tu lo Chiami Dio” / “Surrender” (”Torna a Surriento”) con Noa
Marlene Kuntz - “Canzone Per un Figlio” / “The World Became The World” (”Impressioni di Settembre”) con Patti Smith

Alcune considerazioni "a caldo":
1) Josè Feliciano canta "Que Serà": che fantasia...
2) Patti Smith coi Marlene Kunz che cantano "Impressioni di Settembre" e Nina Hagen in trio con Gigi D'Alessio e Loredana Bertè impegnata in "Piccolo Uomo" della mai troppo compianta Mia Martini: qui siamo nel trash più puro, roba da far letteralmente impallidire il peggior Alvaro Vitali!!!
3) Brian May, uno dei chitarristi dal sound più personale della storia del rock... al servizio della figlia del finto Re del Blues: che amarezza...
4) Sanremo 2012 mette un apietra (tombale) su una parte importante della storia del punk, ridicolizzando due sue fondamentali icone: la Smith e la Hagen, ormai definitivamente convertitesi ad una vita morigerata e in timore di Dio...
5) Mi posso fermare qui, riuscendo ancora (ma per poco) a domare i conati di vomito o devo andare avanti?!? Ho deciso: mi fermo e lascio spazio ad un'illuminante post di Enzo Iachetti direttamente dal suo Facebook, necessaria "benzina" per alimentare il fuoco pre-sanremese, altrimenti davvero flebile:

“Caro Gianni Morandi, sei proprio un ignorante di musica dei giorni nostri, sei rimasto alla Fisarmonica e adesso sei il capo delle giurie che scelgono i giovani per Sanremo. Avete fatto tu e la Rai questa porcata di Sanremo Social, per dare una possibilità agli ascoltatori del web (che stanno diventando fondamentali per il futuro della musica) di esprimersi con un voto verso le canzoni preferite. Bene, le canzoni più votate dal web non sono state prese. Bella presa per il culo, non pensi? Non credi che facendo così non fai che alimentare il sospetto che sia già tutto stabilito? Siete schiavi delle majors della discografia. Perché non lo ammetti? E’ già tutto stabilito e voi prendete per il culo centinaia di ragazzi che scrivono molto meglio della vostra musica da buttare. In migliaia hanno speso soldi per farsi i videoclip, per iscriversi alle accademie, arrivi tu e prendi i più scarsi. Morandi, ma vattene a fanculo va. Il tuo ex amico Enzo Iacchetti“.

venerdì 15 novembre 2019

PATTI SMITH in "Art and Love" GRATIS a Milano


In occasione della nona edizione di Prima Diffusa, la rassegna di eventi in programma a Milano, quest’anno dedicati alla Tosca di Giacomo Puccini, un nuovo appuntamento si aggiunge ai già annunciati concerti italiani di Patti Smith, la "sacerdotessa". La cantautrice americana presenta "Art and Love" insieme a Tony Shanahan (basso) e Jesse Paris (sua figlia, al pianoforte).  Domenica 1 dicembre presso le Ex Officine Ansaldo in via Bergognone 34 alle 18:00 (apertura porte ore 17.00). L'evento sarà ad ingresso gratuito previa registrazione su www.yesmilano.it/primadiffusa 

Per questa occasione speciale la Smith presenterà i suoi brani più famosi, oltre a suggestioni inerenti all’opera lirica ed alla vita dedicata all’arte ed all’amore. La performance avrà luogo nell’esclusiva cornice delle ex Officine Ansaldo, un tempo stabilimento elettromeccanico ed oggi sede dei prestigiosi Laboratori del Teatro alla Scala, dove Edison, partner di Prima Diffusa, ha realizzato un significativo intervento di efficientamento energetico. Il fabbisogno energetico della performance artistica sarà interamente compensato con fonti rinnovabili. 

Info: www.internationalmusic.it - 059 644688 

giovedì 26 luglio 2012

Questo pazzo mondo del rock'n'roll



Due icone straordinarie, due figli dell’America ribelle, due personaggi legati anche dalla condivisione di un brano straordinario come “Because The Night”. Stiamo parlando di Bruce “The Boss” Springsteen e Patti Smith.
Il primo, a dispetto della sua immagine energica e positiva, la stessa che straordinariamente caratterizza i suoi show dal vivo, nasconde una lunga lotta contro la depressione. Lo racconta, con la consueta abilità affabulatoria, in un’intervista al The New Yorker: “In un certo momento della mia vita sono stato stato dominato dalla paura, dal disgusto e dall’odio verso me stesso. I miei problemi non erano banali come la droga, erano diversi, più subdoli”. Il suo amico e biografo Dave Marsh ha spiegato che il Boss ebbe delle tendenze suicide nel 1982, dopo l’improvviso successo: ”Si ritrovò al top in un colpo solo, dal nulla, con persone accanto che gli baciavano il sedere tutto il giorno. E’ in momenti come quelli che ci si domanda cosa si vuole veramente”. Uno psicoterapeuta – in seguito – l’ha aiutato a combattere il malessere interno e ad allontanare i pensieri più pericolosi. A guardarlo oggi, splendido 62enne all’apice del suo Wrecking Ball tour che sta trionfando in ogni angolo del pianeta, si fa davvero fatica a credere che abbia sofferto di depressione.
Patti Smith, la ex sacerdotessa del punk folgorata sulla via di Damasco, recentemente a Perugia per partecipare al festival Rockin’ Umbria, ha visitato ad Assisi la tomba di San Francesco e ha pranzato con la comunità francescana. Durante la sua visita alla Basilica ed al sacro convento, ha trovato il modo per trasformarsi in estemporanea restauratrice. Essendo una pittrice,  il capo dei restauratori, Sergio Fusetti, le ha affidato il pennello e le ha permesso di restaurare di sua mano una piccola (pochi centimetri…) porzione di cielo, assicurandole che quel tratto resterà e non sarà cancellato. Lei si è affrettata a commentare: “Scusami Giotto… ma l’ho fatto con tanto amore”. 
Nell’intervista che è seguita all’inedita performance pittorica, l’artista americana ha parlato anche dell’ intolleranza e delle persecuzioni che le comunità cristiane subiscono nel mondo: “Come essere umano, come cristiana  provo orrore nei confronti delle persecuzioni e di ogni forma di intolleranza religiosa, indipendentemente dalla razza o dalla religione professata. Ogni essere umano è stato un bambino: mi chiedo, è possibile fare del male a un bambino? Trovo terribile qualunque forma di violenza contro l’ umanità, che si tratti di una enorme atrocità o semplicemente dell’ eliminazione di una singola vita. La vita è il bene più prezioso“.

giovedì 22 dicembre 2011

Free Download: V.A. - Upon This Night... Christmas Collection 2005


Avete mai sentito cantare "White Christmas" da quella punkettone di Patti Smith o John Hiatt interpretare con passione il classico natalizio di John Lennon "Happy Xmas (War Is Over)?!? Con Sonar è possibile... basta scaricare le tracce qui sotto: BUON NATALE ROCK A TUTTI/E!

Track 01 Graham Parker - New Years Revolution (Idiots Delight FM 12/18/94) (5.0MB)
Track 02 Marshall Crenshaw - Felice Navidad (studio 1986?) (2.0MB)
Track 03 Sam Phillips - It came Upon A Midnight Clear (12/91 FM) (2.9MB)
Track 04 John Hiatt - Happy Xmas (War is Over) (Lobos Xmas special FM 11/24/92) (4.9MB)
Track 05 Dave Alvin - I'll be Home For Christmas (Lobos Xmas Special FM) (3.6MB)
Track 06 Syd Straw/Rickkie Lee Jones - O Holy Night (Lobos Xmas Special) (2.5MB)
Track 07 Tom Waits - Silent Night (intro to Xmas Card from a Hooker) (Austin City Limits 1979?) (992k)
Track 08 Patti Smith - White Christmas (studio 1978?) (1.9MB)
Track 09 Del Lords - Merry Christmas Baby (studio 1986) (3.6MB)
Track 10 Elton John - Rudolph the Red Nosed Reindeer (H Odeon 12/22/73 FM) (1.6MB)
Track 11 Wings - Wonderful Christmastime (Scotland sb 12/17/79) (5.6MB)
Track 12 Don Dixon - I Saw Three Ships (Birchmere FM 12/95) (4.9MB)
Track 13 Wondermints - Santa's Beard (studio 1986) (2.8MB)
Track 14 Los Lobos - This Time of the Year (studio 1993?) (4.9MB)
Track 15 Marti Jones - Jingle Bell Rock (Birchmere FM 12/95) (3.0MB)
Track 16 Shawn Colvin - Christmas Time Is Here (FM 1998) (3.4MB)
Track 17 dB's - Holiday Spirit (audie, 12/18/85 Folk City, NYC) (2.6MB)
Track 18 Pursuit of Happiness - Santa Claus is Back in Town (2.5MB)
Track 19 Chris Stamey - Christmas Time (Idiot's Delight FM 12/5/93) (6.3MB)
Track 20 Faces (Rod & Ian) - Away in a Manger (BBC 1970) (1.7MB)

domenica 30 dicembre 2007

Gli "illustri nati" di oggi, 30 Dicembre

Nel 1946 nasce Patti Smith, soprannominata "la sacerdotessa del rock". Ha definito la sua musica in maniera estremanete concisa ed efficace: "Tre accordi rock mescolati con il potere delle parole".
A dire la verità... c’è dibattito sulla reale data di nascita di Patti (qualcuno - come me - dice il 30, qualcuno dice il 31 Dicembre, forse per aggiungere enfasi all’evento). Non c’è invece diatriba sul reale valore della poetessa maledetta del rock, arrivata a New York City all’inizio degli anni Settanta per leggere le proprie poesie scandalose, in seguito maturata su quella strada che l’avrebbe vista tra coloro che preparavano la strada all’avvento della rivoluzione punk.
Volendo inserire in questo post qualche sua canzone che amo (sono tante...), dopo una difficile cernita ho scelto "Frederick" (dedicata al marito Fred "Sonic" Smith, chitarrista degli MC5, morto per infarto nel 1994) e "Gloria", canzone della Smith basata sul ritornello (il famosissimo "G-L-O-R-I-A"...) di un brano di Van Morrison ma con testo reinventato per il nascente movimento punk rock:

Nel 1969 nasce Jay Kay, leader dei Jamiroquai, appassionato di buffi copricapi e di macchine veloci.

Nel 1972 nasce Vanessa Paradis, esplosa giovanissima con l'hit "Joe Le Taxi". Attrice, oltre che cantante, ha dato all'attore Johnny Depp la figlia Lily-Rose Melody Depp e il figlio John Christopher "Jack" Depp III.

venerdì 17 febbraio 2012

Impressioni di Sanremo


Cito volentieri un post del blog di Serena Scuderi, una mia amica di Facebook che, battendomi sul tempo, ripropone il video del momento sanremese più emozionante di ieri sera, quella "Impressioni di Settembre" offerta dai Marlene Kuntz e Patti Smith! La Smith, persona splendida che ho avuto l'onore di conoscere qualche anno fa, ha regalato brividi a noi vecchi amanti del prog ma credo anche a tutto il pubblico, magari a digiuno delle grandi cose incise dalla Premiata in passato. Sorvolando sullo strafalcione dell'Ivanka Sbilenka (Ennio Morricione...), vedere Patti di nero vestita scendere la scalinata a braccetto con Godano, con quel celebre sottofondo tratto dal film-capolavoro "Giù la testa"... me l'ha fatta sembrare un personaggio perfetto per quelle scene delle quali Sergio Leone era incontrastato maestro. E a seguire, un'altrettanto emozionante "Because the night" (originariamente contenuta in "Easter", disco di straordinaria intensità) ci ha ripagati, in pochi minuti, di ore ed ore di noia pura, delle micro-interviste ad minchiam di Morandi, delle canzonacce in gara, dei finti involontari ooops di Belen, delle idiozie di Celentano e simili.

giovedì 17 maggio 2012

PATTI SMITH - Banga (Sony)



Dalla “zia” Patti – ormai – ti devi aspettare davvero di tutto: che vada come ospite ad uno show televisivo condotto da Adriano Celentato (il “Re degli ignoranti”), che duetti coi Marlene Kuntz sullo scomodo palco di Sanremo, che dedichi addirittura una ballata alla buonanima di Amy Winehouse (This Is The Girl), contenuta in questo nuovo album, l’undicesimo in carriera. Effetti più o meno nefasti, a seconda dei gusti, della sua recente conversione al cattolicesimo o, più semplicemente, la costante maturazione di un’artista che, dopo essere stata definita per anni la “poetessa del punk”, desidera volare più in alto, liberandosi da ogni tipo di cliché?!? Inciso agli Electric Lady Studios di New York, prodotto dalla Smith in compagnia dello storico collaboratore Lenny Kaye, il disco vede la partecipazione speciale della figlia Jesse Paris e del sonic reducer Tom Verlaine.
La sua maestria nel raccontare storie tra le più diverse è più che mai evidente, attraverso brani sui sulle quali aleggia uno spirito di curiosa esplorazione, con dediche più o meno precise al nostro paese, dove vengono citati addirittura San Francesco, Amerigo Vespucci e Piero della Francesca!!! Ve lo sareste mai aspettato da una ragazzina che, nel 1976… pisciava nel fiume?!?

mercoledì 31 agosto 2011

Chi l'avrbbe mai detto...


Quella vecchia pazza di Patti Smith riceve dalle regali mani del Re di Svezia il prestigioso premio "Polar Music Prize 2011" durante una cerimonia svoltasi alla Stockholm Concert Hall il 30 agosto scorso (qui il video dell'official announcement). La Patti è stata premiata insieme al Kronos String Quartet per il loro prezioso contributo alla musica. Sono definitivamente tramontati i tempi della provocazione punk, ora frequenta la nobiltà...

giovedì 4 giugno 2020

La nuova playlist del Boss



In occasione del quinto appuntamento della sua trasmissione radiofonica, il Boss - in collegamento dalla sua casa in New Jersey - è tornato a calarsi nel ruolo di DJ e, a margine dell’ultima puntata di “Bruce Springsteen: From his home to yours”, ha rivolto un pensiero a George Floyd, l’afroamericano che ha perso la vita lo scorso 25 maggio a Minneaopolis. Bruce, nel presentare una nuova playlist, ha dedicato due sue canzoni, “American Skin (41 Shots)” e “Murder Incorporated”, alla memoria del 46enne deceduto dopo essere stato arrestato e bloccato a terra da un poliziotto. "Otto minuti. Questa canzone è lunga quasi otto minuti", ha detto Springsteen presentando "American Skin (41 shorts)" e ha aggiunto: "Ecco quanto ci ha messo George Floyd a morire con il ginocchio di un ufficiale di Minneapolis premuto sul collo. È parecchio tempo. Ecco quanto a lungo ha implorato aiuto e ha detto che non riusciva a respirare. La risposta dell'ufficiale arrestante non è stata altro che silenzio e peso. Poi non aveva più battito. Possa riposare in pace". 


La nuova selezione musicale di Bruce Springsteen (la trovi qui) include, tra le altre, “This is America” di Childish Gambino, “People Have the Power” di Patti Smith, “Strange Fruit” di Billie Holiday e due brani di Bob Dylan. Del cantautore di Duluth - che, insieme allo stesso Springsteen, è sempre stato presentato in ogni appuntamento radiofonico del rocker andato in onda fino ad oggi - il Boss  ha scelto di includere “Political World”, “Blind Willie McTell” e “Murder Most Foul”, uscita lo scorso 27 marzo.

giovedì 1 dicembre 2011

Un disco che adoro


Che gran disco... il live di Lou Reed che preferisco: sporco, strafottente, irriverente. Un disco ufficiale che suona come un prezioso bootleg! Pubblicato nel 1978, in pieno fermento punk, rappresenta il terzo disco dal vivo nella discografia del "lurido" (come lo chiamava il titolare di Bigi, un negozio di dischi milanese che frequentavo anni fa e che, come molti, non c'è più...). Nonostante si tratti delle registrazioni dei concerti che Reed tenne al Botton Line New York nel 1978, l'album è quanto di più lontano da una tradizionale esecuzione live: quasi tutte le canzoni non vengono cantate ma parlate e continuamente interrotte da un flusso continuo di parole, nel quale si spara a zero sul pubblico, sulla stampa musicale e su alcuni colleghi musicisti. Una specie di ironico e fluttuante blues metropolitano che, meglio del peggior Dylan, stravolge completamente i suoi pezzi più celebri, a tratti davvero irriconoscibili. Cinico e rabbioso, Reed prende in giro Patti Smith ("Fanculo Radio Ethiopia, amico, io sono Radio Brooklyn!"), l'attivismo politico ("mi ci pulisco il culo!"), la noia di dover suonare sempre le sue canzoni più famose ("Non è che non voglia suonare le vostre preferite, è che ci sono così tante favorite tra cui scegliere") e i critici musicali ("...immaginate cosa voglia dire aver lavorato per un fottuto anno intero sul vostro disco, per poi vedersi dare una B+ da uno stronzetto del Village Voice?"). Solo occasionalmente Reed arresta lo sproloquio per suonare una canzone per intero (come nel caso di Pale Blue Eyes e Coney Island Baby), divertendosi ad interrompere a metà una lunghissima Walk on the Wild Side, indispettendo non poco il pubblico presente. Però quando suona per davvero... che emozione: se non lo possedete... correte a comprarlo!!!
Un paio di curiosità: il disegno in copertina, che rappresenta una sorta di punk in giubbotto di pelle con calze a rete e reggicalze, circondato dalla spazzatura e ritratto davanti ad un muro di mattoni con scritto a vernice il titolo dell'album, è opera del disegnatore Brent Bailer che copiò l'idea di base dell'artista underground spagnolo Nazario. Lou Reed volle utilizzare il disegno senza chiedere il permesso dell'autore originale, e per questo chiese a Bailer di disegnare un'illustrazione uguale per il suo LP. Nazario intentò causa legale a Lou Reed per il copyright dell'immagine, e conseguentemente la copertina del disco in Spagna venne sostituita con una foto di Lou Reed in concerto nel suo periodo da biondo.
La seconda curiosità riguarda l'origine del titolo dell'album. E' lo stesso Reed a raccontare che, durante un concerto dell'epoca in un piccolo albergo in Quebec, un tizio del pubblico, probabilmente in stato di alterazione alcolica, si rivolse alla band urlando: "Take no prisoners Lou!" ("Niente prigionieri Lou!") e subito dopo iniziò a sbattere violentemente e ripetutamente la testa sul tavolo. Colpito dallo strano personaggio, Reed decise di utilizzare la frase del tizio come titolo del disco. Episodio che mi fa tornare in mente una splendida scena di "Hannah e le sue sorelle" di Woody Allen (esattamente al minuto 1:28 di questo video recuperato su YouTube):

giovedì 30 aprile 2020

Primo maggio... su, coraggio!


Domani 1 maggio, dalle ore 20.00 alle 24.00, in diretta sulla "casa storica del concertone" Rai3 (e in contemporanea su Rai Radio2), ci aspetta un’edizione straordinaria del Concerto del Primo Maggio di Roma. “Il lavoro in Sicurezza: per Costruire il Futuro”: questo il titolo che CGIL, CISL e UIL hanno scelto per la manifestazione che, in seguito al protrarsi dell’emergenza COVID-19, muta il suo format mantenendo intatta la volontà di trattare i temi fondamentali del lavoro che, quest’anno più di sempre, riguardano la vita e il futuro di milioni di italiani e la consueta ricchezza musicale e narrativa. Nel corso del programma, in diretta dal Teatro delle Vittorie, che sarà condotto per il terzo anno di seguito da Ambra Angiolini (e già qui mi chiedo per l'ennesima volta il perchè di questa ex robottino teelecomandato da Gianni Boncompagni, elevatosi poi a testimonial radical-chic sinistroide...), si parlerà anche del lavoro del futuro (quale?!?), della necessità di ripartire salvaguardando come bene primario la salute, la sicurezza di tutti i cittadini e di tutti i lavoratori. 

Veniamo alle "dolenti note", fortunatamente con qualche eccezione: durante la serata si alterneranno i contributi di GIANNA NANNINI, PATTI SMITH (assurta ormai al triste ruolo di "vecchia zia" un po' rincoglionita), VASCO ROSSI, ZUCCHERO, AIELLO (non so chi sia e non lo voglio sapere), ALEX BRITTI, BUGO e NICOLA SAVINO (sperando che Savino non lo sfanculi in diretta, anche se lui ormai c'è abituato), CRISTIANO GODANO dei MARLENE KUNTZ, DARDUST, EDOARDO e EUGENIO BENNATO (reunion familiare), ERMAL META, FABRIZIO MORO, FASMA, FRANCESCA MICHIELIN, FRANCESCO GABBANI, FULMINACCI (forse parente di... Antonacci?!?), IRENE GRANDI, LE VIBRAZIONI, LEO GASSMANN, LO STATO SOCIALE, MARGHERITA VICARIO, NICCOLÒ FABI, NOEMI, ORCHESTRA ACCADEMIA di SANTA CECILIA, PAOLA TURCI, ROCCO PAPALEO e TOSCA

Per rendere al massimo la qualità delle performance artistiche, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza previste dell’emergenza sanitaria, i live vengono realizzati principalmente presso la sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma (dove è installato l’Auditorium Stage Primo Maggio 2020) oltre che in altre location sparse per l’Italia e prescelte direttamente dagli artisti. Si uniranno all’evento anche i quattro vincitori di “PRIMO MAGGIO NEXT”, il contest dedicato ai nuovi artisti: la cantautrice ELLYNORA di Roma con il suo brano “Zingara”, la cantautrice LAMINE di Roma con “Non è tardi“, il cantautore MATTEO ALIENO di Roma con “Non mi ricordo” e il cantautore NERVI di Firenze con “Sapessi che cos’ho”. A risentirci per tirare le somme...

giovedì 19 luglio 2012

SUONO # 466 - Luglio 2012


Un po' immodestamente... partiamo con le mie recensioni (a pag. 118, 120 e 121) della nuova follia di Mike Patton, dell'eccellente disco solista di Paul Buchanan (ve li ricordate i bravissimi Blue Nile? Nella critica cito un divertente aneddoto che li coinvolge insieme a Robert Englund!) e dei nuovi Beach Boys e Guided By Voices. Tutto il resto è molto meglio, credetemi!
Il Boss in copertina, reduce dalle trionfanti date italiane, lo ritroviamo anche a pag. 20 in un lungo articolo a più mani. Lo leggi tutto, giri pagina e chi ti trovi? L'adorabile (davvero?!?) John Lydon, alla guida di una rinnovata versione dei suoi PiL, maturo, disponibile, a tratti filosofico: "Non sono di certo un illuminato, ma nemmeno il coglione che tutti pensavano che fossi". E ancora... una Kate Bush sonoramente analizzata da un Paolo Perilli estremamente tecnico, i demo dell'album "Scoop" di Pete Townshend sui quali Eleonora Bagarotti dimostra tutto l'amore nei confronti del nasuto genio chitarrista, Guido Bellachioma che parla di Tommy Emmanuel e del suo trascinante virtuosismo a sei corde mentre Luca Garrò si occupa di "Banga", l'ultimo album di Patti Smith, tra qualche giorno ospite del Festival di Villa Arconati in quel di Bollate. Paolo Vites ci stimola all'acquisto di "Big Moon Ritual" dei CRB (sigla sotto la quale si cela Chris Robinson, ex Black Crowes). Lascio a tutti gli audiofili il gusto della sorpresa sui prodotti recensiti in questo numero, segnalo solo un interessante, pratico servizio su alcuni impianti "compatti" che permettono l'integrazione con l'iPod. Stefano Gilardino con  "The Cherry Thing" di Neneh Cherry (disco del mese, giudizio sul quale concordo in pieno) apre la ricca sezione delle recensioni... dove trovate - modestamente - anche le mie! Per tutto il resto (e credetemi, c'è ancora tantissima robetta molto interessante)... andate in edicola! Dopo l'ottimo primo numero della nuova conduzione Stèfani... il meglio deve ancora venire!!!

mercoledì 22 marzo 2023

Rocco vs Bob: io sto con Rocco!


Sto seguendo con grande divertimento la querelle inescata da un post di Rocco Tanica (degli Elio E Le Storie Tese) , in merito al divieto - imposto da Bob Dylan - dell'utilizzo degli smartphone durante i suoi prossimi concerti italiani, definiti come un aggeggio di Satana! Il menestrello di Duluth si pone, quindi, in netta contrapposizione con la cosiddetta "generazione Z": niente foto o video. Una scelta che può sembrare sensata e ragionevole… certo, se sei Beethoven. Ma Mister Zimmermann dovrebbe parlare alle nuove generazioni (che usano i telefoni come vera e propria estensione del loro braccio) e non essere il prete in Chiesa che ti intima di abbassare la suoneria. Quei giovani che rappresentarono la sua fortuna ai tempi, "scaldati" dalla spinta rivoluzionaria delle tue canzoni. Gli stessi ai quali dovrebbe parlare oggi - Dio sa quanto ce ne sarebbe bisogno - ma che non sono in grado di permettersi il biglietto di un suo concerto.

Non è mai stato "Mister Simpatia"...

Già ai tempi dell'assegnazione del premio Nobel, Bob si fece desiderare. Per fortuna, in quella occasione ci fu Patti Smith a cantare la sua A hard rain's a-gonna fall. Vogliamo poi parlare del suo libro in edizione limitata sulla filosofia della canzone, venduto a 600 dollari a copia, solo perché autografato?!? Salvo poi scoprire che la firma non era di suo pungo ma stampata! Un artista grandissimo, di straordinario valore musicale e sociale ma antipatico, sul palco e fuori.

Il vergognoso gabello dei 5 euro

La scelta di vietare i telefonini è assolutamente priva di qualsiasi significato tecnico. Se il problema sono i contenuti digitali che finiranno liberamente in rete... credo che Dylan possa permettersi di perdere pure qualche centesimo, visto la montagna di soldi guadagnati in carriera. In compenso... per tenere in custodia i telefoni ai suoi concerti ogni spettatore dovrà pagare 5 euro per il servizio. Non era lui che cantava All the money you make will never buy back your soul?!?

La condivisione di un'esperienza

Io trovo che portarsi a casa un ricordo di un'esperienza come quella di un concerto di un'icona come lui, debba contemplare anche il diritto di realizzare un personale ricordo materiale, da postare magari su Facebook o in una story di Instagram. Le belle esperienze non vanno solo ostentate ma si possono condividere con piacere per accrescerne il senso, per renderle comuni, per poterne parlare ed essere capiti. È come andare a visitare una città e non scattare delle foto; io non lo faccio mai! Perchè mai Dylan deve imporre al pubblico pagante come vivere intimamente il momento di un suo concerto? Considerando anche il fatto che - battuta di Tanica a parte - la versione live odierna del Nostro può generare fastidiosissimi effetti collaterali...


martedì 9 marzo 2021

Gli "illustri nati" di oggi, 9 marzo


The one and only JOHN CALE (Carmarthenshire, 1942)! C'è bisogno che specifichi che è stato un membro dei Velvet Undeground, da lui fondati insieme a Lou Reed, grande autore di misconosciute colonne sonore per film e responsabile di alcuni dischi solisti da antologia?!? Stimato produttore, ha lavorato con Nico, The Stooges, Patti Smith, Nick Drake e Jonathan Richman. Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico dal 2010, oltre che io personale grande amore artistico!

   

Gli altri festeggiati sono il chitarrista ROBIN TROWER (Catford, 1945) chitarrista, cantante e compositore noto soprattutto per essere stato membro dei Procol Harum; uno dei più grandi suonatori di tabla, l'indiano ZAKIR HUSSAIN (Bombay, 1951), del quale ho assistito ad una performance a Varanasi (e dove sennò); JOHNNY KELLY (Brooklyn, 1968), batterista che ha militato nei Type O Negative, band gothic metal capitanata da Peter Steele; SHANNON LETO (Bossier City, 1970), batterista e membro fondatore degli americani Thirty Seconds to Mars.

martedì 19 marzo 2013

Le incisioni musicali di Stephen Alcorn



Si inaugura, presso la Wall Of Sound Gallery di Cuneo, "Cantabile Compagnia", una mostra di opere dell'illustratore e incisore americano Stephen Alcorn
La galleria piemontese Wall Of Sound Gallery di Cuneo, questa volta fa uno strappo alla regola: non presenta foto ma bensì incisioni (il tema però è sempre quello: la musica) realizzate da Stephen Alcorn, artista e musicista, grande appassionato di Fabrizio De Andrè al quale ha dedicato più di un lavoro (infatti, nell’esposizione troverete una decina di tavole a lui dedicate).
 Spiega lo stesso Alcorn: “Quelli di Fabrizio fanno parte di una serie di ritratti di vari musicisti contemporanei che ho cominciato a creare due anni fa. Avevo il desiderio di rappresentare personaggi che hanno contribuito alla formazione culturale della mia epoca e della mia generazione. Mia moglie Sabina e io ci siamo sempre considerati fortunati di essere cresciuti sotto le ali di talenti come Dylan e De Andrè da un lato, e dei Beatles e dei Rolling Stones dall’altro. Così lavorando sulla base dei ricordi e attingendo ai recessi della mente ho iniziato a dar forma concreta alle rappresentazioni dei nostri eroi musicali fornite dalla fantasia. Ne è risultata una serie, in costante evoluzione, di vere e proprie icone musicali; un percorso sperimentale unico nella tecnica dell’incisione linoleografica. Mi sembra particolarmente appropriato che l’infinita varietà della musica moderna abbia trovato riscontro in una incessante sperimentazione nel modo di rappresentare gli artisti che questa tecnica consente”. In un sorprendente e fantasioso, trasfigurante mix, si ritrovano le grandi leggende del rock accanto a piccoli nomi di culto e grandi jazzisti: Joan Baez, Björk, David Bowie, James Brown, Jeff Buckley, Johnny Cash, Ray Charles, Eric Clapton, Kurt Cobain, Miles Davis, Ani Di Franco, Bob Marley, Elvis Presley, Nina Simone, Patti Smith, Bruce Springsteen, Pete Townshend, Stevie Ray Vaughan e Frank Zappa.





giovedì 2 agosto 2012

Peggio di così...


E' proprio vero che il trascorrere del tempo ammorbidisce i giovanili furori... basta guardare questa foto di Patti Smith in religioso silenzio davanti alla statuetta della Madonna: HOLY SHIT!!! Se ci aggiungiamo che quella vecchia pellaccia di Bob Dylan, parlando del nuovo "Tempest", rivela che il disco contiene un'ospitata di Leonardo Di Caprio (sì, l'attore...)... possiamo ritenerci davvero al capolinea di quel genere musicale che un tempo chiamavamo rock. "Sì, Leo - ha detto Dylan in un'intervista - Non credo che la canzone sarebbe la stessa senza di lui". Dopo questa colossale cazzata... tutto è davvero possibile, anche che nel prossimo disco di Paul McCartney canti David Beckham!