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domenica 23 agosto 2026

Non ci sono più i "tormentoni" estivi: siamo passati dai Beach Boys al reggaeton da supermercato



C’è stato un tempo - chi ha i capelli sale & pepe come me se lo ricorda - in cui l’estate aveva una sua precisa colonna sonora. Oggi ha un algoritmo. La differenza non è esattamente trascurabile. Negli anni Sessanta potevi andare al mare con Sapore di sale di Gino Paoli, che era sì una canzone estiva, ma conteneva malinconia, desiderio, sensualità e persino qualche accordo che non sembrava scelto da un’intelligenza artificiale dopo aver analizzato le preferenze dei clienti di un villaggio turistico. Potevi imbatterti in Azzurro di Adriano Celentano, scritta dall'avvocato Conte, oppure ascoltare Battisti trasformare tre minuti di orologio in qualcosa che ancora oggi possiede una misteriosa capacità di sopravvivenza, anche senza necessariamente apprezzare i testi dell'allora sodale Mogol.

All’estero andava persino peggio, almeno per chi oggi deve tentare il confronto. I Beach Boys confezionavano canzoni apparentemente solari dietro le quali Brian Wilson nascondeva armonie vocali da laboratorio rinascimentale. I Beatles riuscivano a essere popolari senza considerare il pubblico un insieme di deficienti. I Kinks potevano raccontare l’estate con Sunny Afternoon, facendo contemporaneamente pop, ironia sociale e meraviglia melodica.

Insomma, il tormentone esisteva già. Solo che era anche bella musica.

Ai tempi nei quali il disimpegno possedeva una melodia

Negli anni Settanta l’estate poteva avere il passo della disco, ma dietro quattro quarti apparentemente elementari c’erano musicisti che sapevano suonare. Gli Chic di Nile Rodgers costruivano architetture ritmiche sulle quali ancora oggi campano, direttamente o indirettamente, intere generazioni di produttori. I Fleetwood Mac riuscivano a vendere milioni di dischi senza rinunciare a scrittura, arrangiamenti e personalità. Mentre David Bowie poteva essere sofisticato e popolare contemporaneamente, concetto che oggi sembra quasi sovversivo. Canzoni a volte leggere, leggerissime, persino sciocche. Ma con una precisa identità.

Poi arrivarono gli anni Ottanta, il decennio che oggi viene saccheggiato senza pietà da chiunque possieda un sintetizzatore e un account Spotify. E anche lì il famigerato tormentone poteva chiamarsi Vamos a la playa dei Righeira: apparentemente una filastrocca da spiaggia, in realtà un allegro balletto post-atomico. Altro che “baby, stanotte facciamo tardi” ripetuto diciassette volte sopra una base prefabbricata.

Dalle acrobazie vocali agli sculettamenti da talent

E poi, come non citare Giuni Russo? Una voce capace di acrobazie che oggi probabilmente provocherebbero una riunione d’emergenza in una major: estensione vertiginosa, tecnica, follia, ironia, sperimentazione. Poteva cantare Un’estate al mare e trasformare persino l’imitazione di un gabbiano in un esercizio di virtuosismo, perché dietro l’apparente leggerezza c’era una cantante vera, di quelle che prima imparavano a usare la voce e solo dopo, eventualmente, pensavano al resto. Confrontarla con certa produzione estiva contemporanea è quasi sleale. Oggi il percorso sembra talvolta rovesciato: passaggio nel talent, immagine accuratamente confezionata, promozione social, qualche sculettamento strategico, consacrazione a sex symbol nazionale e infine la canzone da far transitare a Sanremo, purché non intralci troppo il resto. Badate, non è moralismo gratuito: ognuno utilizzi pure glutei, addominali e coreografie come meglio crede. Il problema nasce quando la confezione diventa più importante del contenuto e l’industria pretende persino di convincerci che siano la stessa cosa. Giuni Russo poteva stare immobile davanti a un microfono e riempire lo spazio con una nota. Oggi, per riempire tre minuti, a volte serve un intero corpo di ballo.

Esterofilia di qualità

Gli Wham! potevano produrre pop da spiaggia con una qualità melodica oggi quasi imbarazzante. Don Henley scriveva The Boys of Summer, una canzone estiva che parlava proprio della fine dell’estate, del tempo perduto e della memoria. I Police, i Talking Heads, persino i Clash riuscivano a entrare nelle classifiche senza dare l’impressione di aver compilato un modulo ministeriale per ottenere il requisito della radiofonicità.

Dal tormentone al muzak con mojito

Poi qualcosa si è rotto. Non la musica, naturalmente. Nel mondo continuano a esistere artisti magnifici, gruppi straordinari, jazzisti, rocker, cantautori, musicisti elettronici e ragazzi che registrano dischi meravigliosi nelle proprie camere. È finita, semmai, la musica popolare industriale come luogo nel quale qualità e successo potevano occasionalmente incontrarsi. Le grandi case discografiche — o quello che ne rimane dopo fusioni, acquisizioni e trasformazioni in gigantesche società di gestione dei cataloghi — sembrano aver sviluppato una particolare ossessione per la canzone che non deve lasciare traccia.

Oggi il tormentone nasce con le stesse logiche di un prodotto alimentare. Durata ridotta. Intro possibilmente abolita. Ritornello entro pochi secondi. Base ritmica riconoscibile. Frase elementare adatta a diventare didascalia social. Eventuale duetto tra cantante pop, rapper e ospite latino, perché evidentemente l’estate, dal 2015 in poi, è diventata costituzionalmente incapace di esistere senza una spruzzata di reggaeton.

Il risultato non è necessariamente brutto. Peggio... è tremendamente innocuo. Trattasi di muzak contemporaneo, per accompagnare l’aperitivo, il reel, la palestra, il supermercato, il viaggio in automobile. Non chiede attenzione perché l’attenzione potrebbe diventare pericolosa.

Una volta ascoltavi una canzone e magari ti domandavi: Che cos’è questa roba? Oggi l’obiettivo sembra essere esattamente opposto: fare in modo che nessuno se lo domandi.

Quando una canzone restava attaccata alla vita

Il problema non è la nostalgia. Anche negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta uscivano sul mercato brutte canzoni. Soltanto che il tempo, galantuomo e critico musicale molto più severo delle playlist editoriali, le ha giustamente relegate all'oblio. Ma accanto alla spazzatura si palesavano brani capaci di trasformarsi in persistente memoria collettiva. Sentivi quattro note e immediatamente ricordavi una spiaggia, uno sguardo di ragazza, una macchina, un viaggio, un amore.

Oggi molti tormentoni sembrano avere una data di scadenza incorporata: giugno, luglio, agosto e raccolta differenziata a settembre.

La differenza fondamentale è questa. La musica estiva non è diventata peggiore perché noi siamo diventati irrimediabilmente vecchi. È diventato peggiore il meccanismo industriale che pretende di stabilire preventivamente che cosa dovremmo canticchiare. E così continuiamo a chiamare “tormentone” qualcosa che tormenta pochissimo.

Passa. Funziona. Macina streaming. Accompagna milioni di video e poi scompare. Forse è questo il vero capolavoro dell’industria musicale contemporanea: essere riuscita a trasformare persino la canzone dell’estate in un prodotto usa e getta.

Una volta finiva agosto e una canzone restava. Adesso, molto spesso, finisce agosto. E, finalmente, smette anche la canzone.

mercoledì 13 maggio 2026

Supertramp, il concerto che cambiò tutto: finalmente in video il leggendario live del 1975



Per molti appassionati di rock, il 1975 rappresenta l’anno della definitiva consacrazione dei Supertramp. Dopo gli esordi ancora acerbi di Supertramp e Indelibly Stamped, la svolta arrivò con Crime Of The Century: un album destinato a ridefinire l’identità della band e a proiettarla nell’élite del rock internazionale. Trainato dal successo planetario di “Dreamer”, il disco riuscì a fondere ambizione progressive, melodie raffinate e immediatezza pop in un equilibrio rarissimo per l’epoca.

Il segreto di quella magia stava soprattutto nella scrittura complementare di Rick Davies e Roger Hodgson. Le loro composizioni custodivano l’eleganza visionaria del prog britannico, ma anche un’ironia sofisticata e una sensibilità melodica capace di avvicinarli, per certi versi, agli Steely Dan. A valorizzare ulteriormente quel suono contribuì la produzione di Ken Scott, già al lavoro con Beatles e David Bowie, che seppe trasformare Crime Of The Century in un capolavoro dal respiro cinematografico.

Sull’onda del trionfo del disco, i Supertramp intrapresero un imponente tour di 45 date culminato nello storico concerto del 9 marzo 1975 all’Hammersmith Odeon di Londra, registrato integralmente in audio e video davanti a un pubblico in delirio. Quella sera la band eseguì dal vivo l’intero Crime Of The Century, aggiungendo anche alcuni brani che sarebbero poi confluiti nel successivo Crisis? What Crisis?, tra cui “Sister Moonshine”, “Another Man’s Woman”, “Lady” e “Just A Normal Day”.

Tra i momenti più memorabili dello show spicca l’esilarante interpretazione di “You’re Adorable (The Alphabet Song)”, accolta da una vera ovazione. Era il segnale evidente che i Supertramp stavano ormai superando i confini del progressive per trasformarsi, quasi inconsapevolmente, in una delle più grandi band pop-rock del decennio.

A rendere ancora più prezioso questo documento è la qualità della ripresa originale, diretta da Derek Burbridge, futuro autore di celebri video per Gary Numan, The Police e AC/DC. Restaurato partendo dal negativo originale in 16mm e remixato in Dolby Atmos, il concerto arriva oggi per la prima volta in DVD e Blu-ray dopo essere rimasto inedito per oltre quarant’anni. Se l’audio era già stato pubblicato nel 2014 per il quarantennale di Crime Of The Century, il film completo non aveva mai visto la luce in formato home video.

Questo live cattura i Supertramp nel momento esatto in cui stavano per conquistare definitivamente l’America e preparare il terreno a Breakfast In America. Un ritratto straordinario di una band nel pieno della propria ispirazione: impeccabile sul piano musicale, coinvolgente sul palco e capace di trasformare un concerto in un’esperienza senza tempo.

martedì 26 gennaio 2021

Un poliziotto dallo scarso fiuto


Nel loro terzo disco, "Zenyatta Mondatta" (uscito nel 1980), i Police inserirono due brani strumentali, "The Other Way of Stopping", scritto dal batterista Stewart Copeland e "Behind My Camel", composto dal chitarrista Andy Summers. Quest’ultimo fece vincere al trio inglese un Grammy per la “Best Rock Instrumental Performance”, nonostante il frontman della band, lo ieratico Sting, non la sopportasse proprio, al punto da arrivare a nascondere il nastro originale, cercando di osteggiare in tuti i modi il suo inserimento nel disco. Racconta Sting: “Odiavo talmente tanto quella canzone che, un giorno, mentre ero in studio, trovai il nastro sul tavolo. Quindi lo portai sul retro dello studio e lo seppellii in giardino.”

 

Dimostrazione che anche i grandi autori ed interpreti rock, ogni tanto, possono sbagliare clamorosamente! Vogliate gradirne una cover ad opera dei Primus di Les Claypool...

mercoledì 23 dicembre 2020

Gli "illustri nati" di oggi, 23 dicembre

Antivigilia ricca di compleanni importanti nel mondo della musica, a partire dalla nascita dell'immenso CHET BAKER (Yale, 1929), jazzista sul quale ogni mia parola potrebbe apparire scontata e banale. Mi limito solo a consigliarvi la visione di due film che lo riguardano: il bellissimo documentario "Let's Get Lost", firmato da Bruce Weber e "Born To Be Blue", circolato poco in Italia, interpretato da Ethan Hawke che, pur rappresentando un'ardua sfida, l'attore risolve con una totale immersione nel personaggio, arrivando pure a cantare alcuni brani della colonna sonora.

 

Poi c'è EDDIE VEDDER dei Pearl Jam (Evanston, 23 dicembre 1964), pseudonimo di Edward Louis Severson III. Vedder ha un rapporto particolare con l'Italia: nel 1994, in Campidoglio a Roma, si è sposato con la storica fidanzata Beth Liebling, dalla quale ha divorziato nel 2000. Nel settembre del 2010 si è sposato con Jill McCormick, modella conosciuta a Milano nel 2000, con la quale conviveva dal 2004. Se non fosse per quella sua fissazione con l'ukulele...

 

Sono nati in questo giorno: JORMA KAUKONEN (Washington, 1940) chitarrista dei Jefferson Airplane, il cantante GRAHAM BONNET (Skegness, 1947) che ha militato nei Rainbow, Michael Shenker Gruoup, Alcatrazz e Impellitteri, il grande ADRIAN BELEW (Covington, 23 dicembre 1949), prima con la band di Frank Zappa (che l'ha scoperto, sentendolo suonare in un locale), poi coi Talking Heads di David Byrne, nei Tom Tom Club e infine nei King Crimson di Robert Fripp, suonando anche con David Bowie e Laurie Anderson. Nel 2017 è uscito l'album dei pirotecnici Gizmodrome, insieme a Mark King (Level 42), Stewart Copeland (The Police) e Vittorio Cosma (PFM e Elio E Le Storie Tese).

 
 
Gli ultimi festeggiati di oggi (non certo per importanza): ANTHONY PHILLIPS (Londra, 1951), primo chitarrista dei Genesis coi quali incide i primi due album, "From Genesis to Revelation" (1969) e "Trespass" (1970), prima di lasciarli per una non meglio identificata "fobia da palco" (si parlò allora di alcuni dissidi con Peter Gabriel), sostituito da Steve Hackett; RAY TABANO (Bronx, 1946), primo chitarrista ritmico degli Aerosmith, sostituito poi da Brad Whitford; DAVE MURRAY (Londra, 1956), insieme al bassista Steve Harris, è considerato il secondo membro "originale" degli Iron Maiden fino al debutto del primo album nel 1980. La sua militanza risale agli albori della storia della band, quando alla voce c'era ancora Dennis Wilcock. Nle repertorio dei Maiden, soltanto il brano "Charlotte the Harlot", (proveniente dal primo lavoro discografico, ai tempi di Paul Di'Anno) risulta interamente composto da lui. 

Giusto per amore di completezza, concludo il post con la segnalazione della nascita di MARCO CASTOLDI, in "arte" MORGAN (Milano, 1972), sul quale non voglio dilungarmi perchà davvero non lo merita, buono giusto per il serraglio sanremese. Fichè ci saranno cialtroni supremi come Giuseppe Cruciani che lo considerano un "intellettuale, artista fantastico, persona di cultura musicale infinita, grande uomo di spettacolo"... questo Paese artisticamente non tornerà mai a riappropriarsi del ruolo che gli spetta per la sua straordinaria tradizione passata.

mercoledì 18 novembre 2020

Gli "illustri nati" di oggi, 18 novembre


Oggi compie gli anni un grandissimo artista - GRAHAM PARKER (Londra, 1950) - troppo spesso sottovalutato. In pochi sanno che è anche uno scrittore di fantascienza del 1980 ("The Great Trouser Mystery") e alcuni racconti brevi pubblicati negli anni 2000.

 

Festeggia pure KIRK HAMMETT (San Francisco, 1962) dei Metallica; chitarrista e appassionato di film de paura, due anni fa a Toronto ho visitato una mostra di poster di film horror allestita con la sua collezione privata.

Gli altri "illustri nati" di oggi sono KIM WILDE (Chiswick, 1960), oltre 60 milioni di dischi venduti in 40 anni circa di carriera, figlia di Marty Wilde, cantante britannico degli anni '60; il batterista tedesco HERMANN RAREBELL (Hüttersdorf, 1949), noto per essere stato membro degli Scorpions, dal 1977 al 1995; il bassista cubano naturalizzato USA RUDY SARZO (L'Avana, 1950), vero nome Rodolfo Maximiliano Sarzo Lavieille Grande Ruiz Payret y Chaumont! Ha suonato coi Quiet Riot, con Ozzy, Whitesnake, Angel, Dio e Blue Öyster Cult. Qualche anno fa ha pubblicato un libro - "Off The Rails" - nel quale racconta le esperienze nel periodo con Osbourne, dedicato alla memoria del compianto Randy Rhoads. Nel 1947 a San Francisco nasceva invece MIKE CARABELLO, uno dei tre percussionisti di Carlos Santana e della Santana band, insieme a Michael Shrieve (batteria) e José Chepito Areas (timbales) tra il 1968 e il 1971, durante l'incisione dei loro primi tre album. 

A proposito di Michael Shrieve, posso raccontare un simpatico aneddoto che ho vissuto in prima persona. Tanti anni fa, il 22 novembre 1995, dopo un concerto dell'Andy Summers Trio presso Il Circolino di Cusano Milanino (MI), venni ammesso al backstage, perchè desideravo che il chitarrista mi autografasse un bootleg giapponese - "From Tokyo To Chile With Exitements" (ascoltabile qui) - della sua ex gloriosa band. Sapevo della sua passione collezionistica per i dischi pirata dei Police e non mi stupii più di tanto quando lui mi propose di venderglielo per 100 dollari! Naturalmente rifiutai ed ottenni il suo autografo con dedica, che ora fa bella mostra di sé nel mio studio. In un angolino del piccolo camerino se ne stava rintanato il batterista della serata sorseggiando Coca Cola, si mostrò gentilissimo ma anche piuttosto stupito quando in lui riconobbi il mitico batterista di Santana a Woodstock! I classici "due piccioni coun una fava": il bootleg autografato e un contatto ravvicinato con un musicista che visse il festival rock più famoso della storia!



venerdì 2 ottobre 2020

Gli "illustri nati" di oggi, 2 ottobre

Oggi compiono gli anni STING (vero nome Gordon Matthew Thomas Sumner, nato a Wallsend nel 1951, born in the 50's...), ex poliziotto bassista dei meravigliosi The Police; festeggia anche MIKE RUTHERFORD, bassista dei Genesis e leader dei Mike & The Mechanics (Guildford, 1950). Soffia sulle candeline pure il bassista e cantante RICHARD HELL (Lexington, 1949). In molti sostengono che il tipico look punk a base di catene, magliette strappate e chiome ispide - in seguito imitato da quel furbacchione di Malcolm McLaren - lo si debba a lui.

   

Questioni modaiole a parte - Sonar non è propriamente un blog di fashion - il bassista e cantante statunitense merita un posto d'onore tra le figure chiave del punk rock, per aver scritto "Blank Generation", sorta di inno del movimento, sia per aver militato in band storiche quali Television, The Heartbreakers e coi suoi The Voidoids. Aspirante attore, apparso in molti film di serie B, il suo ruolo più famoso resta un cameo senza battute nel film "Cercasi Susan disperatamente" del 1985, dove interpreta la parte del fidanzato assassinato di Madonna. Non dimentichiamoci infine di DONALD "DON" McLEAN (New Rochelle, 1945), autore di un altro iconico brano come "American Pie", uno dei capolavori della musica pop made in USA.

giovedì 25 giugno 2020

Free Download: THE POLICE - "Ghost In The Machine" Definitive Edition Demos




Entriamo virtualmente negli Air Studios di Monserrat (Caraibi) coi POLICE di Sting nel 1981, mentre il trio sta registrando l'album "Ghost in the Machine, il suo quarto lavoro in studio. Prodotto dalla band insieme a Hugh Padgham, nel periodo in cui iniziarono ad affiorare i primi dissidi fra i membri del gruppo, dovuti principalmente alla voglia di controllare la direzione stilistica delle canzoni da parte del bassista. Il disco è caratterizzato da un suono più aperto a influenze esotiche e funky rispetto al passato ma anche da un'atmosfera più oscura e introspettiva (vedi per esempio il mood di "Invisible Sun") rispetto ai lavori precedenti, ispirata da alcuni scritti del filosofo Arthur Koestler e dal suo libro "The Ghost in the Machine" che ha ispirato anche il titolo.
I demos in formato flac sono di buona qualità, con un po' di fruscio in sottofondo... ma accettabile, vista la curiosità del materiale proposto. 

lunedì 6 aprile 2020

Quella tragica serata a Redecesio con lo Zio Frank...



Per la serie dei free download che contraddistinguono questo blog... oggi è il turno di un concerto davvero storico del geniale Frank Zappa, svoltosi a Milano (per la precisione nella zona industriale di Redecesio di Segrate) il 7 luglio 1982. Nello stesso spiazzo tre giorni prima avevo assistito al concerto dei Police di Sting, alla loro seconda ed ultima calata milanese in carriera, dopo l'esordio al Palalido). Al link in fondo potete scaricarvi il file unico di 106 minuti tratto dal tape, una registrazione audience (più che decente) in mp3.

Quell’anno, per accettare di venire a suonare qui da noi, Zappa si era fatto pregare parecchio, perché i concerti in Italia finivano sempre tra sfondamenti e lacrimogeni (per averne una prova ascoltate "Cocaine Decisions" in "You Can’t Do That On Stage Anymore vol. 3" dal minuto 1:56). Alla fine si trovò l'accordo e Frank venne fatto suonare a Redecesio, un’area industriale alle porte di Milano contornata da laghetti e orde di fameliche zanzare. “A quanto pare nel Nord Italia un posto così lo definiscono parco” ricorderà lo stesso Zappa ricordando quel concerto. Difatti nell’acquitrino di Redecesio, quella che doveva essere una serata di sesso, droga e rock & roll, si trasformò in una con zanzare, fango e… siringhe! Dopo quel tragico show il grande disegnatore Tanino Liberatore regalò al Maestro alcuni disegni della serata che, successivamente, diventarono la copertina del disco "The Man From Utopia".



Zappa viene ritratto col corpo di Ranxerox e al collo una chitarra spezzata, mentre contrasta sciami di zanzare con una paletta. Davanti a lui, tra il pubblico festante, c’é il Papa Karol Wojtyla in delirio, mentre alcuni fan reggono uno striscione con scritto: “3-1 VAFFANCULO”. Perché quella scritta? E perché proprio Papa Giovanni Paolo II?!? E' presto detto: Zappa era incappato in un mese cruciale della storia d’Italia: il luglio 1982. Cruciale non solo per il trionfo azzurro ai mondiali (3-1 alla Germania, prendi e porta a casa), che noi tutti oggi ricordiamo... ma anche per un fatto che invece pochi ricordano e del quale il Santo Padre aveva di che rallegrarsi: il tragico epilogo del caso del Banco Ambrosiano. Uno scandalo che in parte venne coperto dalla vittoria in Spagna dei nostri 11 eroi in mutandoni bianchi.

lunedì 18 giugno 2012

Free Download: THE POLICE - Seattle, 7 giugno 2007


Registrazione soundboard effettuata alla Key Arena di Seattle, il 7 giugno 2007, durante il tour della reunion che ha fatto tappa anche qui in Italia, precisamente a Torino, che Sonar ha documentato con alcuni filmatini visibili su Youtube.

Disc I
Track 101 Message In A Bottle (7.0MB)
Track 102 Synchronicity II (8.9MB)
Track 103 Spirits In The Material World (4.7MB)
Track 104 Voices Inside My Head / When The World Is Running Down (9.9MB)
Track 105 Don't Stand So Close To Me (6.7MB)
Track 106 Driven To Tears (7.4MB)
Track 107 Walking On The Moon (8.6MB)
Track 108 Truth Hits Everybody (5.1MB)
Track 109 Every Little Thing She Does Is Magic (6.8MB)
Track 110 Wrapped Around Your Finger (8.4MB)
Disc II
Track 201 The Bed's Too Big Without You (8.2MB)
Track 202 De Do Do Do, De Da Da Da (5.9MB)
Track 203 Invisible Sun (7.3MB)
Track 204 Walking In Your Footsteps (7.0MB)
Track 205 Can't Stand Losing You (11.4MB)
Track 206 Roxanne (12.2MB)
Track 207 King Of Pain (7.9MB)
Track 208 So Lonely (10.1MB)
Track 209 Every Breath You Take (11.0MB)
Track 210 Next To You (6.8MB)


venerdì 24 febbraio 2012

Vuoi la luna?!? Ti lascio una canzone...


La luna è da sempre fonte di ispirazione per poeti, cantanti e cuori palpitanti di gente comune. Per tutti i suoi estimatori l'appuntamento è per stasera dopo il tramonto: uno spettacolo celeste inconsueto per le nostre latitudini quello della luna rovesciata, ovvero con la falce illuminata in orizzontale! E già che ci siamo... potremmo ammirarla con il nostro fido iPod nelle orecchie e con una playlist appropriata per l'occasione:

PINK FLOYD - Dark Side Of The Moon - Tutto l'album!!!
THE POLICE - Walking On The Moon (live Tokyo 2008)
BJORK - Moon - StraLUNAta, affascinante...
ECHO AND THE BUNNYMEN - The Killing Moon - Adoro questo pezzo!!!
FISH - Poet's Moon (b-side del singolo "Credo")
STING - Moon Over Bourbon Street (live a Berlino 2010)
REM & Chris Martin dei COLDPLAY - Man On The Moon (live 2004)
PFM - La Luna Nuova (Arena di Milano 1979) - Io c'ero!!!
VAN MORRISON - Moondance (live a Montreux 1980) - Se qualcuno mi chiede Bublè... gli sparo!!!
SOFT MACHINE - Moon In June (Peel Sessions)   
OZZY OSBOURNE - Bark At The Moon (live a Dortmund 1983) - Adorabile, vecchia zia in vestaglia
NEIL YOUNG - Harvest Moon (live) - Pelle d'oca, anzi... da cappone!!!
LOREDANA BERTE' - E La Luna Bussò (live alla Radiotelevisione Svizzera Italiana 1980)

Ve ne vengono in mente altre?!?

mercoledì 12 ottobre 2011

Star Tracks



E' lui o non è lui? Certo che è lui! William Shatner alias Comandante Kirk - ma anche T.J. Hooker, non dimentichiamolo - torna a colpire (e non solo gli irriducibili trekkers) con un nuovo album, questa volta addirittura doppio su Cleopatra Records, "Seeking Major Tom", fra un mese in uscita anche qui in Europa. Quello che davvero stupisce è la quantità di musicisti famosi che riesce a raccogliere intorno ai "suoi progetti musicali", questa volta - guarda caso - ispirato alle odissee spaziali. Eccovi la track list davvero invitante:

01. Major Tom (feat. The Strokes’ Nick Valensi and Zakk Wylde on guitar and and Mike Inez - Alice In Chains - on bass)
02. Space Oddity (David Bowie) (feat. Ritchie Blackmore - ex-Deep Purple - on guitar and Alan Parsons on keyboards)
03. In a Little While (U2) (feat. Manuel Göttsching from Ash Ra Tempel on guitar)
04. Space Cowboy (Steve Miller) (feat. Brad Paisley on guitar and vocals)
05. Space Truckin’ (Deep Purple) (feat. Deep Purple drummer Ian Paice and Johnny Winter on guitar)
06. Rocket Man (Elton John) (feat. Steve Hillage - ex-Gong member - on guitar)
07. She Blinded Me With Science (Thomas Dolby) (feat. Bootsy Collins on bass and Patrick Moraz - ex-Yes and Moody Blues - on keyboards/synth)
08. Walking on the Moon (The Police) (feat. Toots - Toots & the Maytals - on vocals)
09. Spirit in the Sky (Norman Greenbaum) (feat. Peter Frampton on guitar)
10. Bohemian Rhapsody (Queen) (feat. John Wetton - Asia - on bass and vocals)
11. Silver Machine (Hawkwind) (feat .Wayne Kramer - MC5 - on guitar and Carmine Appice - Vanilla Fudge/Rod Stewart - on drums)
12. Mrs. Major Tom (feat. Sheryl Crow)
13. Empty Glass (The Tea Party) (feat. Michael Schenker - UFO/Scorpions - on guitar)
14. Lost in the Stars (Frank Sinatra version) (feat. Ernie Watts on saxophone)
15. Learning to Fly (Pink Floyd) (feat. Edgar Froese - Tangerine Dream - on guitar and keyboards)
16. Mr. Spaceman (The Byrds) (feat. Dave Davies - The Kinks - on guitar)
17. Twilight Zone (Golden Earring) (feat. Warren Haynes - Gov’t Mule/Allman Brothers - on guitar)
18. Struggle
19. Iron Man (Black Sabbath) (feat. Zakk Wylde on guitar and vocals)
20. Planet Earth (Duran Duran) (feat. Steve Howe - Yes - on guitar)

Alcune versioni sono davvero piacevoli come la versione di "Rocket Man", altre sono da sentire per crederci: "Bohemian Rhapsody" con John Wetton alla voce ve la raccomando! Altre ancora sono credibili, "Walking On The Moon" con Toots Hibbert in fondo era già reggae in partenza e "Silver machine" degli Hawkwind con Wayne Kramer degli MC5 e Carmine Appice dei Vanilla Fudge è quasi bella! Ma Dave Davies dei Kinks che fa "Mr. Spaceman" dei Byrds e la coppia Ritchie Blackmore + Alan Parsons impegnata in "Space Oddity" proprio non me le sarei mai aspettate!

lunedì 3 ottobre 2011

Ex poliziotto batterista


Esce per la pregevole Minimum Fax (prezzo 17,50 euro) l'autobiografia di Stewart Copeland, grande batterista dei Police, incoronato dalla prestigiosa rivista Rolling Stone come "uno dei cinque migliori batteristi di tutti i tempi". Dopo le autobiografie di Sting, Andy Summers e pure di Henry Padovani (il primo chitarrista della band), ora è il turno della sua versione dei fatti, anche se nelle 377 pagine non si parla solo della sua famosissima band, regina delle classifiche negli anni '80. Copeland è un artista e uomo poliedrico, figlio di un agente CIA sotto copertura, personalissimo batterista rock ma anche compositore classico, autore di colonne sonore, giocatore di polo ed appassionato suonatore di taranta! Molto bella l'ultima parte del volume dove troviamo un divertente (e a tratti velenoso) resoconto del reunion tour avvenuto tra il 2007 e il 2008, un punto di vista estremamente inedito che rende la lettura davvero avvincente e ricca di spunti, come i retroscena del concerto di Torino.  Gustoso anche il suo resoconto su un incontro nei camerini coi Rage Againts The Machine, dei quali Copeland è un grande fan, come pure la descrizione del suo rapporto amoroso con la taranta e l'Italia.

"Provare con i Police è come fare il bagno in una vasca di diamanti affilati come rasoi, asciugarti con un mazzo di rose piene di spine e poi indossare un foulard di Prada. Fantastico, ma il sangue scorre copioso".

L'autore della traduzione italiana è Michele Pinnini , in passato già al lavoro con le autobio di Sting e Summers. Personalmente l'ho "divorato", finendolo in due giorni!

venerdì 9 settembre 2011

Free Download: THE CLASH - Passaic 1980


Che tempi, che band e che scaletta, basata sul loro disco-capolavoro, il "white album" degli anni '80!!! In questo concerto Strummer e soci appaiono in tutta la loro vitalità e la loro forza dirompente: un punk immediato, diretto in faccia come un cazzotto, senza troppi fronzoli ma - comunque - con idee e dettagli completamente differenti dal resto dei gruppi di quel periodo. Personalmente ho scoperto il punk coi Pistols ma ne ho capito l'importanza coi Clash!
Un soundboard di qualità eccellente (praticamente come un live ufficiale...), registrato sul palco del Capitol Theatre di Passaic, l'8 marzo 1980; questo concerto è già circolato, in diverse versioni, sotto forma di vinile, cd bootleg ed anche dvd.
Per chi se lo fosse perso, eccovi il download:

Track 01. Intro/16 Tons/Clash City Rockers (5.9MB)
Track 02. Brand New Cadillac (2.3MB)
Track 03. Safe European Home (5.7MB)
Track 04. Jimmy Jazz (6.2MB)
Track 05. London Calling (5.7MB)
Track 06. Guns Of Brixton (4.8MB)
Track 07. Train In Vain (5.5MB)
Track 08. White Man In Hammersmith Palais (6.7MB)
Track 09. Koka Kola (2.3MB)
Track 10. I Fought The Law (4.7MB)
Track 11. Spanish Bombs (5.0MB)
Track 12. Police & Thieves (8.7MB)
Track 13. Stay Free (6.4MB)
Track 14. Julie’s In The Drug Squad (5.3MB)
Track 15. Wrong ‘Em Boyo (6.3MB)
Track 16. Clampdown (skip at 1:36, inherent in the source) (3.1MB)
Track 17. Janie Jones (3.6MB)
Track 18. Complete Control (5.7MB)
Track 19. Justice Tonight (7.5MB)
Track 20. English Civil War (4.6MB)
Track 21. Garageland (5.3MB)
Track 22. Bank Robber (6.5MB)

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lunedì 20 luglio 2009

E la luna bussò


Oggi, Lunedì 20 Luglio... fanno esattamente quarant'anni esatti dallo sbarco sulla pallida Selene.
Quando nel 1969 Neil Armstrong pose,come primo essere umano, il piede sulla Luna dovettero essere stati in tanti a pensare di trovarsi davanti ad una svolta epocale. Uno di quei momenti che segnano la Storia dell'uanità, come la caduta dell'Impero Romano o la scoperta dell'America. Cribbio... il primo uomo sulla Luna non poteva che segnare l'inizio di un'era completamente nuova! Oggi, che sono passati quarant'anni, si festeggia l'evento come l'anniversario di qualcosa di ormai lontano e, tutto sommato, abbastanza banale. Nonostante tutto, quel piccolo passo per un uomo è stato veramente un grande passo per l'umanità.
Questo è un piccolo esempio di musiche che si sono ispirate a questo suggestivo pianeta:
Bark At The Moon - Ozzy Osbourne
Moonlight Shadow - Mike Oldfield
Fly Me To The Moon - Frank Sinatra
Spunta La Luna Dal Monte - Pieragelo Bertole e Tazenda
Luna Rossa - Caetano Veloso
La Luna - Angelo Branduardi
Guarda Che Luna - Fred Buscaglione
Moonshadow - Cat Stevens
Walking On The Moon - The Police

venerdì 3 aprile 2009

Hungry like the wolf


Quando uscì il primo disco degli Incubus... sinceramente pensai ad una cover-band americana dei Marillion... salvo poi ricredermi dopo il primo ascolto, considerandoli una declinazione più classica e meno aggressiva di bands come Red Hot Chili Peppers, Primus e Faith No More.

Questi antesignani del nu metal (almeno ad inizio carriera, per poi ammorbidirsi successivamente), rispetto agli esordi hanno modificato parecchio il loro stile... arrivando a duettare con 2/3 dei Police e coverizzando perfino i Duran Duran:

sabato 31 gennaio 2009

Da scaricare subito!!!


"Eleanor Is In My Head", un riuscitissimo ed urticante mash-up fra "Eleanor Rigby" dei 4 Four e "In My Head" dei Queens of the Stone Age! Scaricatelo dal sito ufficiale dell'autore Team9 o ascoltatelo su YouTube qui!

E dopo il mash-up ci sta bene un songsmith, no? C***o, non ditemi che non sapete di cosa si tratta: cribbio, aggiornatevi! Si tratta di un brano realizzato utilizzando la traccia vocale originale di una canzone (meglio se famosa...) sulla quale il software Microsoft Songsmith, in base alla voce, costruisce un nuovo tappeto musicale, in genere credibile... come una dichiarazione antifascista dell'Onorevole La Russa!
Cliccando su hotel trovate "Hotel California" degli Eagles, su beat "Beat It" di Michael Jackson e su roxanne una esilarante "Roxanne" dei Police in salsa caraibica, con tanto di steel drums artificiali!

Altro giro, altro download: "Jetstream", nuovo signolo dei Doves, primo estratto dall'imminente nuovo lavoro "Kingdom of rust", concepita come immaginaria colonna sonora dei titoli di coda di "Blade runner", capolavoro cinematografico di Ridley Scott. Lo trovate sul loro sito ufficiale.

martedì 24 giugno 2008

Free Download: STING - Chicago Session 1993


Dopo aver ampiamente parlato della reunion dei Police in vari post di questo blog, torniamo a trattare lo Sting solista con queste Chicago Session registrate nel Giugno 1993, altresì note come le Timothy White Session, uscite anni fa su cd bootleg (etichetta KTS). Il suono è eccellente, trattasi di una registrazione radiofonica. Mister Summer è affiancato, oltre che dal fidato Dominic Miller, da due musicisti eccellenti quali David Sancious alle tastiere (già con Peter Gabriel) e da Vinnie Colaiuta alla batteria.
I lettori più attenti di Sonar avranno già notato che l'anno scorso proposi il medesimo download; sappiate però che questo ha una qualità migliore, 256kbps contro i 192 della scorsa volta, per preservare il suono al meglio!

Track 01
If I Ever Lose My Faith In You* (7.8MB)
Track 02
Love Is Stronger Than Justice* (12.4MB)
Track 03
Fields of Gold* (7.0MB)
Track 04
Englishman in New York (9.1MB)
Track 05
A Day in the Life** (7.4MB)
Track 06
Fortress Around Your Heart (9.2MB)
Track 07
Medley: Epilogue [Nothing 'Bout Me]*/Every Breath You Take (11.0MB)

* Album versions su "Ten Summoner's Tales" del 1993.
** Cover beatlesiana, originariamente inclusa nell'album "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band", firmata dal classico duo Lennon & McCartney.

>> PDK artwork qui <<

Lineup: Sting - bass and vocals
David Sancious - keyboards (visto di recente sul palco di San Siro con Zucchero)
Dominic Miller - acoustic guitar
Vinnie Colaiuta - drums

sabato 16 febbraio 2008

Free Download: THE POLICE - Macau 2008


Concerto dei 3 poliziotti a Macau per il Capodanno cinese, 7 Febbraio 2008, svoltosi alla Venetian Arena presso il Venetian Resort/Casino. La registrazione audience è di qualità molto buona.

Disc I
Track 101
Message In A Bottle (7.0MB)
Track 102
Synchronicity 2 (8.8MB)
Track 103
Walking On The Moon (8.6MB)
Track 104
Voices Inside My Head (2.1MB)
Track 105
When The World Is Running Down... (7.9MB)
Track 106
Don't Stand So Close To Me (7.0MB)
Track 107
Driven To Tears (8.1MB)
Track 108
Hole In My Life (6.4MB)
Track 109
Every Little Thing She Does Is Magic (6.5MB)
Track 110
Wrapped Around Your Finger (8.6MB)

Disc II
Track 201
De Do Do Do De Da Da Da (6.4MB)
Track 202
Invisible Sun (7.2MB)
Track 203
Can't Stand Losing You (9.0MB)
Track 204
Roxanne (12.7MB)
Track 205
King Of Pain (7.3MB)
Track 206
So Lonely (9.5MB)
Track 207
Every Breath You Take (8.5MB)
Track 208
Next To You (6.0MB)

lunedì 4 febbraio 2008

In copertina


I Varani brothers a Torino in occasione della reunion dei Police... addirittura in copertina di Rolling Stones?!? Chiaramente si tratta di un gioco, ottenibile sul sito http://www.magmypic.com/ che, in un paio di click, permette di soddisfare il vostro smisurato egocentrismo, facendovi apparire sulle cover di riviste famose come GQ, Life, Sport Illustrated e Vogue!
A proposito della magica serata torinese... su The Royal Bank Of Camelot è attualmente in sharing il dvd amatoriale dello show, previa iscrizione gratuita!

lunedì 21 gennaio 2008

Le cover dei Queensryche


Chi mi conosce sa bene la mia passione per le cover di ogni tipo (a proposito... date un'occhiata a Covering the mouse, questo blog che presenta reinterpretazioni di brani tratti da film di Walt Disney!). Tramite il buon amico che nei post di questo blog si firma semplicemente A., vengo a conoscenza di "Take over", nuovo album dei grandi Queensryche, totalmente dedicato ad esse! Geoff Tate e soci si cimentano, con risultati alterni, in rifacimenti di Pink Floyd ("Welcome To The Machine", ascoltabile sul loro MySpace), U2 ("Bullet The Blue Sky" in versione live), Peter Gabriel ("Red Rain"), Queen ("Innuendo", sulla quale preferisco sorvolare...), CSN&Y ("Almost Cut My Hair"), Black Sabbath ("Neon Knights"), Police ("Syncronicity II") e altri. C'è perfino spazio per un brano classico cantato in un incertissimo italiano ("Odissea"), firmato da Carlo Marrale, ex membro storico dei Matia Bazar (non sapevo di queste passioni sanremesi da parte di Tate!), per l'album "Duetto" dei tenori Salvatore Licitra e Marcelo Alvarez.

A proposito di questo disco, il frontman della band ha dichiarato: “Non saremmo mai riusciti a fare meglio delle originali, così abbiamo deciso di cambiare l'approccio iniziale e portare le song a prendere una direzione differente e inaspettata…”; non del tutto vero perchè, avendo ieri ascoltato l'album, ho trovato sì qualche idea nuova ma, in alcuni casi, un tentativo di fotocopia dell'originale, di qualità inferiore. Consigliato quindi solo ai fans sfegatati; gli altri possono sempre ripiegare sul doppio live sia in CD che in DVD "Mindcrime at the moore", anch'esso di recente uscita, dedicato all'intera saga di "Operation Mindcrime"!