
Disc 1
Disc 2
* instrumental (without Dylan)
The 1978 World Tour Band:


Bob Dylan ha venduto a Universal Music i diritti del suo catalogo in un accordo che copre l'intera carriera del 79enne Premio Nobel, dai primi brani dell'inizio degli anni '60 all'ultimo album "Rough and Rowdy Ways" composto durante la pandemia. Secondo il New York Times, Universal Music avrebbe pagato oltre 300 milioni di dollari per quello che è stato definito il "Santo Graal" del rock: oltre 600 canzoni da "Blowin' in the Wind" del 1962 a "I Contain Moltitudes" del 2020 - pari per influenza e valore al catalogo dei Beatles.
Il catalogo include testi e spartiti (non le registrazioni) di brani iconici come "The Times They Are A-Changin'", "Forever Young" e "Like a Rolling Stone", più alcune canzoni scritte da Dylan con altri musicisti e solo uno, "The Weight" di Robbie Robertson registrato con la Band, di cui il Premio Nobel per la letteratura non è l'autore ma di cui detiene ancora i diritti. Le canzoni di Dylan sono state registrate da innumerevoli artisti in decine di paesi (si contano circa 6000 cover) tra cui Jimi Hendrix, i miei "odiatissimi" Guns N' Roses (in molti pensano che "Knockin' on Heaven's Door" l'abbianos critta loro...), Stevie Wonder, Adele fino a Luigi Tenco e i Kings in "la risposta è caduta nel vento", versione italiana di "Blowin' in the Wind". L'accordo riguarda naturalmente il passato - non eventuali nuove canzoni che il musicista dovesse realizzare in futuro - e tutte le royalties che ne derivano ogni volta che un brano viene venduto, trasmesso in streaming o alla radio, usato nella colonna sonora di un film o di uno spot pubblicitario.
Il mercato dei copyright musicali, in boom nell'ultimo paio di anni, non ha affatto sofferto per la pandemia mentre la prospettiva di un giro di vite fiscale da parte della nuova amministrazione Biden ha accelerato le transazioni: dopo l'ingresso del mercato della finanziaria londinese Hipgnosis che dà agli investitori la possibilità di guadagnare sulle royalties generate da artisti come Blondie e Beyoncé, nelle ultime settimane artisti come Calvin Harris e i Killers hanno venduto i loro cataloghi a società di investimento, mentre la ex Fleetwood Mac, Stevie Nicks, ha ceduto per cento milioni di dollari una quota di maggioranza sulle sue canzoni alla casa editrice indipendente Primary Wave Music.
Comunque sia, se fossi il figlio Jacob Dylan - peraltro piuttosto insignificante dal punto di vista artistico - dormirei sonni tranquilli...


Già ai tempi dell'assegnazione del premio Nobel, Bob si fece desiderare. Per fortuna, in quella occasione ci fu Patti Smith a cantare la sua A hard rain's a-gonna fall. Vogliamo poi parlare del suo libro in edizione limitata sulla filosofia della canzone, venduto a 600 dollari a copia, solo perché autografato?!? Salvo poi scoprire che la firma non era di suo pungo ma stampata! Un artista grandissimo, di straordinario valore musicale e sociale ma antipatico, sul palco e fuori.
La scelta di vietare i telefonini è assolutamente priva di qualsiasi significato tecnico. Se il problema sono i contenuti digitali che finiranno liberamente in rete... credo che Dylan possa permettersi di perdere pure qualche centesimo, visto la montagna di soldi guadagnati in carriera. In compenso... per tenere in custodia i telefoni ai suoi concerti ogni spettatore dovrà pagare 5 euro per il servizio. Non era lui che cantava All the money you make will never buy back your soul?!?
Io trovo che portarsi a casa un ricordo di un'esperienza come quella di un concerto di un'icona come lui, debba contemplare anche il diritto di realizzare un personale ricordo materiale, da postare magari su Facebook o in una story di Instagram. Le belle esperienze non vanno solo ostentate ma si possono condividere con piacere per accrescerne il senso, per renderle comuni, per poterne parlare ed essere capiti. È come andare a visitare una città e non scattare delle foto; io non lo faccio mai! Perchè mai Dylan deve imporre al pubblico pagante come vivere intimamente il momento di un suo concerto? Considerando anche il fatto che - battuta di Tanica a parte - la versione live odierna del Nostro può generare fastidiosissimi effetti collaterali...

>> PDF artwork <<
Patty Smith non è nuova al giochino delle covers ("Hey Joe" di Hendrix, "Gloria" di Van Morrison e "My Generation" degli Who), basti pensare che uno dei suoi più grandi successi discografici, "Because The Night", è in realtà una cover di un brano di Bruce Springsteen, anche se il Boss si è sempre limitato ad eseguirlo solo in versione live.![]() |
| A Roma d'agosto si muore dal caldo... |
![]() |
| Il dolcissimo pargoletto di "Phenomena"... |
Il cerchio musicale si chiude nel 1980 perchè per "Inferno", ideale prosecuzione di "Suspiria", Dario Argento collaborò con Sua Maestà Keith Emerson: il musicista britannico compose una colonna sonora molto cupa e in alcuni momenti dai toni epici, con un tema principale di rara bellezza e pathos, inserendo persino cori in latino (nella sontuosa "Mater Tenebrarum") e una versione post-moderna del Va pensiero di verdiana memoria, che suona molto EL&P!
Da ricordare anche la collaborazione fra Argento e Ennio Morricone, che firmò le colonne sonore della celebre “trilogia degli animali”. Negli anni ’90, invece, in "Trauma" sarà Pino Donaggio, compositore molto conosciuto negli USA avendo scritto tutte le musiche dei gialli di Brian De Palma, ad occuparsi delle musiche.

>> Artwork front << >> Artwork back <<


Buon compleanno a ALAN SORRENTI (Napoli, 1950), famoso soprattutto per la canzone "Figli delle stelle" (1977) ma prima di questa hit autore di due album splendidi come "Aria" (1972) e "Come un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto" (1973). Tanto per dire, in "Aria" suonava un certo Jean Luc Ponty. Compie gli anni a pochi giorni da sua sorella Jenny...
Festeggia pure JOAN ARMATRADING (Basseterre, 1950), cantautrice di discreto successo negli anni '70 con canzoni folk, per poi cambiare registro negli '80, orientandosi verso un pop elaborato, influenzato anche dal reggae, dal jazz e dal rhythm & blues.
Seguono STEVE RODBY (Joliet, 1954), bassista entrato a far parte del Pat Metheny Group nel 1981; JACK SONNI (Indiana, 1954), chitarrista conosciuto soprattutto per aver partecipato alle sessioni di registrazione dell'album "Brothers in Arms" dei Dire Straits e alla successiva tournée mondiale; JACOB DYLAN (Nw York, 1969), leader dei (non fondamentali) The Wallflowers e - non dimentichiamo - figlio di Bob Dylan e dell'ex moglie Sara. Il buon Jacob, visto che il padre ha venduto in questi giorni a Universal Music i diritti del suo catalogo in un accordo da Guinness stimato 300 milioni di dollari, starà aspettando un mega-regalo dal babbo...