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lunedì 10 dicembre 2012

Free Download: VAN MORRISON - Belfast 2012



Van Morrison live all'Europa Hotel della sua nativa Belfast, 20 Ottobre 2012 (neanche tre settimane dall'uscita del suo ultimo album "Born To Sing: No Plan B"), trasmesso alla radio da French TSF Jazz il 2 Novembre scorso; la qualità è pressochè perfetta!

Track 01. Bye Bye Blackbird 03:57 (5.4MB)
Track 02. Only A Dream 04:59 (6.8MB)
Track 03. Let’s Get Lost 04:26 (6.1MB)
Track 04. Who Can I Turn To 04:08 (5.6MB)
Track 05. Open The Door To Your Heart 03:28 (4.7MB)
Track 06. Mystic Of The East 04:49 (6.6MB)
Track 07. Baby Please Don’t Go 02:38 (3.6MB)
Track 08. Moondance 05:32 (7.6MB) - Altro che quella schifezza di cover ad opera di Michael Bublé...
Track 09. Precious Time 03:21 (4.6MB)
Track 10. How Can A Poor Boy 04:46 (6.5MB)
Track 11. Keep Mediocrity At Bay 03:56 (5.4MB)
Track 12. That’s Life 04:19 (5.9MB)
Track 13. Ballerina 06:15 (8.5MB)
Track 14. Announcement Van Morrison 00:11 (274k)
Track 15. Benediction 03:23 (4.6MB)

Lineup:
Van Morrison - vocals
Paul Moore - bass
Paul Moran - keyboards, trumpet, musical director
Dave Keary - guitars
Alistair White - trombone
Chris White - saxophone
Jeff Lardner - drums
Rod Quinn - percussion

mercoledì 23 aprile 2008

Free Download: PATTI SMITH - Stoccolma 1976


Storico bootleg della Smith, ironicamente intitolato "I Never Talked To Bob Dylan", registrato a Stoccolma il 3 Ottobre 1976... qualche settimana prima che l'ondata punk si scatenasse completamente con l'uscita del singolo d'esordio dei Sex Pistols "Anarchy In The UK", esattamente il 26 Novembre del medesimo anno.
Lo show è caratterizzato da alcune covers illustri (Van Morrison, Rolling Stones, Velvet Underground) personalizzate dallo stile "lacerato" della Smith, da molti considerata la "poetessa del rock", motivo anche dell'allusione a Dylan nel titolo, al quale ha sempre preferito altri generi di poetiche, più vicine al "maledetto" Arthur Rimbaud (protagonista anche di una bella canzone del Professor Vecchioni... lo so, non c'entra niente ma mi piaceva citarla!).

Track 01
We're Gonna Have A Real Good Time Together [VU/Lou Reed] (3.4MB)
Track 02
Redondo Beach (5.4MB)
Track 03
Free Money (5.2MB)
Track 04
Pale Blue Eyes [VU/Lou Reed] (7.2MB)
Track 05
Ask The Angels (4.6MB)
Track 06
Ain't It Strange (11.4MB)
Track 07
Time Is On My Side (5.6MB)
Track 08
Radio Ethiopia (15.7MB)
Track 09
Gloria: In Excelsis Deo [Van Morrison/Patti Smith] (7.7MB)
Track 10
Land (8.4 MB)

>> Artwork front << >> Artwork back <<

Lineup:
Patti Smith - gtr, vocals
Richard Sohl - keyboards

mercoledì 21 aprile 2021

Gli "illustri nati" di oggi, 21 aprile



Nel 1947 nasce a Muskegon, Michigan, James Newell Osterberg Jr., meglio conosciuto come IGGY POP. Leggendaria icono proto-punk coi suoi Stooges, nel corso della sua carriera si è poi misurato con una vasta gamma di generi, dall'elettronica all'hard rock, dal blues e addirittura al pop! Il suo disco più recente è Free, il diciottesimo in carriera, per il quale il trombettista jazz Leron Thomas firma la maggioranza dei brani.

La biografia di Pop recita che lo stile selvaggio che lo caratterizzerà sia nato assistendo ad un concerto dei Doors di Jim Morrison nel 1967 alla University of Michigan, in seguito da lui arricchito con la pratica dello stage diving (il tuffo dal palco), rotolarsi su vetri rotti, automutilazioni, provocare il pubblico e vomitare sul palco: tutte cose estremamente simpatiche! Grande amico di David Bowie che, nel 1976, se lo porterà con lui durante il tour di Station to Station.

ROBERT SMITH (Blackpool, 1959), fondatore dei The Cure e l'unico membro della band a non avere mai abbandonato la formazione, di cui è autore dei testi e maggiore autore anche delle melodie. Anche lui icona di stile - in questo caso per il popol dark - con capelli cotonati, matita agli occhi, rossetto, camicia nera larga, pantaloni neri e scarpe da ginnastica rigorosamente bianche, indossate anche il giorno del suo matrimonio - il 13 agosto 1988 - con Mary Poole, conosciuta all'età di 14 anni a scuola e sposata dopo un'attesa durata 14 anni.  Suo testimone fu il bassista Simon Gallup.

ALFRED "PEE WEE" ELLIS (Bradenton, 1941) è un sassofonista, compositore e arrangiatore, membro importante della band di James Brown negli anni sessanta, apparendo in molte registrazioni e co-scrivendo alcune hits come Cold Sweat e Say It Loud - I'm Black and I'm Proud. Ha lavorato anche con quel simpaticone di Van Morrison.

Un ricordo finale per IAN CARR (Dumfries, 1933 – Londra, 2009), grande trombettista e compositore scozzese, presente sulla scena musicale jazz per mezzo secolo. Famoso per la sua creatura Nucleus, primo esperimento di contaminazione fra jazz e rock, con l'utilizzo di strumentazione elettronica. n. Partecipò tra gli altri al progetto Centipede, un'ampia formazione guidata dal pianista Keith Tippett e prodotta discograficamente da Robert Fripp che riuniva molti dei più rilevanti esponenti della scena jazz e prog inglese di quegli anni: Mark Charig, Ian MacDonald, Robert Wyatt, Nick Evans, Karl Jenkins e Julie Driscoll... per citare i nomi più conosciuti. 

mercoledì 20 ottobre 2021

Ciao Bruno...

 


Negli anni avevo imparato a conoscerlo, da gestore del mitico Disco Club prima (sotto la metropolitana di Cordusio a Milano, trasformato poi in un impareggiabile blog https://discoclub.myblog.it/), da grande esperto di musica e amico nel corso del tempo. In quel negozio ho acquistato i primi album su vinile della mia vita, ricordo distintamente quando acquistai il mitico live del Parco Lambro su etichetta Cramps!

Curiosità - L'ultimo post del blog di Bruno riguarda un bellissimo progetto di "spoken word" ad opera di Marianne Faithfull con Warren Ellis (fidato collaboratore di Nick Cave nei Bad Seeds), She Walks In Beauty, dove la bionda cantante 75enne recupera alcune famose opere dei poeti inglesi del Romanticismo - Keats, Byron, Shelley e altri - declamandole con stile (lei è anche una brava attrice):

   

Bruno Conti sulle prime poteva appariva burbero ed austero, non lesinando mai commenti negativi su un acquisto nel suo negozio che non corrispondeva ai suoi gusti, in perfetto stile... Lester Bangs! Ricordo interminabili discussioni sul suo mito Van Morrison (la cui voce Bruno la paragonava a quella del suo sax), che io non mancavo di lodare per ingraziarmi la sua simpatia... ma anche perchè ho sempre nutrito una grande ammirazione per "Van the Man", nonostante il suo proverbiale caratteraccio.

Da un editoriale - a firma del direttore Guido Giazzi - apparso sul Buscadero di luglio/agosto 2021, avevo appreso delle sue precarie condizioni, in seguito ad un malore. Sul numero attualmente in edicola apprendo della sua scomparsa, attraverso un editoriale che contiene i ricordi di Giazzi, di Marco Verdi e di Paolo Carù sul caro Bruno, colonna portante del "Busca", sul quale la sua firma appariva ininterrottamente dal numero 5, praticamente dall'inizio della quarantennale storia della rivista. 


Come si dice in questi casi... sit tibi terra levis, grazie anche per i preziosi "consigli per gli acquisti" da te ricevuti negli anni! 

Quale migliore celebrazione se non parlare di musica? Sono sicuro che a lui piacerebbe così, in leggerezza. Vi presento alcune cose pregevoli che potete trovare sul Buscadero di ottobre, sul quale campeggia in copertina Massimo Priviero, da poco uscito con l'album / (la sua lunga intervista, curata da Guido Giazzi, la trovate a pag. 54, nella quale viene citato un altro caro amico, Paolo Siconolfi, che si è occupato dei missaggi nel suo studio a Vedano al Lambro).

 

Poteva mancare un ricordo di un altro grande personaggio che ci ha da poco lasciato, ovvero Charlie Watts?!? Certo che no, leggetevi l'articolo che lo riguarda a pag. 26, firmato da Mauro Zambellini.

A pag. 60 Gianfranco Callieri ricorda Nanci Griffith (scomparsa , mentre a pag. 66 si ripercorre la storia dell'ultimo album dei Beatles, Let It Be, oggetto attualmente di una succosa mega-ristampa, aspettando l'attesissimo film di Peter Jackson.

 

Dopo la disamina dell'ennesimo cofanetto di Bob Dylan a pag. 70 (il volume 16 - bellissimo - che questa volta riguarda il periodo fra il 1980 e il 1985), arrivano le consuete pagine dedicate alle recensioni, fra le quali propongo qualcosa di mio gusto.

Impossibile non citare Neil Young e il suo live Carnegie Hall 1970 (pag. 75), uno splendido concerto solitario che ripropone in veste ufficiale (ed estesa) un suo famoso bootleg:

A pag. 77 viene analizzato il nuovo live degli Steely Dan guidati attualmente dal solo Donald Fagen (il chitarrista Michael Becker come sapete non è più fra noi dal 2017), Live! North East Corridor, contenente un brano che adoro far i tanti della band, non presente nel precedente loro live ufficiale, Alive in America, uscito nel 1995:


L'inossidabile Billy Bragg, che continuo a preferire negli esordi degli anni '80 rispetto a quello di oggi, esce con un disco finalmente di grandissimo pregio, The Million Things That Never Happened:


Dal tributo - caratterizzato da alti e bassi - sui Velvet Undeground & Nico Il'l Be Your Mirror, che presenta un cast molto variegato con Kurt Vile, St. Vincent, Thurston Moore (ex Sonic Youth), Iggy Pop e molti altri, vi propongo una bella versione tutt'altro che scontata di Sunday Morning, dal suono etereo ma per nulla nostalgico, ad opera di un  Michael Stipe particolare ispirato:


Chiudo con Elvis Costello e il suo Spanish Model, versione in lingua spagnola di This Year's Model, che riprende le 12 canzoni dell'album uscito nel 1978 (più 4 pezzi provenienti dalle medesime sessions e pubblicate nelle varie ristampe) con il supporto delle voci di artisti provenienti da Messico, Colombia, Argentina, Cile, Puerto Rico e Uruguay. A detta di Elvis, quel suo secondo disco con gli Attractions è sempre stato molto amato da quelle parti. In questa nuova versiona Costello si limita ad aggiungere qualche nuovo backing vocals e qualche brano ha una lunghezza maggiore, come in Pump It Up dove è presente un interplay chitarristico fra lui e Mick Jones dei Clash:


Propongo un brindisi alla memoria di Bruno Conti e al suo preziosissimo lavoro di divulgatore di buona musica... e lo faccio recandomi presso il Clash City Rockers Cafè a Sedriano (MI), un luogo davvero particolare perchè non si tratta solamente di un bar ma un locale che presenta una peculiarità unica: la passione per la musica, in particolare per quella di “the only band that matters”! Alla tua, Bruno... ovunque tu sia.

lunedì 4 maggio 2026

Sotto il cielo d'Irlanda... c'è tanta musica!



"Il cielo d’Irlanda…”, cantava Massimo Bubola, e la voce intensa di Fiorella Mannoia ha reso quelle parole familiari a tutti noi. Ma finché non ci metti piede davvero, in Irlanda, non capisci fino in fondo quanto quella frase sia vera. Il mio recente viaggio tra Dublino e i suoi dintorni è stato molto più di una semplice visita: ha rappresentato un’immersione continua in un paese dove la musica non è solo intrattenimento, ma linguaggio, memoria e identità.

In posa presso Tower Records, 40 O'Connell Street Lower a Dublino

The Irish Rock'n'Roll Museum in Curved Street a Dublino

In memoria di Shane MacGowan dei Pogues

A Dublino la musica è ovunque. Esce dalle porte socchiuse dei pub di Temple Bar, si diffonde tra le strade acciottolate, accompagna il passo dei passanti senza mai essere invadente. È qualcosa che sembra appartenere all’aria stessa. Basta entrare in un locale qualsiasi per ritrovarsi dentro una session improvvisata: violini, chitarre, bodhrán che si accordano tra loro come se si conoscessero da sempre. Non c’è palco, non c’è distanza tra chi suona e chi ascolta. Tutti partecipano, anche solo battendo il tempo col piede, con una pinta di Guinness in mano.

Praticamente in ogni pub c'è musica dal vivo

Quello che colpisce è che ogni melodia racconta qualcosa. L’Irlanda è un paese che ha attraversato invasioni, carestie, migrazioni, lotte per l’indipendenza. E ogni evento, ogni ferita, ogni speranza si è trasformata in musica. Le ballate popolari non sono solo canzoni: sono cronache. Parlano di amori perduti e di navi che partono, di ribellioni e di sogni mai spenti. È come se la storia qui non fosse scritta solo nei libri, ma cantata, tramandata di voce in voce.

Anche fuori dalla capitale, nei piccoli centri e lungo le coste battute dal vento, questa sensazione non cambia. Anzi, si rafforza. Nei villaggi sembra che il tempo scorra più lentamente, ma la musica resta un punto fermo. Non importa quanto sia piccolo il posto: ci sarà sempre qualcuno pronto a suonare, a condividere una canzone, a raccontare una storia in forma di melodia. E poi c’è un altro aspetto che sorprende, soprattutto per chi viene dall’Italia: i negozi di dischi. Resistono. Non come reliquie nostalgiche, ma come luoghi vivi. Entrarci è un’esperienza: scaffali pieni di titoli, consigli appassionati dei proprietari, clienti che si fermano a chiacchierare. Non è solo commercio, è cultura. È il segno di un rapporto con la musica che non è stato completamente travolto dal digitale, ma che continua a valorizzare l’ascolto, la scoperta, il contatto diretto. 

Io e Phil...


Come per esempio da Hickey's Music, situato nel paesino di Sneem, nel Ring of Kerry, un piccolo e accogliente negozio di musica famoso per la sua vasta selezione di musica irlandese, fischietti (whistles) e artigianato locale. Dove ho trovato alcuni cd degli Altan e dei Moving Hearts che cercavo da tempo.


Oppure nel minuscolo Mojos Records a Dublino, dove ho trovato alcune chicche di Van Morrison e dei Thin Lizzy.

L'ingresso di Mojos Records al 2 di Merchant's Arch

Alla ricerca di musica irlandese

Un doppio bootleg di Van "The Man" che mi mancava... oltretutto ad un ottimo prezzo!

Forse è proprio questo il segreto dell'Irlanda: la musica non è mai separata dalla vita quotidiana. Non è qualcosa da consumare distrattamente, ma da vivere. È memoria collettiva, è identità condivisa, è un modo per tenere insieme passato e presente. E allora sì, sotto il cielo d’Irlanda c’è davvero tanta musica. Ma non è solo una questione di quantità. È la profondità, l’intensità, la naturalezza con cui ogni nota trova il suo posto nella vita delle persone. Ed è questo che, tornando a casa, resta più di ogni paesaggio: una colonna sonora che continua a suonare, anche a distanza.

martedì 18 febbraio 2020

Bocephus King canta De Andrè e Ivan Graziani



Che bello risentire due grandi canzoni di Fabrizio De Andrè e Ivan Graziani nel nuovo album dal sapore seventies del canadese Bocephus King, “The Infinite & The Autogrill Vol. 1”, che esce su etichetta Appaloosa, primo capitolo di una trilogia che contiene due cover davvero speciali: "Creuza de Ma" di Faber e "Lugano addio" di Ivan Graziani. Fa uno strano effetto sentirle cantare in inglese da una voce diversa da quella dei due grandi cantautori... ma l'effetto è, a conti fatti, molto piacevole!

Il cantautore spiega che "The Infinite è l’Infinito di Leopardi e l’Autogrill è quello cantato da Guccini. C’è tutta la poesia dell’Italia in questo titolo. L’immenso, la Bellezza e i dettagli. Sono innamorato della Cultura italiana, qualunque cosa facciate in questo paese la fate meglio di chiunque altro. La cucina, la moda, il cinema. Per me è un grande onore poter lavorare su queste canzoni meravigliose e portarle in giro per il mondo". 

Il disco è stato registrato al The Shelter Studio di Meda lo scorso dicembre, con una band di tutto rispetto nella quale spiccano i fiati - piacevolmente molto presenti - di Raffaele Kohler e Mario Arcari (Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè) e le chitarre di Alex Kid Gariazzo (Treves Blues Band). Il sound è figlio del grande soul e del rock’n’roll con echi di Van Morrison, Dylan e Rolling Stones. 

Acquisto d'obbligo, fidatevi del Varano: basta cliccare qui...

lunedì 2 marzo 2020

A Sesto per 4 giorni sventola la bandiera irlandese


In occasione della festività di San Patrizio, come ogni anno Milano si tinge di verde con un evento speciale al Carroponte di Sesto San Giovanni. Un appuntamento da non perdere: quattro giorni di festa per accompagnarci al San Patrick Day. Forti dei risultati dello scorso anno - in tre giorni 15.000 presenze - lo splendido spazio offrirà un festival dedicato all’Irlanda unico per Milano: attività legate alla cultura, alla musica, alla birra e al cibo tipico Irlandese rappresenteranno il collante dove gli appassionati di Irlanda potranno immergersi in una sorta di enclave Irish mentre neofiti e curiosi potranno avvicinarsi a questa cultura, sperimentarne cibi e birre e magari imparare qualche passo di danze celtiche o le regole del rugby.

Per quanto riguarda la musica, ogni sera sono previsti spettacoli per dimostrare - semmai ce ne fosse bisogno - che l'influenza della musica tradizionale irlandese è enorme in tutto il mondo. Da questa suggestiva isola sono nate grandi figure della storia musicale contemporanea: lo scorbutico Van Morrison, gli U2 di Bono Vox, i Thin Lizzy o The Cranberries. Energia, riff di cornamusa incalzanti, traboccanti pinte di birra e amore per la musica tradizionale irlandese. 
In questo 2020 le band protagoniste saranno: Il Bandarone · 4UB Italian U2 Tribute band · The Clan · Boira Fusca · The Cloverhearts · Uncle Bard & Dirty Bastards 

IRISH FEST MILANO è in programma il 13, 14, 15 e, soprattutto, il giorno di San Patrizio, il 17 marzo!
Dalle 18:00 in poi, sabato e domenica dalle 12:00 - Lunedì 16 chiuso
Media partner Irlandando – IrlandaOnLine – Ireland.com e Radio Popolare Network 

martedì 4 giugno 2019

La tipa sulla cover dei Knack


Quando uscì la canzone "My Sharona" dei The Knack, in circolazione c'erano i mini assegni, ve li ricordate? Ora siamo qui a discutere sui mini bot... ma non voglio parlarvi di economia, non ci penso minimamente. Voglio invece festeggiare un anniversario. Ci sono band che dispongono di una storia lunga ed articolata, artisti che scrivono montagne di canzoni che rimangono nelle enciclopedie di genere e chi, con una singola fiammata, firma un solo, leggendari motivetto. Questo è il caso dei Knack, che firmarono ed incisero "My Sharona", giusto quarant'anni fa. Un pezzo che non è mai andato fuori moda, un "singolo perfetto", basato su un riff molto efficace e un ritmo che ti spinge a battere il piedino senza sosta. La canzone ha rappresentato croce e delizia per la band, ha reso i Knack sostanzialmente immortali ma ha cancellato allo stesso tempo tutto il resto che la band ha fatto in carriera, trasformandoli in una formazione ampiamente sottovalutata. Il fondatore e leader Doug Fieger era un autore dotato di un ottimo talento... e anche il resto della band era composto da musicisti di tutto rispetto: Berton Averre, Prescott Niles e Bruce Gary. Si erano messi insieme nel 1977 a Los Angeles, dopo che Fieger, nato a Detroit, aveva chiuso con la sua band precedente -The Sky - decidendo di restare nella Città degli Angeli assieme alla fidanzata Judy Halpert. Fu proprio tramite Judy che Fieger, venticinquenne, conobbe Sharona Alperin, una ragazzina che lavorava in un negozio di abbigliamento in Beverly Grove. Sharona diventò una fan della band, iniziò a seguire tutti i live e Fieger - guarda un po' - si innamorò di lei, otto anni più giovane. Amore inizialmente non corrisposto... e proprio di questo parla la canzone, nata da un riff scritto qualche tempo prima da Berton Averre. Il brano arrivò al numero uno delle classifiche di mezzo mondo, negli Stati Uniti rimase al primo posto per ben sei settimane e, da quel momento, non è più uscita dalla playlist collettiva degli appassionati di rock. Un brano elettrico e divertente, una canzone con un riff imbattibile, un pezzo allegramente rabbioso che è rimasto in testa a tutti: non c’è festa rock che si rispetti dove non venga suonata almeno una volta! L’album vendette cinquecentomila copie negli Usa in due settimane, sei milioni e mezzo di copie nel mondo, il singolo arrivò in vetta alla classifica nell’agosto nel 1979. E alla fine dell’anno la bella Sharona cedette alle lusinghe di Doug e diventò la sua fidanzata. La loro relazione durò circa quattro anni, Sharona Alperin apparve anche sulla copertina del secondo album della band, ancora un successo, con due milioni e mezzo di copie vendute, ma privo di un singolo altrettanto potente.


Sharona oggi è un’apprezzata agente immobiliare a Los Angeles e si considera fortunata: “I nomi di donna hanno fatto la storia del rock, la Gloria di Van Morrison, la Sheena dei Ramones, la Michelle dei Beatles, la Jane dei Rolling Stones, tanto per citarne alcune a caso, ma di Sharona ce n'è una sola”. Quelle tettine, quello sguardo tra il malinconico e l'imbronciato, quel brano che, appena partiva, ci faceva sentire tutti dei rocker grintosi in quella indimenticabile estate...

lunedì 5 marzo 2012

Ciao Ronnie!

Sabato scorso ci ha lasciato Ronnie Montrose, dopo una durissima battaglia durata cinque anni contro un cancro alla prostata. Aveva 64 anni. Con i Montrose incise due album storici con Sammy Hagar alla voce, considerati dei veri e propri classici del genere hard-rock. Ronnie collaborò anche con artisti del calibro di Edgar Winter e Van Morrison (con cui incise gli album "Tupelo Honey" e "Saint Dominic's Preview"), oltre ad aver intrapreso una carriera solista, attiva soprattutto negli anni '90.

martedì 27 luglio 2021

FORZA BRUNO!


Il consueto, divertente ed interessante editoriale del direttore Guido Giazzi sul Buscadero, così sempre pieno di intima umanità... questo mese riserva una dolorosa sorpresa. Apprendo così della tragica situazione nella quale versa Bruno Conti, collaboratore della storica testata e grande conoscitore di musica. Oltre a frequentare puntualmente il suo ottimo blog https://discoclub.myblog.it, il mio ricordo di Bruno è indissolubilmente legato alle lunghe ore trascorse nel negozio dove lavorava, sotto la metropolitana alla fermata milanese di Cordusio. Non certo un semplice commesso ma un preciso punto di riferimento per molti che si fidavano ciecamente dei suoi "consigli per gli acquisti". Personaggio schivo, occhiali spessi neri e baffoni, può apparire non particolarmente simpatico a chi non lo conosce bene... ma è dotato di una preparazione più unica che rara, condivisa spesso in maniera tranchant. Ora sta lottando con la morte. Non posso che fargli i miei migliori auguri, con enorme affetto, dedicandogli una canzone di Van Morrison, grande amore di entrambi.

domenica 30 dicembre 2007

Gli "illustri nati" di oggi, 30 Dicembre

Nel 1946 nasce Patti Smith, soprannominata "la sacerdotessa del rock". Ha definito la sua musica in maniera estremanete concisa ed efficace: "Tre accordi rock mescolati con il potere delle parole".
A dire la verità... c’è dibattito sulla reale data di nascita di Patti (qualcuno - come me - dice il 30, qualcuno dice il 31 Dicembre, forse per aggiungere enfasi all’evento). Non c’è invece diatriba sul reale valore della poetessa maledetta del rock, arrivata a New York City all’inizio degli anni Settanta per leggere le proprie poesie scandalose, in seguito maturata su quella strada che l’avrebbe vista tra coloro che preparavano la strada all’avvento della rivoluzione punk.
Volendo inserire in questo post qualche sua canzone che amo (sono tante...), dopo una difficile cernita ho scelto "Frederick" (dedicata al marito Fred "Sonic" Smith, chitarrista degli MC5, morto per infarto nel 1994) e "Gloria", canzone della Smith basata sul ritornello (il famosissimo "G-L-O-R-I-A"...) di un brano di Van Morrison ma con testo reinventato per il nascente movimento punk rock:

Nel 1969 nasce Jay Kay, leader dei Jamiroquai, appassionato di buffi copricapi e di macchine veloci.

Nel 1972 nasce Vanessa Paradis, esplosa giovanissima con l'hit "Joe Le Taxi". Attrice, oltre che cantante, ha dato all'attore Johnny Depp la figlia Lily-Rose Melody Depp e il figlio John Christopher "Jack" Depp III.

giovedì 9 luglio 2020

Abbasso i BTS, viva Romeo!



Sono reduce da un clamoroso attacco da parte di bimbiminkia fan sfegatati dei coreani BTS, colpevole di averli apostrofati sul MIO profilo Facebook (dove dovrei poter scrivere quello che voglio) come "vomitevoli implumi" e "vergognosi cani ululanti": FINALMENTE UN PO' DI SANO DIVERTIMENTO, FACCIALIBRO ULTIMAMENTE MI STAVA ANNOIANDO A MORTE.

Coperto di insulti di ogni tipo da questi bimbetti ("Salviniano", "razzista", "vecchio rincoglionito", "sei peggio di Feltri"...), a questo punto vorrei puntualizzare una cosa fondamentale, rivendicando la profonda formamentis della mia cultura musicale. Ok Back, Stravinskij, Mozart, Elvis, Brian Wilson, Luciano Berio, David Sylvian, Jefferson Airplane, John Cale, Paul Simon, Stevie Wonder, i Beatles, Marvin Gaye, Genesis, Lou Reed, Bob Dylan, Randy Newman, Chuck Berry, Leonard Cohen, Jimi Hendrix, Devo, Emerson Lake & Palmer, David Bowie, Neil Young, Elvis Costello, Maria Callas, Van Morrison, Grateful Dead, Nick Drake, Tim Buckley, Frank Zappa, i Residents, The Who... ma LA VERA FORMAZIONE MUSICALE LA DEVO FONDAMENTALMENTE A DUE BRANI: "Bella senza trucco" di Romeo (Cantagiro 72-73) e "Collant collant" di Bruno Ciardulli, in arte Tony Brando! Altro che BTS...




mercoledì 23 ottobre 2019

Questo l'ho fatto io


E' uscito il nuovo numero del settimanale ADESSO che, come al solito, contiene (fra le varie cose che seguo) la mia doppia pagina musicale. Il pezzo portante è dedicato al nuovo album di Niccolò Fabi; anni fa lo incontrai su un treno Bologna-Milano, lo fermai e gli dissi che lo stimavo molto, soprattutto nella grande crescita artistica che aveva fatto disco dopo disco. Fu molto gentile e si rallegrò della passione comune per Sufjan Stevens, del quale parlammo brevemente e che lui aveva citato nelle note di un suo cd.
Poi le consuete segnalazioni di cd (i miei preferiti della settimana sono il nuovo IQ, Van Morrison e Paolo Jannacci), libri, siti web e le notizie più originali dal mondo delle 7 note. Se gradite... mi trovate in edicola!

lunedì 25 febbraio 2008

Free Download: STEELY DAN - The Royal scam sessions '75


Alcune ghiotte studio sessions datate 1975 per il formidabile duo degli Steely Dan, relative al loro album "The royal scam", avvenute in quel di Los Angeles!
Un gustoso aneddoto riguarda la copertina del sopracitato disco. Nel 1974 Van Morrison, durante un'intervista alla radio KSAN, lascia intendere di voler realizzare un nuovo album dal titolo "Mechanical bliss". La data d'uscita prevista (Febbraio 1975) non viene rispettata. Nel frattempo, il titolo dell'album conosce diversi cambiamenti (doveva intitolarsi "Stiff upper lip", poi "Naked in the jungle") e il pittore Zox viene incaricato di creare il disegno di copertina. Il progetto viene alla fine abbandonato, e molto del lavoro fatto verrà pubblicato soltanto in "The philosopher's stone"del 1998. Il disegno di Zox viene più tardi incorporato nella copertina proprio di "The royal scam" degli Steely Dan! Per la serie: "Come il maiale: non si butta via niente!"
Track 01
Kid Charlemagne (6.3MB)
Track 02
Sign In Stranger (6.5MB)
Track 03
Everything You Did (5.4MB)
Track 04
Green Earrings (over 7 minutes!) (9.8MB)
Track 05
Don't Take Me Alive (5.7MB)

Qui invece trovi un loro concerto londinese del 20 Maggio 1974, tenutori al mitico locale Raimbow. Ti consiglio anche una eccellente cover band italiana in tema, formata da musicisti professionisti di grande mestiere: gli 8° Dan.

martedì 6 aprile 2021

Gli "illustri nati" di oggi, 6 aprile

 


Due chitarristi molto diversi fra loro (ma altrettanto eccellenti) sono nati proprio oggi, pure nel medesimo anno! Il primo è WARREN HAYNES (Asheville, 1960), leader dei poliedrici Gov't Mule e a lungo componente degli Allman Brothers Band, dal 1990 fino allo scioglimento, e dei The Dead, gruppo fondato dagli ex Grateful Dead. Qui lo potete ammirare in una magnifica cover di "Into The Mystic" di quel "simpaticone" di Van Morrison:

   

 L'altro è JOHN PIZZARELLI (Paterson, 1960), figlio di Bucky Pizzarelli (vera e propria leggenda del jazz e dello swing, scomparso lo scorso aprile per Covid), ha registrato con diverse formazioni e orchestre e con grandi personalità della musica come Paul McCartney, James Taylor, Buddy DeFranco e Rosemary Clooney (mamma del bel George). Festeggia anche UDO DIRKSHNEIDER (Wuppertal, 1952), cantante fondatore delle band metalliche Accept e U.D.O.

venerdì 14 giugno 2019

BeCrowdy per il Busca


Il 21 luglio a Ternate (VA) si svolgerà l'annuale Buscadero Day, una data importante, che merita artisti altrettanto importanti! Lungo tutta la giornata si alterneranno grandissimi artisti della scena nazionale e internazionale. Tra i più attesi c’è sicuramente David Bromberg, James Maddock, The Gang, Priviero, Jaime Michaels e molti altri. Sostenere  il Buscadero vuol dire sostenere la musica d’autore, quella musica di qualità che da sempre è stata il fulcro di tutte le attività della rivista e di questo meraviglioso Festival. La campagna di crowdfunding veleggia verso grandi risultati, ma è importante dare un messaggio chiaro: più la forza della community sarà rilevante, tanto più si potrà alzare il livello degli artisti coinvolti. Anche il tuo contributo è davvero fondamentale! A disposizione di tutti i finanziatori, Buscadero ha messo a disposizione tantissime ricompense.  Ad esempio verranno realizzati due favolosi CD esclusivi, pensati proprio per questo progetto. Il primo CD ospiterà artisti stranieri che hanno aderito con entusiasmo a questa campagna e che interpreteranno alcune tra le più emozionanti canzoni internazionali (da Van Morrison a Steve Earle, solo per citarne alcuni). Il secondo CD ospiterà artisti italiani amici del Buscadero. Parliamo di artisti del calibro dei Gang, Priviero, i Luf e molti altri, che tradurranno e canteranno in italiano o in dialetto le più belle canzoni del songbook americano. Scoprite le ricompense davvero esclusive pensate per l'occasione, esperienze uniche ed irripetibili (come una cena con David Bromberg, possibilità di jam session con gli artisti coinvolti, magliette, bootleg live esclusivi e altre chicche). La campagna sarà attiva fino al 7 Luglio 2019.


venerdì 24 febbraio 2012

Vuoi la luna?!? Ti lascio una canzone...


La luna è da sempre fonte di ispirazione per poeti, cantanti e cuori palpitanti di gente comune. Per tutti i suoi estimatori l'appuntamento è per stasera dopo il tramonto: uno spettacolo celeste inconsueto per le nostre latitudini quello della luna rovesciata, ovvero con la falce illuminata in orizzontale! E già che ci siamo... potremmo ammirarla con il nostro fido iPod nelle orecchie e con una playlist appropriata per l'occasione:

PINK FLOYD - Dark Side Of The Moon - Tutto l'album!!!
THE POLICE - Walking On The Moon (live Tokyo 2008)
BJORK - Moon - StraLUNAta, affascinante...
ECHO AND THE BUNNYMEN - The Killing Moon - Adoro questo pezzo!!!
FISH - Poet's Moon (b-side del singolo "Credo")
STING - Moon Over Bourbon Street (live a Berlino 2010)
REM & Chris Martin dei COLDPLAY - Man On The Moon (live 2004)
PFM - La Luna Nuova (Arena di Milano 1979) - Io c'ero!!!
VAN MORRISON - Moondance (live a Montreux 1980) - Se qualcuno mi chiede Bublè... gli sparo!!!
SOFT MACHINE - Moon In June (Peel Sessions)   
OZZY OSBOURNE - Bark At The Moon (live a Dortmund 1983) - Adorabile, vecchia zia in vestaglia
NEIL YOUNG - Harvest Moon (live) - Pelle d'oca, anzi... da cappone!!!
LOREDANA BERTE' - E La Luna Bussò (live alla Radiotelevisione Svizzera Italiana 1980)

Ve ne vengono in mente altre?!?

lunedì 4 novembre 2019

Tre date italiane per i Procol Harum nel 2020


Gradito ritorno quello dei Procol Harum, una delle leggende del panorama internazionale che, nel 2017, ha festeggiato 50 anni di carriera con un tour europeo che ha toccato anche il nostro Paese ed un album, “Novum” (su etichetta Eagle Records / Universal), il tredicesimo della band, a 14 anni di distanza dal precedente “The Well’s On Fire”. Il gruppo si esibisce in rare occasioni - risale al giugno dello scorso anno il loro ultimo importante passaggio in Italia, protagonisti sul palco di Musicultura - e ogni tour rappresenta un’imperdibile opportunità di ascoltarli dal vivo. La band britannica sarà in concerto al Phenomenon di Fontaneto D’Agogna (NO) sabato 7 marzo, al Gran Teatro Morato di Brescia domenica 8 marzo e al Gran Teatro Geox di Padova martedì 10 marzo. 

L’attuale line up, guidata sempre dall’incontrastato leader Gary Brooker (voce e piano), include Matt Pegg al basso (Jethro Tull, Ian Brown), Geoff Dunn alla batteria (Jimmy Page, Dave Stewart, Van Morrison), Geoff Whitehorn alla chitarra (Roger Chapman, Paul Rodgers, Roger Daltrey) e Josh Phillips alle tastiere (Brian May, Lionel Ritchie, Pete Townshend e Midge Ure). 

FONTANETO D’AGOGNA (NO), Phenomenon Sabato 7 Marzo 2020 – 21:30.  Biglietti disponibili su www.phenomenon.it e www.ciaotickets.com 

BRESCIA, Gran Teatro Morato Domenica 8 Marzo 2020 – 21:15. Biglietti disponibili su www.zedlive.com e www.ticketmaster.it 

PADOVA, Gran Teatro Geox Martedì 10 Marzo 2020 – 21:15.  Biglietti disponibili su www.zedlive.com e www.ticketmaster.it

martedì 14 aprile 2026

Nel vento d'Irlanda da oggi risuona una voce in più


La musica perde una delle sue anime più pure: Moya Brennan, voce iconica dei Clannad e figura fondamentale nella diffusione della musica celtica contemporanea, si è spenta a 73 anni nella sua casa nel Donegal, circondata dall’affetto dei suoi cari. Con lei se ne va non solo un’artista straordinaria ma un’intera sensibilità musicale fatta di spiritualità, natura e tradizione. Soprannominata la “First Lady della musica celtica”, Brennan è stata molto più di una cantante: arpista, compositrice e pioniera, ha contribuito a definire un suono che ha attraversato i confini dell’Irlanda per raggiungere il mondo intero. Con oltre 25 album tra carriera solista e lavori con i Clannad, e milioni di copie vendute, il suo impatto è stato profondo e duraturo.

Nata in una famiglia di musicisti – primogenita di nove figli e sorella della celebre Enya – Moya ha dato vita ai Clannad nel 1970 insieme ai fratelli e agli zii, creando un ponte sonoro tra il folk tradizionale e atmosfere eteree e moderne. Una fusione che ha aperto la strada a intere generazioni di artisti. Ma è impossibile ricordarla senza soffermarsi su quello che resta uno dei momenti più alti e raffinati dell'intera storia del pop: “In a Lifetime”, il superbo duetto con Bono degli U2

 

Quel brano non è soltanto una canzone: è un dialogo sospeso tra cielo e terra, tra intimità e tensione emotiva. La voce di Brennan, eterea e cristallina, si intreccia con quella di Bono in un equilibrio perfetto, creando un’atmosfera che ancora oggi appare irripetibile. Non è un caso che lo stesso Bono abbia definito la sua voce «una delle più grandi che l’orecchio umano abbia mai sentito». “In a Lifetime” rappresenta davvero qualcosa di rarissimo: un incontro artistico capace di trascendere i generi, unendo la profondità della tradizione celtica con la sensibilità pop contemporanea. In un panorama musicale spesso dominato dalla velocità e dalla superficialità, questo brano resta un esempio di eleganza, misura e intensità emotiva. Uno dei duetti più belli e sofisticati mai realizzati.

 

 Nel corso della sua carriera, Brennan ha collaborato con artisti del calibro di Robert Plant, Van Morrison, Shane MacGowan, Paul Young e Mick Jagger, dimostrando una versatilità rara e una capacità unica di adattare il proprio stile senza mai tradire la propria identità. Nel 2023 i Clannad avevano salutato il pubblico con un concerto d’addio a Dublino, chiudendo un percorso iniziato oltre cinquant’anni prima. Un addio già carico di emozione, che oggi assume un significato ancora più profondo. La voce di Moya Brennan non apparteneva solo alla musica: era un paesaggio, un respiro antico, un richiamo alle radici. E continuerà a vivere, ogni volta che qualcuno ascolterà quelle note sospese, ogni volta che “In a Lifetime” tornerà a ricordarci quanto può essere sublime l’incontro tra due voci, due anime, due mondi. Perché certe voci non si spengono mai. Si trasformano in eco. E restano.